Damien/Telefilm

Recensione | Damien 1×01 “The Beast Rises”

 

 

 

Buonasera Pelati!

Sono qui per voi, oggi, per invogliarvi alla visione della nuovissima Serie TV targata Lifetime, ma poi spostata sull’emittente A&E e basata sui film horror Omen e Damien: Omen II (La maledizione di Damien in italiano).

 

 

 

 

Ammetto che questa recensione è probabilmente una delle più difficili che io abbia mai fatto e non solo per una questione di show in sé, ma anche perché non sono solita seguire serie TV horror; basti pensare che abbandonai American Horror Story dopo la prima puntata, perché ne sono rimasta traumatizzata.

Tempo fa, da piccola, ero una fan sfegatata di film horror, ne ho visti a centinaia, anche quelli più splatter che esistono; poi, improvvisamente, ho deciso che il sangue mi faceva schifo e che con tutta probabilità sarei svenuta, quindi ho lasciato perdere.

Tuttavia, Omen è stato uno dei film da me visti e sicuramente amati, al tempo, perché, andiamo, a chi è che non piacciono i bambini posseduti dal Diavolo?

Il seguito, La maledizione di Damien, non l’ho mai visto, ma basandomi solo sul primo film, devo dire che era già abbastanza perché dessi una chance a questa nuova serie.

Bradley James nel ruolo di Damien ha contribuito alla cosa, perché lo vidi già nei panni di Arthur in Merlin e lo apprezzo moltissimo come attore (e anche come ragazzo, dai, non diciamo bugie, chi vogliamo prendere in giro 😀 ).

Beh, comunque, dicevo: tutti questi elementi hanno contribuito affinché ci dessi un’occhiata. E che occhiata.

 

 

 

 

Mi sono documentata dopo la visione della puntata e di giudizi negativi sulla serie già ne fioccano a bizzeffe: dialoghi pieni di cliché, personaggi blandi e senza personalità, riprese traballanti decisamente fastidiose da guardare, eppure, in tutta sincerità, a me questo primo episodio è piaciuto.

Ultimamente, poi, la TV sembra essere stato un ottimo palcoscenico per serie TV horror quali Hannibal, Bates Motel, Ash vs. Evil Dead e ora Damien, il che probabilmente ci porta a pensare che, se avete particolarmente amato una saga horror, questa avrà sicuramente una possibile realizzazione TV in futuro (se non c’è già stata, ovvio). 

Niente di strano: i reboots vendono e molti dei franchise menzionati sono rimasti dormienti per diverso tempo prima di trovare una loro collocazione televisiva, perciò quello che è interessante notare è come tutti questi rifacimenti televisivi interagiscono con la fonte primaria. Hannibal ha fornito l’adattamento definitivo al mito di Hannibal Lecter, Bates Motel, nonostante le incongruenze, mantiene comunque l’iconografia e lo stile di Psycho e l’adattamento della storia ai giorni nostri, ridefinendo l’intricata relazione tra Norman Bates e sua madre come una tragedia Greca per la maggior parte del tempo, beh, funziona.

 

 

 

 

Damian è, in qualche modo, diverso. Lo show utilizza come flashback alcuni frammenti del film Omen del 1976, ignorando il sequel del 1978, La maledizione di Damien e il finale del 1981, The Final Conflict, dipingendo quindi Damien come un fotografo di guerra che non ha nessun ricordo della sua infanzia. E lo sappiamo, perché nei primi minuti della puntata uno dei personaggi gli dice: “Non hai nessun ricordo della tua infanzia”.

 

 

 

 

D’altronde, è un po’ questo lo stile impiegato per i dialoghi in questa serie: i personaggi dicono, nel bene e nel male, quello che pensano o ciò che è necessario allo sviluppo del plot senza nessuna sfumatura o sottinteso. Inoltre, le loro opinioni sembrano cambiare in base a quello che Damien ha bisogno di sentirsi dire in quel preciso momento.

Ad esempio, l’amica/ex fidanzata Kelly, in un primo momento sembra accettare la storia che Damien sia l’Anticristo, anzi, lo invita quasi ad abbracciare questo suo nuovo essere, poi, quando le persone intorno a lui cominciano a morire, lo rassicura dicendogli “Non ha niente a che fare con te tutto questo”, come se fossero solo delle mere coincidenze, nelle quali, guarda caso, è implicato anche Satana.

