Telefilm/The Vampire Diaries

Recensione | The Vampire Diaries 7×10 “Hell Is Other People”

Salve popolo pelato, bentornati! Finita la pausa, si ricomincia a recensire The Vampire Diaries.

Non sapevo cosa aspettarmi esattamente da questo episodio. Sinceramente, lì per lì l’ho trovato noioso e ho faticato ad andare avanti, perché non si capiva dove volessero andare a parare. Siamo andati avanti alla cieca per venti minuti, fino a quando non abbiamo avuto quel minuscolo minuto dedicato alla realtà durante il quale Stefan ci spiega che per uscire dalla Phoenix Stone bisogna arrendersi a quel tipo di sofferenza che ti distrugge. Sostanzialmente sì, questa è stata la battuta più chiara dell’episodio, e non posso dire di averci capito molto.

L’unica cosa che mi impedisce di considerare l’episodio sotto la sufficienza è il titolo: “Hell is other people” è una citazione di Jean Paul Sartre (l’enfer, c’est les autres, da Huis Clos). Nell’opera teatrale, i personaggi si ritrovano chiusi in una stanza, che rappresenta l’inferno, e sono tutti e tre morti. Qui, sono consapevoli di dover subire delle torture, ma quello che non sanno all’inizio è che dovranno torturarsi a vicenda, rivelando uno dopo l’altro i crimini che li hanno portati alla dannazione eterna.
Morale della favola, tutti i personaggi servono a fare confessare a Damon tutti i peccati commessi pur di ottenere qualcosa: per Elena, per tornare da Stefan, per Mystic Falls… L’idea di per sé non è male, tutt’altro, il problema sta tutto nell’impostazione dell’episodio che per metà ti confonde e per metà ti fa quasi esasperare, perché sembra quasi che Damon muova passi alla cieca, capisca qualcosa, poi no e quindi siamo punto e a capo, poi ti vien voglia di scuotere il pc perché la soluzione è proprio lì ma non ci arriva…e nel frattempo vivi la stessa giornata un milione di volte. Ecco, mi ricordava proprio un episodio di Xena, durante il quale lei riviveva la stessa giornata a causa di un incantesimo lanciato da una coppia di innamorati, se non mi sbaglio, e alla fine lei tanto era stanca aveva preso a uccidere gente random (Corilo e il gallo canterino) per l’esasperazione. Io avevo la tentazione di suicidarmi.

Ma vediamo insieme le parti salienti di questa 7×10.

Giorno 1.

Il primo giorno è stato quasi totalmente inutile. La confersazione tra Damon e il Colonnello è andata più o meno così:

Colonnello, vorrei tornare a casa.
Perché?
Perché mio fratello ha gli incubi la notte.
Ah beh certo allora capisco, vai pure, ma prima riporta il salvo l’antico vaso.

Capisco che la lettera di Stefan fosse scritta in versi – chi è che scrive lettere praticamente in versi?! – ma… boh. Comunque, le uniche cose rilevanti sono:
-I capelli di Damon;
-Olive, la fidanzata di Henry;
-Il massacro della fattoria. E il fatto che la vecchia fosse la più attraente delle tre.

Giorno 2

Damon si sveglia e crede di essere tornato nel presente. Lì per lì ero delusa, perché sebbene sospettassi fosse tutta una montatura, i fatti parlavano chiaro: come poteva sapere di Stefan pugnalato da Nora, se non tornando nel mondo reale? Poi è morto Stefan, ed è diventato palese che fosse tutta una fantasia. Meno male, perché sembrava che si stesse svolgendo tutto improvvisamente troppo in fretta. L’unica cosa che rimane impressa è la follia di Julian che anche negli incubi di Damon non ci delude mai.

Migliore battuta: Damon: Non pensi di sovrastimarti, Donovan?
Perché sì, ormai insultare Matt Donovan è una moda alla quale nessuno può sottrarsi.

Giorni a venire.

