Telefilm/The Collection

Recensione | The Collection 1×02 “The Dress”

Adoro come i titoli delle puntate siano estremamente minimalisti e focalizzati sul fulcro di tutta la puntata.

Claude sta più o meno bene e non solo perché è stato picchiato selvaggiamente, ma anche per il fatto che continua a sognare e avere allucinazioni sull’artefice di questo orribile gesto ─personaggio il cui nome sembra essere Marc, ma ovviamente non ci ho prestato più di tanta attenzione; e SPOILER è stato ucciso negli ultimi frame della prima puntata─, il che è anche preoccupante e fa presagire problemi mentali al povero disegnatore ─oltre al gay friendly, può una serie non essere stracolma di drammi anche psicologici? Questo diciamo che è l’unico momento che mi ha davvero colpita prima di cominciare a parlare del motivo per cui la puntata si chiami “The Dress” ─e poi mi hanno fatto notare che nella recensione precedente vi erano fin troppi spoiler, il che non va bene perché tutti voi dovete cominciare a seguire questa serie, senza se e senza ma.

Dunque, dicevo? The Dress, il vestito.

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Nina l’abbiamo lasciata ancora a Parigi, dopo aver deciso di rimanere in questa città ─sarà rimasta per Billy o per Claude? Si accettano scommesse! Io punto su Billy─ e il simpatico fotografo ha intanto fatto vedere le foto scattate a Paul; Paul ne è entusiasta e chiede a Nina di posare per altre con abiti e scelti da lui. E qui potete ben capire la mia felicità, dato che questa proposta può significare solo due cose: ABITI MERAVIGLIOSI E FOTOGRAFIE FANTASTICHE! Sia ringraziato il Fato che mi ha fatto conoscere questa serie, perché mi fa sentire quasi in Paradiso. Fatemi dire che l’attrice di Nina è già meravigliosa di suo ─ha dei lineamenti che mi piacciono troppo─ ma abbigliata e acconciata alla maniera degli anni ’40-’50… va be’, ma di che stiamo parlando? Qualcosa che va davvero oltre la bellezza a cui siamo abituati ogni giorno; i vestiti sono meravigliosi anche addosso ai manichini ─voglio sapere tutti i nomi dei costumisti perché devo dedicare loro statue. Ormai abbiamo capito che Billy è un fotografo molto stravagante e innovativo, e decide quindi di portare Nina ─con in dosso il vestito della foto─ in un quartiere che dopo ho compreso essere malfamato ─perché io arrivo sempre più tardi rispetto agli altri. Nina si trova per sua sfortuna al centro del mercato ortofrutticolo e viene presa di mira dalle donne che lavorano lì, le quali ─cosa inaspettata davvero─ cominciano a spintonarla e a strapparle il vestito ─povera Nina ma anche povero vestito. Questa scena, credetemi, mi ha fatto stare davvero male e mi ha colpito con una morsa allo stomaco: vedere quella povera ragazza quasi picchiata per nessuna ragione… non so, contate che sono pure molto sensibile.

La puntata mi è piaciuta in generale e non ho trovato nulla che mi abbia lasciato con una smorfia sul viso. Apprezzo anche come, nonostante sia ambientato in un periodo storico forte, tratti raramente questo argomento –un po’ come a dire: tutti sono capaci di raccontare del secondo dopo-guerra, ma noi vogliamo parlare della moda del secondo dopo-guerra.

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