Game of Thrones/Telefilm

Recensione | Game Of Thrones 5×04 “The Sons Of The Harpy”

Bentornati! Iniziamo anche questa settimana con le recensioni di Game of Thrones. Se devo essere sincera, l’episodio di oggi mi ha lasciata abbastanza…diciamo incompleta. Arrivata alla fine sentivo di non avere nulla tra le mani. In breve: questo episodio non mi ha lasciato nulla, perché nulla di importante è successo. Ci può stare, per ora, anche se ormai siamo a quasi metà stagione e credevo che saremmo entrati più nel vivo.

Partiamo di Tyrion e Jorah Mormont, che viene smascherato dal primo senza alcuna difficoltà. Diciamo che l’unica svolta degna di nota è che, al contrario di quello che ci avevano fatto credere, Jorah ha intenzione di trascinare il Folletto da Daenerys, per riconquistare la sua fiducia. Conoscendo Daenerys credo che Jaime rispecchierebbe di più i suoi gusti in fatto di uomini, ma probabilmente si accontenterà anche del fratello minore. Tyrion dice che entrambi sono diretti verso la stessa meta, però mi domando: Jorah sta portando lì il nano per farlo diventare il consigliere della regina, come Varys, o glielo presenterà come un Lannister da decapitare? Un modo per iniziare a ottenere la sua vendetta tanto bramata?
La meta è la stessa, ma lo scopo?
In ogni caso, spero di non vederli più su una barca. Le loro scene, così ondeggianti, hanno fatto venire il mal di mare persino a me.

A proposito di Daenerys, tornata oggi dopo l’assenza della settimana scorsa, ammetto che ci ha regalato un momento carino in compagnia di Ser Barristan. Mi piace sentir parlare di Rhaegar, sappiamo di lui così poco e quel poco che sappiamo non è poi così nobile: Robert lo odiava, per aver rapito e stuprato (così dice lui) la sua amata Lyanna; i Martell lo odiano perché non ha eletto la moglie Elia Martell Regina dell’Amore e della Bellezza; tutto il mondo lo ringrazia perché senza di lui Robert non si sarebbe rivoltato contro di Targaryen e oggi non staremmo qui a raccontare questa storia. Dicevo, non si parla molto bene di lui, e Daenerys non l’ha mai conosciuto quindi deve rifarsi semplicemente alle parole degli altri. Però ho apprezzato molto Ser Barristan e il suo tentativo (riuscito, per quanto mi riguarda) di mostrarci un Rhaegar gentile, buono, umano, così diverso da quello che tutti considerano il carnefice di Lyanna Stark. Anche perché io credo che lui e Lyanna si amassero davvero e che lei sia fuggita con lui, non che sia stata rapita. Avrà sbagliato e tutto, ma non lo considero un mostro. Solo Howland Reed può dire chi ha ragione e chi torto.
Per compensare a questo momento di dolcezza, abbiamo cinque minuti in cui i Figli dell’Arpia e gli Immacolati di Dany se le danno di santa ragione. Come ogni scena di lotta che si rispetti, è stata preceduta da una in cui regna la calma e sono tutti felici e contenti. Subito dopo il sangue correva a fiumi. Cinque minuti in cui l’unico suono che si sentiva era il classico “shshshshsh” causato dalle spade che tagliano la carne. UNA TRAGEDIA. Dopo tre minuti imploravo pietà e che qualcuno la smettesse, perché piazzandomele tutte di fila tutte quelle morti sono pesanti da gestire, per me che sono una fifona come ormai tutti saprete. Che poi, a cosa è servita? A farci vedere che i Figli dell’Arpia odiano le coppie innamorate e la gente che va al mercato? Che gli Immacolati per quanto forti siano non riescono a sconfiggerli? Che solo Ser Barristan dall’alto dei suoi anni non precisamente definiti riesce a fare le scarpe a gente ben più giovane di lui, e quindi hanno tutti molto ancora da imparare? Forse volevano ricordarci che in questo telefilm muoiono tutti e in qualsiasi momento? Tranquilli, lo sappiamo. Altro che Grey’s Anatomy. No, tutto questo è servito a dimostrare ancora una volta che se Daenerys non accetterà di venire a compromessi con i suoi nemici, non rimarrà nessuno a Meereen da comandare. Penso che la sua idea di andare avanti senza concedere neanche una briciola ai suoi oppositori sia molto nobile, e giusto, e ingenuo. Lei non ha le forze per contrastarli. Avesse i draghi potrebbe permettersi questo suo atteggiamento da precisina e non dare retta a nessuno, ma ahimé due dei suoi draghi su tre in questo momento di lei ne farebbero un pollo biondo arrostito, quindi credo che la cosa più giusta sia, per una volta, arrendersi e concedere qualcosa ai Figli.

