Outlander/Telefilm

Recensione | Outlander 2×07 “Faith”

Salve buon anime piene di speranze e fede (qua ce ne serve un barile), scusate il mio ritardo, ma questa puntata è stata davvero difficile da vedere soprattutto dopo aver letto il tweet del produttore e sceneggiatore Matt Roberts:

Ep207 Viewing Kit: tissues (or better yet a towel) a pillow to muffle your screams (&for hugging) & someone for emotional support #Outlander

(e io impavida, neppure un fazzoletto mi sono portata)

Il consueto riassunto sarà realizzato in pochissime righe (anche perché più che i fatti sono le lacrime a parlare), per potermi poi soffermare con voi su cosa questa puntata ci ha mostrato davvero. Non mi perderò neppure nei soliti convenevoli, tanto siamo consapevoli di essere a più di metà stagione oltre che emotivamente turbati dopo il settimo episodio (proporrei come terapia di vederci dei bei film d’amore a lieto fine).

Claire perde il bambino, ma una volta ripresa e appreso da Fergus il reale motivo della mancata promessa di Jamie, chiederà la grazia al Re per suo marito. Luigi XV in cambio non solo la eleggerà “giudice” di un processo particolare, ma le imporrà di giacere con Lui.

Conclusioni:

Sembra che vada di fretta, ma in realtà non c’era nient’altro da aggiungere alla trama, escludendo logicamente le emozioni scaturite dagli attori e le nostre emozioni provate.

Non vi negherò che questa puntata non volevo più vederla; e infatti quando mi sono fatta forza, l’ho vista in maniera discontinua date le lacrime che mi appannavano la vista e mi impedivano di leggere i sottotitoli (provare anche solo a sentire, era impossibile dato quanto ero scombussolata).

È la Fede che muove tutta la puntata. Fede quasi nel nulla, perché tutto si è perso se non i peccati, come dice Claire. E allora in cosa bisogna avere fede? Semplicemente di farcela ed andare avanti. Questa è stata la puntata di Cait/Claire. Il suo momento di capire davvero tutto, anche gli eventi passati. Protagonista indiscussa (e non lo era dalla prima stagione a mio parere) ancora una volta mi ha fatto ricredere su di lei (e io attendevo con ansia questo momento); personaggio femminile tanto “tosto” da risultarmi alle volte cieco, se non egoista. Ma oggi anche quella tenacia (forse forzata dalle vicende?!) era svanita ed è uscita fuori la vera Claire, sola e fragile.

Parto come al solito dalla conclusione. Claire e Jamie ora sono pari, e non perché si è concessa al re, ma perché ha perso un figlio ed ha vissuto il suo dolore interamente da sola. Per questo ha odiato Jamie, era sola, convinta che colui che non solo amava, ma di cui si fidava ciecamente, l’avesse tradita. Sola con quella creaturina nata morta, che anch’ella l’aveva abbandonata. E dopo l’odio arriva la rivelazione. La colpa è sua, sua perché si è imposta su Jamie e i suoi sentimenti, mettendo Frank davanti la sua famiglia, sua perché è corsa nella foresta indispettita e preoccupata per la scelta di Jamie. La colpa è sua, sì, ma certamente quello che ha passato ora basta e avanza, e io smetto qui di dire che ha colpe.

(parallelismi che fanno male)

La scelta di non mostrarci il dolore di Claire in ordine cronologico, ha enfatizzato di più non solo la tragedia che stava avendo luogo, ma anche la bravura di Caitriona (e datemi della superficiale, ma questa donna pure mentre si dispera risulta spaventosamente bella). La vediamo lì, confusa, su un letto di ospedale, a gambe larghe e sangue sparso un po’ ovunque, quasi morta, forse paralizzata da tutti gli eventi (?). Poi eccola lì, ricevere la notizia e non comprenderla o forse non volerla accettare. E poi la febbre, che rappresenta quasi la rassegnazione, il non voler vivere, il non riuscire ad eliminare tutti i mali. Il ritorno a casa e la manifestazione d’affetto dei domestici è a dir poco un momento straziante, niente pena, solo sincero affetto che Claire accetta perchè ne ha bisogno. E quando sta per di nuovo crollare ecco la confessione di Fergus e un nuovo motivo per andare avanti: liberare il marito.

