Masters of Sex

Recensione | Masters of Sex 4×01 “Freefall”

E sono tornati! Alla grande, direi.

Se avete bisogno di una rispolverata, ecco a voi un recap della terza stagione, che ci aveva lasciato con Bill e Virginia definitivamente separati, incuranti del destino della loro stessa clinica.

E da qui riprendiamo, qualche settimana dopo. Qui scatta subito l’applauso a Annaleigh Ashford, l’attrice che interpreta Betty, perché già dai primi minuti è lì a ricordarci la vena sapientemente comica di questo telefilm e di cui lei è la guida indiscussa.

Scuse su scuse raccontate a pazienti e creditori. Sullo sfondo: le trame colorate, geometriche e un po’ pacchiane degli anni Settanta. Sin da subito, le promesse di trailer e locandine sono state rispettate.

Così come il motto di questa stagione: They’ve found their groove. Hanno trovato il loro ritmo. Non solo loro, mi sembra, ma anche gli autori: questa prima puntata fa da ponte fra le serie, mette i punti in ordine, pone le basi ma lo fa col giusto ritmo perché già sappiamo che dalla prossima puntata vedremo di che pasta è fatta questo nuovo “ritmo”.

I due binari narrativi su cui si muove la puntata sono destinati ad unirsi: da una parte abbiamo Bill nel classico stato di negazione del suo problema con l’alcol e, dall’altra, Virginia che già si gode l’ennesimo fallimento matrimoniale. Questione Dan Logan: tanto rumore per nulla? Per tutta la puntata, è sembrata come il grande elefante nel salotto. C’è, ma facciamo finta di non vederla.

Ironico il parallelismo fra Bill e Virginia che, seppure ormai divisi e separati da diverse miglia, si ritrovano inesorabilmente al bar, di fronte ad un cocktail che è sempre di troppo, a rimuginare sui propri errori – o a commetterne di altri, come nel caso di Gini. In tutti i modi la storia ci sta dicendo che, in fondo, non sono due persone così diverse.

Tra i due litiganti, c’è almeno Libby che “gode”: lei sì, che si sta riprendendo in mano la vita. E io voglio tanto bene a Bill, ma come a sofferto lei, poche – ah, se solo avesse conosciuto Betty Draper! Avrebbero fondato un club. Libby ha finalmente trovato la forza di uscire dalla gabbia che per tanti anni si è imposta per il solo benestare apparente della famiglia – e per evitare le chiacchiere del vicinato di periferia.
In un certo senso, il suo percorso, che si conclude ora con un apice rivoluzionario, è quello che sullo sfondo storico si sta piano piano svolgendo da parte di tutte le donne: sono gli anni del Sessantotto e della Rivoluzione dell’Amore, l’amore libero. Sono gli anni in cui le donne si liberano dei reggiseni, come si vede al TG qualche minuto prima, così come dei mariti che per anni le hanno fatte soffrire.

Per il resto, l’episodio ci mostra come le strade di Bill e Virginia si riuniranno nella villa di Mr. Playboy: Hugh Hefner, magnate del sesso su carta, fa capire ai due come ormai Masters & Johnson sia un brand, un marchio di fabbrica: non si può tornare indietro, non si può cercare un’altra via diversa da quella e che unisce i loro nomi. La gente lo vuole, gli editori lo vogliono, gli investitori lo vogliono.

New people. New partners.

Insieme, ma separata da un muro di gelo, Bill e Gini decidono di procedere col loro marchio come i separati in casa: due attività che condividono un ufficio. Due strade parallele che non vogliono più incontrarsi. Ed è qui che la puntata “introduttiva” si conclude lasciandoci a quello che sarà effettivamente il fulcro della stagione: un nuovo assetto, per tutto. Anche se devo dire che la reazione di Virginia, quando capisce che Bill è andato a lavorare, è alquanto fuori luogo: è vero che la clinica è di entrambi, come dice lei, ma per come la pone lei si lavora se e solo se ad esserci sono entrambi. Questo non mi pare giusto, detto da una che ha mollato la nave mentre stava affondando con tutti quanti a bordo.

You wanted something else… so you picked someone else.

Bill si arrende. Depone le armi, finalmente. E sembra quasi che dopo aver toccato il fondo, dell’ennesimo bicchiere come della sua vita, dovendo elemosinare vestiti scadenti e un posto dove dormire, sia quasi sollevato. Ha perso tutto: la moglie, l’amante, il lavoro, i figli. Ne è perfettamente consapevole, ma forse proprio perché libero da tutti questi “possedimenti”, è finalmente libero da quel bisogno, interno e profondo, di controllare e manipolare tutti. E forse solo così, insieme agli incontri con gli AA, che potrà ritrovare sé stesso. Così come sono funzionati per il fratello – ricordiamo quelle puntate bellissime – funzioneranno anche per lui.

Ecco uno sguardo a quello che accadrà nella prossima puntata, Inventory.

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