Telefilm/Throwback

Throwback | Buffy l’ammazzavampiri (The Vampire Slayer)

Era una recensione che andava fatta. Qualcosa che tutti attendevate come la nuova apertura della bocca dell’inferno, il ritorno di Angel o un dannatissimo bacio finale tra Buffy e Spike.

Prima di scegliere tra i fratelli Salvatore c’erano l’ossigenato Spike e il bel tenebroso Angel, prima della biondina svampita e fatata Sookie c’era un’altra attira vampiri ovvero Buffy, e prima ancora dell’agenzia investigativa di Mick St. John c’era quella a Los Angeles di Angel.

Figli degli anni ’90, nuove generazioni, uniamoci tutti per parlare e divulgare il verbo di Buffy l’ammazzavampiri.

Serie ideata e realizzata da quel genio di Joss Whedon (che viene principalmente ricordato per i suoi brillanti dialoghi, basti pensare ad Avengers, un film che campa solo su quei gran gnocchi di eroi e le loro battute); prendendo spunto dal suo omonimo flop del 1992, decise appunto di realizzarne una serie di genere horror-action nel 1997 (-2003).

7 stagioni e ben 144 episodi che vedono al centro di tutto la cacciatrice di vampiri (e demoni) Buffy Anne Summers, biondissima, dolce e svampita ragazza; la vittima ideale di qualsiasi film horror qui farà ricredere tutti. Ogni stagione ha un Big Bad di turno da combattere da Buffy e la sua Scooby-gang formata dall’amico e unico umano fino alla fine Xander, la dolce e imbranata Willow in seguito poi strega e l’inglessissimo signor Giles, suo osservatore, nonché quasi un padre. Oltre il nuovo nemico di turno ci sono tutte una serie di sottotrame che nascono dall’approfondirsi di uno o dell’altro personaggio che ruota intorno a Buffy e poi finisce per diventarne una parte integrante della stessa protagonista.

È una di quelle poche serie che è riuscita ad esprime tutto il suo potenziale, e che di stagione in stagione si è solo migliorata.

Prima Stagione: apparentemente la più tranquilla (oltre la più breve con sole 12 puntate), ma sicuramente la più teen. Sotto il liceo di Sunnydale c’è la Bocca dell’inferno e oggetto di desiderio del Maestro, il villan. Buffy è ancora una ragazzina spaventata dalla morte, ma col supporto dei nuovi amici-alleati e della controversa relazione con Angel (un tipo misterioso che dispensa consigli nelle tenebre, proprio da fidarsi insomma), svolgerà il suo ruolo di cacciatrice, morendo per giunta per qualche secondo (perché se Buffy non muore una stagione sì, e due no, non c’è gusto).

Seconda Stagione: la più romantica di tutte, perché vedrà l’evolversi della relazione tra Buffy ed Angel, tra Willow e Oz e Xander e Cordelia. Naturalmente però è anche la prima stagione straziante perché ci saranno le prime pene d’amore e anche una scelta finale dolorosa. In fin dei conti è la stagione più umana.

Terza Stagione: è la più controversa a mio parere. Si combatte contro un essere umano: il sindaco Richard Wilkins, che trascinerà nel lato oscuro anche la seconda cacciatrice Faith che rappresenta la vera essenza ambigua della stagione. C’è un confine sottilissimo tra bene e male, è questo il messaggio che viene trasmesso. Alla fine di questa stagione, con l’ultimo addio tra Buffy ed Angel (tanto si sa che non muoiono mai determinati personaggi), si colloca lo spin-off Angel.

Quarta Stagione: la stagione meno riuscita e più stramba. I cattivoni sono un’organizzazione para-militare demoniaca che in realtà non vuole combattere al fianco di Buffy (scontatissimo). E il nuovo interesse amoroso di Buffy è appunto un militare: Riley (se Angel era affascinante come una lampada a detta di Spike, Riley non è neppure commentabile). Molto più interessante l’abbandono di Oz e l’interessamento di Willow alla magia e a Tara. Forse questa una stagione più incentrata sull’evoluzione di altri personaggi, Xander compreso (incontrerà la schietta ex-demone Anya oltre a fare i conti col suo futuro).

