Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 12×22 “Mama Tried”

Shonda, sul serio, scrivilo un episodio brutto. Fai un errore, una sbavatura, un’imprecisione, evita di lanciare messaggi di parità ad ogni puntata o non lo so, fai qualcosa per dimostrare che sei di questo pianeta e che non sei scesa dall’olimpo degli sceneggiatori per dare lezioni ai comuni mortali. La puntata è semplicemente perfetta e la sceneggiatura di ferro è retta perfettamente da una magistrale Jessica Capshaw che ci ha regalato una delle sue migliori performance di sempre; degna di quella di Ellen Pompeo durante la 12×09. Ho ancora i brividi per il suo monologo in tribunale. I complimenti naturalmente vanno anche a Kevin McKidd perché dirigere un episodio simile non era affatto semplice ma se l’è cavata alla grande.

Ok, dopo aver dato a Cesare quel che è di Cesare, direi che possiamo parlare dell’episodio vero e proprio.

Comincio col dire che mi ha distrutta e svuotata nonostante io sia sempre stata Team Arizona. Ma tanto lo sapevo, sapevo che non sarei mai stata completamente soddisfatta della sua vittoria e che l’episodio mi avrebbe fatto male anche se si fosse risolto a suo favore. Ho visto la mia ship, la mia otp, distruggersi in tribunale e arrivare ad un verdetto che sembra segnare la fine definitiva di qualsiasi speranza per un loro futuro ricongiungimento.  Ho visto uno dei miei personaggi preferiti, Arizona, essere massacrato da quella che, per me, è la sua anima gemella. Ho visto due donne darsi battaglia per la custodia della loro figlia e questa non potrà mai essere una vittoria per nessuno. Penso che Arzona abbia fatto benissimo ad andare in tribunale e penso che Callie si meriti tutto quello che sta succedendo perché è tutta e solo colpa sua ma ciò non toglie che sia comunque triste da vedere. La tristezza però non sta tanto nel pianto finale della Torres, perché quello è solo una conseguenza delle sue azioni, sta nel fatto che due persone, che si sono amate profondamente, siano dovute arrivare a questo punto. Le mie non sono lacrime di coccodrillo, perché davvero in questo momento non avrei potuto immaginare un epilogo migliore per la vicenda, ma guardando la situazione nel complesso mi viene proprio lo sconforto. Concordo con Meredith quando dice che in questa storia non ci sono vincitori perché entrambe sono vere madri. Callie ha sbagliato tanto, praticamente tutto, ma, lasciando un attimo da parte il principio da cui si è scaturito questo disastro, alla fine era una madre che stava lottando per avere con sé la propria figlia. Come può la sua sconfitta in tribunale essere considerata una vittoria per qualcun altro? Come può una madre in lacrime rappresentare un successo? Ripeto, è giusto che sia finita così perché sradicare Sofia dalla sua vita a Seattle sarebbe stato un errore enorme e perché Callie ha agito pensando solo a se stessa, ma questa non è una vittoria. Questa è, appunto, un’altra storia. E’ una storia in cui tutto il buono rimasto tra Callie e Arizona è andato in frantumi. Non riesco ad immaginare che ci sia qualcosa da salvare nel loro rapporto e questo mi destabilizza. Per me, le Calzona non sono finite né con quel maledetto incidente aereo, né con il tradimento di Arizona e nemmeno quando la terapia non ha funzionato. Per me le Calzona sono finite con questo episodio, sono finite questa settimana in cui è ricorso l’anniversario della messa in onda del loro matrimonio. Per me qualsiasi speranza per loro è sfumata nell’esatto momento in cui Callie e quell’arpia della sua avvocatessa hanno tentato di far passare il messaggio che Arizona non sia la madre di Sofia perché non condividono lo stesso DNA. E’ inutile che Callie poi sia andata a scusarsi o a dirle di essere consapevole del fatto che Sofia starebbe bene con entrambe. Mi dispiace ma no, non bastano delle scuse. Non c’è niente che possa porre rimedio ad una cosa del genere. E’ davvero troppo. Arizona è la madre di Sofia esattamente come lo è Calliope. Non c’è nessuna differenza tra loro e non ci sarà mai perchè non sono i cromosomi a rendere tale un genitore.

