Cattivissimo Me/Game of Thrones/Rubriche

Cattivissimo Me | Casa Lannister

[SPOILER ALERT] Se non hai finito di vedere tutte le stagioni di GoT, evita per il momento questo articolo. Torna a trovarci dopo la morte del tuo personaggio preferito.

Gli Stark non erano destinati a sopravvivere a lungo nell’universo di Game of Thrones. Diciamocelo chiaramente: sono sembrati da subito fuori luogo, estranei al contesto, come vedere Cristina D’Avena in consolle con Bob Sinclair. O almeno lo erano gli adulti, formati secondo rigidi ideali di giustizia e lealtà, che a poco sono serviti nel mondo ideato da Martin, dominato dalla corruzione e dall’interesse personale. Invece, le piccole Arya e Sansa sono riuscite ad adattarsi, più o meno velocemente, alle avversità che hanno incontrato, plasmandosi, cambiando, crescendo, riuscendo così quanto meno a sopravvivere.

Casa Stark rappresenta il bene puro, l’eroe epico forgiato dai più sani principi, da perseguire ad ogni costo; “Nessun compromesso, neanche di fronte all’apocalisse”, citando Rorschach dei Watchmen. Ma è proprio questo integralismo che ha portato alla disfatta quasi tutti i componenti degli Stark, questo non riconoscere il male e non difendersi da esso per troppa lealtà, sfociata inevitabilmente in una fatale ingenuità.

A Westeros, dunque, comanda un’altra famiglia, in netta contrapposizione, sotto ogni punto di vista, a quella degli Stark. La Casa più potente dei Sette Regni. Casa Lannister.

Arrivati all’inizio della quarta stagione di GoT, almeno il 90% degli spettatori ha statisticamente formulato questo pensiero: Ma perché i Lannister non muoiono mai? Credo che la risposta sia da ritrovare in ciò che i Lannister rappresentano nelle dinamiche di Game of Thrones: i  cattiviIn un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre, i Lannister la fanno da padrona: ricchi, potenti, affascinanti, senza scrupoli. Biondissimi. I Lannister sono parte integrante del tessuto, marcio e viziato, del quale è composto l’intero continente di Westeros.

Analizziamo i quattro Lannister nel dettaglio, andando a scoprirne i difetti più ostentati e i nobili sentimenti nascosti.

TYWIN LANNISTER

Un accampamento militare. Le tende rosse risaltano sul cielo grigio di una giornata fredda. In una di queste, Tywin Lannister, lord di Castel Granito, scudo di Lannisport e protettore dell’Ovest, sta scuoiando un cervo. Ha le braccia dentro la carcassa dell’animale fino ai gomiti, pulisce il sangue che ha sulle mani con una vecchia pezza, tra un taglio e l’altro affila il coltellaccio che sta usando. Mentre colpo dopo colpo rimuove sempre di più la pelle del cervo, discute con suo figlio Jaime. Critica l’avventato attacco del figlio nei confronti di Eddard Stark, e affonda la lama nel cervo. Si lamenta perchè Eddard Stark non è morto nell’attacco stesso, per colpa dell’ingenuità di Jaime, e affonda ancora di più la lama nel cervo. Accusa il figlio di preoccuparsi troppo dell’opinione della gente, ricordandogli che un leone non da mai peso alle opinioni di una capra, e continua incessantemente a scuoiare il cervo. Rivolgendosi ancora al figlio dice:

Tua madre è morta e un giorno la seguirò. Anche tu, e tuo fratello, e tua sorella e tutti i suoi figli. Moriremo tutti, andremo tutti a marcire sotto terra. È il nome della famiglia che sopravvive, l’unica cosa che resiste. Non rimane niente della tua gloria o del tuo onore. Rimane la famiglia. Tu puoi contare su un privilegio che a pochi è concesso: il privilegio di appartenere alla famiglia più potente dei Sette Regni. […] Il futuro della nostra famiglia verrà definito nell’arco di qualche mese: potremmo stabilire una dinastia che durerà un migliaio di anni o andare in rovina come è accaduto ai Targaryen. Devi diventare l’uomo che sei stato destinato a incarnare.

Con questa scena (1×07) viene presentato il personaggio di Tywin Lannister ed è la scena che più rispecchia il suo essere. Nonostante sia già uno degli uomini più potenti e ricchi dei Sette Regni, non si siede sugli allori, ma continua a sporcarsi le mani, a rafforzare e difendere ciò che ha ottenuto in anni di sacrifici e guerre, a lottare sempre per il bene e il futuro della sua famiglia. A scuoiare cervi con le sue mani.