Quinta Stagione: la più spiazzante e anche la meglio costruita dati gli intricati espedienti usati. Abbiamo l’improvvisa comparsa di un personaggio nuovo come se niente fosse, e la lenta scoperta del suo ruolo: Dawn, la sorella di Buffy, è la chiave ed è stata letteralmente messa al fianco della cacciatrice per proteggerla da Gloria (una sorta di divinità). Nel frattempo abbiamo sia un interessamento di Spike per la cacciatrice sia la morte di Joyce, la madre di Buffy e Dawn, ma anche e soprattutto il sacrificio della cacciatrice (se la serie è iniziata con un gigantesco punto interrogativo da parte nostra, si concluderà con uno esclamativo).

Sesta Stagione: la più introspettiva e la prima dai toni più dark. Buffy viene strappata dal paradiso per tornare sulla terra dai suoi amici. Concentrati su questo tema, sullo sfondo abbiamo i “Troika”, un trio di nerd, che vuole uccidere la cacciatrice. Le loro azioni (la morte di Tara), porteranno Willow ad affrontare un grande dramma interiore che la spingerà ad uccidere e distruggere il mondo (soluzione semplice). Oltre questi percorsi interiori abbiamo un contatto (sesso da buttare giù i palazzi) tra Buffy e Spike.

Settima Stagione: la più matura e l’ultima. Il Primo è tornato e sta preparando un esercito. Anche Buffy ne raduna uno, ma di potenziali cacciatrici. Il compito è arduo se non impossibile, ma l’aiuto di tutti e soprattutto del ben ritrovato Spike con l’anima, saranno essenziali. Da qui si prosegue con i fumetti, ma in fin dei conti questo finale con la distruzione di Sunnydale e molti morti alle spalle è la più giusta, e il sorriso finale di Buffy ne è la prova.

Buffy:  non è un’eroina bella che fatta che combatte il male perché spinta da coraggio e tante altri bei sentimenti onorevoli. Lo fa perché ha questo potere, che non è un dono, contrariamente a ciò che gli altri pensano. Il male la perseguita (anche a voler scappare non c’è scelta) e perciò è costretta ad accettare il suo ruolo da cacciatrice dall’età di 16 anni. Questo aspetto la rende molto umana, ma soprattutto vicina al pubblico e alla realtà da noi conosciuta (vampiri a parte). È dolce, un po’ svampita e a volte ingenua, ma molto forte, nonostante la corporatura, e con un forte senso del dovere. Non solo il carattere frivolo e sbarazzino, ma anche l’aspetto fisico cozzano con l’idea standard di eroina che si ha (ad esempio Xena, l’eroina per eccellenza). Eppure quando Buffy scalcia e fa qualche acrobazia mentre rimprovera il cattivone di turno che le sta sporcando gli abiti, è perfettamente credibile. Da ragazzina, con looks anni ’90 improbabili, a cui viene messo in mano a forza un paletto, si trasforma in una bellissima donna (l’unica a mio parere che può andare a caccia coi tacchi) matura, più consapevole di chi sia, e che probabilmente ha una parte demoniaca quanto una umana (come tutti del resto). Reso poi questo concetto delicato (che sarà chiaro solo verso la sesta stagione) grazie alle doti recitative della deliziosa Sarah Michelle Gellar, che coi suoi occhioni verdi impenetrabili ci ha mostrato che il vero inferno era appunto vivere. In questa crescita oltre gli amici hanno molto contribuito due uomini della vita di Buffy, conosciuti esattamente nelle due fasi più opposte della sua evoluzione.

