Film/Movienight

Movienight | #4

Buona sera, pelatini.

Comincia l’autunno, le foglie cadono, le giornate si accorciano e le sere si fanno più fresche. Se ci aggiungiamo anche la scuola, la voglia di fare cose finisce dritta dritta sotto le scarpe, ma non disperate, perché noi di Parole Pelate siamo qui per voi.

Avete presente quelle serate in cui siete così stanchi per lo studio, i compiti, le responsabilità, che avreste solo voglia di infilarvi in un caldissimo pigiama e andare in letargo fino alla primavera? Io sì, e questa puntata di #Movienight è pensata proprio per riempire quelle serate: sono qui per proporvi 4 film che vi terranno impegnati un paio di ore, senza però affaticarvi troppo mentalmente. Personalmente, adoro questo tipo di film.

Ma ora basta preamboli, mettete il pigiama e preparate i pop corn che cominciamo subito:

Mad Max: Fury Road

Regia: George Miller

Genere: Azione

Anno: 2015

Cast: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Zoë Kravitz, Abbey Lee, Courtney Eaton.

La frase: “Senti, sarà una giornata dura, ma ti garantisco che a 160 giorni da quella parte non c’è altro che sale. Almeno, da questa parte, potremmo riuscire, insieme, a trovare una specie di redenzione”

Trama: Mad Max Fury Road è il quarto capitolo della saga di Mad Max, iniziata negli anni 70 (non preoccupatevi, non dovete recuperarla, il film è guardabilissimo anche da solo). Ambientato in un mondo post-apocalittico, Immortan Joe è il tiranno che si è appropriato di tutte le riserve d’acqua rimaste e domina sulla sua città con pungo di ferro. Un giorno Furiosa, la protagonista interpretata dalla bellissima e bravissima Charlize Theron, si mette in viaggio per barattare con la città vicina una cisterna di acqua potabile con una di carburante. Stanca dei soprusi di Immortan Joe, nasconde nella cisterna le Cinque Mogli del tiranno, per fuggire con loro in direzione del Luogo Verde delle Molte Madri, una sorta di paradiso perduto dove è nata e da cui è stata rapita quando era ancora una bambina. Ad aiutarla in questa impresa c’è Max, che dovrebbe essere il protagonista, ma se ne sta un po’ in disparte e parla pochino, interpretato da Tom Hardy. Furiosa e Max hanno Immortan Joe e il suo esercito di War Boys (ragazzi e ragazzini malaticci e moribondi, il cui più grande sogno è morire compiendo qualcosa di eroico per cui valga la pena essere ricordati) alle calcagna in un inseguimento al cardiopalma che occupa gran parte della pellicola.


Il ‘perché’ pelato:
beh, il primo motivo che mi viene in mente è Tom Hardy, che è poi anche il motivo per cui ho deciso di andare a vedere il film al cinema, perché non mi perderei mai l’occasione di vedere il suo bel faccione su grande schermo, ma in realtà il film è godibilissimo anche se non avete una cotta gigante per Mr Hardy. Nonostante tutte le sciocche critiche che gli sono state mosse, George Miller, regista dei primi tre capitoli della saga, ha dimostrato di non aver perso la mano e che anche un uomo di settant’anni è in grado di dirigere un film d’azione in grado di lasciare il pubblico con il fiato sospeso per ben due ore, senza mai un momento di noia, ed è in grado di mixare scene d’azione che a confronto Michael Bay è una pippa, con un non indifferente approfondimento dei personaggi principali, tutti ben costruiti e caratterizzati, senza dover ricorrere a lunghi dialoghi o a noiosi monologhi: in Mad Max si parla poco, perché i personaggi preferiscono agire, e tramite le loro azioni arriviamo a conoscerli e ad amarli. Un’altra critica che gli era stata mossa era di aver “esagerato con le quote rose”, ma Miller l’ha messo a tutti in quel posto e ha dimostrato che un film d’azione può essere fighissimo anche se la maggior parte dei protagonisti sono fanciulle.

Hercules il Guerriero

Regia: Brett Ratner

Genere: Avventura, Azione, Epico, Fantasy

Anno: 2014

Cast: Dwayne Johnson, Ian McShane, John Hurt, Rufus Sewell, Irina Shayk, Joe Anderson, Ingrid Bols Berdal, Rebecca Ferguson, Peter Mullan, Tobias Sentlemann, Aksel Hennie, Barbara Palvin, Reece Ritchie, Joseph Fiennes.

La frase: “Devi credere in te. Ora dimmi, tu chi sei?” ”Io sono Hercules!”

Trama: Come ogni film sulla figura di Hercules che si rispetti, anche questo si apre con un rapido recap delle sue celeberrime fatiche (un consiglio, se siete sensibili distogliete lo sguardo da quella con il leone, a me ha dato un po’ fastidio). Dimenticatevi però tutta la storia del semidio, qui Hercules è un semplice mortale (anche se dotato di una forza sovrumana) che gira per l’antica Grecia con la sua sgangherata banda di amici per salvare le varie città, con la speranza di redimersi per ciò che ha fatto in passato. Qui Hercules viene assunto da un re della Tracia per aiutarlo a sconfiggere un re nemico che minaccia la pace del suo regno.

