Movienight

Movienight | Christmas Edition

OH-OH-OH! Buon Natale, cari lettori. Qui a ParolePelate le festività si traducono momenti di alta ispirazione: idee regalo, ma non solo. Infatti, cos’è Natale senza una buona dose di film a tema? I palinsesti sono già prepotentemente infarciti di titoli di ogni genere. Forse l’unico servizio ancora utile fornito dalla televisione è quello di trasmettere di Mamma, ho perso l’aereo!Una poltrona per due, seguendo la tradizione.

Permettetemi di infondervi un po’ di spirito natalizio con queste gif tratte da due storici film.

Ci siete?

Bene. Do per scontato che vediate questi film minimo una volta l’anno. Per cui ho cercato di scovare qualche pellicola più “particolare”, da proporre insieme a nomi più tradizionali. In altri termini, il mio Natale è iniziato con un mese di anticipo: scremare i film più carini dalle trashate del genere non è facile. Per cui, munitevi di coperta calda, tisana e cioccolatini fatti in casa: il resto verrà da sé.

La neve nel cuore

Regia:  Thomas Bezucha
Genere: Commedia drammatica
Anno: 2005
Cast: Sarah Jessica Parker, Diane Keaton, Dermot Mulroney, Rachel McAdams, Luke Wilson, Claire Danes.

La frase: «Forse la dovresti smettere. Devi smetterla, smetterla, di sforzarti, sai? È stancante, portare una maschera per cercare di piacere a tutti.»

Trama: È Natale e la famiglia Stone, come ogni anno, si riunisce nella casa di famiglia. Una grande e frenetica famiglia, che si prepara ad accogliere Meredith, la nuova fidanzata di Everett. Sin da subito, però, Meredith viene vista snob e altezzosa, quando in realtà ha solo paura di farsi conoscere e di apparire inadeguata. La tensione cresce quando appare chiaro che Everett vuole chiederle di sposarlo e la famiglia, che poi tanto felice non è, lo ostacola.

Il perché pelato: Parliamo di commedie romantiche, commedie natalizie. Le trame sembrano rassomigliarsi un po’ tutte. Riunioni di famiglie che si trasformano in catastrofi, fra fraintendimenti e gelosie sotto l’albero addobbato e luminoso. È uno di quei film dei quali intuisci il finale già a metà, ma conta poco: le dinamiche famigliari rappresentate sono molto interessanti e spesso mi sono trovata in difficoltà nel prendere mentalmente le parti di questo o quell’altro protagonista. Un’imperdibile Sarah Jessica Parker preda dell’ansia da prestazione, una giovanissima Claire Danes – leggermente amorfa, ma carina -, una Diane Keaton come sempre eccellente. Se vi sentite romantici, ma leggermente inclini alla nostalgia, questo film fa per voi: gli ingredienti per una lacrimuccia finale ci sono tutti. Un film che fa riflettere sulla necessità di restare uniti, sempre, e sul fatto che la sincerità è sempre la risposta migliore.

Un amore tutto suo

Regia:  Jon Turteltaub
Genere: Commedia romantica
Anno: 1995
Cast: Sandra Bullock, Bill Pullman, Peter Gallagher, Jack Warden.

La frase: «Non hai idea di cosa voglia dire essere soli.» 

Trama: Lucy (la sempiterna Sandra Bullock) è una ragazza dolce e gentile, ma estremamente sola. Lavora alla biglietteria della metro a Chicago: passa tutto il giorno a scambiare gettoni con grandi sorrisi destinati a perfetti sconosciuti frettolosi. Finché una fredda mattina invernale vede lui, Peter, ed è subito colpo di fulmine, malgrado lui a malapena la noti. Un giorno Peter viene rapinato sui binari, sbatte la testa cadendo ed entra in coma. Da quel momento, una catena di fraintendimenti e malintesi porta la famiglia di Jack a credere che Lucy sia la futura moglie di Peter e, in pieno spirito natalizio, la accoglie con grande calore fra loro. Lucy, nella sua dolce insicurezza, decide di mandare avanti la menzogna, perché una famiglia che la ami è tutto ciò che desidera. Tutto regge, finché Peter si sveglia e la situazione si ribalta completamente.

Il perché pelato: Anche questo film ha tutti gli ingredienti tipici della commedia romantica: malintesi, improbabili catene di eventi condite da goffaggine e sorrisi, tanta tanta neve. Sandra Bullock, come sempre, riesce a scaldarti il cuore con i suoi sguardi dolci e genuini. Anche quando racconta valanghe di bugie, le vuoi bene perché ti ci ritrovi, nella ragazza che, pur di avere finalmente qualcuno, pur di smettere di stare sempre da sola, costruisce castelli di menzogne improvvisate. Sin da subito si capisce che Lucy non smentisce la convinzione della famiglia di Jack sul fatto che lei sia la sua fidanzata perché veramente vuole sposare Jack. Ciò di cui lei si innamora è il calore, l’unione, la forza e la bizzaria di questa famiglia. Il rapporto che Lucy instaura con Jack, il fratello di Peter, è una bellissima parabola romantica, capace di far tramare le ginocchia anche al più cinico dei cinici.

32 dicembre

Regia:  Luciano De Crescenzo
Genere: Commedia a episodi
Anno: 1988
Cast: Luciano De Crescenzo, Benedetto Casillo, Sergio Solli, Enzo Cannavale.

La frase: «Dire pazzo è esagerato. Diciamo piuttosto che vive il tempo con intensità».

Trama: Questa perla del cinema italiano anni Ottanta, concepita dall’eclettica mente di Luciano De Crescenzo, è sicuramente un’opzione per gli amanti delle pellicole più impegnate ma, allo stesso tempo, capaci di non prendersi troppo sul serio. Nei tre brevi episodi che compongono il film, il filosofo italiano trova un modo più che bizzarro per spiegare alcune delle sue più interessanti dissertazioni sulla questione del tempo. Specialmente il primo episodio, Hypocrates, va rivisto per cogliere le riflessioni che De Crescenzo, nel ruolo di uno psichiatra, dissemina qua e là. «Il passato non è più. Il futuro non è ancora. Il presente, come separazione fra due cose che non esistono, come fa a esistere?»: questo è il genere di domande esistenziali su cui lo scrittore ci invita a riflettere, in una cornice che rimane ironica e straniante, in pieno stilo italiano. Il tema natalizio, però, si riscontra solo nel terzo episodio, I penultimi fuochi, che dipinge una Napoli di fine decennio con toni caratteristici ma anche molto tristi.

Il perché pelato: Questo film merita una posizione di grandissimo rispetto non solo perché è una produzione italiana di grande qualità, ma anche perché il terzo episodio, I penultimi fuochi, è una delle sequenze che più vi farà riflettere. Il tema portante è sempre il tempo, sì, ma è la tristezza del protagonista che vi colpirà di più. Alfonso è disoccupato, pertanto non può comprare neanche due miseri botti di fine anno ai suoi figlioletti. Ci sarebbe un modo per procurarsi 100 mila lire: subire l’umiliazione di amici e parenti. E allora la dignità di quest’uomo distrutto e malinconico si scontra con la disperazione di non poter rendere felice la propria famiglia. La scena in cui sono tutti a letto a mezzanotte, mentre il resto della città spara, perché loro non hanno soldi neanche per fare un cenone, sono certa di farà riflettere moltissimo.

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