Tywin incute timore e rispetto in dosi uguali, come solo i migliori cattivi sanno fare. Razionale, distaccato, brutale, sono le doti sulle quali ha fondato la sua fortuna e vuole ad ogni costo che vengano seguite dai suoi figli e dai suoi nipoti. Eccezionale stratega, sia in battaglia che in politica, non bada ad alcun sentimentalismo per ottenete ciò che desidera. Sembra il cattivo perfetto. Ma è proprio la sua estrema sicurezza e lo spietato cinismo che gli risulteranno fatali. Ucciso da Tyron, il figlio non degno di essere un Lannister, odiato e ostacolato in ogni modo possibile. Ma, soprattutto, sempre sottovalutato. Il grande leone di Castelgranito, ucciso in una latrina da un nano (4×10).

CERSEI LANNISTER

La regina. La donna più bella dei Sette Regni. Associa alla freddezza e al cinismo del padre il potere del suo fascino femminile e la tenacia dell’essere madre. Sposa re Robert Baratheon, sia perchè all’epoca (all’incirca 40 chili prima dell’inizio della serie) molto affascinante, ma soprattutto per volere del padre, che aveva intenzione di rafforzare la sua famiglia unendola con quella dei Baratheon. Quando Robert si dimostra più interessato al vino e alla compagnia di altre donne, riesce a causare indirettamente la sua morte, favorendo l’ascesa al trono del figlio Joffrey, assicurandosi un completo controllo sulla corona. Piccolo difetto: un’irrefrenabile passione per le relazioni incestuose. Evidentemente, i Lannister sono talmente attraenti da risultare irresistibili persino per gli altri Lannister.

L’essere una donna molto affascinante, una madre e una regina, gioca un doppio ruolo nel comportamento di Cersei: da un lato fortifica la sua posizione, la rende ancora più consapevole dei propri mezzi e della propria autorità, ma dall’altro la rende più spesso incline a sentimentalismi, a lasciarsi distrarre e confondere dalle emozioni, come l’amore che prova per il gemello Jaime, l’odio nei confronti di Tyron, la forte apprensione per il futuro dei figli.

Già nelle prime stagioni ci rendiamo conto della sua influenza nelle dinamiche di corte; un’influenza che cresce col passare delle puntate, alla quale si aggiunge gradualmente una dose di malvagità e cattiveria, che la rende uno dei personaggi più temibili della serie. Non si discosta mai dal suo modo di essere e di agire: ammaliatrice in pubblico, spietata nel tessere trame di potere, senza dubbi né esitazioni. Personaggio sviluppato linearmente nel corso delle cinque stagioni; solo l’ultima puntata della quinta stagione ci propone un evento inaspettato (5×10), che ci può offrire la possibilità di assistere a una svolta importante nel futuro della regina madre.

JAIME LANNISTER

Lo sterminatore di re è probabilmente il personaggio che ha subito la maggiore evoluzione nell’arco delle varie stagioni. Un’evoluzione che, in realtà, è ancora in corso d’opera. Viene presentato esattamente per ciò che è, ovvero il gemello maschio di Cersei. Stesso carattere, stessa superbia, stessa passione per gli incesti. Sembrerebbe semplicemente una copia del padre, il perfetto erede di Castelgranito. Ma il destino gioca un ruolo fondamentale nella sua storia.

Durante l’assedio al Delta delle Acque, poco prima della decapitazione di Eddard Stark, le truppe guidate da Jaime vengono sconfitte dall’esercito di Robb Stark. Il re del Nord, consigliato anche da Lady Catelyn, decide di risparmiare la vita a Jaime, tenendolo come prigioniero da utilizzare come merce di scambio per riavere Sansa e Arya (le speranze per Eddard svaniranno nell’arco di mezza puntata). Qui inizia l’Odissea di Jaime. Costretto in catene nel fango, nei primi tempi di prigionia cerca di mantenere un contegno consono a un Lannister, ma la vita da prigioniero non è adatta ad un nobile.

Quando tutto sembra perduto, stremato e debole, voluto morto dalla maggior parte dei soldati del Nord, il destino, di cui sopra, ha in serbo un’ulteriore deviazione nel suo viaggio. Viene affidato da Lady Catelyn alla custodia di Brienne di Tarth, in modo che giunga sano e salvo ad Approdo del Re, così da poter effettuare lo scambio con le sue due figlie. La strana coppia affronterà numerose sfide e insidie nel lungo viaggio che li divide dalla capitale; Jaime saprà sinceramente apprezzare la lealtà e l’onestà di Brienne e, durante una seconda prigionia, nel tentativo di salvarla da uno stupro, riceverà una dura lezione di umiltà, che lo segnerà per il resto della vita: gli verrà tagliata di netto la mano destra, perdendo così la fama di miglior spadaccino del continente (3×03).