E così rivediamo una Claire determinata, pronta a mentire, recitare e chiudere gli occhi di fronte allo squallore di un breve rapporto col re (c’è qualcosa di decisamente indecente in questa scena, che va al di là dell’atto in sé, forse perchè Claire viene messa sullo stesso piano di un cioccolatino a fine pasto). E poi arriva quel momento con Jamie, un Jamie irriconoscibile e non solo per la barba (appena l’ho visto mi è scappato il primo sorriso in 40 minuti di visione), ma quasi privo di vitalità negli occhi, che si risveglieranno solo quando la moglie gli chiederà di tornare a casa in Scozia. Quella Claire seduta lì, impassibile (un quadro sembrava), ma col volto comunque stravolto racconterà davvero il suo dolore. Fino ad ora è come se noi avessimo solo assistito al punto di vista esterno: sguardo vacuo, disperazione nella ricerca della figlia, ma c’era dell’altro. La scena con Louise (che mai mi sarei aspettata di rivedere in un frangente simile), non solo mi ha dato la conferma che questa nobil donna francese sia davvero di buon cuore (sincera forse come potrebbe esserlo un bimbo) seppur frivola, ma che Claire abbia provato molto di più di quello che all’inizio avessimo visto. Non so se sono stata più colpita da Cait che culla un corpo privo di vita o le sue parole d’amore per quel corpicino dal ciuffo rosso e dalla testa tanto piccola da entrarle in un palmo. È in questo frangente che arriva l’ultima fase del dolore di Claire: la consapevolezza.

(non sono madre, forse non posso capire appieno questo dolore, ma questa scena è stata letteralmente la morte mia)

Ora sono pari. Sembrerà orribile da dire, ma è davvero così. Ora Claire può capire davvero il dolore provato da Jamie; il quale non si arrabbierà neppure alla rivelazione della concessione di Claire col re, non parlerà neppure più di tanto (come ha fatto anche Louise, che saggiamente ha compreso che nessuna parola potesse andar bene), ma gli si riempiranno di emozione gli occhi alla notizia del ritorno a casa con sua moglie.

Per quanto riguarda la morte del conte di St. Germain, io non me l’aspettavo che fosse così…veloce? Credevo che sarebbe stato una minaccia fino alla fine e invece è rimasto una meteora a mio parere. Sono in parte delusa. Però vorrei fare un applauso a Stanley Webber, impassibile fino a questa puntata dove i suoi occhi sgranano di pura paura di fronte alla pietra di Claire che cambia colore. I suoi occhi supplicavano pietà. I suoi occhi sono stati l’emblema di una scena carica di tensione e paura. Non vi negherà che mi aspettavo che Claire lo salvasse, ma forse non è più tempo di sacrificarsi per tutto e tutti.

(può un uomo morire così, per il divertimento di un re?)

Punti a favore per il maestro Raymond, che ha quasi rappresentato l’angelo custode della sua Madonna e per Fergus che nonostante tutto, nonostante quello che ha subito, il senso di colpa di aver mandato in carcere Jamie, è lì, pronto a porgere le mani a Claire che scende dalla carrozza e a proteggerla al posto del suo signore. Ma resta pur sempre un bambino traumatizzato che ha bisogno dell’abbraccio di una mamma.

Mi pronuncerò brevemente su Jack Randall. Di solito trovo affascinanti i cattivi, ma questo non lo è, è una mente disturbata e basta. Nell’esatto momento che vede il ragazzo e dice che gli va bene lo stesso, ho provato un moto di repulsione più forte di quello che provai nella prigione di Wentworth. Non so se nel libro le scene sono più dettagliate, ma ringrazio la produzione per non averci mostrato in questo caso quanto questo personaggio sia davvero malato.

E per concludere vorrei ricordare come questa puntata sia cominciata. Con un salto temporale nel 1954 e una bella bambina curiosa dai capelli rossi. E poi la fine, i nostri Fraser sulla tomba della loro Faith. Due scene collegate tra loro, due scene che ci avvisano che la fede riposta da Claire e Jamie ha dato i suoi frutti, un bellissimo frutto.

Perdonatemi se forse questa recensione non sarà all’altezza delle altre, oltre che a mancare totalmente di ironia, ma credo che il settimo episodio sia uno di quelli che bisognerà digerire con calma, forse fino a quando non ci sarà quell’abbraccio tra Claire e Jamie che tanto anelo dallo scorso episodio.