Angel: premetto che io amo follemente David Boreanaz, e che ho iniziato a seguire Bones solo per lui. Appena apparve in Buffy capitolai come la biondina. E il bello è che il suo personaggio doveva sparire al più presto (sciocchi sceneggiatori, cosa c’è di meglio di un amore proibito?). Angel a mio parere ha rappresentato la luce in fondo al tunnel per Buffy. La prova che non tutto è male nel mondo demoniaco, che oltre al bianco e il nero esiste il grigio. Certo la differenza la fa l’anima, che ha reso il caro Angelus attraente come una lampada (cit. Spike), ma noi amavamo tanto questo soprammobile sempre pronto ad aiutare Buffy. Credo che Angel abbia anche spinto Buffy a capire meglio il suo ruolo, non tanto per la sua natura di vampiro, ma perché a volte con una responsabilità simile c’è bisogno di sacrificarsi. E perciò abbiamo pianto quando la prima notte insieme, Angel è ritornato Angelus, abbiamo singhiozzato quando Buffy lo ha ucciso, e strepitato di gioia per lo spin-off e per tutti i ritorni di Angel fino all’ultima puntata. Angel non è il buono, è solo il primo vero amore di Buffy e si ameranno fino alla fine, è colui che l’ aiuterà a capire se stessa invece Spike sarà colui che l’aiuterà ad accettarsi.

Spike: diciamocelo, è apparso come lo scemo del villaggio nella seconda stagione, io l’ho trovavo attraente come un attaccapanni, e poi quando nella quinta stagione ha iniziato a provare interesse per Buffy, non so nemmeno perché, ho tifato per lui (Spuffy). Noi pensiamo sempre al figo Spike delle ultime 2-3 stagioni, ma non dimentichiamoci le origini da William il mammone poeta incompreso. La sua è una delle evoluzioni e delle interpretazioni recitative più belle. James Marsters non ha mai mostrato uno Spike meno vampiro perchè innamorato di Buffy, era sempre il solito mostro sfacciato, solo l’anima ha fatto la differenza, rispettando più lei come essere umano, ma non perdendo mai la sua verve comica e la tipica ferocia vampiresca. Opposto ad Angel dall’inizio fino alla fine. Forse ciò che ha reso affascinante il nostro vampiro alla Billy Idol è che lui ha amato Buffy per il suo lato oscuro, per essere la cacciatrice, e non principalmente per la ragazzina dolce che c’era dietro. Lui l’ha capita in un momento molto particolare della vita di Buffy, quando ha dovuto scavare a mani nude per uscire dalla tomba una volta riportata in vita.  Per lui però Buffy era unica, ma perchè era semplicemente Buffy e non altro. Questo è l’amore maturo a cui è bastato un abbraccio per comunicare e niente più (dopo tutto il sesso selvaggio fatto in passato).

(consiglio di rivedervi questa scena, perché credo che sia una delle dichiarazioni più belle mai viste)

Willow, Xander, Giles: loro sono il gruppo originale e ne parlerò insieme. Willow da imbranatissima nerd è diventata letteralmente una dea. Ha fatto quasi un percorso obbligatorio, ma nonostante tutto meritatissimo. Forse ha avuto alcune tra le storylines più belle da lei e il lupo mannaro Oz, al cambio di interesse con Tara fino allo scuoiamento di Warren nella sua forma più cattiva. All’inizio il suo interessamento a Tara l’ho vissuto malissimo, credevo fosse una mera trovata commerciale per trattare argomenti moderni con superficialità e per accalappiare nuovo pubblico. Ma poi mi sono accorta con quanta discrezione e naturalezza fosse trattato l’argomento sessuale da Alyson Hannigan e Amber Benson, tanto da far trasparire solo e unicamente il loro amore. Naturalmente la morte di Tara è stata una delle peggiori (e ringrazio sempre Amber per la delicatezza di non riapparire come visione o fantasma), ma mai per quanto ho pianto per Anya. Il demone della vendetta più schietto che ci sia farà perdere la testa al nostro Xander. Lui è la colonna di tutta la serie. La certezza che lui è umano ci rincuora. È colui che vede, come dirà poi a Dawn, ha questo potere-fardello, assistere tutti che hanno un qualcosa in più rispetto a lui. Ma senza Xander non andremo da nessuna parte, lui il suo riscatto lo ha ottenuto, anche se non è andato al college, anche se è scappato dall’altare, ha coraggio da vendere perché in ogni battaglia è in prima linea. E poi c’è il caro Rupert Giles, tutto impomatato all’inizio nei suoi completi spenti per poi mostrarsi un uomo dinamico oltre che di cultura nelle occasioni più disparate. Lui è stato il padre che Buffy non ha avuto e mai avrebbe potuto avere in quanto l’ha guidata in un mondo sconosciuto per gli umani. Il fascino inglese colpisce ancora. E nonostante l’iniziale riluttanza nell’avere un gruppo, lui c’è stato per tutti, padre, amico, membro della Scooby-gang.

