Damien/Telefilm

Recensione | Damien 1×04 “The Number of a Man”

 

 

 

Buongiorno, Pelati fan di Damien!

Come la va?

 

Spero che le vacanze pasquali siano state piacevoli e piene di dolcezze (cioccolatose e non 😀 ). Io, nonostante la veneranda età, ho ricevuto più uova di cioccolato del previsto e adesso ho scatole e scatole piene di questa meravigliosa gioia 😀

 

Ma torniamo a noi e, cioè, all’episodio di Damien, che non si è fermato neanche per Pasqua… ah, già, lui è l’Anticristo, dimenticavo!

Beh, comunque, lui che non ha bisogno di risorgere, continua a mietere vittime con la sua solita nonchalance e presenza.

La Polizia sospetta di lui, lui stesso sospetta di sé, eppure, magicamente (o dovrei dire diabolicamente?) non ci sono prove che lui c’entri con gli omicidi, anzi.

Scarica la colpa su Ann Rutledge, che ha tutte le risposte che servono, è una stalker, ha una stanza segreta piena delle sue cose d’infanzia (per non parlare di tutte le sue foto che colleziona nei posti più disparati di casa! Foto di guerra e morte, signori, mica bambini nei cavoli e cesti di frutta…), eppure, magicamente, quando l’investigatore si reca a casa sua, non solo la stanza della stalker si è trasformata in una semplice stanza anti-panico/vineria, ma viene praticamente convinto del fatto che Damien sia un tizio tendente a scatti d’ira, probabilmente mentalmente instabile e, soprattutto, bugiardo.

Ottimo lavoro, Ann!

Questa tipo sta cominciando pericolosamente a rivestire per me lo stesso ruolo che rivestì la Umbridge in Harry Potter, e ho detto tutto.

 

 

 

 

Alla Stazione di Polizia, nel frattempo, un tizio ha deciso improvvisamente di evirarsi con una forbice in pubblico, biascicando sulla venuta della Bestia e stramberie varie e non posso certo biasimare l’espressione di Damien, perché, beh, era quella che avevo anch’io, guardando la scena.

Insomma, solito girotondo e conseguente diatriba tra “Sono stato io! È tutta colpa mia!” e “No, non posso essere davvero quello cattivo, ho salvato un bambino, sono un eroe, chi sarebbe così pazzo da credere a queste stupidaggini religiose?”.

L’unica cosa certa è che le cose strane non accadono solo a lui: Simone, la sorella di Kelly, trova un uccello morto nello scarico della vasca da bagno (e ricordate quello che ruppe la vetrata della Chiesa nella quale si stava celebrando il funerale della stessa Kelly?) e la madre, nigeriana e superstiziosa di natura, pensa bene di chiamare una sorta di sacerdote per purificare la casa e permettere a Kelly di ritrovare la strada per l’aldilà.

Sacrifica una gallina, cospargendone il sangue sugli effetti personali di Kelly e poi dando fuoco a tutto e dalle ceneri, ritrova il blocchetto degli appunti della ragazza con stampati i numeri 6 6 6 quasi in cerchio, proprio come il marchio che Damien ha tra i capelli.

 

 

 

 

Il Rottweiler prosegue nell’adempimento di non ho idea cosa, soggiogando il bambino dell’investigatore della Polizia e del suo compagno, trascinandolo sott’acqua nella piscina del giardino, nel tentativo di affogarlo. Fortunatamente, il padre interviene in tempo per salvarlo, non prima di aver assistito ad una terrificante impersonificazione del demonio da parte del telone che ricopriva la piscina. Davvero agghiacciante, ma dopotutto, Damien lo aveva avvertito che sarebbero successe cose strane.

 

Che dire d’altro? Lo show prosegue, sebbene con lentezza, però senza il dinamismo che, forse per la novità, forse per l’anticipazione, ha caratterizzato le prime puntate.

Colpevole è anche lo script praticamente identico, puntata dopo puntata: Damien sa di c’entrare qualcosa con gli omicidi che avvengono in sua presenza, però cerca di non pensarci, cerca di trovare qualsiasi scusa possibile per non colpevolizzarsi, ma puntualmente succede qualcosa che lo porta a dubitare dei suoi stessi pensieri e Ann Rutledge è una presenza costante che, non solo non gli fornisce nessuna risposta concreta, ma lo lascia in bilico tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, cosa che manderebbe chiunque fuori di testa.

Ci sono molte forze oscure che agiscono all’interno della vicenda, questo è chiaro, ma non abbiamo mai un quadro preciso di quello che succede e il rimpallo tra un personaggio e l’altro, non aiuta a chiarire tutti i vari aspetti della storia.

Damien ha bisogno di rendersi conto di chi è e di assumersene tutte le responsabilità, quindi perché non lasciarlo per un attimo in disparte e cercare di chiarire, invece, tutto ciò che coinvolge i co-protagonisti?

Sarebbe un’idea efficace per smuovere un po’ le acque e non appesantire troppo lo show che, se continua così, ha davvero poche speranze di essere rinnovato.

 

 

 

 

Al solito, aspetto positivo della puntata, gli attori davvero superlativi e le musiche che si combinano davvero bene con l’atmosfera generale della Serie e delle scene singole in cui vengono inserite.

 

Il mio voto per questa puntata è di: sette/dieci. Sono un po’ stanca della solita minestra riscaldata, ma non abbandonerò la Serie, perché sono curiosa circa i possibili risvolti e chissà che non faccia un salto di qualità non indifferente 😉

 

Come sempre, vi dò appuntamento alla prossima settimana e, nel frattempo, vi invito a dare un’occhiata al promo del prossimo episodio, Seven Curses 😉

 

 


 

 https://www.aetv.com/embed/653565507633

 

 


 

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