(per ora abbracciamoci tra noi)

Ringraziamo: Sam Heughan Italia | Outlander Italia | Outlander Italy | Outlander, il Mondo di Jamie & Claire – The Italian Fangroup | Caitriona Balfe Italian Fans | Sam Heughan Italian Fans |JAMIE Fraser Hotsweetstronglovely MAN | Dimmi Sassenach e poi muori. | Sassenach. | La dura vita di una fangirl | – Telefilm obsession: the planet of happiness – | Sam Heughan/Jamie Fraser |DemiMovie | Serie TV Mania | Jamie & Claire: Outlander. | Serial Lovers – Telefilm Page | Film & Serie TV | Serie tv, la nostra droga | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Diario di una tv series addicted  | I Love Film and Telefilm | Serie Tv News

4 thoughts on “Recensione | Outlander 2×07 “Faith”

  1. Eh bhè aspettavo di poter commentare da parecchio ma eccoci. Io penso che non metabolizzerò mai questo episodio. Sarà che è capitato per chissà quale malsana congiunzione astrale, in un mix di giornate per me davvero da archiviare ma volendo rispondere posso dire, e mi ripeterò fino alla noia su questo punto, che Caitriona è semplicemente la mia rovina in questa serie, perchè è dalla prima puntata di questa stagione che mi affetta il cuore e me lo sbriciola , che sia con uno sguardo, un parola, un gesto a me ha messo ko. A questo giro poi mi ha seppellito definitivamente. La prima visione ( sabato mattina ore 8.30) ho terminato senza dire una parola, ho chiuso e ho cominciato a metabolizzarla dopo un’ora. Alla seconda avrei dovuto decisamente attrezzarmi con kleenex e affini ma da masochista quale sono no. Si deve vedere che la lacrima lascia il segno! La profondità di questo dolore cosi magistralmente rappresentato mi ha pervaso totalmente e ancora mi gira intorno. Momenti come il ritorno a casa e il saluto a magnus, il racconto di fergus, quel piangere da sola di notte senza volersi far sentire e infine il racconto a Jamie con quel silenzio assordante che ha elevato alla massima potenza la soglia di sofferenza anche mia perchè, per quanto mi riguarda, non potevo non sentirmi un intrusa mentre lei è li che soffre e abbraccia quel corpicino immobile. Davvero non penso si potrà mai descrivere a parole l’emotività di questo episodio. Finirà questa stagione ma so che starò cmq male per questa puntata.

    Detto questo su fergus un parentesi ci sta perchè ahimè nel libro la situazione del ragazzino è ben più traumatica ancor prima di Randall ma con l’arrivo del capitano direi che si raggiunge la mostruosità più profonda e allora non si può non voler amar ancora di più Quel piccolo delinquente.
    Nota ultima ma più importante: Jamie e Claire ma quanto può essere forte l’amore? Ritrovare la forza di stare insieme e voler sopportare il dolore ancora più uniti di prima. Davvero non me li scorderò più.
    PS: sono seguite credo altre 5 visioni e non sembrano esserci impedimenti ad affrontarla nuovamente come nelle peggiori forme di masochismo conosciute.
    Detto questo. Urgono veramente dei gruppi di visione perchè poi sul finale di stagione c’è bisogno di braccia forti che sorreggano.

    Piace a 1 persona

    • Eccomi cara, e scusa il ritardo per tutto; ma ho sentito la necessità di svagarmi dopo questo settimo episodio. Non so dove hai trovato la forza di rivederlo così tante volte, io ora come ora credo che non rivedrò mai più questa puntata. Sono “contenta” che le scene tra Fergus e Randall qui siano state rese più “soft”. Non credo che il pubblico avrebbe apprezzato, e mi riferisco agli ignoranti come me, o digerito di nuovo, e ora parlo di voi lettori, queste scene brutali. Ogni volta penso che Black Jack non possa fare di peggio ed essere più schifoso, ma la Gabaldon mi fa sempre ricredere. Non nego che al posto di Claire non avrei impedito a Jamie di avere la sua vendetta nei confronti di questo ignobile uomo, anche a discapito di Frank. E sarà sincera, credo che fino ad ora sia sempre e solo l’amore che traspare tra Claire e Jamie che mi ha fatto sopportare il soggiorno in Francia. Meno male che ora torniamo a casa 😀

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