Sapevatelo/Telefilm

Sapevatelo | Scoprire Death Note

Non ho mai seguito realmente un anime. Escludendo Dragon Ball e affini, mi è capitato solamente di guardare qualche puntata random degli anime che passava Mtv, tipo Inuyasha o Slam Dunk. Non per snobberia, ma perché ho sempre pensato che la cultura degli anime fosse troppo vasta per essere compresa a fondo, come se non conoscere, per esempio, le storie dei manga dietro le puntate non mi permettesse di godere a pieno della storia. Così mi sono avvicinato al cinema e alle serie tv, accantonando totalmente il genere orientale.

Un paio di giorni fa però, sulla home di Netflix mi accorgo di una novità: tra i vari rettangoli di ogni serie ne vedo uno scuro, con tre figure in ombra su sfondo nero, con un piccolo titolo nell’angolo in alto a sinistra, in bianco con delle lettere di traverso: Death Note. Il titolo non mi era del tutto nuovo, di sicuro qualcuno in passato me ne avrà parlato, ma rileggendo quelle due parole l’unico ricordo che mi viene in mente è l’etichetta estremamente riassuntiva con la quale ho classificato Death Note nella mia memoria: l’anime del quaderno dove scrivi i nomi delle persone e quelle muoiono. Riduttivo ma efficace, come ogni etichetta.

Ultimamente sono alla ricerca di serie tv con puntate da venti minuti, versatili e rapide, per staccare un pò dai vari Fargo e Daredevil. Modern Family e New Girl sono sempre alla portata di mano, la new entry di Netflix Boris per me è una carta fin troppo nota, quindi mi informo il minimo per tentare il mio primo vero approccio verso un anime. Puntate da venti minuti, 37 puntate in tutto – un’altra limitazione verso gli anime è stata la mole in genere enorme di episodi -, Netflix le rende disponibili tutte subito. Bene, vediamo di che si tratta.

Le prime due puntate sono una piacevole e inaspettata sorpresa. Sono la presentazione dell’intera serie, delle tematiche che affronterà e dei tre personaggi principali. In senso figurato rappresentano un’esca alla quale lo spettatore deve abboccare per lasciarsi catturare dal mondo di Death Note: chi non viene colpito dai primi due episodi, lascerà perdere senza rimorsi l’anime, non pensandoci due volte. Invece io ho abboccato senza opporre resistenza e per il momento non me ne sono per niente pentito – sono all’undicesima puntata -.

Il primo episodio s’intitola Rinascita, il secondo Confronto, quasi a preannunciare il ritmo serrato che caratterizzerà la serie, senza un attimo di tregua, sempre appesi ad un filo sottilissimo, con la sensazione che possa rompersi da un momento all’altro.

Rinascita si apre in un mondo non umano, in una valle desolata e buia, che ci viene presentata come il Mondo degli Dei della Morte, dove figure mostruose, gli shinigami, attendono l’inesorabile scorrere del tempo. Tra le varie divinità spicca una figura alta, vestita di nero, con una testa di una carnagione esangue, sproporzionata rispetto alla corporatura esile, gli occhi enormi sgranati, l’enorme bocca adorna di piccoli denti aguzzi, seduta a contemplare la desolazione della valle. Il suo nome è Ryuk. E si sta annoiando.

Nel frattempo, sulla Terra, tra i banchi di un liceo giapponese, un giovane essere umano di nome Light Yagami guarda fuori la finestra dell’aula, contemplando la desolazione del giardino o della sua monotona vita. Anche lui si sta annoiando.

Il dualismo è già tracciato in questo frame, dove entrambi i personaggi sono semplicemente annoiati dalla loro situazione e cercano una scintilla per sfuggirne. Sarà Ryuk a fornirla ad entrambi e sarà anche onesto sulle sue motivazioni: lascerà cadere sulla Terra il suo Death Note, il quaderno della morte, dove gli shinigami scrivono il nome degli umani ai quali vogliono sottrarre gli anni di vita che restano loro da vivere, procurandone così la morte. Un umano che trova un Death Note ne diventa il legittimo proprietario e potrà utilizzarlo, seguendo le regole del quaderno, come un Dio della Morte, ma senza il guadagno in anni di vita. Il caso porterà il Death Note tra le mani di Light, costringendo Ryuk a seguirlo ovunque egli vada, aspettando l’ora della sua morte per riappropriarsi del quaderno. La storia parte da un Dio della Morte annoiato in cerca di uno svago e prosegue grazie ad un umano, altrettanto annoiato, con manie di grandezza degne di un Dio. La casualità come evento scatenante dell’intero anime.

