Shameless US/Telefilm

Recensione | Shameless 6×09 “A Yurt of One’s Own”

Infinite cose da fare e così poco tempo.

Episodio superlativo.

Più che una recensione l’istinto sarebbe quello di riscrivere la sceneggiatura nella sua interezza: perfetto equilibrio tra emotività e comicità, cadute e inizi, dialoghi e silenzi, ritorni e partenze.

Da dove iniziamo?

La storyline più easy è, probabilmente, quella che lega Debbie, Frank, Queenie e Chuckie: tutti nel van in partenza verso la Comune. La nota più amara è forse quella che riguarda Debbie, per quanto fosse ottusa e immatura, fino ad ora ciò che aveva promesso, lo aveva mantenuto, anche a costo di rimboccarsi le maniche. Invece ora, nel più prevedibile dei quadri, lascia la scuola, per una destinazione non poi così prevedibile. La Comune, personalmente, mi inquieta. In realtà tutte le comunità chiuse e refrattarie al resto del mondo mi turbano. Non tanto per i “metodi di sopravvivenza”, ma per i mantra e ideologie. Sarà per questo che le scene che suppongo dovessero essere comiche, sono risultate angoscianti. Un parere totalmente soggettivo.

“Nama-fucking-ste.”

Comunque Debbie sembra trovarsi a suo agio, grazie a Queenie, nella sua “maternity-tent”.

Così come Frank, dopo essere stato sfrattato dalla tenda e, addirittura, aver alimentato il generatore, sembrava dovesse scegliere tra il “black gold” e le pallottole. Invece, appena Queenie lo conduce alla coltivazione di oppiacei della Comune, Frank si sente a casa.

Queenie, un personaggio che nel corso delle puntate diventa sempre più interessante e determinante nella storia con le sue scene – anche se quella con Pete Seegar e Willie Nelson l’avrei evitata volentieri-. Arrivata per Chuckie, alla fine, nonna Queenie si prende cura dei due Gallaghers più opportunisti e non è dire mica poco.

A proposito di Chuckie, un’altra citazione scaturita dalla genialità dei traduttori:

 

“Run, Chuckie, run!”

 


“As I live and breathe… You’re Frank Gallagher thirty-five years ago.”

“Excuse me?”

“You’re the spitting image of your father […]”

“The fuck I am, Gradma Queenie.”

Se per un po’ sembrava che tra i Gallaghers fosse Debbie ad essere più simile a Frank – anche se da un punto di vista diverso- ora, invece, sembra che sia Lip colui che ha intrapreso drammaticamente la strada del padre.
In questa puntata la frase di Queenie pare compiersi come una profezia: Lip è entrato in un tunnel da cui è difficile uscire, ma non impossibile. La gita in ospedale, invece di fargli aprire gli occhi, lo fa solo sfogare sulla stessa ragazza che lo ha salvato. Familiare?

“You know that just ‘cause we were born here doesn’t mean that we end up here.”

Già una volta avevo definito la sesta stagione come “la stagione dei grandi ritorni”, ma non sapevo ancora quanto avessi ragione.
Il ritorno di Mandy non ha avuto un tempismo perfetto, di più. Emma Greenwell si è calata nuovamente nel suo personaggio, facendolo crescere pur rimanendo coerente. L’amicizia tra Mandy e Ian è qualcosa di profondo e apprezzo come sia stata ripresa in modo così naturale. In difficoltà, Mandy chiama Ian, il ragazzo che, per quanto incasinato, non giudica e si prostra ad aiutare coloro a cui tiene. Quel ragazzo che ora è maturato e aiuta Mandy a fare la cosa giusta. Allo stesso tempo, con lei, Ian è completamente sincero e ogni parola tra i due è un pezzo di loro stessi.

