Telefilm/War and Peace

Recensione | War and Peace 1×06 “Episode Six”

Buonasera, amici Pelati! ❤

 

Avete guardato e ri-guardato l’ultimo episodio di War and Peace perché sapete già che vi mancherà? Lo considerate uno dei più grandi capolavori del mondo? (Ok, sì, lo so, sto esagerando, ma è per il pathos, sapete…)

Vi mancheranno Pierre, Natasha (a me no, ecco!), Helene, Andrei (sigh) e tutti gli altri personaggi di questo intenso adattamento della BBC?

Se avete risposto ad almeno due domande su tre, bene, vi do’ ufficialmente la lieta notizia: siete appena sprofondati nel periodo da me denominato Post-Tolstoj-Reading (o, in questo caso, Watching).

Niente di grave, normalmente è una fase passeggera, ma nei soggetti più sensibili, potrebbe portare a pianti incontrollati e incontrollabili, voglia di un re-watch alle ore più improponibili, farneticamenti vari in merito alla suddetta Serie e consumo compulsivo di tutte le spalle su cui piangere gentilmente offertevi dagli amici/familiari (se non li avete fatti scappare prima, ovvio).

Comunque, vi do’ altresì notizia che la lettura di questa recensione, sarà l’ultimo sforzo che vi si richiederà, dopodiché, potrete tranquillamente rinchiudervi nel vostro Periodo-Buio fino alla fine delle vostre lacrime.

 

 

 

 

 

 

Finalmente, dopo otto anni di battaglie (e molti meno di pace), il destino dei nostri eroi, delle nostre eroine e dei nostri amati/odiati villains, giungono al capolinea in questo emozionante finale di Serie.

Il sipario si chiude su questo immenso viaggio, e che viaggio!

 

 

 

 

Il cuore del siberiano Conte Ilya Rostov smette di battere, gettando la povera Natasha, sua figlia, in una disperazione ancora più grande di quella che può essere stata la dipartita dell’amato Andrei.

Almeno lui si arrende ai suoi fantasmi, regalandoci un bellissimo commento sul senso della vita – uno di quelli che si ricollega direttamente alla filosofia di Tolstoj stesso.

 

The world wants us to love it… and it is not hard, it’s easy

 

Lo dice con quel tono malinconico, perso, vinto, ma felice, riflettendo sulla bellezza di una mosca posatasi sul vetro della sua stanza.

L’amore, però, non può vincere su tutto e il destino del povero Andrei è costretto ad arrendersi all’ineluttabilità delle sue ferite, in uno dei primi momenti cruciali di questo extended finale.

Non si può dire certo che ai preti Ortodossi manchi il lavoro.

 

 

 

 

Fortunatamente, Pierre riesce a scappare dagli orrori della guerra, raggiungendo la meta di un viaggio sicuramente epico, anche per gli standard monumentali di una storia come quella di War and Peace.

L’uomo che è comparso sulla scena inneggiando a Napoleone, diventa colui il quale si crede investito di una sorta di missione divina per assassinarlo.

Missione che non trova i suoi frutti, in una Mosca conquistata ormai dal nemico.

Nel disperato tentativo di aiutare un moscovita, viene catturato e gettato in prigione, grazie alla quale conosce un contadino dal cuore d’oro, che divide con lui il poco cibo che gli è rimasto, un momento che troverà la sua giusta collocazione quando, una volta libero e di ritorno al suo palazzo, consumerà il suo pasto e, piuttosto che divorarlo famelico, lo gusterà con lentezza, emozionato. Un’altra scena brillante e di effetto.

 

 

 

 

Anche Natasha diventa una donna matura e responsabile, in una performance che, per tutta la durata della Serie, non ha fatto altro che consacrare Lily James come un’attrice di tutto rispetto.

Ma stavo parlando di Natasha; poco più che un’adolescente all’inizio della storia, impaziente di crescere e di vivere, finisce per sposarsi con Pierre, ma portando con sé il peso delle sue sfortune e dei suoi vuoti.

Il loro andarsi incontro, è stata un’altra bellissima scena, con Pierre che raccoglie l’esitazione e la timidezza che l’ha sempre contraddistinto, con nuova consapevolezza e nuovo coraggio.

Finalmente, può sperare ancora nell’amore, nell’amare e nell’essere ricambiato.

 

He looks fresh from the bath house, all pure and clean

 

È la frase che pronuncia Marya, appena prima che egli faccia la sua proposta a Natasha, ma la verità è che la rinascita di Pierre è stata qualcosa di spirituale e non di fisico ed è stato davvero affascinante potervi assistere.

 

 

 

 

In un episodio denso di azione, siamo testimoni della rabbia di Napoleone verso i Russi, che hanno abbandonato la loro città solo per veder morire di fame le sue truppe e costringerlo alla ritirata. Tuttavia, così assorbiti dalla vita di questo popolo, i cui patimenti abbiamo vissuto e respirato in questi sei episodi, persino la figura del grande tiranno francese ci risulta piccola, di poco conto, secondaria.

 

Tra il popolo figura anche la povera Sonya, costretta a liberare Nikolai dal vincolo del fidanzamento, affinché possa congiungersi con la donna che ama, Marya.

E persino Dolockov riesce a redimersi, facendo da guardia ai confini di Mosca, mentre i francesi battono in ritirata. É proprio lui che riconosce e salva Pierre, il suo rivale in amore, un Pierre, tuttavia, completamente diverso dall’ubriacone al quale ha sottratto Helene.

 

 

 

 

Parlando di quest’ultima, probabilmente la sua è una delle più tristi e rassegnate dipartite: assume una dose spropositata di una medicina che dovrebbe indurre l’aborto, ma che a lei porta solo dolore e morte.

 

Nell’insieme, la Serie risulta praticamente perfetta. L’adattamento superlativo di Andrew Davies ha permesso la distillazione dell’essenza di un libro magnifico con capacità indiscusse, riuscendo a catturare l’intensità delle emozioni, scivolando leggero sulle difficoltà indotte da una trama complessa e ricca di personaggi, per farci immergere direttamente nel clou della storia, con strepitosi cliffhanger alla fine di ogni episodio.

 

Non voglio ripetermi, il mio commiato a questa Serie l’ho praticamente già esplicitato nella recensione della settimana scorsa.

Mi sento soltanto di dire che sono felice di aver intrapreso questo viaggio con i protagonisti della Serie e sono ancora più contenta di aver potuto apprezzare il libro ancora prima di cominciare a prendere visione anche di un solo, singolo adattamento cinematografico o televisivo che fosse e di essere incappata in questa trasposizione della BBC come mia personale iniziazione al mondo di Guerra e Pace visto con occhi moderni.

Se non l’avete ancora vista, correte a farlo, non ve ne pentirete!

 

Il mio voto complessivo alla Serie è: dieci/dieci, assolutamente meritatissimo!

 

 

 

 


 

 

Alle prossime recensioni! ❤

 

 

 

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