Gotham/Telefilm

Recensione | Gotham 2×05 “Scarification”

Buongiorno, pelatini del mio ❤
Come la va? Tutto bene?
Spero abbiate già guardato la nuova puntata di Gotham, perché io sono pronta per una nuova dose di critiche sensate (o quasi 😀 ), ma non solo.
Pronti?
Via!

Scarification, rappresenta, sotto molti punti di vista, il progresso e la regressione di Gotham.
Ovviamente (e questo lo sto ripetendo in ogni recensione), la serie ha compiuto degli enormi passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda l’abilità di portare in scena una trama lineare. Il cliché de Il Cattivo della Settimana è stato lanciato da un balcone (o da una finestra, o da un tetto, oppure è stato affidato alle amorevoli cure di Oswald…), a favore di una trama d’impatto e sicuramente più efficace.
Sotto questo punto di vista, l’episodio mostra dei punti di forza. Finalmente, dopo una serie di tira e molla, scopriamo qualcosa di più circa il passato familiare di Theo Galavan e, con la scoperta dei suoi altarini, viene fuori anche il passato mitico della stessa Gotham City.
Tutto ciò guida l’episodio per la maggior parte del tempo e gli permette di acquistare del carattere mancante.

Tuttavia, sono rimasta delusa ugualmente dall’episodio e per una semplice, banale ragione. Nel corso della prima stagione della serie sono stati introdotti molteplici personaggi/possibili-futuri cattivi che un giorno avrebbero dato del filo da torcere a Batman e a Gotham, ma di questi personaggi non si è mai davvero sviluppato un futuro; comparivano e scomparivano alla velocità della luce, senza dare modo di capire fino in fondo dove e come sarebbero arrivati ad essere i tanto temuti villains.
Adesso, in questa seconda stagione, sebbene partita con il piede giusto, ci viene mostrato un altro cattivo di Batman: Firefly. E siamo al punto di partenza.
Il modo in cui ci viene presentato è senza dubbio originale e l’ho apprezzato molto, senza contare che, a quanto pare, ha problemi di gender, visto che nello show sarà una donna a ricoprirne il ruolo, con una decisa svolta anche dal punto di vista della sua identità. Infatti, sembra abbiano combinato le origini “tradizionali” del bad-boy/girl con la sotto-trama già presente.
Apprezzo lo sforzo, davvero, ma siamo tornati a mettere in primo piano qualcosa che a me personalmente non interessa.
Non dovrebbero introdurre nuovi personaggi, se poi non hanno intenzione di mostrare la loro evoluzione, il loro futuro come villains.

Firefly, comunque, non è altro che Bridgit Pike, costretta a lavorare con i suoi fratelli, maestri piromani. Ad assoldarli ci ha pensato il Pinguino (sotto il pugno di ferro di Galavan), per dare fuoco ad una serie di edifici strategici di Gotham.
Poiché i fratelloni avrebbero problemi ad infilarsi nei condotti dell’aria, sono costretti a richiedere aiuto a Bridgit (e lei ci casca con tutte le scarpe, finendo con una gamba arrosto).
Il suo ruolo porta anche all’abbrustolimento di un membro della preziosa Strike Force del Dipartimento.
Dovrebbe essere un vero shock per tutti l’annuncio della sua morte da parte del Commissario Barnes, invece, tutto passa sotto silenzio, quasi indifferentemente.
Probabilmente, nel prossimo episodio osserveremo Bridgit rotolarsi nei sensi di colpa, ma, nel frattempo, è brava a darsi alla fuga con l’aiuto della vecchia amica Selina Kyle.
Di nuovo, Selina viene piazzata nell’episodio senza un reale motivo.

