Telefilm

#Venezia72: È la giornata delle donne. Equals non convince, The Danish Girl commuove.

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Dopo un’intera giornata dedicata quasi esclusivamente a Johnny Depp e al suo Black Mass (applaudito e apprezzato) e dopo l’apertura con Jake Gyllenhaal con “Everest”, il Lido di Venezia si popola di giovani star e promesse: dal fresco di Oscar Eddie Redmayne alla bellissima Kristen Stewart. Insieme a loro  le rispettive co-star: l’ammaliante Alicia Vikander per lui, l’interessante Nicholas Hoult per lei.

L’Attesa, The Danish Girl e Equals sono i film in concorso oggi.
Il primo vede protagonista la sempre splendida Juliette Binoche diretta dall’italiano Piero Messina in un dramma ambientato in Sicilia. Messina a quanto pare si è rivelato un autore molto promettente, soprattutto per quanto riguarda il lato tecnico. Un nuovo grande regista in Italia? Ce lo auguriamo!
Il regista premio Oscar per Il Discorso del Re, Tom Hooper, dirige Eddie Redmayne in “The Danish Girl” (già uno dei favoriti e che probabilmente avrà la strada spianata agli Oscar), la storia del primo transgender che subì un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale.
Infine, “Equals” – del romantico regista Drake Doremus – racconta un mondo nell’impreciso futuro in cui le emozioni sono una malattia e i due protagonisti si ritroveranno coinvolti in una tormentata storia d’amore.

LA CRITICA:

tumblr_nu6hl11Tpi1rmg1g8o3_540Le recensioni di “Equals” sono varie ma per lo più negative sulla direzione di Drake Doremus, mentre si esalta il lavoro dei due protagonisti:

Quasi tutto nel sempre più prevedibile Equals appare esanime e derivato, nonostante il piacere di guardare i due bei protagonisti, vestiti in stilose uniformi bianche, mentre danno vita al calore in un mondo freddo.
Ciò implica fin troppi sussurri sognanti sul miracolo dell’amore, ma l’impegno e l’intensità di Hoult e Stewart spingono a continuare anche in un film così privo di significato sottinteso.”

THE HOLLYWOOD REPORTER.

Una delle sfide più ovvie del film è il fatto che a tutti è data una gamma estremamente limitata di emozioniStewart è una specialista di tale sottigliezza, capace di trasmettere più con uno sguardo carico o con il suo famoso tocco dei capelli piuttosto che con un lungo monologo. Nel caso di Hoult, ha padroneggiato questa particolare sfida già in “Warm Bodies,” dove interpreta uno zombie che lentamente scopre l’idea dell’amore.

– VARIETY

Sembra che Doremus abbia dimenticato cosa rendeva interessante i suoi film precedenti. [C-]

– INDIWIRE

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Commozione per “The Danish Girl“, definito – come si era previsto – impeccabile ed elegante: elogiati i due protagonisti che sembrano già avere tra le mani le loro nomination agli Oscar. Abbiamo già un vincitore anche a Venezia?

La corretta ed attenta sensibilità dell’approccio del film sembra in qualche modo un limite, in un era in cui numerosi film indipendenti e le serie della TV via cavo affrontano soggetti con tematiche simili, ci si aspettava un po’ più di rischio. Ma sebbene il film sia prudente, non si mette in dubbio la sua integrità o l’equilibrio della vulnerabilità di porcellana e forza che Eddie Redmayne ha portato al protagonista.”

– THE HOLLYWOOD REPORTER

The Danish Girl è un melodramma commerciale che non offre davvero nuove prospettive sul tema; e nell’anno di Caitlyn Jenner, è un tema da cui il pubblico mainstream si aspetta visioni più taglienti.”

– THE GUARDIAN

Redmayne regala la migliore delle sue performance, infinitamente più intima e sicuramente meno tecnica della già incredibile trasformazione in Stephen Hawking, che recentemente gli ha fatto vincere un Oscar.”

– VARIETY

Parlare insomma del transgendersimo come della precipitosa conseguenza di un cross-dressing cominciato per gioco è un po’ come parlare apocalitticamente del cadere vittime delle droghe pesanti di tutti i consumatori di quelle leggere. Resta, appunto, la performance della Vikander, e non solo per ragioni di gradevolezza estetica: chiamata a un ruolo non facile, la svedese è coinvincente e intensa senza mai cadere in esagerazioni melodrammatiche, evitando così, in parte, il tracollo rovinoso dei molti eccessi manieristici del film, offrendo nel complesso una performance decisamente superiore a quella di un Redmayne forse generalmente sopravvalutato.”

– COMING SOON

LA MODA:

Forse sarà l’aria del Festival italiano, ma gli outfit per adesso non deludono (soprattutto grazie ad Elizabeth Banks e Diane Kruger) regalandoci Chanel, Stella McCartney, Elie Saab e Valentino. Queste le prime foto degli outfit indossati durante le press conference dalle attrici:


 

Che tra una di queste donne abbia già la Coppa Volpi come Miglior Attrice?

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