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Throwback | Inuyasha

I want to change the world…

Era così che iniziavano le mie serate del martedì, con questa vivace sigla interpretata dal doppiatore Massimiliano Alto (Max Alto – che si è occupato della voce maschile principale nella prima e ultima serie) e la sua band.

L’anime di Inuyasha (prodotto da Sunrise, distribuito dalla Dynit e in onda su Mtv a partire dal 2001) è composta da due serie, suddivise in sette stagioni (rispettivamente sei e una, la prima dal 2000 al 2004, la seconda nella stagione “The Final Act” 2009-10) di 26 episodi ciascuna più o meno (per un totale di 193 episodi).

Inuyasha è nata come una serie manga creata dall’autrice Rumiko Takahashi (Ranma-il ragazzo che non si lavava mai con l’acqua fredda- e Maison Ikkoku-una giovane fanciulla che aveva più pretendenti di una tronista di u&d- per intenderci e dai disegni credo subito si intuisca la parentela). E così dal manga sono state tratte non solo due serie anime, ma anche quattro lungometraggi d’animazione e un OAV.

Trama in breve (così breve che non credo susciterà il vostro interesse 😛 ):

La serie tratta del mezzodemone cane Inuyasha, che assieme alla coprotagonista Kagome Higurashi e al suo gruppo, il sacerdote maledetto Miroku, la cacciatrice di demoni Sango e la loro piccola mascotte Shippo, dovrà trovare tutti i frammenti della Sfera dei Quattro Spiriti, un potente gioiello che rende estremamente potente chi lo possiede, prima di Naraku, anche egli mezzodemone, nemico per eccellenza, responsabile di numerose ingiustizie nei confronti di Inuyasha e di altri personaggi della serie.

Terminati i dati tecnici, ora passiamo a fatti più succulenti.
Ne ho visti tanti di anime, prima e dopo Inuyasha, ma lui è stato davvero speciale. Non so dirvi il perché, ma forse ripercorrendo con me un po’ le sue avventure riuscirete a capire il mio amore per lui.

Inuyasha è un mezzo demone (per metà è ancora umano e con la luna nuova si trasforma in uno splendido ragazzo dai lunghi capelli corvino) dall’aspetto bizzarro; ha le orecchie e la coda di un cane dal pelo chiaro e gli artigli e le zanne, ma per il resto è del tutto umano. Il suo scopo è sempre stato uno: impossessarsi della sfera dei quattro spiriti che lo avrebbe reso un demone completo, peccato che con la venuta della giovane studentessa quindicenne Kagome (in Giappone solo le minorenni sono protagoniste di favolose avventure, basta ricordarsi Sailor Moon) i suoi piani vengano stravolti. La sfera per sbaglio si frantuma in numerosi pezzi che si sparpagliano per il territorio (il Giappone di epoca medioevale- Epoca Sengoku 1500). E questa improbabile coppia inizia un viaggio; all’inizio ognuno spinto da un sentimento diverso: Inuyasha di realizzare il suo desiderio e Kagome di proteggere la sfera dato che le sue discendenze da sacerdotessa glielo impongono. La storia appare semplice se non fosse che Kagome sia la rincarnazione dell’unica donna mai amata da Inuyasha (ora la storia vi intriga, eh?!).

Detta così sembra una soap opera di quarto ordine, ma facciamo un tuffo nel passato per conoscere meglio Inuyasha.

In un tempo passato Inuyasha, come tanti altri demoni, tentò di strappare dalle mani della sacerdotessa Kikyo, un antico amuleto in grado di rendere invincibile chi ne fosse entrato in possesso, ma qualcosa avvenne, un rapporto di amicizia si instaurò tra lo scapestrato, ma coraggioso e buono d’animo mezzodemone, e la ligia al dovere e apparentemente fredda sacerdotessa. Nacque un amore che forse entrambi non hanno avuto tempo di capire, accettare, vivere. Vennero ingannati e entrambi credettero di essere stati traditi da chi si fidavano di più. Kikyo fu colpita a morte da un senza cuore Inuyasha, e Inuyasha fu inchiodato con una freccia sacra ad un albero dalla sacerdotessa.

