Masters of Sex

Recensione | Masters of Sex 4×02 “Inventory”

Questa settimana la puntata è stata relativamente ricca di avvenimenti, ma tutti raccontanti in modo estremamente sottile e “parlato”. Non che sia un male, ma ho trovato alcuni punti leggermente trascinati (soprattutto gli infiniti dialoghi a più riprese fra Gini il dott. Madden).

Gli autori ci stanno ormai abituando a procedere lungo binari paralleli, in quanto Virginia e Bill sembrano seriamente intenzionati a condividere solo uno spazio di lavoro e un nome, senza effettivamente lavorare insieme. In realtà, penso che entrambi stiano facendo di tutto per non incontrasi perché sanno bene che, quando accadrà, le cose potrebbero andare totalmente fuori controllo.

È ormai confermato che Gini e Dan non sono mai convogliati a nozze e che le cose fra loro sono finite, anche se non si sa come e perché. È probabile che l’esitazione di Virginia al gate, prima di partire, abbia chiarito a tutti che Dan era solo un modo per sfuggire dall’uomo che ama veramente, malgrado tutto.

Per il resto, la puntata è tutta centrata sulla riabilitazione di Bill che, senza rendersene conto e senza volerlo ancora ammettere a sé stesso, sta percorrendo i passi degli Alcolisti Anonimi. Non a caso la puntata si chiama Inventory, in riferimento all’inventario morale che si fa delle persone che si è fatte soffrire a causa della propria dipendenza.

I broke her heart. And I can’t change that.
I can’t change the fact that my kids… hate me.
I can’t change… anything.

Questa puntata, come del resto tutta la storia, ci fa riflettere sull’importanza della verità e sulla pericolosità dei segreti. Libby finalmente racconta tutta la verità a Bill. La sua verità, su come ha passato gli anni del matrimonio
cercando un briciolo di libertà nelle braccia prima di Robert, poi di Paul. C’è qualcosa di profondamente catartico nella scena in cui Bill è lì, immobile, di fronte alla sconfitta definitiva: in tutti questi anni ha pensato di avere il controllo, anche nel torto; di essere l’unico a prendersi certe libertà dal matrimonio. E invece no. Anche a lui sono state dette menzogne, anche lui è stato tradito. Possiamo quasi sentire il rumore della menzogna che si era costruito rompersi: l’illusione che fosse il traditore di una moglie incrollabilmente leale.

E invece no.

An entire world out there.

Questa rottura è catartica anche per lui: si rende conto che col suo male ha portato altri ad agire con meschinità. Ma non può farci niente e non deve farci niente. Ha perso tutti i diritti e tutto il controllo.
Ora Libby può davvero iniziare a ricostruire la sua vita, forse trovando in cuor suo la forza di tollerare la presenza di Bill e dimostrando la sua lealtà in un altro modo, ovvero verso Gini e verso quel patto che ha protetto il loro rapporto da tutto.

Alla verità che irrompe violenta nella vita di Bill fa da giustappunto il gioco di Virginia, che mente a tutti – men che meno a sé stessa – quando si manda dei fiori in ufficio, quando parla con la figlia, quando raggira il dottor Madden con un’abilità e una manipolazione mentale degna di Bill Masters. In fondo, anche se per motivi e con scopi diversi, loro due non sono così diversi. E mi risulta difficile capire fino in fondo perché Gini tira questo raggiro perverso al dottore, usando come sempre la sua sessualità per sottolineare il suo potere, per rafforzare l’idea di dover fare di tutto per andare avanti e avere successo, come se dovesse provare qualcosa a qualcuno.

Nell’ultima puntata della terza stagione, nelle ultime scene, lei confessa di aver vissuto la sua vita “trattenendo il fiato”, sperando che tutto si mettesse a posto da sé, ma che era stanca di aspettare un miracolo, che voleva prendere in mano la situazione. In realtà a me sembra che lei stia ancora brancolando nel buio delle sue paure, annaspando come può nella bruciante necessità di provare a sé stessa il suo valore nei modi sbagliati.

Ancora nel tema delle menzogne abbiamo i Connolly perché, anche se un po’ sullo sfondo, il telefilm parla pur sempre della sessualità e della terapia dei sensi, dove è importante la totale sincerità fra i partner. Come dice Bill, un desiderio nascosto smette di essere un desiderio e diventa un segreto.

E ancora, i nuovi partner di Bill e Gini, ovvero Nancy e Art, che si scopre essere suo marito. Ci sono rimasta secca! Perché mentire? Come possono sperare che la verità non venga mai a galla? Sono piena di domande per quanto riguarda questa nuova linea della storia e non vendo l’ora di vederne gli sviluppi.

Ma ora vi lascio al trailer del prossimo episodio, The Pleasure Protocol.

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