E a proposito di Lyanna, passiamo a un’altra Stark: Sansa che fa visita proprio alla tomba della zia mi incuriosisce. La frase che, quando si tratta di lei, viene in mente ad ogni lettore è La mia pelle è diventata porcellana, avorio, acciaio. Ned Stark una volta disse a Robert Baratheon che sua sorella sotto la sua bellezza nascondeva proprio acciaio. Che stiano cercando di creare un collegamento? Mi piace pensare che Sansa fosse lì per cercare forza da sua zia, che tutti hanno sempre paragonato ad Arya e mai si sarebbero sognati di associare invece a lei…Lo trovo intrigante. Anche di Lyanna sappiamo ben poco, solo quello che gli altri personaggi hanno da dire su di lei (oh, quanto vorrei uno spin off dedicato a loro), e chissà magari scopriremo che alla fine non è Arya a essere la “nuova Lyanna”, ma Sansa. Forse mi sto lasciando prendere dall’entusiasmo e in realtà la scena era ambientata nelle cripte perché la notizia della partenza di Petyr a un passo dal matrimonio con Creepy Ramsay è talmente tetra che ci voleva un ambiente all’altezza,  ma lasciatemi sognare.
E per favore, non fate più baciare Petyr e Sansa. Ha un non so che di inquietante questo rapporto. Malsano. Da brivido. E poi Sansa è così alta e Petyr così basso che mi viene anche da ridere.

Da una Stark a uno Snow, Jon ne vede delle belle (letteralmente) con Melisandre. La scena in cui lei praticamente si spoglia davanti a lui mi ha un po’ infastidita, perché anche qui non riesco a capirne il significato. Siamo passati da Jon vieni con me voglio mostrarti per cosa stai combattendo a Jon senti il mio cuore che batte in un nanosecondo. Alla faccia del “per cosa stai combattendo”! In sostanza sta combattendo per la gattina di Melisandre e non se n’era accorto nessuno?

Senti il mio cuore che batte?

Cara Melisandre, fidati, Jon in quel momento stava sentendo tante cose. Serviva forse a farci vedere che le rosse non piacciono più a Gion Snò? Che il suo cuore è e sempre sarà di Ygritte? Che la sua mente è tutta votata al suo nuovo ruolo di Lord Comandante?
Per questo bastava vedere Jon che firma la lettera indirizzata a Roose Bolton per chiedergli uomini e rifornimenti. Era proprio riluttante, deve essere stato difficile per lui scrivere il suo nome su quel pezzo di carta, ma l’ha fatto comunque perché è il suo dovere. Però non posso fare a meno di pensare ben gli sta. Accidenti, se lui avesse accettato la proposta di Stannis a quest’ora potrebbe lui stesso marciare verso casa e buttare fuori a calci quei traditori assassini! Ma purtroppo le cose non vanno mai come voglio io e quindi devo accontentarmi di queste piccole, piccolissime, rivincite. Ti vogliamo bene Jon, ma a volte non sai niente davvero (cit.).

Piccola parentesi su Stannis e Shireen: mi sono commossa. Sembra impossibile anche a me, e sto scuotendo il capo incredula mentre scrivo, ma sentirlo parlare in quel modo della sua bambina ha mosso qualcosa nel mio cuore. Ha dimostrato di saper provare dei sentimenti, ha dimostrato di essere un padre che ama la sua bambina anche se sa nasconderlo molto bene, e che rimane un genitore migliore di sua moglie Selyse che io vorrei spesso e volentieri cancellare da Westeros. In più abbiamo avuto l’opportunità di capire perché Stannis è così freddo: dice che l’artigiano l’aveva imbrogliando facendo leva sul suo essere un neo padre, ed è così che Shireen si è ammalata. Credo che questo lo abbia segnato irrimediabilmente, facendogli associare l’affetto che provava per la figlia alla malattia che l’aveva quasi uccisa e quindi a una debolezza. Forse adesso cerca di proteggere se stesso e chi gli sta intorno indossando quell’espressione scontrosa e rigida che non lo abbandona mai, se non in qualche rarissimo momento.
Insomma, quando padre e figlia si abbracciano mi è partito un awwwwww dal profondo del cuore.

Passando da Baratheon a Lannister, abbiamo Cersei che restringe sempre di più il suo già stretto Consiglio. Facciamo un minuto di silenzio per le battutacce che vengono fuori a Lord Tyrell e che non fanno ridere nessuno.
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Anche oggi incontriamo la misteriosa figura dell’Alto Passero ormai Alto Septon che Cersei sta cercando di portare dalla sua parte a tutti i costi. La donna è davvero furba: sceglie un uomo che non da molta importanza ai beni materiali, tutto ciò che desidera è aiutare il prossimo e fare in modo che la loro religione venga rispettata, e glielo concede, ottenendo così secondo la sua ottica la sua riconoscenza e l’eventuale estinzione di debiti tra Fede e Reame. Ricostituisce le milizie religiose, e abbiamo visto tutti che effetto ha avuto: oltre a un numero non definito di persone beccate nei bordelli e arrestate o punite, credo che ci sentiamo soprattutto toccati dal destino di Loras Tyrell, arrestato quando non stava facendo assolutamente nulla. Povera Stella. Qui appoggio Margaery, Loras non si tocca.
Nel bel mezzo di questa situazione abbastanza tragica c’è Tommen, che davvero mi fa sempre più pena. Sarà pure il Re, ma si trova incastrato tra due donne che fanno di tutto per comandarlo a bacchetta: da una parte abbiamo Cersei, che lo tratterebbe come un neonato fino ai quarant’anni se potesse, e dall’altro abbiamo Margaery, che ha capito di avere una cosa che ormai a Tommen piace molto e la sfrutta a suo dovere. Quanti angeli in Paradiso sono caduti quando le domanda se tornerà da lui e lei, incacchiata perché l’unica volta il cui gli ha chiesto di fare il Re lui è tornato a casa con la coda tra le gambe, gli risponde che deve stare con la sua famiglia? Povero Tommen, nemmeno questo ormai. Ci aveva preso gusto, ma mi sa che può appendere l’arnese al chiodo.