Sembra quindi che lo show abbia un po’ dimenticato ciò che ha reso godibili i film: Omen è stato in grado di sviluppare una sorta di senso di “macigno sulle spalle” e di ineluttabilità di fronte alle catastrofi, che, sicuramente, hanno molto a che fare con i continui rimandi e citazioni dalla Bibbia e all’interpretazione di Jerry Goldsmith, ma che, tuttavia, hanno funzionato alla grande, senza contare che è stato in grado di dipingere in maniera evocativa e spaventosa un genere di male che non si può realmente sconfiggere o comprendere.

 

 

 

 

Come ho già detto, ero e sono una grande fan di Omen, quindi non potrei comunque arrivare ad odiare Damien, perciò quando la canzone originale è venuta fuori verso la fine e la vecchia ha contribuito al risveglio di Damien, mostrandogli fotogrammi del suicidio della sua governante e diverse sue foto da bambino, sono stata invasa da quel familiare terrore provato quando vidi il film e mi è venuta la pelle d’oca. Poi Damien scopre di avere il tatuaggio del 666 tra i capelli e lì sono andata in brodo di giuggiole.

Non so se possa effettivamente, come show, sopravvivere all’obiettivo che si sono prefissati e probabilmente no, però il verdetto è piuttosto semplice: se siete fan di Omen, date una possibilità a questa serie, se non lo siete, allora ci sono sicuramente storie migliori con le quali intrattenervi.

 

 

 

 

Sicuramente, una serie TV sull’Anticristo non è destinata al fallimento per principio, visto che la trama centrale di Damien sul fatto che l’Anticristo scopre la sua vera identità e non vuole altro che portare a compimento il suo destino, è una buona storia. Infatti, probabilmente uno dei difetti maggiori in molte storie di supereroi o di antieroi è il fatto che tendono a rigettare il loro destino e gran parte del tempo queste storie si concentrano sul rendere il personaggio più umano possibile e più piacente possibile, ma se il tuo destino fosse quello di essere il Diavolo in persona, la figura che porterà a compimento l’Apocalisse? Come potrebbe rapportarvisi un ragazzo altrimenti normale? È un’idea sicuramente ottima, sebbene non sono sicura che questo show sia in grado di esplorare in maniera dinamica e sufficientemente interessante. Spero di avere prove del contrario con i prossimi episodi che sicuramente guarderò con aspettativa.

 

 

 

 

 

E voi, avete già dato una chance a questa serie?

Cosa ve ne pare?

 

 

 

Vi dò appuntamento alla prossima recensione dopo il promo del secondo episodio, Second Death 😉

 

 

 

 

 

 

Alla prossima! ❤

 

 

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3 thoughts on “Recensione | Damien 1×01 “The Beast Rises”

  1. Ho visto la première…
    mi è piaciuta, non sono fan di questo genere di serie ma è una serie che secondo me si baserà molto sulla crescita dell’Anticristo quindi penso che la guarderò (non ho visto i film).
    Solo io ho notato come abbiano associato i Rotweiler al cerbero ?
    Buona la prima comunque.
    Certo che se stai a leggere le recensioni che si leggono (se frequenti) sui social,
    Shannara è un capolavoro
    Arrow è assolutamente attinente al fumetto
    varie ed eventuali xD

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  2. Sì, quello è vero, leggi le recensioni e sono tutti o dei flop assoluti, o dei capolavori mai visti prima 😀 comunque, quando leggo le opinioni in giro sulla Rete, non mi baso mai su quelle nei social, perché, appunto, sono assolutamente farlocche, mi baso su quelle che rinvengo nei siti di recensioni come questo e, di solito, scritte da gente un minimo competente xD
    Sì, i Rotweiler associati al Cerbero ci sono già nel film e fanno tipo da sentinelle, come nella serie d’altronde.
    Concordo sul “buona la prima” ^_^

    "Mi piace"

    • Ho scovato alcuni siti e blog che in realtà sono gestiti dai saccenti admin delle pagine esistenti sui social 😦 😦 😦
      Di parte e incompetenti. Fortunatamente qui non è così. Grazie allo staff di Parole Pelate per questo 😀

      Piace a 1 persona

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