Poi diventa tutto un film comico, dove possiamo apprezzare Damon (sempre divertente) ma nient’altro, solo i suoi numerosi tentativi di cambiare gli avvenimenti, convinto che fosse questo lo scopo del sogno: salvare quelle tre simpatiche signore. No, non era questo.
La verità è che l’unica cosa veramente apprezzabile, a parte le battutine sarcastiche che gli venivano fuori ogni volta che la signora della fattoria apriva la porta, è il confronto che ha con Stefan. Se c’è una cosa che questa settima stagione sta facendo per bene è proprio questa, affrontare il rapporto tra questi due, e nemmeno oggi ha deluso, seppur sia stato affrontato indirettamente. Promuovo assolutamente Stefan che veglia il corpo del fratello insieme agli altri, promuovo il loro confronto nella cantina – promuovo persino i loro capelli osceni – perché insieme emozionano davvero tanto. Persino quando si urlano contro.
Non promuovo la conclusione alla quale si arriva. Sostanzialmente, Damon doveva ammettere di aver pensato a Lily e non a Stefan, dopo aver causato quelle morti? Come un bambino che dopo una marachella desidera soltanto stringersi alla madre e farsi consolare? Non so, una parte di me crede che non sia poi un ragionamento così sbagliato, ma in generale non credevo volessero andare a parare qui. E continuo a non amare questa tendenza di fare apparire Lily come una martire, adesso che è morta, perché fino a due episodi prima di morire faceva di tutto per farsi detestare.

Inoltre, quello di Damon doveva essere un inferno… ma sembrava più un purgatorio, nel quale sembrava dovesse imparare una lezione e ammettere le sue colpe, accettandone le sofferenze e il dolore. Diciamo che si sono parati con questo titolo, che lascia intendere un tipo diverso di “inferno”.

Per riassumere, l’episodio è partito male, poi quando ha iniziato a creare questi loop a ripetizione è riuscito a incuriosirmi un po’, ma arrivata a venti minuti e qualcosa ho iniziato a implorare Damon affinché riuscisse a capire come sfuggire da lì perché non ne potevo più. Neanche Stefan che Se non riesce ad accettare quella sofferenza non si sveglierà mai è riuscito a farmi minimamente preoccupare, suvvia.

Comunque, come sempre non è tutto da buttare. Ho già detto che le scene Defan, seppur finte, mi sono piaciute. Tutto sommato anche Lily nella scena in cui muore è stata sopportabile, perché almeno ha portato a termine il suo compito e speriamo di essercene definitivamente liberati, stavolta. Poi la scena finale, quella sì che è stata una sorpresa: Damon, in un raptus, uccide tutti, ma sono quasi sicura che quella fosse ormai la realtà. Con Julie non si sa mai, ma cavolo, se non ho trattenuto il fiato! E poi ci sono quelle battutine sparse che ancora strappano un sorriso, e la bella Caroline che è enorme e così incinta che fa una tenerezza assurda.

Poi, per il resto non mi ha lasciato nulla. Troppo incompleta. Avrei preferito vedere Damon nella sua prigione per meno tempo, avere qualche informazione in più su quello che invece ha passato Stefan, e magari che ci spiegassero un po’ di più. Vabbé. Che ne pensate, voi? Vi è piaciuto l’episodio? Se siete curiosi di sapere cosa ci aspetta la settimana prossima, vi lascio il promo dell’episodio 11 e vi invito come sempre a passare dalle nostre pagine affiliate. A presto!

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One thought on “Recensione | The Vampire Diaries 7×10 “Hell Is Other People”

  1. mi sono ritrovata a leggere questa recensione proprio oggi, dopo quasi un anno dall’uscita di questa puntata e non sono per nnt d’accordo con questo giudizio! la puntata è una delle più belle della settima stagione insieme alla 21…e il bello sta proprio nel fatto che per una volta non si concentrano solo su stefan! per stefan ci vogliono 200 puntate e 200 invenzioni diverse per dare un pò di rilievo al suo personaggio e per non farlo sembrare spento, per damon basta poco invece perchè lui semplicemente “brilla” di luce propria! per quanto riguarda l’inferno della pietra penso non ci sia un inferno più adatto per lui in quel momento…vedere elena sarebbe stato il paradiso quindi cosa fanno?lo riportano ai tempi della guerra,quando ha ucciso quegli uomini mentre era ancora un ragazzo, quando era ancora un essere umano..è come se lo mettessero davanti al suo primo peccato, al suo primo errore imperdonabile fino ad arrivare al suo ultimo errore, quello di non aver perdonato la madre morente!!Nella scena in cui lei è
    bloccata sotto la ruota, Damon è costretto a tirare fuori il suo odio, la sua rabbia, quella che aveva nascosto alla madre fingendosi un cinico menefreghista e crudele…. dover ammettere di volerla bene e di volerla perdonare avrebbe significato abbassare la maschera ma alla fine è costretto a farlo, si arrende al suo dolore e vuole una seconda possibilità dalla madre, una possibilità che in fondo non potrà mai esserci, che non riavrà mai più perchè ormai lei è morta…più inferno di cosi dai…che dovevamo vedere?stefan che annega e cerca di non spegnere l’umanità per la centomilionesima volta! per me è stata una puntata davvero unica!mi auguro che ce ne siano altre cosi!

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