È questa la prima tematica che viene presentata in Death Note: il parallelo tra Ryuk e Light. Da subito scopriamo come Light sia uno studente modello, un figlio devoto, un ragazzo impeccabile. Ma non un essere umano qualunque. Scoprendo i poteri del Death Note, procurando la morte ad altre persone per testarli, non rimane impaurito o turbato. Light decide di utilizzare a pieno i poteri del quaderno, iniziando a giustiziare sistematicamente ogni criminale, assassino, ladro, stupratore di cui viene a conoscenza, con lo scopo di creare un mondo migliore, senza soprusi e violenza, nel quale la giustizia regna sovrana. Giustizia impartita da un solo e unico Dio, egli stesso. In questa situazione paradossale, dove un liceale ha la tempra morale e la disciplina per intraprendere un compito inumano e pericoloso, Ryuk passa in secondo piano, restando sempre una presenza fissa, inquietante ed oscura, a ricordare la natura delle azioni di Light, ma sarà da ora in avanti poco più di uno spettatore del folle piano del ragazzo. Un passaggio di consegne che fa di Light il nuovo shinigami e di Ryuk la sua spalla, felice di avere un posto in prima fila negli avvenimenti futuri.

La storia risulta, alla presentazione, molto lineare e di notevole interesse, con numerosi spunti sui quali si potrebbe parlare per ore. Ma come ogni altra storia, necessita di un contrasto, di un ostacolo, di un attrito, per rendere gli avvenimenti più intriganti. Ha bisogno dell’antagonista del nostro eroe, che in questa storia prenderà il nome di Elle.

Elle viene introdotto nella seconda puntata, Confronto. Il titolo suggerisce un imminente contatto tra Elle e Light, ma procediamo con ordine. Le morti nelle prigioni si susseguono a un ritmo incessante, tutte merito del minuzioso lavoro di Light, che da quando è entrato in possesso del Death Note, non fa altro che allungare la sua lista della morte. L’Interpol si riunisce per far fronte a questa emergenza senza precedenti e decide di chiedere aiuto ad un misterioso consulente esterno, che già in passato ha aiutato l’Interpol in indagini critiche. Nessuno conosce il suo volto, né il suo vero nome: si fa chiamare semplicemente Elle, comunica tramite un portatile, con voce alterata, aiutato da un altrettanto misterioso individuo. Si dimostra subito all’altezza del compito, indirizzando le indagini verso il Giappone e, con una semplice trappola, riesce a confermare che Light – conosciuto dai media come Kira, dalla pronuncia giapponese della parola killer – si trova nella regione del Kanto e che ha bisogno di conoscere il volto delle sue vittime per ucciderle. Un degno avversario per il Dio del nuovo mondo.

Ecco il secondo elemento di Death Note, lo scontro tra i due antagonisti. Sono due facce di una stessa medaglia, avendo caratteristiche del tutto simili: grande intelligenza, capacità di deduzione, velocità di pensiero, tutti e due freddi e distaccati, qualità che permettono ad entrambi di pianificare ogni mossa con la massima efficacia, calcolando ogni margine di errore, prevedendo ogni possibile risposta da parte del nemico. Si ha l’impressione di assistere ad una partita di scacchi tra Light ed Elle: tentano entrambi di leggere i piani dell’avversario, cercando di porsi sempre qualche mossa davanti per trarne un vantaggio. Per quanto possano sembrare simili, sono però spinti da scopi radicalmente opposti, l’uno contro l’altro, fino a quando uno dei due non perderà questa partita.

La quasi totale assenza di azione viene compensata dall’ingegno e dall’arguzia dei piani di Light e delle contromosse di Elle, che rende Death Note incredibilmente avvincente e soprattutto mai scontato. Inoltre ogni puntata è costruita con tensione e suspense sempre crescenti, incollando lo spettatore allo schermo un episodio dopo l’altro.

Death Note per me è stata una rivelazione e, con questo grande inizio, non credo mi deluderà con le restanti puntate. In ogni caso, la prima volta con un anime non si dimentica mai.

3 thoughts on “Sapevatelo | Scoprire Death Note

  1. Immaghina un adolescente scapestrato, ma (molto in fondo) di buon cuore, rissoso e lascivo, che all’improvviso salva la vita a un bambino che sta per essere investito da un’auto; muore lui, ma da lì in avanti cominia la sua vita… molto paranormale! Io non guardo anime di solito, questo e Death Note sono state le eccezioni, e ho trovato Yu degli Spettri divertentissimo!

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