Climax emozionale del suo ritorno, Mandy lo raggiunge quando incrocia Lip. Non so se stessero recitando – i due attori hanno avuto una relazione durata quattro anni e finita relativamente poco tempo fa – oppure se abbiano vissuto, almeno un po’, quella stessa esperienza che dovevano mettere in scena. In ogni caso, il carico di emozioni che hanno trasmesso in pochi secondi, completamente in silenzio e con solo qualche cambio di inquadratura tattico è stato notevole.
Ovviamente, tutti abbiamo pensato che fosse scontato che Lip le corresse dietro, ma Shameless non è mai scontato. Non intendo che, soprattutto sul momento, non stessi inveendo contro Lip perché facesse almeno qualcosa, qualunque cosa. Tranne quello che ha effettivamente fatto, ovvero girare i tacchi, entrare in cucina e chiede a Ian se Mandy fosse davvero Mandy.

“Is she back at her house?”

“She just dropped in to say hi.”

Nonostante il disappunto momentaneo, la paralisi di Lip ha creato il terreno per una delle scene più significative dell’episodio. Nella cucina di casa si ritrovano insieme i tre fratelli Gallagher.

“Is it his first time?”

“Who knows.”

“To Carl.”

È proprio in quel momento che Lip e Ian sembrano essersi resi conto di quanta strada hanno fatto, quante cose hanno affrontato e superato, di quanto sono cresciuti e cambiati, insieme.


Carl lo merita davvero un brindisi. Fino ad ora, questa stagione è stata la sua stagione, in tutto e per tutto: uno sviluppo del personaggio indescrivibile, mai prevedibile o incoerente.

Ethan, inoltre, ha sostenuto il ruolo mano a mano che diventava sempre più complicato da gestire, con le sue contraddizioni, le sue difficoltà e i suoi cambiamenti. Qualcuno scrive di ricordarsi le sue parole: questo “piccolo”- ormai non più tanto dato che va per i diciassette –  grande attore farà strada.


Within and without dal filone generale Fiona è alle prese con la prima vera crisi nella sua relazione con Sean e, per non farci mancare niente, arriva Gus. Questa volta, però, porta buone notizie: vuole divorziare. Alla buon ora. Comunque Fiona gestisce in modo pessimo la questione dell’anello. Per lo meno ci fa conoscere l’avvocato/squalo che ci regala momenti esilaranti, anche bilingue.

Alla fine arriva Sean che, dopo aver ri-comprato l’anello, chiede a Fiona di sposarlo nella stanza adiacente a dove sta divorziando con il suo ex. Lei, ovviamente, accetta.

“So, maybe, I should be on my own.”

La coerenza nell’incoerenza più totale. Fiona ci dimostra di essere lucida e di riconoscere il suo difetto più grande: la dipendenza da un uomo che, possibilmente, assuma anche un ruolo relativamente paterno. Lei ha il terrore di stare da sola, in particolare in questo frangente della sua vita in cui si è separata dalla famiglia quasi esclusivamente per effetto del sentirsi non più necessaria.


 Il trio Kev, Vì e Svetlana regalano gioie, quando fanno la loro comparsa. Nelle ultime due puntate quasi invisibili, questa settimana hanno avuto il loro spazio, che non sembra mai abbastanza.

Shameless, che non si fa mancare niente, solo con una frase affronta il tema dei matrimoni tra omosessuali nel caratteristico modo non solo non convenzionale, ma anti- convenzionale, con una semplicità disarmante.

“You said that you’d do. How is this any different?”

L’importante qui è che Svetlana non vada da nessuna parte: she’s irreplaceable.

Chi non vorrebbe vedere Vì e Svet sposate per ingannare l’immigrazione?


I Gallaghers torneranno il 20 Marzo.

Ringraziamo: Shameless US Italian Page | • Emmy Rossum Italia • | Noel Fisher Italia | Serie Tv Mania | DemiMovie | Serial Lovers – Telefilm Page | Film & Serie TV | Serie tv, la nostra droga | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Diario di una tv series addicted | Series Generation | I Love Film and Telefilm | Serie Tv News

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...