Telefilm/The Big Bang Theory

Recensione | The Big Bang Theory 9×19 “The Solder Excursion Diversion”

Ho lo stesso computer da sei anni. È stato un regalo per il mio diciottesimo compleanno e mi ha accompagnato fedelmente ed instancabilmente lungo tutto il mio percorso universitario da fuorisede. Ha fornito musica durante le feste, serie tv e film nelle fredde sere invernali, mi ha permesso di partecipare ad aste del fantacalcio via Skype, riesco ancora a scrivere qualche articolo di tanto in tanto utilizzandolo. Nonostante inizi a dare i primi segni di invecchiamento – qualche tasto ballerino, la batteria ha un’autonomia di una manciata di minuti, non si apre più il menu di Start, costringendomi a spegnerlo con il vecchio metodo Ctrl+Alt+Canc -, ci sono affezionato e non lo cambierei per nulla al mondo.

Da questo punto di vista posso quindi capire Sheldon, che troviamo alle prese con una videochiamata con Amy, che sembra più un collegamento tra due universi paralleli. Il laptop che Sheldon ha custodito per anni è al capolinea: i tasti non funzionano, il video si blocca, l’audio va a scatti. Sheldon non vuole però accettare l’inevitabile, credendo ancora che il suo computer abbia molto tempo davanti a sè. Purtroppo le sue speranze saranno ben presto cancellate, spazzate via, con un ultimo lampo del desktop del suo computer, prima di spegnersi in un definitivo schermo nero.

Amy cerca di consolare Sheldon per la perdita, regalandogli subito un nuovo computer portatile. Sheldon inizialmente rimane offeso, non tanto perché Amy ha deciso di sostituire il suo vecchio compagno inanimato quando la sua carcassa non era ancora fredda, quanto perché con questo regalo ha privato Sheldon del piacere di scegliere personalmente il suo nuovo computer, decisione che per un nerd come lui è di vitale importanza e avrebbe richiesto giorni e notti di interminabili ricerche e minuziosi confronti.

Però Sheldon, non appena avvia il nuovo laptop per configurarlo, rimane stupefatto dalla sua incredibile velocità e dalla definizione dello schermo 4K, per la soddisfazione di Amy. Ma il momento di felicità dura poco, perché quando Amy propone a Sheldon di rottamare il suo vecchio computer, lui rifiuta in maniera scontrosa e diventa subito cupo e serio. Quando Amy chiede spiegazioni sul suo comportamento, Sheldon le dice che avrà i dovuti chiarimenti, ma per ottenerli dovrà accompagnarlo in un posto segreto, di cui nessun altro conosce l’esistenza. Amy ovviamente accetta, incuriosita e impaurita dal cambio d’umore così repentino di Sheldon – la dipartita del computer unisce sia l’aspetto comico dell’affetto di Sheldon per un semplice oggetto tecnologico che l’attesa per scoprire un nuovo segreto su Sheldon -.

Nel frattempo Leonard ed Howard stanno lavorando all’università al loro nuovo progetto e vengono aiutati da Bernadette e Penny, che sono passate a salutarli per pranzo. Siccome sono ancora alla fase preparativa del prototipo, i due hanno bisogno di aiuto e le rispettive consorti accettano e, in qualche modo oscuro e inspiegabile, sembrano anche divertirsi nell’aiutare i mariti. Quando i due si allontanano per comprare del materiale per il lavoro, passando davanti a un cinema, vengono fermati da un uomo che li invita ad assistere all’anteprima del nuovo film Suicide Squad. Leonard esita, fermato dagli scrupoli di coscienza per le ragazze lasciate a lavorare al posto loro, ma Howard lo convince ad entrare nella sala e a raccontare una bugia alle mogli per il loro ritardo.

Davanti a popcorn e bibite decidono quindi di dire a Penny e Bernadette di aver bucato una ruota nel tragitto, mentre mandano un sms a Raj per farlo rosicare sull’anteprima del film. Però i due non sanno che nel frattempo Raj ha raggiunto Bernadette e Penny nel laboratorio, perché era solo a casa e non aveva nessuno con cui giocare o che gli facesse compagnia. Non appena riceve il messaggio lo fa leggere anche alle ragazze e insieme decidono di farla pagare ai due bugiardi. Ma i loro piani di vendetta si volatilizzano quando Howard e Leonard tornano nel laboratorio con dei mazzi di fiori per scusarsi della loro assenza, ammettendo la loro bugia e invitandole a cena per farsi perdonare. Con il quarto incomodo al seguito, ovviamente – Penny che lavora in un laboratorio dell’università e si diverte, Leonard e Howard che hanno dei rimorsi per aver visto un film al cinema gratis…..-.

Tornando però a Sheldon ed Amy, dopo un breve tragitto in macchina, arrivano in un deposito di box. Qui Sheldon porta Amy in quello che ha affittato, chiamandolo la fortezza della vergogna. Dopo qualche istante di disorientamento, Sheldon spiega che in quel box ha conservato qualsiasi cosa abbia posseduto nella sua intera vita, senza mai buttare via niente. Ogni singolo oggetto con il quale Sheldon è venuto in contatto negli ultimi venti e passa anni è in quel box. Riusciamo a vedere molti abiti vecchi, schermi di computer, una busta con tutti gli spazzolini usati, una collezione di pigne di quando era bambino, giocattoli e modellini, persino una chitarra elettrica. La rivelazione è sconcertante.

Sheldon ha tenuto questo luogo segreto a tutti per molti anni ed Amy è la prima persona con la quale si confida. Ammette che ogni volta che abbia solo pensato di buttare via anche il più piccolo e insignificante oggetto, si è subito sentito fisicamente male, con mal di testa, fischi nelle orecchie e la sensazione che strani esseri si mangiassero a vicenda all’interno delle due membra. È ben consapevole che il suo comportamento ossessivo compulsivo non si addice ad un uomo di scienza del suo calibro e per questo si vergogna di questo box. Amy però è l’anima gemella di Sheldon e, anche se quest’ultima stranezza rasenta l’incredibile, cerca di consolarlo, dicendogli che lei manterrà il segreto e gli rimarrà comunque accanto per aiutarlo.

Puntata molto soddisfacente. Finalmente una novità degna di nota, inaspettata e divertente. Questo nuovo lato oscuro di Sheldon non è per niente assurdo, anzi è in linea con le sue manie di controllo, ma con questo box attraversiamo nettamente quella sottile linea tra la normalità e la patologia sulla quale si posizionava, in costante equilibrio precario, Sheldon. Anche l’espediente del computer rotto è perfetto, riportando un pò di sano orgoglio nerd che a TBBT mancava da un pò troppo tempo.

Chiudo qui la recensione perché la ventola del mio computer fa talmente tanto rumore che non riesco a sentire neanche i miei pensieri.

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