Ho letteralmente detestato tutta la strategia difensiva utilizzata dalla Torres e dal suo legale. Era tutta basata sullo sminuire Arizona, sul farla passare come una madre poco attenta, menefreghista e più interessata al proprio divertimento che alla figlia. E’ stato meschino, sleale e tremendamente squallido. Hanno addirittura tentato di usare il lavoro della Robbins come motivazione per non farle avere l’affidamento. Come se i chirurghi non potessero avere figli, come se tutte le persone coinvolte non esercitassero la medesima professione. Tra l’altro il conto delle serate in cui Arizona non è stata con Sofia non mi torna proprio moltissimo. Perché dobbiamo sommare le serate dei quiz a quelle delle urgenze e a quelle in cui Arizona ha chiesto a Callie di scambiarsi? Non ha senso perché molto probabilmente le notti in cui Arizona avrà chiesto all’ex-moglie di scambiarsi saranno state quelle in cui ha dovuto trattenersi in ospedale e non quelle in cui è andata a giocare con Richard.  Potrei quasi metterci la mano sul fuoco. Ma a parte questo, resta comunque il fatto che utilizzare la professione di Arizona per penalizzarla sia stato davvero un colpo basso paragonabile solo al far raccontare a Callie il momento del suo incidente. Che senso aveva ricordare tutto quel dolore? Perché avrebbe dovuto avvantaggiare la Torres? E’ ovvio che una madre faccia di tutto per tenere in vita una figlia, che discorsi sono? L’ho trovato un mezzuccio davvero squallido per intenerire la corte. Come se poi Arizona non stesse soffrendo in quei momenti e non fosse lì disperata al capezzale di Callie.

Meno male che c’è Miranda Bailey che, dopo un corso intensivo con Annalise Keating, è riuscita a tenere testa all’arpia chiamando le obiezioni come se nella vita facesse solo quello. L’ho trovata fantastica soprattutto perché ha difeso il lavoro di Arizona e ha sottolineato come la questione non sarebbe stata minimamente tirata in ballo se al posto della Robbins ci fosse stato un uomo. Era necessario far passare questo messaggio per ristabilire gli equilibri in aula e poi quelle dell’arpia erano davvero speculazioni. Ha tentato di arrivare a delle conclusioni snaturando completamente dei dati oggettivi, dando loro un’interpretazione totalmente soggettiva e, se posso permettermi, anche piuttosto errata. Senza contare quanto sia brutto vedere una donna che cerca di discriminarne un’altra usando come arma il successo professionale dell’avversaria.

Chi invece avrebbe bisogno di imparare qualcosa da Annalise e dai suoi Keating Five è Meredith, la cui testimonianza è stata completamente ribaltata dall’avvocatessa di Arizona che però non ha usato strane tattiche ma si è limitata a guardare i fatti. La situazione che Mer ha descritto, quella rete di aiuto grazie alla quale lei e Callie riescono a gestire il loro lavoro e ad essere contemporaneamente delle madri single, è presente a Seattle ma non ci sarebbe a New York. E se una sera nella Grande Mela, mentre Penny è impegnata nelle sue ricerche, la Torres dovesse avere un’emergenza? A quel punto con chi starebbe Sofia? A chi verrebbe lasciata? Meredith ha praticamente fatto tutto da sola e ha mostrato un ulteriore aspetto negativo del trasferimento. Una cosa che  mi ha stupito molto della sua deposizione è stato come ha parlato di Penny. Siamo passati da “Perfect Penny killed my husband” a “Penny is a very good person”. Sono abbastanza convinta che lo pensi sul serio e che non lo abbia detto solo per apparenza ma mi ha fatto comunque molto strano sentirlo. In fondo è la prima volta che la sentiamo elogiarla per qualcosa che esuli dal piano lavorativo.

Riguardo la deposizione della Blake io penso davvero che non si potesse chiederle di più. Era totalmente in panico e ha fatto del suo meglio. In fondo si è confusa un attimo sulla classe che frequenta Sofia, non mi sembra così grave. Penny si è trovata suo malgrado coinvolta in questa situazione che è molto più grande di lei, che non avrebbe mai voluto creare e di cui probabilmente si sente anche responsabile. Davvero non me la sento di incolparla o di imputarle qualche errore. Non è colpa sua se Callie ha perso la custodia della figlia.