Ora, immaginatevi Inuyasha che dopo anni si risveglia, impalato ad un albero da una freccia e davanti al suo volto si ritrova la donna che odia-ama? … e la nostra cara e dolce Kagome è fisicamente l’esatta copia di Kikyo.
Nonostante tutto ci tengo a precisare che caratterialmente sono due donne agli antipodi.

Kagome è una giovane studentessa delle medie della nostra epoca, che per un caso del destino trova un pozzo che funge da congiungimento col suo mondo e l’epoca di Inuyasha e co. Nonostante lo sbigottimento di trovarsi faccia a faccia con qualcosa che non solo non conosce, ma è anche pericolosa, non si tira indietro. È coraggiosa e per me, niente affatto ingenua, lei capisce subito che sentimenti prova per Inuyasha e anzi lo mette quasi subito al corrente di ciò (che lui abbia o no capito che stessero parlando d’amore è tutt’ora un mistero). Soffrirà e noi con lei, perché Inuyasha le farà del male, sceglierà Kykio a lei più di una volta prima con un bacio di benvenuto alla vita, in quanto la cara sacerdotessa viene risuscitata (ma le ex perché non restano mai ex!!!), e altre innumerevoli volte salvandola da Naraku. Nonostante tutto Kagome lo ama, ma si fa da parte, proseguirà col suo compito, la ricerca dei frammenti, e resterà al fianco di Inuyasha come potrà. Fino a quando Inuyasha finalmente ritorna in sé e capisce che tra una spocchiosa che al primo inganno ha creduto fosse colpa sua, e una dolce ragazza che si farebbe ammazzare per lui, non c’è paragone. Certo dopo esserci tolte Kikyo (dopo ben 100 e più episodi), non è che questa consapevolezza del personaggio ci salti subito all’occhio, ma in fin dei conti c’è e infatti quando Kagome alla fine della serie decide di abbandonare il suo tempo per restare per sempre con Inuyasha… era l’unico finale possibile. Per me Kagome è una delle poche protagoniste femminili, per nulla sciocca o stupida. Se proprio le si può trovare un difetto è quella di essere troppo buona e di lasciar correre troppe cose, ma si sa, l’amore ci fa saltare qualche rotella.

Avrete notato un mio leggerissimo odio per Kikyo. Non l’apprezzo proprio. Era la custode della sfera dei quattro spiriti, ha creduto subito all’inganno di Naraku, che si era finto Inuyasha colpendola a morte, non ha avuto il minimo dubbio su di chi fosse la colpa. Verrà riportata in vita da una strega come non-morta che si nutrirà delle anime dei defunti, il che la renderà un essere ancora più noioso perché non solo appena potrà mostrerà il suo disprezzo per Inuyasha, ma si lamenterà in continuazione della sua avversa sorte e della sua condizione che va contro i suoi principi. Nasconde la sua ipocrisia, dietro il suo abito da sacerdotessa.

Per essere gelosa della nuova arrivata lo era, e quella maledettissima scena del bacio tra Kikyo e Inuyasha ne è la dimostrazione (episodio 23). Kikyo lo sapeva che Kagome poteva vederli e sentirli, sapeva i sentimenti provati dalla giovane e crudelmente l’ha costretta ad assistere allo spezzarsi del suo cuore. Ci rendiamo conto che su 193 episodi questa è la scena più vivida che ho??
Per me Kikyo è uno di quei personaggi che non ami e non odi, ma ti infastidisce solo. Il suo unico ruolo è quello di mettere zizzania e poi parliamoci chiaro: è per colpa sua che Naraku esiste.

Però le 7 stagioni non si basano solo su un triangolo amoroso o la ricerca dei frammenti, c’è molto di più.
La vera forza della serie sta nei suoi personaggi, principalmente maschili direi.