Tornato a corte, riacquisisce il ruolo e l’importanza di sempre, ma qualcosa nel suo animo si è incrinato, lo scudo di freddezza e superbia ha ceduto. Aiuterà suo fratello Tyrion a fuggire, per evitargli la condanna a morte, mettendosi contro il volere del padre; rimarrà legato a Brienne per l’aiuto che gli ha fornito nel tornare libero, regalandole la sua preziosa spada di acciaio di Valyria; intraprenderà, solo con l’aiuto di Bronn, una pericolosa missione a Dorn, per riportare a casa Myrcella. Tutte azioni che testimoniano un cambiamento nel carattere dello sterminatore di re, che ha perso la cattiveria iniziale, a favore di un altruismo che lo allontana, nell’immaginario dello spettatore, da Cersei e Tywin.

TYRION LANNISTER

Il folletto, il nano, il mezzuomo. Probabilmente il personaggio più amato dell’intera serie; a mio parere il solo – insieme ad Arya – a meritare davvero il ruolo primario che possiede, sia per la sua storia che per il carattere, entrambi originali e imprevedibili. Fin dalla nascita, la vita gli si presenta in salita: la madre muore dandolo alla luce, evento per il quale Tywin non lo perdonerà mai, ritenendolo responsabile della morte della moglie. Inoltre il contrasto con i due fratelli è assoluto, soprattutto perché l’essere nano lo allontana, nel bene e nel male, da Jaime e Cersei.

In più riprese Tyrion racconta di come è cresciuto, di come la sua condizione l’abbia formato, facendogli aguzzare l’intelletto a discapito della forza fisica, l’arguzia invece dell’agilità, per consolidare i suoi punti di forza, colmando così quelli deboli. Punti deboli che però non nasconde, bensì li mette in mostra andandone fiero, indossandoli come una corazza, come consiglia di fare anche a Jon Snow (1×01):

Ti do un consiglio, bastardo: rammenta sempre chi sei, gli altri lo faranno. Fanne la tua armatura e non potrà mai essere usata contro di te.

Tyrion è tanto diverso dai suoi parenti nell’aspetto quanto lo è nel carattere: non incline all’obbedienza e alla disciplina, sfacciato nei modi, molto socievole – soprattutto col gentil sesso – , altruista, disinteressato alla smania di potere e gloria. Tutto ciò lo escluderebbe – e di fatto lo esclude – dalla definizione di cattivo, ma è pur sempre un Lannister e della sua Casa possiede l’orgoglio e la consapevolezza della propria ricchezza, che sfrutta a suo vantaggio in molte situazioni difficili nelle quali si trova; inoltre, ha una forte dipendenza per la politica di corte, soprattutto dopo aver ricoperto l’incarico temporaneo di Primo Cavaliere, risultando un ottimo stratega, con un grande talento per il gioco dei troni (2×08).

Tyrion però, a differenza del padre e della sorella, non vuole imporre la sua volontà ad ogni costo, anche di fronte ad ostacoli insormontabili, solo per cieca e cocciuta superbia. Invece cerca di adattarsi alle insidie e modificare i propri piani, facendo di necessità virtù. Anche quando il destino lo porterà sul continente orientale di Essos, riuscirà con le sue qualità a ritagliarsi, dal nulla, un posto di rilievo nelle grazie di Daenerys Targaryen. Inoltre risulta amatissimo per le sue battute argute, per avere l’ultima parola sempre pronta, per essere sempre estremamente sincero e diretto, caratteristica che nelle dinamiche reali non è sempre ben vista.

Infine, una nota di merito va spesa per l’attore che interpreta Tyrion, Peter Dinklage, che grazie alla sua espressività unica riesce a far arrivare allo spettatore ogni singola sfaccettatura dell’animo del suo personaggio, amplificandone ogni emozione, creando una grande empatia, dote molto apprezzata dal pubblico (e anche dalla critica, come dimostrano i due Emmy Award e il Golden Globe di categoria vinti).

Tirando le somme, giungiamo alla conclusione che non possiamo fare a meno dei Lannister. Le migliori storie, di qualsiasi genere, misurano la propria grandezza in base allo spessore del cattivo per esse ideato; nella moderna televisione, dove la maggior parte dei personaggi dimostra di avere anche un lato oscuro, più il cattivo viene odiato, più la serie verrà amata. Inoltre, in questi quattro personaggi troviamo personalità complesse e variegate, un caleidoscopio di caratteristiche che permette di articolare lo sviluppo della storia creando numerosi colpi di scena, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti. Diciamocelo chiaramente: senza i Lannister, volenti o nolenti, Game of Thrones non avrebbe ragione di esistere.

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