Lucifer/Telefilm

Recensione | Lucifer 1×06 “Favorite Son”

Buongiorno!

Per scusarmi del ritardo può bastare una dolce Trixie con il viso ricoperto di cioccolato? No? Beh, pazienza: ci ho provato!

In verità, mi aspettavo di scrivere un’altra recensione scanzonata e un poco irriverente, ma questa volta c’è di più.

Tuttavia, è meglio iniziare con i momenti più leggeri, un antipasto prima del piatto forte, per solleticare l’appetito. Impossibile non citare quella piccola peste di Trixie, che non solo riesce ad evitare una bella ramanzina per aver rubato una fetta della sua torta di compleanno, ma si guadagna anche una fornitura annuale di cioccolato grazie ad un padre messo alle strette e troppo svestito per contrattare qualcosa di più conveniente. Cinquanta punti a Grifondoro  Trixie!

Eccoci di nuovo qui: nuovo episodio, nuovo caso per la coppia Decker-Morningstar, partner investigativi tra alti e bassi; questa volta, si tratta di una rapina con omicidio. Giunto sulla scena del crimine, il nostro diabolico protagonista non accetta di prendere parte al caso, annoiato dalle modalità dell’assassinio, per poi ritornare sui propri passi dopo aver appreso che esiste una seconda vittima nel caso, che è proprio lui stesso, il proprietario del container rubato. L’amoralità e la superficialità di Lucifer scandalizzano la giovane detective, ma ancora una volta sembra dimenticarselo in fretta, coinvolta com’è in altri pensieri: cosa nasconde il partner in quel box? Quale connessione c’è tra il suo lavoro e il traffico di merci illegali legato a quel deposito? Per risolvere almeno uno dei tanti misteri che si celano attorno alla figura di Morningstar, Chloe contatta il suo ex, che prontamente si dimostra disponibile ad incastrare l’odiato rivale: come risultato, si ritrova steso da un pugno e si risveglia ore dopo, nudo nel letto della detective; e inoltre, tutto pare perfettamente legale negli affari del Lux, il locale gestito da Lucifer e Maze. Com’è che si dice? Ah sì: oltre il danno, la beffa!

L’antipasto è stato servito, e il nostro stomaco brontola per avere un degno proseguimento del pasto. Veniamo subito accontentati: finalmente abbiamo un episodio in cui il “caso del giorno” non è un pretesto per smuovere la trama ma un elemento strettamente intessuto nella grande trama che lega i destini di ogni personaggio, che sia mortale o di altra natura. Una sorta di Provvidenza, forse? Difficile a dirsi, meglio discutere su ciò che sappiamo per certo: inizialmente Lucifer non sembra dar peso al fatto che il suo container sia stato rubato da uno sconosciuto, ma in seguito cambia idea e torna sulla scena del crimine, deciso a farsi giustizia e a ritrovare ciò che gli è stato sottratto. Senso di giustizia? Non credo proprio. Reputazione a rischio? Forse. Lo stesso Lucifer afferma di essere un paradosso vivente (e in effetti non ha tutti i torti: chi potrebbe immaginare il Diavolo…mortale?), e comunque in quella cassa non è contenuta una merce di poco valore ma qualcosa che prescinde da ogni concezione di ricchezza: si tratta infatti di una parte di sé, e precisamente il paio di maestose ali piumate che l’hanno condotto sulla Terra.

Il container viene infine ritrovato, ma non è chiaro chi sia stato il mandante del furto. Intanto, la dottoressa Linda Martin, pur non credendo in senso letterale a ciò che Lucifer dice di sé, ha intuito molto: il signor Morningstar si nasconde sotto molte maschere, ma se invero il Diavolo non fosse quel demonio spaventoso e sommamente abietto che la cultura occidentale ha da sempre raffigurato? Come suggerisce l’angelo Amenadiel, egli è un figlio ribelle, ma la sua Caduta potrebbe essere diversa da quella che ci aspettiamo e che ci hanno sempre raccontato. Un tempo Lucifer era detto Samael, ed era il più splendente tra i figli di Dio, il simbolo stesso del Suo amore. E se Lucifer non fosse stato scacciato dal Paradiso ma ne fosse stato mandato via con un obiettivo ben preciso? Tutto cambierebbe. Ma proprio tutto tutto. Mentre la psicoterapeuta prova a parlarne, Lucifer si infuria e a malapena riesce a controllare la sua ira. Eppure, dal punto di vista di una semplice mortale, questa prospettiva della storia, o forse sarebbe il caso di dire della Storia, avrebbe senso: al prediletto tra i figli sarebbe quindi stata assegnato il più duro tra i compiti, proprio in virtù della suo valore, ossia la creazione e il dominio dell’Inferno, luogo dove raccogliere le anime dannate in eterna penitenza. Ci viene suggerito che è questa la ragione per cui nella tradizione il nome del Diavolo è sempre stato legato ad atti malvagi e perversi, senza che egli ne fosse colpevole, quanto meno all’inizio; ed è così che il suo nome è stato maledetto e temuto dagli uomini, portando il più nobile tra gli angeli a ribellarsi contro il volere del Padre. Tuttavia, la vita insegna che da ogni caduta è possibile rialzarsi, più forti e più saggi di prima. Potrebbe accadere anche a Lucifer? Forse, se solo riavesse le ali per volare ancora.

Vignette dal fumetto originale

 

A questo punto, bisogna dirlo, le vicende stanno prendendo una svolta inaspettata, e molto, molto interessante. E’ chiaro che ora Lucifer farà di tutto per recuperare le sue ali, e viene spontaneo domandarsi cosa non farà all’uomo, alla donna o all’immortale che è responsabile del misfatto. In attesa del prossimo episodio, eccone il trailer. Buona visione!

 

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