Joyce e Dawn: loro sono la famiglia di Buffy, la prima ha cercato di mantenerci tutti ancorati alla realtà e la sua morte è stata devastante. Lì distesa sul divano con gli occhi spalancati è stata una visione agghiacciante per non parlare di quando Dawn la rivedrà sottoforma di Primo, è stato scioccante anche per noi. Non volevamo ricordare mamma Summers così. E poi c’è Dawn. Alzi la mano chi l’ha odiata (tutti mi sa). La sua è stata l’introduzione più geniale che abbia mai visto. Quando apparve pensai di essermi persa qualche puntata, perchè nessuno si ricordava che Buffy fosse figlia unica? E poi scoprimmo che lei era la chiave e noi pubblico continuavamo a pensare che potevamo fare a meno della sorellina soprattutto perché poi Buffy non solo si è dovuta sacrificare per lei, ma si è anche sorbita le sue continue lamentele di: Tu non mi vuoi con te! (io: Si, è vero. Ciao). Solo nell’ultima stagione l’ho potuta un minimo apprezzare in quanto finalmente aveva capito di dover supportare la sorella.

Per capire il motivo per cui Buffy sia entrata nel mito ho voluto fare un’analisi semi-approfondita di gran parte di coloro che hanno calcato la scena, cattivi esclusi, e brevi riassunti delle varie stagioni. Anche se voglio ricordare tra i cattivoni: il sindaco Wilkins, la rappresentazione che il male è anche e soprattutto uomo, e perciò nominerò anche Faith, il personaggio da me più odiato e che non si è affatto meritata la redenzione finale (non sono una sua fan). Poi l’insopportabile Gloria, eterna donna col ciclo e Caleb il prete che dopo anni e anni di visione ho riconosciuto finalmente in Castle (anche se era il Primo il vero bad ass di turno) e perché no, aggiungerei anche Angelus!

Ora come ora Buffy potrebbe non sembrare una serie originale, dati i vari vampiri sfornati negli anni, ma lei è la loro mamma. L’originalità di Buffy sta nel rendere estremamente ironiche situazioni abbastanza delicate, senza esagerare nei momenti in cui bisogna necessariamente essere seri toccando col sovrannaturale temi a noi vicini come l’amore, l’amicizia, le responsabilità, la solitudine ecc. Sicuramente manca di quella tecnologia oggi adoperata, ma è così genuino e anche realista questo telefilm a partire dalla trasformazione facciale dei vampiri fino ai vari mostri incontrati e anche i combattimenti, nonostante le eccessive capriole. Il tutto è arricchito da puntate che io definirei delle vere chicche (La vita è un musical è stata da esempio per molti altri, e non dimentichiamoci dei Gentiluomini!) che rendono questa serie un prodotto dove non ci si annoia mai (tranne la 4 stagione, ma è colpa di Riley), per non parlare del rispetto che si ha per ogni personaggio, che nonostante abbandoni la serie verrà sempre ricordato e farà anche un salutino di tanto in tanto.

Si potrebbe continuare in eterno a parlare, ma voglio concludere ora sperando che qualche novellino si avvicini a questo gioiellino, perché c’è bisogno di farsi una proprio opinione su questa pietra telefilmica. Io lo adoro per ogni sua sfaccettatura insegnamenti compresi, e non nego che Buffy con la sua imperfezione sia stata un modello per me.