Non mi sono sentita particolarmente coinvolta nella storia di Bridgit. Mi sono sentita tradita dalla serie, in primis, quando la vediamo piangere in cortile perché i suoi fratelli la trattano peggio di una schiava e Selina cerca di tirarle su il morale (e qui ho alzato gli occhi al cielo nel tentativo di prepararmi psicologicamente alla scena, ma non ha funzionato. Con me i cliché non funzionano mai); secondariamente, quando Selina la trova tutta intenta a cucirsi la sua bella tuta ignifuga.
Pensavo che Gotham avesse finalmente dato un calcio alla storia dei personaggi buttati a caso negli episodi, invece, temo che ne vedremo comparire degli altri.
Bridgit ha reso noioso un episodio che avevo cominciato a considerare di un certo livello, soprattutto per il Pinguino e per Galavan.
Ora che è quest’ultimo ad avere il controllo su ciò che Oswald ha di più caro al mondo, il Pinguino è diventato più paranoico e violento che mai. Non ha ancora raggiunto la cima della pazzia, e mi piace vederlo comunque cercare di inventarsi qualcosa per distruggere Theo.
Ovviamente, per fare ciò, ha bisogno di guadagnarsi la sua piena fiducia ed è qui che entra in scena Butch, il suo fedelissimo braccio destro (o dovrei dire sinistro? No, forse qualsiasi modo di dire che coinvolga un braccio non è per niente appropriato, vero?); Pinguino, se non lo si era intuito, gli taglia la mano per rendere più legittimo il tradimento di Butch nei suoi confronti e il passaggio all’ala nemica.
C’è poco da fare: Pinguino è il personaggio più riuscito dell’intera serie ed io lo amo *.* (ok, sì, mi ricompongo *tossisce*)

Nei precedenti episodi, Galavan ha fatto in modo di mettere ben in chiaro le sue intenzioni di piegare la città di Gotham al suo volere e al suo potere.
In questo episodio, veniamo a conoscenza di qualche informazione in più in merito.
Grazie ad un affascinante flashback, scopriamo che Galavan è mosso dalla vendetta. La sua famiglia, infatti, fu esiliata da Gotham a causa di un tradimento.
Ciò contribuisce a rendere anche più comprensibile la sua volontà di diventare Sindaco, ma, più importante di tutto, spiega la sua fissazione nei confronti di Bruce Wayne. Fu proprio un antenato di Bruce  a rimuovere il nome di Galavan dalla storia della città.

Tutto sommato, nel complesso, non posso bocciare quest’episodio in toto, anche se ha riportato a galla la scetticità in merito alla serie che avevo lo scorso anno.
L’introduzione di personaggi che sembrano avere uno scopo preciso, ma in realtà vengono utilizzati solo come burattini usa e getta, distrae dalla trama principale, specie dopo che nello scorso episodio il Commissario Barnes sembrava tutto intenzionato a mettere Pinguino fuori gioco.
Se questo è ancora il suo obiettivo, sarà meglio che si dia una mossa e faccia qualcosa in tal senso, altrimenti lo show potrebbe tornare ad essere solo un immenso ingorgo di personaggi casuali.

Ed ora, pronti per la mia consueta Rubrica?

The Irrelevant-Not-so-Irrelevant Gotham’s Database

– Selina si sta lentamente guadagnando il posto lasciato vuoto da Barbara nella scorsa stagione: appare di tanto in tanto senza portare nulla di nuovo in termini di trama e poi sparisce per qualche episodio, facendoci chiedere se, nel frattempo, non sia morta da qualche parte.

– Altrettanto inconsistente la presenza di Nygma e di Miss Kringle a cena a casa di Lee. Una scena inutile e minuti sprecati solo per vedere i due imboccarsi di fonduta. WTF?

– Capisco la necessità di una Strike Force, ma visto che uno dei “Magnifici Cinque” è stato carbonizzato, continuo a domandarmi se in cinque possano davvero fare la differenza. Possibile che in un’Accademia di Polizia non siano riusciti a trovarne altri altrettanto preparati? Mah…

– Dopo una stagione e mezza continuo a chiedermi: ma a Gotham il sole esiste, oppure vivono in una sorta di grigio/piovoso/nuvoloso perpetuo? No, è solo per curiosità, eh.

– Esemplare battuta di Bullock: “Credo che il ragazzo ce la farà, ha la pelle dura.”

Commissario Barnes: “E’ morto alle 5.23 di questa mattina.”

Faccia di Bullock: *che figura!* *maledetta la mia linguaccia*

Aggiungerei: #comegufarebene #tuttiascuoladaBullock

– Theo Galavan va incontro allo sconosciuto che si presenta senza avviso nel suo studio e quando lo inquadrano, tutto incappucciato, il viso semi-nascosto, io penso che a Gotham abbiano deciso per un CrossOver e abbiano introdotto il tizio di Assassin’s Creed 😀

Voto finale all’episodio: 6.5/10. You can do better, guys!

A voi quest’episodio come è sembrato?

Gotham sta continuando sulla retta via, oppure rischia di mandare tutti a pelare patate?

Noi ci ri-leggiamo la prossima settimana, ma prima, godetevi il promo del prossimo episodio, By Fire 😉

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