Inuyasha è un demone di ben 200 anni, ma dall’aspetto di un diciasettenne e anche il carattere. È testardo, indisciplinato, incurante del pericolo, ma ha un animo buono, da eterno Peter Pan. Ma il suo più grande difetto non è essere arrogante, ma totalmente incapace nel capire i sentimenti altrui. Forse c’è una parola che descriva perfettamente Inuyasha, oltre a botolo ringhioso (cit. Koga): BAKA BAKA BAKA. Ben enfatizzato quando Kagome è esasperata dall’ingenuità mista a stupidità del bel mezzodemone dai capelli argento. Si possono dire tante cose su Inuyasha, specialmente cattive (ma con affetto), si può dire che lui scelga continuamente Kikyo perché spinto, forse, più da nostalgia, che da un sincero affetto, e che quindi resti al suo fianco perché le “deve” qualcosa, dato che è morta a causa anche sua, però nel profondo è consapevole di ciò che prova per Kagome, è sempre pronto a salvarla, e ogni volta che la lascia per correre dietro a Kikyo, poi se ne pente. E il finale è l’esatta dimostrazione di tutto ciò. E vale la pena sorbirsi 193 puntate per quegli ultimi 10 minuti finali.

“Kagome è nata per incontrare me, questa è la verità! Ed io…sono nato per incontrare lei”

Se vi siete innamorate di Inuyasha, ma ormai siete scoraggiate perché è “fidanzato” con Kagome, non temete, ha un fratello maggiore di nome Sesshomaru. E’ un demone completo, scostante, pericoloso, bello, affascinante, letale e nel profondo sensibile. Si può credere che il suo ruolo sia marginale, eppure anche se non appare quanto spesso noi vorremmo, ha una sua storytelling interessante. Figlio anche lui del Grande Demone Cane (ma di madre diversa da Inuyasha), nonostante sia un demone completo, gli manca quella parte di umanità che alla nascita non gli è stata concessa, e che riceverà col dono di una spada che richiede un profondo rispetto per la vita che apprezzerà soprattutto grazie alla presenza dell’orfanella Rin, sua compagna di avventure e perché no, sua salvatrice (io un bello spin-off su Rin e Sesshomaru lo avrei ben visto).

Ma non dimentichiamoci del resto della “ciurma” che segue Inuyasha e Kagome; soprattutto del giovane maestro dell’inganno: il monaco Miroku, un bonzo itinerante, maledetto da Naraku con un vortice sterminatore sulla mano destra. La voce del grande Fabio Boccanera (Jhonny Depp), le facce poco espressive, ma le battute taglienti, lo rendono un personaggio indispensabile per allentare la tensione (“Vuole darmi un figlio?” cit. monaco) e completo grazie anche alla compagna di avventure (e poi davvero sua compagna di vita) Sango, una sterminatrice e cacciatrice di demoni. Questo, invece, un personaggio singolarmente debole, ha più spessore il piccolo Shippo (demone volpe), masotte della banda;. Sango, con semplicemente una storia triste alle spalle, avrà lo scopo di completare il bel sciupafemmine Miroku, dandogli il giusto equilibrio oltre che il suo happy ending.

Però oltre il triangolo Inu-Kikyo-Kagome, ce n’è un altro, più divertente e anche determinate per Inuyasha, quello tra Kagome, Inuyasha e Koga.
Koga è un demone lupo affascinate e indisponente (ci ricorda un certo tipino con le orecchie da cane), anche lui ha come scopo quello di uccidere Naraku, e per questo quasi abbandona a se stessa la sua tribù. Si innamora della dolce Kagome e appena può le dichiara i suoi sentimenti, tra l’imbarazzo di lei e la rabbia-gelosia non consapevole di Inuyasha. Grazie a Koga , Kagome, si prende tutte le sue rivincite verso quel botolo rabbioso di Inuyasha oltre che a regalarci puri momenti di comicità.

Può parvi strano che non abbia ancora parlato del cattivo numero uno (e anche unico direi), ma un motivo c’è.

Naraku è più una minaccia che una vera e propria presenza per gran parte della serie. È un nome che riecheggia di serie in serie, di lui si conosce più la scia di vittime che ha lasciato che altro. E anche quando compare in forma più “fisica”, è più il suo nome a crear panico, che le sue azioni. La storia è più che altro portata avanti dalla sete di vendetta delle vittime, dal loro rancore e dalla loro volontà di riportare la pace, perché a conti fatti Naraku per tutte e sette le serie, si fa bellamente i fatti suoi, mandando avanti i suoi scagnozzi  a metter discordia.

