Film/Movienight

Movienight #15

Burning Bodhi

Regia: Matthew McDuffie

Anno: 2015

Genere: Drammatico

Cast: Kaley Cuoco, Sasha Pieterse, Virginia Madsen, Cody Horn, Landon Liboiron.

Frase:  «Am I supposed to forgive him because he’s dead?»

Trama: Dylan (Landon Liboiron) scopre tramite Facebook che un suo vecchio amico del liceo, Bodhi, è morto improvvisamente, molto giovane. Decide di tornare nel suo paese di nascita, nel New Mexico, e di rivedere la sua vecchia comitiva con la quale molte cose sono rimaste in sospeso. Dovrà decidersi ad affrontare la morte del suo amico, ma anche i suoi vecchi fantasmi e la sua famiglia. E con lui, tutti i suoi amici dovranno esplorare loro stessi e loro vulnerabilità per poter andare finalmente avanti.

Il perché pelato: Questa pellicola indipendente racconta con i giusti toni, ma in modo un po’ stravagante, l’elaborazione di un lutto inatteso che fa da metafora all’elaborazione di tutto quello che tendiamo a lasciarci alle spalle perché non siamo in grado di affrontarlo, quando ci spaventa. A partire dal “fun-eral” (gioco di parole fra funeral, funerale, e fun, divertimento) che Ember vuole organizzare per la morte di Bodhi, per arrivare al percorso interiore di Dylan, che si ritrova a combattere con tutto ciò che ha lasciato in sospeso. Kaley Cuoco interpreta una parte molto drammatica, che mi ha commosso in certi punti e che dimostra come lei sia un’attrice molto versatile, capace di interpretare anche altro, oltre la cara vecchia Penny. Il paesino silenzioso e isolato fa da cornice all’immobilità di questi ragazzi che, nonostante siano cresciuti, non riescono veramente a costruirsi nuove occasioni per vivere a pieno la loro vita e uscire dalle dinamiche adolescenziali di sempre. Un’immobilità che viene scossa proprio dalla morte di Bodhi e dal ritorno di Dylan. Ognuno di loro ha una storia da raccontare, un grazie non detto, un perdono non concesso, un qualche rancore, nonostante la giovanissima età. Ed è bello stare lì ad ascoltarli, perché c’è un po’ di noi in ognuno di loro.

Il caso Spotlight

Regia: Tom McCarthy

Anno: 2015

Genere: Drammatico, storico

Cast: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, John Slattery, Liev Schreiber, Stanley Tucci.

Frase:  «They say it’s just physical abuse but it’s more than that, this was spiritual abuse.»

Trama: Il Boston Globe, un’importante testata giornalistica statunitense, ha una lunga tradizione di indagini e reportage molto scomodi e sconcertanti portati avanti dalla squadra Spotlight, un gruppo di brillanti giornalisti. Nel 2001, guidati dal nuovo direttore Marty Baron, i giornalisti iniziano una spietata indagine sui sacerdoti cattolici di Boston e sui loro ripetuti abusi sessuali sui bambini. Un crimine che si perpetra da anni, grazie all’autorità ecclesiastica che non lo punisce e insabbia tutti i casi. Una storia vera, che ha sconvolto l’America e tutta la comunità religiosa.

Il perché pelato: Vincitore del Premio Oscar come Miglior Film del 2016 e come Miglior Sceneggiatura Originale (e candidato ad altre 4 categorie), questo film racconta la storia, ahimè vera, della decennale storia di abusi sessuali perpetrati dai sacerdoti di Boston a danno di tantissimi bambini, vittime di un sistema corrotto aiutato da avvocati compiacenti, se non proprio dal Vaticano stesso. La squadra Spotlight è coinvolta ad un livello che va molto al di là di quello meramente professionale: lo si vede negli occhi sconvolti di Mark Ruffalo, che per l’ennesima volta si dimostra un attore fenomenale, interprete del giornalista più esposto in questa storia, il vero motore di tutta l’indagine. Anche Stanely Tucci è chiaramente perfetto nella parte dell’avvocato che lotta in favore delle vittime, ma in realtà questo è il tipico film corale, in pieno stile americano, in cui è l’insieme delle interpretazioni a dare l’impatto totale e disarmante. Una storia che tutti dovremmo sapere, ma che sconvolge tutti soprattutto per la crudele capacità che le autorità hanno avuto – e sicuramente, ancora oggi, hanno – nel permettere che qualcosa di così terrificante avvenisse. La scena finale, prima dei titoli: è quella che, sono certa, vi farà crollare definitivamente, se non è accaduto durante le due ore precedenti.

Carol

Regia: Todd Haynes

Anno: 2015

Genere: Drammatico, romantico

Cast: Cate Blanchet, Rooney Mara, Sarah Paulson, Kyle Chandler, Jake Lacy.

Frase:  «Believe that I would do anything to see you happy and so I do the only thing I can – I release you».

Trama: Tratto dal romanzo scritto nel 1952 da Patricia Highsmith, la pellicola racconta la storia dell’amore fra Therese (Rooney Mara) e Carol (Cate Blanchet), che nasce inaspettatamente e si sviluppa in un rapporto intenso, autentico ma molto problematico e non solo per gli anni in cui è ambientato.

Il perché pelato: Ho visto questo film dopo aver letto il libro. Avevo grandi aspettative sulla pellicola, in quanto il libro è davvero meraviglioso – e ovviamente lo consiglio. Le mie aspettative erano ulteriormente aumentate dal cast, in quanto entrambe le attrici sono a dir poco perfette per interpretare i loro ruoli, specialmente dopo averli letti su carta. Il film in sé è ben fatto e sicuramente merita le sei candidature ricevute agli Oscar, perché sono quelle giuste (Miglior attrice protagonista alla Blanchet o Migliori Costumi, ad esempio) e mi spiace che non ne abbia vinto nessuno. Tuttavia, il confronto con il libro (che scatta automaticamente nella testa di chi l’ha letto) e le differenze – alcune un po’ infondate – non vede la pellicola vincitrice. Il rapporto fra Therese e Carol si sviluppa in maniera breve ma intensa, un ritmo che nel libro è resa adeguatamente, ma che nel film appare solo affrettata – opinione anche di chi l’ha visto senza leggere il libro. Avrei preferito che durasse una mezz’ora di più, se questo avesse permesso alla storia di risultare e meno “tagliato”. Al di là del confronto col romanzo, le interpretazioni delle due protagoniste sono di altissima qualità, soprattutto quella della Blanchet che, in una sola scena, si sarebbe meritata la statuetta. L’amore c’è, la storia è coinvolgente, romantica e toccante. Di quegli amori che vi faranno sentire nostalgici e felici allo stesso tempo.

Ringraziamo: Citazioni film e libri

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