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Sapevatelo | The Get Down

Ciao a tutti voi amici pelatosi!

Durante questa calda estate, il sempre sia lodato Netflix, ci ha donato due delle serie migliori di questa stagione (se non di tutto l’anno). Una è ovviamente Stranger Things, mentre l’altra è The Get Down.

Dire che The Get Down è un musical drama secondo me sarebbe riduttivo. Sicuramente la musica gioca una parte importantissima nella serie, e la maggior parte di quello che accade gira intorno ad essa, ma non è che ci ritroviamo da un secondo all’altro i protagonisti che inscenano balletti, perfettamente coreografati, al centro della strada, mentre cantano le loro pene d’amore. E poi non è solo un drama, perché sì, ci sono delle scene pesanti e che
raccontano problemi di quegli anni, che continuano (tristemente) ad essere attuali, ma ci sono anche dei momenti in cui si ride, in cui i protagonisti, che sono tutti ragazzi, si divertono. Tutto questo per dire che no, The Get Down per me non è solo un musical con elementi drammatici.Ma passiamo alla trama.

Bronx, 1977.Il quartiere più povero di New York è completamente allo sbando, i detriti dei palazzi riempono le strade sporche,migliaia di graffiti colorano i treni ed i muri, le persone danno fuoco alle proprie case per riscuotere l’assicurazione, le gang si scontrano per le strade e gli abitanti ormai sembrano essersi arresi al fatto di non essere niente per chi governa la città (e ciò in parte è vero). Proprio in questo contesto quasi apocalittico, che viene rappresentato perfettamente nella serie, c’è una cosa che unisce le persone. La musica. Infatti è proprio in questi anni, ed è proprio nella Grande Mela, che nascono i nuovi generi musicali che poi segneranno il decennio, e quelli a venire. La disco e l’hip hop. Mylene è una giovane portoricana, figlia di un predicatore estremista e di una madre sottomessa, ed il suo sogno è di diventare una star della disco, come Donna Summer. Ezekiel ,”Zeke“, ragazzo di discendenze latine e nere, vive con gli zii dopo che entrambi i genitori sono morti per colpa delle gang, ha un’intelligenza fuori dal comune ed un’abilità con le parole straordinaria, e sogna di calcare i palchi del mondo come MC. Le storie dei due protagonisti si intersecano mentre entrambi, circondati dagli amici fidati, cercano di raggiungere i propri obiettivi senza però dimenticarsi degli ostacoli che la vita gli porrà davanti, sognando le luci di Manhattan, così dannatamente vicine eppure sembrano trovarsi dall’altra parte del mondo.

La storia però non è proprio così semplice, i personaggi sono tanti, anche se questi primi 6 episodi sono incentrati sulle figure di Mylene e Zeke.

Zeke ha come migliori amici i fratelli Kipling, Dizzee, che disegna artistici graffiti su un alieno di nome Rumi, Ra-Ra, il più “normale” e con la testa a posto del gruppo e Boo-Boo, il più piccolo ma con la lingua più tagliente. Ai quattro si unirà poi Shaolin Fantastic, ragazzo di strada fissato con il Kung Fu e che vuole diventare un DJ pari al suo idolo Grandmaster Flash, e con i quattro formerà il gruppo dei “The Get Down Brothers“. Shaolin lavora per Fat Annie, una dei maggior boss del Bronx e proprietaria del Les Inferno, club alla moda, dove gestisce il traffico di droga ed in cui lavora anche il figlio Cadillac, egregio ballerino dall’animo corrotto.

Mylene è invece supportata dalle sue migliori amiche Yolanda, la maggiore dei fratelli Kipling, e Regina, che la sosterranno nel suo intento di diventare una diva. A casa invece il padre, pastore dal passato difficile, cerca di tarpare le sue ali e la sua voce, mentre la madre, che cerca di appoggiare la figlia, non riesce a ribellarsi al volere del marito. Ad aiutare la ragazza ci penserà però lo zio, Francisco Cruz, detto “Papa Fuerte“, boss che sogna un radioso futuro per la nipote e per il suo quartiere che però metterà la sua carriera nelle mani di un produttore discografico fallito, Jackie Moreno.

