Telefilm/War and Peace

Recensione | War and Peace 1×03 e 1×04 “Episode Three” e “Episode Four”

Buonasera a tutti, pelatini! ❤

Come state? Spero bene, perché io sono reduce da una settimana di inizio corsi a Pisa per un Master di I livello completamente on-line (tranne, appunto per questa settimana in presenza) e mi sento parecchio stanca e parecchio confusa, e se ci aggiungiamo anche il fatto che ci hanno già assegnato tonnellate di dispense da studiare… beh, è facile intuire perché io stia ancora blaterando dei fatti miei, quando avrei ben due episodi da recensire di questo meraviglioso show targato BBC.

 

 

 


 

Mi sono già espressa in merito a quanto adori la continuità in una serie TV, ovvero, il riprendere l’esatto punto in cui un episodio finisce e da lì partire per l’episodio seguente e nel terzo episodio di War and Peace ho ancora di più avuto modo di sperimentare la bellezza di questo espediente narrativo, perché entriamo subito in medias res, cioè, nel mezzo della faccenda, ovvero, il duello tra Pierre e l’amico Dolokhov.

Povero Pierre! *sigh e sob!*

Non ricorda neanche più come si spara!

 

 

 

 

Ma lui è un omino determinato e, nonostante i consigli di farla finita e di riappacificarsi con Fedya, Pierre è risoluto nel suo tentativo di vendetta e infatti, colpisce Dolokhov, lasciandolo stecchito a terra, con Rostov che lo soccorre e lo riporta a casa, dove, ahinoi, sopravviverà. Che disdetta!

Nel frattempo, Pierre decide di lasciare Mosca in favore di San Pietroburgo, diventerà un massone, si dedicherà al prossimo e si occuperà della sua purificazione.

Oh! Finalmente un po’ di felicità, direte voi.

Non proprio, no.

Pierre non è affatto felice e non riesce a spiegarsene il motivo, specialmente dopo aver rivisto l’amico di vecchia data Andrei Bolkonsky che, dopo la morte della moglie nel dare alla luce suo figlio, si è ritirato in campagna, è divorato dai sensi di colpa per non essere stato un marito affettuoso e vuole stare il più possibile lontano dalla gente e dalla società, occupandosi soltanto della sorella e di suo figlio.

 

 

 

 

La visita di Pierre, tuttavia, lo rianima, rendendolo più sereno e ben disposto nei confronti del mondo.

Il Conte Bezukhov, invece, costretto a chiedere consiglio al Gran Maestro in merito alla sua infelicità, cerca di vedere il tradimento della moglie sotto un’altra prospettiva, cercando di perdonarla, nonostante il male che gli ha recato e permettendole nuovamente di ritornare a casa, sebbene sia soltanto una vita coniugale di facciata.

Insomma, Pierre è il nuovo Conte MaiUnaGioia, degno erede di Adele, tanto che mi aspettavo, in sottofondo, di sentir partire Hello.

Ricade persino nel brutto vizio di bere e ubriacarsi!

 

La quarta puntata, invece, si apre con il ritorno di Andrei a Mosca e della visita alla famiglia Rostov (il cui figlio, Nikolai, sta impegnandosi in tutti i modi di dissiparne il patrimonio già precario, perdendo la somma di ben quarantatré mila rubli a carte contro Dolokhov).

É qui che Bolkonsky incontra Natasha, del quale si innamora perdutamente, peraltro ricambiato immensamente.

 

 

 

 

Purtroppo, il rude Conte Bolkonsky, padre di Andrei, non è assolutamente d’accordo e non concede la sua benedizione per il matrimonio, inviando il figlio lontano dalla Russia e promettendogli che se di lì a un anno i suoi sentimenti verso Natasha non saranno mutati, acconsentirà al matrimonio.

Sono tutti contenti dell’unione, meno che Anatole Kuragin, che deve per forza metterci il suo per risultare odioso e perverso, corteggiando spudoratamente Natasha, prima a teatro e poi a casa sua, durante una festa, convincendola addirittura a scappare con lui, facendole annullare il fidanzamento con Andrei, per il quale incarica la sorella Maria di dargli annuncio non appena fosse tornato a casa, trattenuto dall’infettarsi della ferita arrecatagli sul campo di battaglia contro i Francesi di Napoleone.

La cugina di Natasha, Sonia, insospettita dal comportamento insolito di Tasha, informa gli zii che, nel bel mezzo della notte, quando Anatole con l’aiuto di Dolokhov si era recato alla Villa per incontrare la bella Rostova e scappare con lei, lo fermano, invitando la Milizia a consegnarlo al Commendatore, lasciando Natasha a disperarsi in camera sua.

