Lucifer/Telefilm

Recensione | Lucifer 1×02 “Stay, Lucifer. Good Evil”

PREDICATORE: Have you seen the face of the devil?

LUCIFER: Every morning in the mirror, pal.

Parte con una marcia in più questo secondo episodio, accelerando sin dal principio verso toni dark humor, una strada che personalmente adoro percorrere.

A proposito di strade, l’unico che sembra aver smarrito la “retta via” del Male è proprio il nostro Lucifer, Principe delle Tenebre e, a quanto stanno le cose adesso, ex-padrone dell’Inferno. Ai piani alti, nessuno sembra gioirne: osserviamo infatti il ritorno del ripetitivo angelo Amenadiel (poco convincente davvero, anche per noi poveri mortali davanti allo schermo) e il crescente risentimento di Maze, il demone sceso in Terra insieme al suo “capo”, ora barista nel tempo libero.

Lucifer sta cambiando: ormai è chiaro, e ogni personaggio non perde l’occasione per proporre la sua personale interpretazione. Per tornare su sentieri noti, non basta commettere la cattiva azione quotidiana (leggi: spaventare a morte un finto predicatore per strada) né organizzare un duello all’ultimo sangue; no, ormai l’evoluzione è in atto: sarà un bene o un male? Difficile rispondere, data l’ambiguità e la relatività di quei valori che non sono opposti, bensì due facce della stessa medaglia, come vediamo nella monetina con cui giocherella ogni tanto Lucifer: da un lato, abbiamo un triangolo equilatero (simbolo divino), dall’altro una stella a cinque punte (riferimento al satanismo).

Ma qual è invero il motivo di tale cambiamento? Beh, sicuramente non è la pia vita di Los Angeles. Direi piuttosto che c’entri qualcosa la nostra detective Chloe, la quale ancora non riesce a capacitarsi dei poteri della sua controparte.

Tutto ha avuto inizio con un atto di bontà, diciamo così: Lucifer si è frapposto tra alcune pallottole e Chloe, salvandole la vita. Non un evento casuale, ma una svolta. Certamente il Diavolo non finirà per diventare un pezzo di pane e riconciliarsi  così con suo Padre, ma un cambiamento come quello che sta avvenendo potrebbe avere dei risvolti inaspettati. Sono curiosa di vederli tutti, confidando che non si scada nei soliti clichè.

La vita sulla Terra si fa dunque più interessante per il  nostro Demonio, la cui noia (esistenziale?) sembra essere spazzata via dalle indagini che compie (più o meno) insieme a Chloe. Questa volta si tratta di un caso vicino alla giovane, che in passato e in parte tuttora ha dovuto convivere con le fotocamere dei paparazzi (sua madre era un’attrice di successo). Seguendo la pista che porterà verso il vero colpevole, Lucifer fa uso delle sue particolari abilità e del proprio carisma innato, anche se, a parer mio, talvolta cade nell’eccesso: anche se si parla del Diavolo in persona, lo scintillio che segue ogni sua battuta e azione deve avere un limite, altrimenti si rischia di creare un fastidioso powerplayer. Ecco, parafrasando il titolo dell’episodio: su, a cuccia, Lucy; sta’ buono. Gli esseri umani hanno tutti i loro peccati; anche il principe dei demoni deve avere un qualche punto debole. Chloe, voi dite? Nah, dai.

A proposito di Chloe, ci viene suggerito che nasconde qualche segreto nel suo passato: non parlo del film “Hot Highschool” (di cui, guess what!, tutta la comunità informatica è a conoscenza), ma  di qualcosa più oscuro. Il gancio che diede al paparazzo molesto? Oh, molto di più.

Come si suol dire, lo scopriremo nella prossima puntata, o presumibilmente nelle prossime puntate!

E ora, un ultimo bonus per chiudere in bellezza: Trixie! Adoro quella bambinetta sdentata! Ha una sorta di malvagità e arguzia innata: farà strada, me lo sento.

Vi lascio ancora il promo del terzo episodio:

 

A presto!

 

 

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