Chicago P.D./Telefilm

Recensione | Chicago PD 3×01 “Life Is Fluid”

Quanto tempo passerà prima che Lindsay torni nell’Intelligence?
Cosa succederà tra lei e Jay? E con Voight e Bunny? Mi faranno tornare Antonio Dawson al suo iniziale splendore?

Queste solo alcune delle domande che in questi mesi ci hanno torturato, insieme alle mille svariate teorie che sicuramente ci siamo tutti quanti fatti guardando promo e immagini promozionali.
Ma alla fine — e lo posso dire con assoluta certezza — tutta questa attesa ci è stata ben  ripagata.

La puntata si apre con il primo momento d’ansia: una donna che si vuole ammazzare e Antonio che arriva a salvarla. Pensavo quasi che l’episodio fosse iniziato con un flashforward, ma a quanto pare così non era.
Son trascorse tre settimane da ché Erin ha lasciato l’Intelligence, Voight è semplicemente Voight e ha rispettato la sua decisione, senza provare a pregarla di tornare o quant’altro. “Hai deciso così? Bene, fatti tuoi, ora te la vedi da sola”, questo è il suo tipico atteggiamento.
Ma in realtà è furioso con Erin, con quella ragazzina che ha cresciuto come una figlia. Semplicemente, ha un modo differente di dimostrarlo rispetto a Jay che ci prova, ancora ed ancora, a far tornare in squadra la sua partner.
Ovviamente per le shipper incallite come me, rendere Halstead il motivo per cui torna in squadra è qualcosa di sublime.
Ma procediamo per ordine.

Come al solito, Voight e la squadra non stanno con le mani in mano e hanno messo gli occhi su un altro capo di un gang, tale Derek, organizzando un incontro tramite il fratello. Il piano è semplice: registrare tutto per poi incastrarlo.
Ma il tipo non pare affatto disposto a perdonare neppure la sua famiglia — non a caso ammazza il fratello con un secco colpo in testa — e a prendere in ostaggio Jay.
La squadra si ritrova con un pugno di mosche in mano e un uomo nella mani di un assassino a sangue freddo.
L’atmosfera inizia a scaldarsi quando Derek fa sapere a Voight che renderà indietro Jay Halstead soltanto se un’agente donna consegnerà tutti i file degli informatori.
Iniziano presto le pratiche per falsificare i documenti, mentre Hank decide di utilizzare Burgess per il cambio, con il parere contrastante di Ruzek che nella scorsa stagione in modo “romanticissimo” le ha chiesto di sposarlo.

Dall’altra parte di Chicago, intanto, Erin continua a passare da una sbronza al dopo sbronza, tra droghe e discoteche e sua madre. Non può esistere una donna più insignificante e cretina di Bunny, che pur di tenersi la figlia accanto le piazza pillole di chissà cosa in mano.
La recitazione di Sophia Bush è, come al solito, fenomenale. Questa donna è in grado di interpretare un ruolo a 360° e neanche stavolta si smentisce, anche se di certo tutto quel trucco ha fatto la sua parte.
Ma è proprio tra un casino e l’altro nella sua casa più affollata di Juliette Barnes a Nashville che Olinski la mette al corrente di Jay. Ed Erin prende l’unica decisione sensata che potesse mai prendere nell’ultimo mese: presentarsi al dipartimento.
Per salvare il suo partner. Quello che quando lui le ha chiesto “dimmi che non siamo più partner” non ha ricevuto risposta perché in fondo lo sapevamo tutti quanti, che quella era una realtà momentanea, che tutto prima o poi sarebbe tornato al posto giusto.

Per un attimo l’orgoglio di Voight vorrebbe non mandare Erin, perché ha lasciato la squadra, perché ha voltato le spalle a lui, ma il buon senso prevale ed inizia la parte finale dell’episodio che è tutto un crescendo di emozioni.
Erin che viene portata via, la certezza che nel giro di poco verrà svelato l’inganno della polizia, spari, coltelli, cadute, lotte, sangue.
Erin e Jay vivi.

La giornata è terminata. Qualche morto di troppo, forse, ma nessuno tra la schiera dei buoni. Erin deve riconsegnare il distintivo, ma quella singola giornata le ha ricordato quanto vale come poliziotta, quanto vale maggiormente come donna in mezzo a quella famiglia, e non insieme a sua madre.
E Voight è d’accordo, il reintegro si può fare a patto che segui alcune regole. A patto che chiuda con sua madre. Erin non l’ha mai ammesso, ma sua madre in fondo le è sempre mancata; dunque come sarà per lei essere quella che dovrà allontanarla? Lo farà? Io scommetto sul sì.

Però un piccolo appunto di demerito devo farlo: pensavo che ci sarebbe stato qualcos’altro oltre a quello che già sapevamo attraverso le immagini/video promozionali. Avrei voluto più suspance. Avrei voluto che il periodo “no” di Erin durasse ancora un po’. Mi sarebbe piaciuto vedere Jay in ospedale, magari, anziché vedere suo fratello soltanto per promuovere “Chicago MED”.

Varie ed eventuali:

  • Roman si droga?!
  • LINSTEAD. LINSTEAD. LINSTEAD.
  • Kim e Adam si sposeranno, alla fine, o cosa?
  • La Platt è sempre fantastica.
  • Con la figlia di Olinski finisce così? Non me la bevo!

Attendo con ansia le vostre prime impressioni su questo episodio!

Vi lascio con il promo della prossima puntata.

Ringraziamo: Chicago PD Italia | Little voices ~ Sophia Bush.Do what you gotta do » Chicago PD |  | Burgess & Ruzek – Chicago PD | • Patrick Flueger Fans • | Patrick John Flueger Italia | Chicago Fire & PD Italia | Respect for Sophia Bush. | DemiMovie | Film & Serie TV | Serial Lovers – Telefilm Page | Telefilm. ϟ | Serie Tv ManiaSerie Tv, che passione  Telefilm,Film,Music and More

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