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Recensione | Blindspot 1×22 – 1×23 “If Love a Rebel, Death Will Render” – “Why Await Life’s End”

Il momento tanto atteso è giunto: la primavera arriva, i telefilm se ne vanno. E mentre le reti continuano a sbrindellare i palinsesti, noi dobbiamo fare i conti con un finale non indifferente.

La penultima puntata, If Love a Rebel, Death Will Render, anagramma di The Final Order Will Be Revealed, ci ha decisamente dato un bel colpo con la morte della Mayfair. Un po’ me l’aspettavo, in quanto non l’avrebbero mai lasciata vivere dopo aver scoperto chi c’è dietro Jane. Dall’altra parte, speravo che non accadesse dato che il suo personaggio iniziava a starmi molto simpatico, essendo l’unico dotato di senso compiuto.

Ma in questo episodio scritto appositamente per aprire la strada alla tensione finale, c’è un altro colpo di scena: la rivelazione in punto di morte del padre di Kurt. Io ho ucciso Taylor Shaw.

Qui si è creata una défaillance dal punto di vista narrativo: funziona alla grande come cliffhanger per la puntata seguente, mi ha decisamente catturata lasciandomi la sensazione dell’oddio devo sapere. Suppongo fosse il loro scopo. Però secondo me hanno sbagliato nello scrivere il finale, che va avanti su tre binari: Jane che arriva al nocciolo della verità; i tre moschettieri (o i quattro dell’apocalisse col morto, sarebbe meglio dire) cercano di decriptare A MANO la password della Mayfair (perché ehi, io ho i super computer dell’FBI ma le lavagne trasparenti fanno tanto The social network quindi useremo quelle); infine Kurt che, assieme alla sorella, cerca di scoprire la verità sul padre.

E qui, casca l’asino.

Era ovvio che avrebbero trovato un corpo. Era ovvio che stavano guardando nel posto sbagliato. Perché altrimenti non avrebbe avuto senso finire così, col botto, la puntata precedente. Era ovvio che non ci stavano prendendo così in giro – non che si siano guadagnati la nostra fiducia in 23 episodi, ma via. Quindi farmi vedere metà puntata di Kurt che scava buche perfette e si illude che la sua vita non faccia totalmente schifo è stato inutile.

Ma tant’è, il padre di Kurt ha ucciso Taylor ben 25 anni fa. E forse, per la prima volta, Sullivan Stapleton (che interpreta appunto Weller) ha dato prova di essere vagamente capace di recitare. Aiutato dal fango, dalla pioggia e dall’oscurità se la può cavare. Ma poi arriva la scena finale. E ha ammazzato tutto il pathos dell’arresto di Jane con la sua proverbiale incapacità di parlare aprendo la bocca, facendo uscire suoni distinti e ben articolati.

Qui c’è da capire da che parte stiamo: di Jane o di Kurt? Io ammetto la sconfitta, perché credevo che Oscar fosse relativamente affidabile, ma il popolo di tumblr ci ha visto meglio di me: effettivamente, era un bastardo. Sono sicura che in modalità spiedino sarà delizioso, però.
Ciononostante, continuo ad avere comprensione per Jane. È vero, ha mentito a Kurt quando gli diceva di ricordare pezzi del loro passato, ma io penso che Jane l’abbia fatto nella convinzione di essere comunque Taylor. Intendo dire che, secondo me, ha accettato di mentire solo per “accelerare i tempi”, convinta che un giorno avrebbe ricordato quelle cose da sola, perché non aveva molti dubbi sulla sua identità. Ricordiamoci che lei non sapeva – se non erro – dei due risultati contrastanti sul suo DNA.

Il supporto a questo mio pensiero deriva anche dalla sua reazione quando Oscar le dice che lei non è Taylor. A me sembra che lei abbia sempre agito un po’ trascinata dagli eventi, un po’ in balia delle sensazioni sul momento, che non effettivamente per allinearsi ai piani di Oscar. Penso che anch’io, al suo posto, avrei agito come lei. Se la persona con cui ho deciso di architettare questo piano mi dice “fai così”, mostrandomi il video di me stessa che mi dice di fidarmi, penserei che queste azioni siano frutto della mia stessa mente, di quando avevo i ricordi.

Però capisco anche Kurt, che è all’oscuro di tutti questi dettagli: in meno di 24 ore la sua vita è stata devastata dalla morte del padre, col quale aveva ripreso da poco a parlare, corredata da confessione omicida in punto di morte, successivamente confermata da un’adorabile tibia sotterrata. Eppure il padre era stato così convincente nella puntata in cui aveva confessato il tentato suicidio! Io ci sono cascata ampiamente, ma non faccio testo: sono un po’ credulona. Però anche Kurt e il suo ingegno investigativo complimenti gettati a caso per pura compassione ci sono cascati. E pensare che nessuno gli ha ancora detto della Mayfair!

I tre eroi del momento hanno fatto tombola, dal canto loro. Come spesso accade in questi casi, un personaggio, malgrado la sua disperazione, riesce a disseminare casa sua di simpatici indizi e rebus sapendo che i suoi fedeli scagnozzi li riconosceranno quando lui sarà morto e non potrà far altro che stare steso a terra. Il famoso aiuto dall’oltretomba. Dire che comunque hanno un po’ di letture da fare per l’estate. Siamo tutti sulla stessa barca, vedete.

Rimangono delle questioni irrisolte, comunque. Tanto per iniziare mi chiedo ancora perché abbiano trovato necessario che Jane arrivasse all’FBI senza ricordi. Per assicurarsi che mentisse nel modo più autentico? Ci si può addestrare a mentire al poligrafo e non mi pare che l’addestramento fosse un problema. Piuttosto mi sarei preoccupata delle conseguenze di gettare una persona senza ricordi in un determinato contesto: era ovvio che si sarebbe affezionata alla squadra, dovevano prevedere che si sarebbe ribellata al suo stesso piano! È difficile combattere per un’ideale senza ricordalo.

Un’altra questione rimasta oscura è come faceva Shepard o chi per lui a sapere in anticipo gli eventi riconducibili ai tatuaggi. Perché finché parliamo di traffico di malattie infettive e corruzione politica ci può stare, ma per omicidi e rapine meno “programmati” mi viene il dubbio. In ogni caso rimane un punto fondamentale da chiarire, perché è la base di tutto il telefilm in quasi ogni sua puntata.

La conta dei morti, al momento, pareggia entrambe le parti: Oscar è morto, come Marcos e FORSE Cade. Non so chi rimane di questa fantomatica organizzazione che vuole rovesciare l’ordine mondiale (a questo proposito, gli sceneggiatori dovrebbero dare un’occhiata a Mr. Robot: quello sì che è un telefilm con gli attributi). La Mayfair e Carter sono morti, quindi rimane solo Sophia.
Per la prossima stagione mi aspetto che la qualità aumenti e di parecchio. Altre 23 puntate con gli stessi alti e bassi della prima stagione non si reggono. Qui c’è bisogno di alzare l’asticella, altrimenti la serie andrà in fumo come la capanna dello zio Oscar.

Alla prossima stagione!

Il cast durante le riprese del finale.

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