Poldark/Telefilm

Recensione | Poldark 2×02 “We Are The Masters Of Our Fate”

Quanto pathos in questo episodio di Poldark. Quanta attesa.

Snervante. Colma di dubbi, di ansie e che ci ha tenuto con il fiato sospeso.

Quei minuti che non sembrano passare mai, come se in questo episodio tutto il tempo si fosse dilatato, oltre l’inverosimile. Oltre sguardi e menzogne, tra struggimenti e ghigni, che siano malefici o di soddisfazione. Ogni gesto ha avuto il suo peso, ogni azione ha avuto il suo esito ed è stato ogni volta come osservare una moviola, come contemplare una goccia lenta a scalfire un masso. Angoscia e tensione.

Una sola cosa è certa – il destino, lui, è stato il motore di tutte le vicende che hanno circondato il processo, e che hanno avuto la corte come fulcro principale dell’azione. Una corte in tumulto, una corte di parrucche e arcigni visi scavati dalla menzogna.

Eppure, oltre gli uomini, è stato il destino, quello che noi stessi modifichiamo con le nostre azioni, ad avere in qualche modo contribuito all’esito di questa puntata, e anzi, ad averci aspettato fin dalla scorsa volta al bivio doce ci eravamo lasciati, tra vita e morte. Era lì, all’incrocio per Bodmin, forse anche un po’ beffardo, ma guardava i due Poldark e le loro famiglie…e li attendeva. Pronto a mostrare il suo pollice verso.

Francis

E’ proprio lui, per primo, a farci sospirare e a dirci che il destino, così come ci viene insegnato, è solo frutto delle nostre azioni. Eppure, si chiede, ‘come ho fatto a passarla liscia stavolta?’

Il destino? Il diavolo? La provvidenza?

A quanto pare, nella sua condizione di mediocrità che sente sempre più pesante, il fatto di non essere riuscito ad andare fino in fondo nemmeno con un gesto così definitivo lo sconforta. Sente di non avere nemmeno potere decisionale sulla sua sorte, il povero Francis. Forse però, riesce anche ad aprire gli occhi, e a capire che, nonostante tutto, seppure non sia arrivata la sua ora, c’è ancora qualcosa in serbo per lui.

Che sia buono o meno, quel che lo aspetta, non possiamo rivelarlo. Eppure la lezione impartitagli è grande ed ha il suo peso.

Ciò che appare evidente è che il destino può regalarci talvolta una tregua, una sorta di calma apparente, ma è solo quel momento di pace che può essere preludio solo di una grande tempesta. E di questo temiamo.

Nefasti presagi o meno, che vengano o no dalle carte, devo dirlo sono ormai diventata con Francis quasi come una madre apprensiva e protettiva, nel vederlo combattere e struggersi per il confronto con ciò che lui NON è. Ha avuto quello che voleva ma non lo ha mai ottenuto affatto e fino in fondo. Da un lato, però, mi auguro che riesca – almeno per soddisfazione personale – a cantargliene quattro a quel putrido Warleggan e a fare i conti con se’ stesso e con la sua vita. Una seconda possibilità, del resto, non la nega neppure il destino.

E speriamo, allo stesso modo che Elizabeth, in cuor suo lo aiuti.

E si svegli.

Elizabeth

OOOH??? CI SEI??? CE LA FAIII? SEI CONNESSA???
Scusatemi.

Sembra aver perso slancio e smalto a mio avviso, e nonostante si prodighi e si strugga come una damina infilzata manzoniana, questa sua in-attività mi perplime. E’ sempre in movimento, ma è come una trottola rivolta solo a girare su se stessa e su un punto solo!  Avete visto il figlio voi? Avete visto dove è finita la preoccupazione per suo marito?
Oh si, ‘Grazie cara Demelza per esserti sacrificata’, ma le parole hanno senso fino a che la parabola discendente con le quale vengono lanciate non si conclude che con un tonfo. E soprattutto, quando vengono dette per mera convenzione, perché ‘sta bene’ fare così. E’ l’etichetta.
E’ fin troppo umorale e lunatica per come la ricordavamo prima Elizabeth, spocchiosamente algida e intenta a flirtare (anche se forse, sul secondo punto, tiene ancora in caldo le sue cartucce).
Si sta infilando, ed è chiaro, in un gioco pericoloso del quale forse ancora non si avvede, e spero per lei sappia calcolare i rischi del suo noncurante e costante giocare alla damigella in pericolo.

Un momento di estasi collettiva va segnalato: un regalo per tutti noi, quello avvenuto alle parole di Francis

“Se non fossi tornato IO a casa, avresti pianto lo stesso?”

APPLAUSI A SCENA APERTA.

Il putrido Warleggan

L’ambizione rende l’uomo capace di qualsiasi bassezza, non importa il livello o l’estrazione sociale. E se l’animo è putrido, non potrà che uscirne fetore. Fetore e miserabilità.
Magra consolazione la piccola vittoria su di lui al processo. Prepariamoci al contro attacco, vista la fuoriuscita di bile che ha avuto, il putrido. Forse avrà quel che vuole o solo in parte, ma la rovina – caro mio – genera altra rovina ancora, e come una piaga, non se ne avrà scampo.

Un plauso certamente va fatto a Jack Farthing che interpreta magistralmente le malefatte incarnate in sembianze umane. Dopo King Joffrey è sulla mia personalissima lista dei più odiati telefilmici.

Demelza

La forza di questa indomita battagliera baciata dal fuoco questa volta cede. Cede sotto il peso delle incertezze e della paura, e mentre sembra mancare l’aria, scopriamo perfino come una notizia così bella da portare dentro, diventi quasi un’angoscia e un peso.