 

 

 

 

Anatole viene costretto da Pierre ad abbandonare Mosca entro la mezzanotte del giorno seguente e a non nominare mai più il nome di Natasha, sia in privato, sia in società.

Nikolai Rostov, nel frattempo, dichiara alla famiglia il suo amore per Sonia, tenuto così a lungo nascosto, e il suo desiderio di sposarla, desiderio che si scontra con quello della madre, che lo vorrebbe sposato ad una donna dell’alta società per risollevare la famiglia dallo stato economico deplorevole nel quale è piombata.

Rostov riparte per la guerra, mentre Andrei è ormai di ritorno, sebbene non sappia ancora quello che lo aspetta, convinto com’è di poter finalmente riabbracciare la sua Natasha e convolare con lei a felici nozze.

 

 

 

 

Sarò ripetitiva, ma War and Peace è davvero un piccolo capolavoro. Mi sono chiesta, all’inizio, come avrebbero mai potuto condensare un romanzo così ricco e denso in sei puntate, sebbene incentrate sui personaggi principali, ma adesso, giunta alla terzultima puntata, sto facendomene una ragione, soprattutto visto il grado di accuratezza e maestria dimostrate finora.

Inoltre, questi ultimi due episodi mi sono sembrati i più russi di tutti, vuoi per la presenza di canzoni e balli tradizionali, vuoi per l’inverno russo di cui sembra percepire la durezza, mi hanno allontanata molto dalla sensazione di trovarmi in Gran Bretagna, nonostante la scena di Pierre e Andrei in mezzo ai campi mi abbia geograficamente confusa nuovamente.

La fotografia non si smentisce, anzi, continua a svolgere il suo delicato, ma allo stesso tempo importantissimo lavoro, episodio dopo episodio, lasciandomi sempre stupefatta e assolutamente sognante, perché, leggendo il libro, certe scene le ho immaginate esattamente come sono state riprodotte in questo adattamento.

 

 

 

 

Il personaggio di Pierre continua a piacermi molto, considerato anche l’ottimo lavoro di Paul Dano per rappresentarlo al meglio, mentre mi convince decisamente di meno quello di Anatole Kuragin.

Nel libro è descritto come un dongiovanni, di bell’aspetto, carismatico, uno per il quale le donne sarebbero disposte a fare qualsiasi cosa, mentre l’attore scelto per interpretarlo (di cui ignoro il nome, perdonate la mia ignoranza in merito) mi sembra, non solo mono-espressivo fin dall’inizio della Serie, ma per niente attraente e/o carismatico.

Ha la stessa attrattiva di un bicchiere, per intenderci o di una penna, o di qualsiasi oggetto vogliate, purché inanimato.

 

 

 

 

Riprendendo un commento che ho letto proprio ieri su Facebook in merito alla scelta di questo attore per interpretare Anatole, ha la faccia da bietolone e non posso che dar ragione a chiunque abbia avuto la capacità di coniare tale termine per definirlo.

Non ho visto altri adattamenti del romanzo, quindi non ho termini di paragone a cui rifarmi, ma sono sicura che avrebbero potuto trovare di meglio.

Natasha continua a starmi sulle scatole (scusate il francesismo), perché è ancora una bambina e pensa di sapere già tutto sull’amore e la devozione e la vita.

Almeno lei, è interpretata in maniera ineccepibile da Lily James.

Ultima annotazione che mi sento di dover menzionare: la colonna sonora; bellissima e molto evocativa, una musica che ascolterei all’infinito.

 

Il mio voto per entrambi questi episodi è di: otto e mezzo/dieci. Peccato davvero per Anatole, ha rovinato gran parte del quarto episodio 😦

 

E voi cosa ne pensate?

State seguendo questa mini-serie?

 

 

 

 

Alla prossima settimana! ❤

 

 

 

 

P.S. Perché nell’attesa, non vi gustate la preview del quinto episodio? 😉

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 thoughts on “Recensione | War and Peace 1×03 e 1×04 “Episode Three” e “Episode Four”

  1. hai ragione per quanto riguarda anatole!!! è proprio vero sembra un bietolone e io non lo trovo per niente attraente, anzi ha un non so che di disgustoso! natasha bah ha rovinato tutto, sembra che voglia per forza essere innamorata di qualcuno -.- povero andrej!

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  2. Natasha è di un infantilismo unico, a mio avviso; non sa quello che vuole, ma si sente talmente sicura quando incontra Anatole da mandare a monte un intero anno in attesa di Andrei… non ho parole, sono allibita dal suo comportamento. Povero Andrei! Quando scoprirà tutto gli verrà un infarto, minimo!

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