Telefilm/War and Peace

Recensione | War and Peace 1×01 “Episode 1”

Buongiorno, pelatini! ❤

Tutto bene in questi ultimi giorni di vacanza, prima di rientrare a scuola/lavoro/università/qualunque-sia-la-cosa-che-occupi-le-vostre-giornate?

Spero proprio di sì 🙂

Dunque, giungo a voi con la recensione di una Serie targata BBC (mica ciambelle, giusto?), dal titolo War and Peace (non ve ne eravate accorti, vero? Confessatelo 😀 ).

Personalmente, sono venuta a conoscenza della Serie girovagando sull’APP TVShow Time, non so se qualcuno la conosce o ne fa uso, ma, se state cercando un APP semplice, che vi ricordi di vedere una tale puntata ad una certa ora e in un certo giorno, TVShow Time è quella che fa per voi-ok, la smetto con la propaganda, lo giuro.

Dicevo… stavo girovagando tra i meandri dell’APP e mi imbatto in questa Serie che porta come data d’inizio il tre gennaio 2016.

Ora conoscerete la parte vanitosa che è in me.

Mi sono detta: “É targata BBC, un marchio, una garanzia, io sono una fanatica delle Serie ambientate in periodi storici diversi dal nostro, è in costume, ho letto Guerra e Pace già da quattro anni… mi è capitata sotto gli occhi proprio a fagiolo!”.

É andata più o meno così nella mia testa e la cosa sarebbe ancora più realistica se immaginaste che l’ultima parte, quella in cui mi vanto di aver letto Guerra e Pace, la mia vocina interiore l’ha praticamente urlata, e la piccola-Me-nascosta-nel mio inconscio, ha cominciato a ballare la conga, pensando che ci sono migliaia di persone che non l’hanno ancora letto, ma che credono di saperne tutto solo perché hanno visto i vari adattamenti cinematografici.

Non ho nulla contro i film, anzi, io adoro i film, ma leggere un libro, un classico, in questo caso, non ha paragone e chiamatemi pure pignola.

Beh, insomma, per farla breve, ho deciso di darle una chance.

 

Come dicevo, ho letto il libro omonimo più di tre anni fa, quasi quattro e l’ho fatto tramite un’edizione piuttosto vecchia, appartenente a mio padre e divisa in diversi volumi.

I dialoghi erano perlopiù quasi tutti in francese e, se non fosse che l’ho studiato al Liceo e all’Università, non ci avrei capito nulla, l’ho trovato piuttosto noioso in alcune parti-soprattutto quelle riguardanti la guerra, le questioni politiche, Napoleone-mentre lo reputo assolutamente entusiasmante nelle altre-gli intrighi amorosi, le rivalità famigliari, le soirée dell’alta società in palazzi immensi.

Non è il mio libro preferito, ma l’ho apprezzato moltissimo, perciò ero davvero curiosa di conoscere il suo destino televisivo.

Partendo da principio, credo sia doveroso da parte mia illustrarvi la trama generale, almeno per quelli di voi che Guerra e Pace non lo conoscono, non l’hanno letto, ne hanno solo sentito parlare e via dicendo.

Anno 1805.

Napoleone avanza con le sue truppe in Russia, seminando morte e distruzione nelle vite di molti.

La Serie ruota principalmente intorno a cinque famiglie aristocratiche russe, durante il regno di Alessandro I e si concentra sul triangolo amoroso tra tre giovani rampolli: Natasha Rostov, Pierre Bezuchov e Andrei Bolkonsky.

 

 

La prima puntata è già stata un successo in Inghilterra, come era prevedibile.

Io?

In tutta franchezza, non so da che parte schierarmi.

Non fraintendetemi, sono stati sessanta minuti ben spesi, piuttosto densi, mai noiosi, senza contare che la fotografia mi è sembrata straordinaria, così come le ambientazioni e i personaggi, tutto sommato, rispecchiano la visione che avevo avuto di loro già leggendo il libro.