Da una Lannister a un altro, ritroviamo finalmente Jaime che in due episodi è finito a Dorne. Se prima bastava un minuto, qui mi serve un’ora di silenzio per la sua espressione quando vede Tarth. Il mio cuore di shipper Jaime x Brienne non ce la fa a sopportare tutto questo, scusate.

Tornando seri, mezzo mondo (quello che ha letto i libri) si interroga sul perché Jaime sia partito per Dorne e oggi forse finalmente Habemus Rispostam: deve essere lui. Lo ripete una decina di volte, nel caso non fosse chiaro. Ora mi viene solo un dubbio: deve essere lui perché si sente in colpa? Perché non è stato un padre ma un semplice zio e vorrebbe fare qualcosa di buono per la figlia? Per la prima volta abbiamo un minimo di istinto paterno? Vuole dimostrare a quella baldracca di sua sorella che nonostante abbia perso la mano è ancora un valido condottiero capace di salvare la loro bambina? Credo sia una libera interpretazione.
La scena di lotta con i Dorniani qui ci stava. In realtà è stata molto utile, perché Jaime ha finalmente capito di poter usare la sua mano d’oro a suo vantaggio, persino in battaglia, e sospetto che questo sia il primo passo verso una ulteriore evoluzione del suo personaggio. Sono convinta che quando tornerà ad Approdo del Re sarà una persona nuova, diversa, che però ha ritrovato il combattente che era prima di perdere la mano. Spero ritorni anche meno succube di Cersei.
Bonus: Alla fine Jaime odia Tyrion, sebbene per motivi diversi rispetto ai libri. Non posso non dire che mi dispiace, ma come si suol dire era scritto.

E concludiamo con Dorne e le Serpi delle Sabbie. Dirò la verità, aspettavo di conoscerle da tanto e sono rimasta un po’ delusa. Me le immaginavo diverse, Tyene mi sembra troppo dolce, tutte sembrano troppo affezionate a Ellaria (per carità va bene, ma ricordiamo che lei non è la loro madre), e quest’ultima sembra troppo intenzionata a vendicarsi. Non lo so, non voglio esprimere ancora un parere negativo, complice il fatto che ce ne hanno mostrato davvero troppo poco, però hanno già un bel po’ da recuperare. L’unica che per ora raggiunge la sufficienza è Obara, non so perché, ma a pelle mi sembra quella più azzeccata. Spero di non ricredermi andando avanti.

E insomma, episodio che segue la scia di quello della settimana scorsa, senza infamia e senza lode. Un po’ lento in certi punti, troppo attivo invece in altri, diciamo che ho visto di peggio ma potrebbe migliorare. Il momento peggiore dell’episodio è quello che vede protagonisti Jon Snow e Melisandre, secondo il mio modesto parere, mentre il mio preferito è sicuramente quello tra Stannis e Shireen. Voi cosa ne pensate? Che opionione avete delle figlie di Oberyn? Cosa farà Sansa, adesso che è sola dai Bolton? In che modo risponderà Daenerys a questo attacco? Abbasserà il capo o continuerà la sua politica senza guardarsi alle spalle?

Come sempre, vi lascio promo e ringraziamenti e vi do appuntamento alla settimana prossima!

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4 thoughts on “Recensione | Game Of Thrones 5×04 “The Sons Of The Harpy”

  1. Io son curioso di vedere cosa accadrà al Nord. Ditocorto ha un piano, scommette su Stannis e sulla sua vittoria contro i Bolton ma ciò di cui non tiene conto il nostro Petyr è la mina vagante Snow. Se accetta di seguire Stannis ci potremmo ritrovare con 2 Stark a Winterfell e questo mi destabilizza parecchio. Ho come il presentimento che se dovesse accadere per uno dei due non ci sarà un lieto fine (spero di no, ma ho davvero paura).
    Per Melisandre invece ho come il presentimento che volesse fare con Snow quello che aveva fatto con Stannis all’epoca, evocare una sorta di demone dalle sue sembianze per poi lanciarlo contro chi? Non ne ho sinceramente idea…

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    • Per Melisandre lo credo anche io, l’unica cosa che mi frena è che lei di solito per queste “””cose””” cerca coloro che hanno sangue di re nelle vene, quindi mi chiedo: perché Jon? Che questo avvalori la tesi R+L=J? Perché non credo si riferisca al re del nord Robb, perché per lei non era un re…

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