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10 thoughts on “Throwback | Buffy l’ammazzavampiri (The Vampire Slayer)

  1. Bell’analisi!
    Buffy è stato il primo telefilm fantasy che ho visto, ci sono praticamente cresciuta. Ed è anche l’unica serie di cui ho tutti i dvd di tutte le stagioni. Ho visto gli episodi con il commento di attori/tecnici/registi/creatore, insomma ci sono entrata abbastanza in fissa 😛
    Concordo con te che anche se gli effetti speciali non erano come quelli di oggi i mostri erano comunque credibili. E la crescita dei personaggi è stata perfetta. Ognuno ha comunque tenuto il suo carattere di fondo pur facendo una crescita credibile.
    Non conosco i fumetti, so che esistono ma non so che trame abbiano, mi piace pensare che sia finito così. Con quel bel messaggio finale che ogni ragazza ha una forza interiore.
    Anch’io ho “odiato” Dawn e teamAngel tutta la vita (stesso discorso tuo: ho iniziato a vedere Bones solo per David).
    Il mio personaggio preferito tuttavia è Rupert Giles, il tuo? 🙂
    Mchan

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        • No, questo mai. Nonostante Angel sia il mio primo amore, io ho apprezzato tantissimo il percorso di Spike. È stato uno dei primi vampiri (prima di Damon e Co) a mostrarsi sempre per il mostro che è non desiderando invece essere più un umano… E poi la sua dichiarazione insieme alla voce del doppiatore Fabio boccanera è uno dei momenti più belli di tutta la serie 😍

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          • Comunque questa è una caratteristica dei vampiri di Buffy, l’essere cattivi sempre e comunque e non avere la minima compassione. A parte Angel, ma perché dotato di anima, che Angelus era tale e quale agli altri. Mentre in quelli più moderni (specialmente in The Vampire Diaries, che conosco un po’ di più) c’è sempre una sorta di rimpianto della vita da umani. Diciamo che i vampiri di Whedon sono meno politically correct 😉
            Mchan

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  2. buffy il mio primo amore,sarah michelle gellar il mio secondo idolo(prima c’era shannen doherty,e anche dopo)… è il Telefilm fantasy per eccellenza,anche se parte teen ha un percorso che moltissime serie di oggi si sognano. ha tutto,e non serve che dica altro… ti quoto su tutto tranne su faith e xander: la prima l’ho adorata fino all’ultimo,il secondo spesso e volentieri lo avrei preso a calci sulle gengive,alla stregua di caroline forbes.vedeva,però con tanta ipocrisia.
    team angel anche io,e pure io come voi su bones ahha,ma condivido su spike: tranne alcuni momenti che lo rendevano ridicolo(nella 5 stagione),è stato uno dei personaggi meglio scritti nella storia-delle serie.
    diciamo che poi il fatto di averli vissuti-lui e angel-in momenti diversi e non in contemporanea come ora in altre sedi (firuli’firulà ) ha aiutato a comprenderli xD,cioè le ship wars non ci sarebbero mai state neanche se ci fossero stati i social,era tutto diverso,magico e joss whedon …beh guardatevi(o riguardatevi) il film “in your eyes”,del 2014,lui e il suo genio sono immensi. e ti fanno amare anche attori che all’inizio trovi insipidi.

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    • Sono contenta che siamo in tante nel team Angel. Anche io ho vissuto i due vampiri in momenti diversi e quindi alla fine li ho apprezzati entrambi appieno. Anche perché ad una prima visione di Spike maturo, ed avevo forse 14 anni, non riuscivo proprio a dimenticarmi di lui in precedenza ridicolo. Poi da più adulta, rivedendo la serie, l’ho amato profondamente. Questa è una serie indimenticabile.

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  3. Pingback: News | Buffy, The Vampire Slayer Reunion! Video, Foto e tanto Altro | parolepelate

  4. “Xander. Lui è la colonna di tutta la serie”: forse solo io e te la pensiamo così, ma finalmente trovo qualcuno in rete che lo scrive.
    Comunque, scontati i complimenti per l’articolo, perchè parli di gioiellINO e imperfezione? Con Btvs bisogna solo usare superlativi.

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