Però… sì, c’è un però, non sono convinta che si possa davvero adattare un romanzo di più di mille pagine, in sei misere puntate della durata di un’ora.

Non a caso, gli avvenimenti, in questo primo episodio, mi sono sembrati tutti affrettati e sbrigativi.

Non c’era tempo di riflettere sulla piega che aveva preso un certo evento che, zac!, si era passati ad un altro personaggio; per non parlare della confusione che si viene a creare tra gli spettatori che non hanno neanche una vaga idea dell’opera letteraria: migliaia di personaggi che, ne sono convinta, mi perseguiteranno anche stanotte con le loro paturnie, perché, diciamocelo, i romanzi russi sono densi di protagonisti e di avvenimenti e di cose che vanno spiegate e capite e di altre sulle quali bisogna riflettere, perciò, non so, questo Pilot mi ha lasciato con l’amaro in bocca.

Ci vengono presentate le cinque famiglie già menzionate e facciamo la conoscenza dei rampolli sui quali si concentrerà maggiormente l’azione, Natasha, Pierre e Andrei.

La prima appartiene alla famiglia dei Rostov, è ingenua, sciocca, il più delle volte fuori luogo e non vede l’ora di conoscere l’amore;

Pierre è un figlio illegittimo che si ritrova improvvisamente ricco dopo la morte del padre, che gli aveva fatto dono, contrariamente alle aspettative dei suoi parenti più prossimi, di tutti i suoi possedimenti e che si ritroverà ben presto ad essere il più corteggiato nei salotti dell’aristocrazia e fidanzato con la figlia del Conte suo zio che l’ha ospitato a San Pietroburgo, dopo la sua “fuga” da Mosca.

Nonostante il suo aspetto, Pierre non è certo un “santo”, anzi, tutt’altro, ne combina di tutti i colori insieme al cugino che, tra l’altro, sembra intrattenere una relazione incestuosa con la sorella, Sonja.

Andrei Bolkonsky, invece, miglior amico di Pierre, è un soldato a servizio dell’esercito, è sposato e sta per diventare padre, eppure, decide di partire in guerra sotto il comando del Generale Kutuzov, perché stanco della vita in città.

Ha un padre burbero, ossessionato dalla geometria e una sorella, Maria, che si prenderà cura della moglie gravida.

C’è una scena molto forte, a mio avviso, che coinvolge Andrei e la sua sposa, quella dell’addio prima della partenza al fronte. Lei non vuole lasciarlo andare e quasi gli si abbarbica addosso; lui, testardo, è costretto a togliersela di dosso con la forza, costringendola su una poltrona.

É stata una delle scene che ho preferito di più in questo primo episodio, perché è grazie ad essa che cominciamo a conoscere un po’ meglio il carattere di Andrei e il suo essere dolce, ma allo stesso tempo distaccato e burbero, un po’ come il suo stesso padre che sembra tanto criticare con la sorella.

Riepilogando, non sono rimasta così colpita come credevo, ma intrigata sì e, nonostante le puntate saranno solamente sei, sono curiosa di vedere fino a che punto riusciranno a “riassumere” le vicende di questi tre giovani e di tutto ciò che li circonda.

Il primo episodio non mi ha dato la sensazione della Russia, se non teniamo conto del coro in sottofondo (quasi inquietante) che intonava canti russi, quanto piuttosto di un’ambientazione in stile Elisabettiano e quindi, Inglese.

Forse è stato un modo per rendere le vicende più vicine all’Europa, più comprensibili, se vogliamo, agli Inglesi e agli Europei più in generale.

Per gli amanti di Downton Abbey è sicuramente una mini-serie da non perdere, con l’aggiunta di rivoltelle e scene di guerra.

Il mio voto a quest’episodio è: 7.5/10.

 

E voi, avete deciso di dare una chance a questa serie?

Avete il libro?

Come vi sembra fino ad ora?

Al prossimo episodio e Buona Epifania a tutti! ❤

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