The Affair

Recensione | The Affair 2×04 “204”

Questo telefilm continua a rappresentare egregiamente e in modo, mi sembra, molto realistico cosa vuol dire divorziare. Volendo riassumere e semplificare: è un inferno, un caos, qualcosa di degradante.

Questo è il punto dove solitamente si dice “ma ognuno reagisce a suo modo”, come in ogni cosa nella vita. Bene, non c’è telefilm migliore per capire questo concetto di relatività nel vissuto soggettivo degli eventi e, per di più, nel modo in cui gli altri percepiscono questo nostro vissuto.

Come ho letto in diversi angoli del web, la storia di Helen si fa sempre più complessa e anche questa settimana abbiamo visto un’intera metà di episodio dedicata a lei. C’è chi dice che la sua trama si sta facendo più interessante di quella di Alison e Noah. Io direi piuttosto che sta contribuendo a dare corpo all’intera storia.
Helen fondamentalmente è una donna distrutta. È degradante vedere spiattellato in tribunale il tuo fallimento coniugale, anche se c’è da dire che è stata lei a scegliere la via del tribunale. Ma una persona non si rende mai del tutto conto di quello che la aspetta.

Il gran casino di questa puntata sta nel totale crollo nervoso di Helen, che per prima cosa tronca la relazione con Max rendendosi conto di essersi buttata in un’avventura troppo precocemente. In questi momenti non si agisce con chiarezza, ma quando la realtà ti dà uno schiaffo in faccia – in questo caso, la reazione risentita di Max che le va dietro da una vita – c’è un risalire di svariati sentimenti negativi, tutti insieme, tutti su. Un po’ come un vulcano che esplode: fallimento, senso di colpa e di ribrezzo per sé stessi, senso di abbandono. Tutti i sensi negativi del mondo, insomma.

E quindi che si fa? Si prende la magica pillola rossa, per vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio.


Possiamo passare ore a chiederci il perché, ma in fondo ognuno di noi sa quale potrebbe essere la ragione che spinge una donna – e madre – così intelligente, forte e indipendente a scegliere questa via. Il modo in cui è girato questo telefilm è, come dicevo, realistico nel senso che non vuole dare un vero e proprio giudizio di valore ai fatti che racconta – se così fosse non ci farebbe vedere due versioni dei fatti spesso discordanti – bensì mira a suscitare in noi un pensiero, un’emozione. Ci spinge a considerare in modo del tutto personale i fatti – la soggettività del racconto chiama la soggettività dell’interpretazione. E in questa, come in tanti altri casi, sta a noi dare un senso a ciò che vediamo.

Posso dirvi che personalmente la disperazione di Helen la sento. Non che mi sia mai ridotta così o che abbia mai divorziato o che. Sarà la bravura dell’attrice, sarà che sono una donna, sarà che mi stanno facendo capire quanto può essere brutta, nella sua fredda burocrazia, la fine di un matrimonio. Ma io sento e capisco. Specialmente se facciamo caso alla serie di sfortune che ha vissuto, una catena di fraintendimenti che la fa finire in carcere. Dopo questi avvenimenti – la droga, l’incidente con la figlia in macchina – la prospettiva legale del divorzio cambia notevolmente, tutta in favore di Noah.

Noah, che sembra un po’ il privilegiato di questa serie: gli va tutto abbastanza bene, perché in fondo i figli lo stanno perdonando – in questa puntata ha potuto fare finalmente “l’eroe” -, ha Alison, ha una carta vincente in mano per il divorzio, un libro in uscita, soldi. Vero è che c’è la questione Alison vs figli o, per meglio dire, una questione di priorità. E poi c’è la questione Alison vs il resto del mondo, ovvero chi ci crede che ti sei innamorato a cinquant’anni. Ognuno la pensa come vuole, ma una sorella che si dimostra così ostile al pensiero che Noah possa essere felice in modo diverso dopo tanti anni fa male.

E quindi c’è tutta l’odissea di Noah che si sposta da un punto all’altro della città cercando qualcuno che accetti la sua situazione, per finire in un motel sperduto chissà dove. Ma è qui che si fa la cifra dell’amore che lo lega ad Alison, la quale si presenta sotto la sua stanza, senza che Noah gliel’abbia neanche chiesto.

What’s gonna happen to us?”

Noah non risponde e il mio cuore va in frantumi.


Già, perché dopo l’ingiunzione del giudice affinché Alison non abbia contatti coi suoi figli, Noah dovrà letteralmente vivere due vite parallele. Dopo tutto, non potrà ancora avere la vita che vuole con Alison. Dovrà ancora vederla come una paramour, citando l’avvocato, un’amante e nulla più. E dall’altra parte avrà un figlio che lo rifiuta, perché non capisce, e somatizza in atroci mal di pancia – cosa sulla quale stanno insistendo parecchio, quindi mi aspetto un risvolto poco felice.

Trivia: vi lascio qui la simpatica e quanto mai azzeccata canzone che ascolta Helen mentre decide di restare nel mondo delle meraviglie e che viene ironicamente riproposta nei titoli.

E vi lascio poi al promo della prossima puntata, 205.

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2 thoughts on “Recensione | The Affair 2×04 “204”

  1. Decisamente Helen è il personaggio che preferisco. Lei ci ha provato a ricucire il suo matrimonio e non ce l’ha fatta, adesso è a pezzi e certo è impossibile non provare comprensione per lei.
    Suo marito l’ha lasciata per una donna più giovane e ora vuole portarle via i figli e anche i soldi…Noah l’ha veramente ferita e umiliata, quando dice di odiarlo, la capisco.
    Dunque team Helen tutta la vita, spero che il vento cambi a suo favore…
    I due punti di vista questi settimana sono piuttosto simili, hanno un concetto: Noah sembra un vero bastardo, e sono entrambi credibili…eccetto su un particolare.
    L’errore vistoso c’è in ogni episodio, non mi sembra coerente che Jon Gottlief, l’avvocato divorzista di Helen, quello che prendeva in giro Noah, diventi il difensore di Noah in un processo che lo vede accusato di omicidio colposo.
    Noah ha pubblicato il libro, pare abbia avuto successo, finalmente anche economicamente non ha problemi, perchè mai si fa difendere dall’avvocato della famiglia Butler? Questo è strano…

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