Telefilm/Wicked City

Recensione | Wicked City 1×01 “Pilot”

Benvenuti alla prima recensione su Wicked City, Killer Pelati.
Nuova serie per me e per Parole Pelate.
Confesso, ho cercato il promo di questa serie perché c’è Ed Westwick di mezzo e volevo sapere cosa avrebbe fatto di nuovo Chuck Bass, poi però ho deciso di seguire la serie anche perché ero curiosa di vedere questo show leggermente ispirato a Bonnie e Clyde.
Ora Chuck è diventato Kent, che è un serial killer che colleziona teste di donne come se fossero figurine dei calciatori.

Prima di tutto, ci tengo a mettere le mani avanti e dire che Wicked City non sarà la nuova serie del millennio, non è il capolavoro dell’anno, ma è una serie breve, antologica (saranno solo dieci episodi ed essendo antologica avremo una fine… la cattura/morte del killer al 99%) e un buon passatempo per i prossimi mercoledì.
Non è stata un granché di ascolti come prevedevo (anche se ammetto che speravo superasse almeno il punto pieno), pertanto mi rassicura il fatto che la storia sia pensata per essere breve, almeno non dovremmo correre il rischio di pericolosi cliffhanger.

“Ask him if he has a friend.” – “Chiedigli se ha un amico.” (Forse nel congelatore?)

Sunset Strip è la città non esattamente carina e coccolosa dove vide Kent e tutta una serie di altri personaggi che andiamo a conoscere in questo pilot. Una cosa che colpisce è che ogni personaggio, compresi quelli che dovrebbero essere i buoni (i poliziotti) hanno un lato oscuro, chi più chi meno. Si può dire che la città stessa, l’atmosfera in generale sia oscura, il che da un certo punto di vista ricorda quasi Gotham.
Brave persone? Scordatevelo. D’altronde non si chiamava “Wicked City” per niente…
Un’altra cosa che ho notato è che hanno cercato di gettare quante più informazioni possibili almeno sui tre personaggi più importanti (Kent, la sua nuova compare Betty e il poliziotto Jack) e anche su qualche altro.
In poco più di quaranta minuti hanno cercato di dare una personalità ed evitare di renderli macchiette, cosa che quasi nessuno show al pilot si prende la briga di fare.
Di Kent, oltre alle sue attività sanguinose, è già stato detto e accennato del suo passato, le sue pratiche comuni, che le madri per lui sono intoccabili, che è capriccioso se le cose non vanno come vuole, … ho pure scoperto dettagli che avrei preferito NON sapere, tipo che non si eccita se la donna sotto di lui respira.
Abbiamo già un profilo del personaggio abbastanza dettagliato per essere un episodio solo. Più che altro il pilot ne ha risentito un po’ in quanto ritmo. Personalmente non l’ho trovato noioso, infatti nemmeno mi sono accorta di essere arrivata alla fine, ma è stato decisamente prolisso, con qualche punta più interessante.

“Everybody’s looking for love.” – “Tutti cercano l’amore.” 

Wicked City non è solo la storia di un serial killer, parla anche dell’incontro di due persone più simili di quanto si potrebbe pensare. Betty avrebbe dovuto essere l’ennesima vittima, e invece non è l’anima candida che ha due figli e fa l’infermiera in un ospedale, ma la donna che gode nel vedere gli altri soffrire (che siano animali o persone) e un incontro del genere non poteva che portare i due “innamorati” a diventare complici.
Il punto di svolta, infatti, è il momento in cui Kent le dice il suo vero nome, anziché la quantità di profili falsi che rilascia ad ogni donna che incontra e uccide.
Penso che Betty, forse, da sola non ci sarebbe mai arrivata a fare la serial killer, ma la base già c’era e si vede più volte nel pilot. Di sicuro si lascia trascinare da Kent, dal fascino e carisma che trasmette, dal fatto che le piace sul serio e vuole essere amata da lui – lui sclera perché lei dovrebbe saltare un appuntamento e anziché mandarlo a quel paese va all’appuntamento… pessima decisione.
Al momento la relazione è molto sbilanciata, comanda totalmente lui il gioco. Lei non è proprio una marionetta, ma quasi. Spero che la situazione cambi nelle prossime puntate e che Betty mostri un po’ di più le unghie (e non solo per torturare poveri vecchietti strappando in modo folle i punti!).

“I think he’s the killer” – “Penso che è l’assassino.” 

Non mi piaceva l’attore in Suburgatory e tanto meno mi piace qui. Tipico poliziotto cinico, alla “ora ti arresto, però intanto commetto atti stupidi come lasciare una ragazza in balia dell’assassino che la cerca”, che tradisce la moglie e intanto si erge a perfettino. Quasi quasi preferisco il suo partner, che sarà viscido, ma almeno un sorriso lo strappa.
Trovo Jack Roth la parte più debole della serie… è quel genere di personaggio per cui in teoria dovresti tifare, ma finisci sempre per preferire il cattivo.
Voglio dargli il beneficio del dubbio e sperare che nei prossimi episodi sia meno pedante e soprattutto un po’ più intelligente come vuol far credere.

Importante la presenza della giornalista, l’unica viva che ha visto il volto di Kent e sa che è lui l’assassino. In teoria, non sappiamo cosa le è accaduto, ma penso sia viva, visto che l’attrice è presente tra i regular di questa prima stagione. D’altronde, un testimone del genere ci vuole per la caccia, altrimenti i poliziotti non avrebbero proprio possibilità!

Gli altri personaggi si sono visti poco (la moglie cornuta, il poliziotto che pensa prima a se stesso, …) e l’unica che mi ha davvero colpito è quello della poliziotta sotto copertura. Probabilmente è molto che sostiene quel ruolo e non dev’essere facile per lei, inoltre questo secondo mistero dietro questi locali di Sunset Strip potrebbe essere interessante, dipende da come lo gestiscono.

Varie ed eventuali:

– La colonna sonora è una meraviglia. Tutta roba anni ’80, e si sente che la cosa è stata studiata e ben pensata. Io una profana sull’argomento, ma posso dirlo tranquillamente.

– Da come se ne parlava, mi aspettavo uno show più sanguinoso, ma alla fine non è nulla di che, almeno in questo pilot. Alla fine l’unica scena “forte” era presente anche nel promo! E il ritrovamento della testa nella scatola… suvvia, era come vedere la testa staccata di una bambola, per quanto era finta.

– Mi chiedo come Betty abbia potuto trovare la prima volta con Kent “kind amazing” (tipo fantastica) visto che è durata qualcosa come venti secondi e mi sto tenendo larga.

Promo e ringraziamenti:

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