Tanti personaggi per raccontare una storia corale. Non vi mettete paura se all’inizio sarà difficile capire chi è chi, anche perché il lunghissimo pilot, quasi 2 ore, è molto caotico, ma già dalla seconda puntata ognuno di questi personaggi vi entrerà nel cuore (mentre altri li odierete dal primo istante *Cadillac ed il pastore*).


Ogni episodio è uno tsunami di colori, suoni, musiche, versi rap, che vi faranno immergere in una realtà completamente diversa dalla nostra, ma che al contempo presenta gli stessi problemi che possiamo avere oggi in Italia, od in altri Paesi che si trovano nella nostra stessa situazione. Una politica corrotta che si dimentica dei cittadini per inseguire il sogno di una ricchezza infinita; problemi sociali che si possono riscontrare in qualsiasi parte del mondo: la droga, l’omofobia, l’estremismo religioso e la sottomissione della donna. The Get Down, come anche altre produzioni Netflix, raccontando la sua storia, racconta anche la nostra, quella che viviamo tutti i giorni, l’unica differenza è che in questo telefilm c’è qualcosa che riesce ad unire tutti, che spinge alcune persone ad uscire da questa spirale di miseria ed odio. La musica rappresenta la salvezza ed un futuro migliore.
Non sarebbe bello se tutto ciò potesse accadere nella realtà?

Devo essere sincero e dirvi che l’episodio che più mi è piaciuto è stato l’ultimo, incalzante, con un ritmo fantastico ed una regia ricca di adrenalina. La scena nel gay club poi è stata la ciliegina sulla torta. Brillantini, musica disco che rimbomba, drag queens, luci stroboscopiche, ed una splendida orgia di corpi, baci e carezze erotiche, mentre la bellissima voce di Christina Aguilera canta sulle note di Telepathy.

Ovviamente la colonna sonora è magnifica. Canzoni iconiche di quegli anni (Daddy Cool, Bad Girls) si uniscono ad una colonna sonora originale che oltre alla già citata Aguilera, conta anche altri nomi di spicco dell’universo musicale, tra cui Nile Rodgers, Janelle Monáe e ZAYN.

Per quanto riguarda il cast, a parte i più conosciuti Jimmy Smits e Jaden Smith, la maggior parte degli attori è semi-sconosciuta, ma non per questo sono meno bravi. Anzi. Justice Smith (no, non è uno dei trecento figli di Will, e non è neanche imparentato con la famiglia) è un eccezionale protagonista, ma la vera rivelazione è la bellissima Herizen F. Guardiola, che interpreta Mylene. Attrice bravissima, con spiccate doti da ballerina ed una voce da brividi. Chissà dove si era nascosta fino ad adesso.

La serie è stata creata da Stephen Adly Guirgis e da Baz Luhrmann, che dirige anche il pilot, e che dice di aver lavorato alla stesura della serie per più di 10 anni. I due si sono ispirati anche al fumetto Hip Hop Family Tree, vincitore dell’Eisner Award, e Grandmaster Flash è stato davvero uno dei più importanti DJ di quegli anni ed è stato uno dei primi fautori dell’hip hop.

I primi 6 episodi sono stati resi disponibili per lo streaming agli inizi di Agosto, mentre per la seconda tranche, anch’essa composta da 6 episodi, non si ha ancora una data ufficiale.

Lustrini, disco balls, battaglie a colpi di versi, musica disco, pantaloni a zampa, capelli a cespuglio e basettoni. Tutto quello che rappresenta gli anni ’70 in questa serie c’è. Quindi che aspettate a fare un tuffo nel passato, per ritrovarvi a muovere i piedi a tempo di canzoni dai ritmi intramontabili? E molto probabilmente vi ritroverete a sognare di far parte dei Jackson Five e di ballare sulla pista durante un contest in discoteca, ma non vi preoccupate, non state impazzendo, è solo l’effetto Get Down!

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