Il ‘perché’ pelato: Beh, in realtà sono un po’ di parte, perché io ho una cotta per The Rock da anni, quindi guarderei qualsiasi cosa in cui compare. Comunque, per quelli di voi sani di mente che non hanno questo inconveniente, il film fa esattamente quello che si propone di fare: intrattenere. Anche se la pellicola pesca a piene mani nel genere epico, non commette l’errore di prendersi troppo sul serio (anche perché se scegli The Rock per interpretare il protagonista, è difficile che lo spettatore ti prenda sul serio), ed evita di presentarsi come l’ennesimo colossal epico hollywoodiano. Inoltre, la trama all’apparenza molto semplice e lineare presenta alcuni plot twist che cambiano del tutto le carte in tavola e rendono la pellicola più avvincente di quanto non sembri all’inizio. Di certo il film non è perfetto, eh, ma se cercate qualcosa per far passare una serata (magari con un gruppo di amici stipati sotto le coperte insieme a voi), Hercules il Guerriero è il film che fa per voi.

 

La Mummia

Regia: Stephen Sommers

Genere: Avventura, Azione, Fantasy

Anno: 1999

Cast: Brendan Fraser, Arnol Vosloo, Rachel Weisz, John Hannah, Oded Fehr, Patricia Velasquez

La frase: “Io le odio le mummie!”

Trama: 1923, Egitto. Durante una spedizione ad Hamunaptra, Evelyn, una bibliotecaria in cerca di avventura e con la passione per l’antico Egitto, richiama per sbaglio dal mondo dei morti la mummia del sacerdote Imhotep, che era stato maledetto e sepolto vivo per aver cercato di riportare in vita Anck-su-Namun, la donna che amava, ma che era l’amante del faraone ergo off-limits. Comunque, svegliare le mummie non è mai una buona idea, infatti appena Imhotep esce dal suo sarcofago, le piaghe bibliche si abbattono sull’Egitto (sì, davvero e no, non c’entrano niente, ma fanno figo quindi ce le hanno infilate), perché il sacerdote egizio è una specie di anticristo che una volta riportato in vita seminerà distruzione e morte su tutta la Terra. Questo tipetto poco raccomandabile va quindi rispedito nell’oltretomba, e l’impresa toccherà proprio a Evelyn con l’aiuto di Rick O’Connell, un ex soldato americano che le ha fatto da guida alla città di Hamunaptra.

Il ‘perché’ pelato: Il film è in effetti un po’ un’americanata, ma se siete affascinati come me dall’antico Egitto, dalle piramidi, i faraoni e le antiche maledizioni, allora questo film fa decisamente per voi. Sarebbe il remake del classico horror del 1932, ma, pur partendo più o meno dalle stesse basi, ha uno sviluppo diverso, perdendo gran parte delle caratteristiche di un film dell’orrore per infilarsi più che altro nel genere azione vecchio stile (è pur sempre ambientato negli anni 20!). Perfetto quindi per quelli come me che sono allergici all’horror (in realtà anche questo non mi fa dormire la notte, ma soprassediamo). Il film strizza inoltre l’occhio più e più volte al ritrovamento della tomba del faraone Tutankhamon: la scoperta è avvenuta nel 1923, anno in cui è ambientato il film, Ankhesenamon era il nome della moglie del faraone bambino e la maledizione che colpisce i cacciatori di tombe americane è un chiaro riferimento a quella che avrebbe colpito gli archeologi che hanno scoperto la tomba di Tutankhamon. Insomma, il film mescola la mitologia all’azione, senza dimenticarsi di aggiungerci un pizzico d’umorismo, diventando la pellicola ideale per ravvivare una serata noiosa.

La Mummia il Ritorno

Regia: Stephen Sommers

Genere: Avventura, Azione, Commedia

Anno: 2001

Cast: Brendan Fraser, Rachel Weisz, John Hannah, Oder Rehr, Freddie Boath, Alun Armstrong, Patricia Velasquez, Dwayne Johnson

La frase: “Tesoro, che stai facendo? Quelli non passano dalle porte!”

Trama: Tornano le avventure degli O’Connell: a quasi una decina d’anni dagli eventi del primo film, Evelyn e Rick si sono sposati e hanno avuto un figlio, Alex, e sono di nuovo in Egitto, dove riportano alla luce l’antichissimo bracciale di Anubi. Torna anche il caro vecchio Imhotep (troppi sbatti inventarsi un nuovo villain), che viene riportato di nuovo in vita (di proposito questa volta) da una setta egiziana, in modo da farlo combattere contro il Re Scorpione in un match che sa tanto di Asylum. Sconfiggendo il Re Scorpione, infatti, Imhotep potrà comandare l’armata di Anubi e conquistare la Terra. Di nuovo, quindi, gli O’Connell devono salvare il mondo e rispedire la mummia nel mondo dei morti.

Il ‘perché’ pelato: Io dico che vale la pena guardare il film solo per ridere della ridicola CGI con cui hanno realizzato il Re Scorpione (e no, non ditemi che è un film vecchio quindi scusabile, vi ricordo che nel 2001 sono usciti Harry Potter e la Pietra Filosofale e Il Signore degli Anelli, quindi le capacità per degli effetti decenti c’erano eccome! Probabilmente hanno speso tutto il budget degli effetti speciali per Imhotep). Comunque, proprio come il primo capitolo della saga, questo secondo film riesce ad intrattenere lo spettatore mixando sapientemente le scene d’azione con quelle più comiche, garantendo allo spettatore altre due ore d’intrattenimento non troppo impegnativo.

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