Combatte, ma è ferita. Combatte, ma ha paura che non sia possibile salvare nulla, e nonostante tutto si adopera. Demelza è la reazione alla non-azione di Elizabeth, ma forse, piccola cara Demelza, dovrai imparare a capire quando, talvolta, a chi non fa nulla le cose vanno anche fin troppo bene, mentre chi si affanna a si dispera, non rimarrà altro che con in mano un pugno di nulla e il pentimento delle azioni compiute.

Oh, come ha sofferto. Oh, come ha gioito, col peso nel cuore e sulle spalle e con il mondo a girarle attorno sempre più velocemente.

L’unica reazione che avrei voluto davvero vedere sarebbe stato, ad ogni modo, il lancio di una bibbia rotante al pio uomo di chiesa che è diventato suo padre. Solo per dire. Quando la misura è colma, è colma.

Ross

Ancora una volta, da vittima a vincitore. E no, non ha vinto la giustizia, ha vinto il buonsenso, laddove Ross è sembrato usarne molto poco, rifuggendo seppur abilmente i consigli del suo avvocato.

Non possiamo non gioire, non possiamo non esaltarci quando con abilità arringa la corte e la giuria, eppure ha rischiato grosso. Grossissimo.

Personalmente, ho trovato meraviglioso il gioco di paralleli tra i due Poldark – entrambe salvati dalla sorte ma probabilmente con la certezza che ci sarà un fulmine pronto a colpirli in futuro. Ancora di più ho apprezzato il paragone tra Ross ed il ribelle condannato.

Potrà essere sembrato questo, infatti, un episodio di raccordo, di evoluzione e sviluppo. Se ci pensate bene, beh, non è stato solamente questo. E’ stato un confronto, così come nella corte, anche sul piano emotivo e psicologico dei personaggi – soprattutto quando Ross si trova faccia a faccia con il condannato dal crine fulvo.

Le due celle speculari e opposte, le due accuse – diverse ma simili – a causa di quella ribellione che gli Inglesi temevano come cancro instillato dalla Francia e da idee di Eguaglianza.  E di eguaglianza, no, non possiamo parlarne in questo caso. E il destino stesso che guizza dallo sguardo di Ross a quello rassegnato del malcapitato condannato, quando entrambe condotti verso la stessa via davanti al giudice, si incontrano poi con passi opposti al ritorno nei corridoi dei sotteranei – l’uno verso la tomba, l’altro verso la vita. E’ come se avesse pagato lui per il risveglio di Ross, perché il destino ha scelto così.

Ross è certamente audace, spavaldo, ma ha vacillato e credo inizi a rendersi conto e a fare i conti con le sue debolezze di uomo e con le sue paure.

Il rifiuto, nei confronti di un’ulteriore allargamento della famiglia, è paura per l’ingestibilità della sua vita, quella tumultuosa ingestibilità che lui stesso è conscio di provocare.

Lo amiamo comunque, anche se (sdrammatizzando) è la seconda volta che credo sbaglino a cotonargli i ricci.

Lo rivogliamo un po’ più Mitchell e meno parruccone, se possibile.

Menzioni speciali (ovvero, ciò che va detto senza troppi giri di parole):

Nonna Poldark

Cara Liz, #stacce. E metti in moto quei due neuroni che fluttuano nel cranio.

Caroline e il Dottor Enys

Già li chiamano #Dwaroline. Potrebbero conferire soddisfazioni al suono di stoccatine e ammiccamenti.
Un po’ meno Dawson e Joey possibilmente, ve ne saremo grati.

Verity

Non pervenuta. Ne vorremmo personalmente di più.
E il Capitano? Che fine ha fatto?

L’avvocato d’ufficio


Gli anni persi da quest’uomo per seguire il processo dalla parte di Ross. Una maschera di terrore e fatica.
Ho sudato e avuto tre infarti al suo posto.

Ordunque, se anche questa volta, siete riusciti a giungere fino a qui, e avete provato a lasciare che l’ansia e la tensione di seguito al processo scivolassero via con qualche riflessione e, perché no, con una risata beh…non cantate vittoria troppo presto! Poldark dona gioie, ma altrettante ne toglie per una sorta di amara legge del contrappasso alla quale ormai dovremmo essere avvezzi.
Credo che fra esattamente una settimana, sempre qui, ad attenerci nella tumultuosa Cornovaglia, ne avremo di cose di cui discutere più che animatamente…

Brace yourselves.

                                                                                                                                                                    -Notforyourears

 Ringraziamo: Serie Tv Mania | Aidan Turner Italia | Poldark ItaliaGli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Blends of Scotland, Ireland, UK: Ladies’ perfect Tea |Roba da Vittoriani | Eleanor Tomlinson daily | Ross e Demelza Poldark Italia | Aidan Turner Source. | Heida Reed Source.

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2 thoughts on “Recensione | Poldark 2×02 “We Are The Masters Of Our Fate”

  1. Davvero con il fiato in sospeso per tutta la puntata! Per fortuna tutto si è risolto, almeno per adesso… prevedo ancora tanti guai e tanta sofferenza! Guardando la preview della prossima puntata mi sembra di capire che ci sarà anche un ritorno di fiamma tra Ross e Elizabeth (per carità Ross non mi deludere!), staremo a vedere!
    Nel frattempo tanti complimenti per le tue recensioni che sono sempre fantastiche, non vedo l’ora di leggerle dopo ogni puntata.

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    • Hai ragione. Purtroppo credo ci sia qualcosa di molto di più di un ritorno di fiamma….e ci sarà anche qualche avvenimento che ci scombussolerà di brutto! Però, è per questo che amiamo Poldark!
      Grazie a te per aver letto e apprezzato! ❤

      Mi piace

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