Infine c’è lei: Arizona. E’ stata semplicemente perfetta. Non ha usato tattiche e non ha cercato di screditare Callie in alcun modo perché lei è fatta così. Lei non lo avrebbe mai fatto. Non avrebbe mai permesso che qualcuno mettesse in discussione il valore della Torres come madre. Arizona ha parlato con il cuore in mano. Ha ribadito la sua scelta di essere madre di Sofia. Si, perché lei lo ha scelto. Avrebbe potuto non farlo, avrebbe potuto tirarsi indietro dopo averlo scoperto ma non lo ha fatto perché quella che Callie portava in grembo era sua figlia, la loro figlia. Io sono dell’idea che una scelta di questo genere valga molto ma molto di più di un DNA in comune. Come dicevo prima, si sceglie di essere genitori e la biologia c’entra molto poco con questo. Arizona ha fatto un bellissimo discorso in cui ha mostrato tutta la sua forza, tutta la sua determinazione ma anche la sua fragilità e il suo senso di responsabilità. Ha scelto di lasciare il processo per andare da una paziente conscia del fatto che qualsiasi decisione il giudice avesse preso, sua figlia sarebbe stata bene mentre in un’altra parte della città una donna rischiava di non avere la stessa certezza. Questo è essere una grande donna, un grande medico e soprattutto una grande madre. Standing ovation per Arizona Robbins, il nostro bravo marinaio durante le tempeste.

In tutto questo ho trovato meraviglioso che sia stato dedicato un piccolo spazio a Mark. Era quanto meno doveroso farlo e si, Callie, lui avrebbe odiato questa situazione. Finalmente hai detto qualcosa su cui posso concordare. Immagino che stia rivoltando nella tomba vedendo tutto questo. Se lui ci fosse ancora, non avrebbe mai permesso che si arrivasse a questo punto. Mark avrebbe fatto ragionare Callie e le avrebbe fatto capire che sta davvero sbagliando tutto. Quanto mi manchi Mark, quanto avrei voluto che fossi qui per evitare questo scempio. Mi fa piacere comunque che la Torres ogni tanto si faccia delle domande sul suo comportamento in questa situazione. Certo, preferirei che si desse anche delle risposte sensate ma già il fatto che si ponga degli interrogativi significa che forse c’è una piccola speranza che torni in sé anche se poi nel finale mi ha molto delusa. Mi sembra inutile piangere adesso e chiedersi come sia succedere una cosa simile. E’ successa perché sei stata egoista, perché hai agito senza pensare, perché hai cercato di allontanare una figlia da sua madre e perché non sei stata in grado di fermare questa guerra. Mi dispiace ma le lacrime e il piagnisteo a fine episodio non li riesco a tollerare così come non riesco a sopportare il modo in cui ha scacciato Penny, come se tutto questo fosse colpa sua. Callie, se cerchi qualcuno da incolpare, prendi uno specchio e guardaci dentro.

Nonostante la Civil War delle Calzona abbia occupato quasi tutto l’episodio, c’è stato comunque spazio per lo sviluppo di un altro paio di situazioni. Da una parte abbiamo i Japril che stanno riuscendo a mantenere un rapporto civile e cordiale anche se non capsico perché stiano già discutendo di come dividersi il bambino durante le feste. Voglio dire, ragazzi andateci piano. Fate un passo per volta. Capisco l’essere previdenti ma forse così è un’esagerazione. Non saprete nemmeno dove vivrà e già avete deciso con chi passerò il Natale del 2038. Mi fa comunque piacere che riescano a parlarsi e mi auguro che questa tregua duri ancora per un po’. Sono stufa di vedere gente combattere per i figli.

Dall’altre parte abbiamo Sthepanie e Kyle che giustamente non procedono a gonfie vele. Ma davvero la Edwards pensava che lui avrebbe voluto vederla dopo che lo ha piantato in asso con un biglietto solo per poter giocare libera e felice con il bisturi? Mi sembra più che giustificato il comportamento del ragazzo. Più guardo Stephanie e più mi rendo conto di quanto sia completamente scollegata dal mondo questa ragazza. Per carità, sarà un medico eccellente ma dal punto di vista umano non ci siamo proprio. E’ un completo disastro e onestamente non credo che la compagnia di Jo in questo senso le sia molto d’aiuto.

Bene, anche per questa settimana siamo alla fine. Vi saluto e vado a cercare della colla per rimettere insieme il mio povero cuore Calzona che è uscito piuttosto malconcio da questo episodio.

Voto: 9/10

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