Nonostante tutto, quello che si saprà su di lui, i suoi veri affetti, le sue vere paure, il suo passato lo rendono un personaggio intrigante. È stato un uomo che ha amato e che pur di raggiungere quello che ora vuole, ucciderà quell’amore. Teme una donna, l’unica vera donna che può impedirgli di ottenere ciò che vuole: Kagome.

Ma è davvero lui la vera minaccia in tutta questa storia? O è un’altra, come la ricerca ossessiva della pietra che ha spinto tutti ad essere avidi di potere, tanto da non rendersi conto di inseguire una meteora?

Il finale a me ha un po’ scioccato e forse lo avevamo sospettato chi fosse il vero e concreto nemico, qualcuno che abbiamo inseguito costantemente. Ma è questo che rende Inuyasha un anime con gli attributi, può essere che ci siamo annoiati ogni tanto perché purtroppo seguendo le pubblicazioni manga, si è dovuto creare una serie di puntate filler, riempitive, per allungare il brodo, può essere che il non voler prendere una posizione di Inuyasha ci abbia esasperati, ma quanti anime hanno avuto un simile trattamento, quanti hanno atteso la conclusione del manga per concludere anche l’anime, invece di essere messi nel dimenticatoio con finali di serie inconcludenti?

È una storia di avventura, una storia d’amore, un amore che combatte tra ciò che giusto e ciò che vuole, una storia di rispetto, di amicizia tra persone di specie diverse, una storia di potere, una storia in cui vorresti far parte della compagnia di Inuyasha, gridargli Osuwari! (a Cuccia!) a ripetizione, per punirlo della sua stupidità, dire a Kagome di indossare abiti più comodi per un viaggio nel tempo, amoreggiare col monaco Miroku e poi mollarlo per Sesshomaru, consolare Sango su suo fratello che sta bene, coccolare Shippo e passeggiare in bicicletta per il Giappone medioevale con Inuyasha che corre al tuo fianco e ti tiene d’occhio con sguardo vigile, perché lui non vuole perderti d’occhio né ora e né mai.

Per concludere definitivamente vorrei solo consigliarvi di prestare attenzione alla soundtrack delle 7 stagioni, è impossibile dimenticarsele e alcune vale davvero la pena ascoltare dall’inizio alla fine come: Change the world, Angelous, My will, Dearest, Come e altre.

E soprattutto vorrei ricordare anche che grande lavoro di doppiaggio è stato fatto per quest’anime. Federica De Bortoli, voce di Kagome nella prima stagione, ha vinto il premio Romics DD 2002 come miglior doppiatrice dell’anno, e lo staff di doppiatori delle stagioni successive alla prima della prima stagione ha vinto il premio Romics 2006 per il miglior doppiaggio di un cartone animato giapponese. È anche grazie a queste voci che abbiamo avuto dei personaggi completi e convincenti.

“Inuyasha…a CUCCIA”

I film non aggiungono nulla in più alla storia, hanno funto da tappa buchi alla pausa tra la prima e la seconda stagione, ma alcuni lasciano piacevoli sorprese, quindi vale la pena vederli.

Io ora ho finito qui con voi, anche se vorrei continuare a raccontare come una vecchia nonnina delle strabilianti gesta di Inuyasha e Kagome, ma ora mi fermerò, sperando di avervi invogliati a correre a cercare tutte le puntate (ora su Netflix) per rivederle o conoscerle ex novo.

Ringraziamenti: manga love and still love | Anime e manga Addicted

5 thoughts on “Throwback | Inuyasha

    • Oh, certo! L’amo talmente tanto! XD
      A parte gli scherzi, io sono la mosca bianca che odia Kikyo immensamente. Non mi dà solo fastidio, la trovo proprio insopportabile… in tutto quello che fa. E ho festeggiato quando finalmente si è tolta dalla scatole.

      "Mi piace"

  1. Pingback: Parliamone | Quando l’Amore Brucia nell’Animazione | parolepelate

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