Gotham/Telefilm

Recensione | Gotham 1×21 “The Anvil or The Hammer”

Buongiorno, pelatini! ❤

Come procede quest’ultima settimana di Aprile?

Di positivo, posso solo annoverare che sto divorando libri come se non ci fosse un domani (almeno, per i miei standard); di negativo, visto che sono evidentemente in vena di romanticismi, riesco solo a pensare al fatto che Gotham mi mancherà, almeno fino al prossimo autunno che, ora come ora, mi sembra un tempo maledettamente lungo.

In fondo, questo è l’unico difetto del seguire una serie TV: l’attesa interminabile.

 

Cosa posso dire di questo penultimo episodio?

Credevo che avrebbero combinato un mezzo disastro con la risoluzione del caso Orco; credevo che avrebbero mandato a monte tutto quello che di bello avevano costruito durante la seconda parte dello show; mi immaginavo già lanciare il computer fuori dalla finestra in un momento di depressione totale e di WTF.

Sono contenta di poter annunciare che, invece, mi sono di gran lunga sbagliata.

Da dove hanno tirato fuori un episodio del genere?

Hanno per caso fatto intervenire un mago, un veggente, un sensitivo, un esorcista?

Beh, in fondo non è molto importante da dove l’abbiano tirato fuori, l’importante è che sia giunto a noi come testimonianza del fatto che le puntate meravigliose esistono (e fino ad ora mi sarei sentita di spendere una frase del genere solamente per Sherlock).

 

 

La Wayne Enterprises – che, sotto-sotto, è un po’ diventata un’altra protagonista della serie – è irrimediabilmente corrotta, ma tutto sommato, la Mafia è sempre stata un punto di forza per lo show (uno dei tanti, dovrei dire) e la guerra fratricida scatenata da Pinguino non fa che aggiungere ottime premesse alla seconda stagione.

 

Perché ho nominato proprio la Wayne Enterprises per prima?

Perché credo che questa possa essersi rivelata una delle puntate decisive dal punto di vista morale.

Mi spiego meglio.

La storia di Batman ha sempre (o quasi sempre) cercato di esplorare il confine tra morale e amorale, più che il confine tra Bene e Male – un qualcosa che spesso viene semplificato nei cartoni animati, nei fumetti, nei film.

Il mondo reale non è così netto come vogliono farci credere nei prodotti commerciali; esistono delle sfumature (e no, non credo ne esistano solo Cinquanta 😀 ).

La dedizione di Oswald Cobblepot per la madre ci mostra il suo lato più umano, ma l’altra faccia della medaglia è che Pinguino non è altro che un killer senza scrupoli e un manipolatore quando è lontano da lei.

La storia d’amore tra Falcone ed Eliza ci ha mostrato il lato migliore e il lato peggiore del Boss.

Persino gli eroi Jim e Bullock hanno i loro pregi e difetti: Bullock si fa portavoce della sezione anti-corruzione del Dipartimento di Polizia, ma per la maggior parte del tempo odia quello che è costretto a fare.

Jim vuole battersi per una Gotham migliore, in cui possa regnare finalmente la giustizia, ma nel frattempo stipula accordi sotto-banco proprio con quei criminali che si è ripromesso di consegnare alle sbarre.


 

La linea che separa gli eroi dai cattivi è molto definita: Bruce non vuole uccidere, Selina, invece, non sembra avere particolari problemi a farlo… tuttavia, Selina è anche leale, protettiva, risoluta nel prendere decisioni in momenti critici.

E poi abbiamo Barbara, ostaggio dell’Orco, trattenuta contro la sua volontà, costretta a scegliere una vittima da sacrificare con lo scopo di salvarsi la vita.

La sua è una situazione da incubo, con l’aggiunta del fatto che, ovviamente, l’Orco, con tutto quel filosofeggiare di “ho visto quello che sei veramente”, “capisco che tu ti sia sempre voluta trattenere, trattenere il tuo istinto”, le ha anche fatto un bel lavaggio del cervello, oltre ad averla palesemente manipolata per tutto il tempo, ma c’è comunque qualcosa di sinistro e scomodo nel ruolo che ha ricoperto nell’omicidio dei suoi genitori.

Probabilmente molti di voi avranno apprezzato il fatto che non abbia scelto come vittima Jim o Leslie, vittime ovvie, scontate, e abbia preferito i suoi genitori che, onestamente parlando, l’hanno davvero trattata come un rifiuto, persino per quel poco che abbiamo potuto vedere, ma non trova d’accordo me medesima.

A mio avviso, se avesse scelto Jim ci sarebbe stato uno scontro con i contro-fiocchi (il quale, per dirla tutta, c’è stato, ma non così incisivo come mi sarei aspettata).

 

 

La reazione di Barbara ci fa sorgere spontanea la domanda in merito a quanto delle azioni da lei svolte siano frutto del lavaggio di cervello e quante dettate dalla sua vera personalità.

Dopo essere stata una sorta di tappezzeria per gran parte della serie, Barbara diventa improvvisamente interessante.

Dovessi parlare esclusivamente per me, l’ho trovata una personalità degna di nota sin da quando venne fuori il suo vecchio passato da drogata e alcoolista (oltre che bisessuale), ma ho cercato di mettermi anche nei panni di chi, effettivamente e oggettivamente, ha visto Barbara come un peso morto che gli sceneggiatori hanno deciso di trascinarsi dietro per tutta la serie, a zompetti, una puntata sì, tre no, altre due sì.

Questa divisione, secondo me, ha fatto perdere interesse nel suo personaggio, anche se posso dirmi soddisfatta del suo ritorno sulle scene in grande stile.

 

Tutto ciò mi porta ad evidenziare il fatto che “The Anvil or The Hammer” sarebbe potuto essere il perfetto finale di stagione e non soltanto l’aperitivo; c’è tuttavia da complimentarsi con gli ideatori dello show che hanno saputo calibrare momenti da WTF completo, a momenti soft, senza la pretesa di gettarceli addosso in un unico colpo, magari proprio verso la fine.

Una serie con le balls sa come mantenere lo spettatore in sospeso durante l’intera stagione, offrendogli, di volta in volta, qualche briciola in più, ma senza farlo desistere a seguire la vicenda e Gotham in questo può dirsi una serie assolutamente riuscita, soprattutto se pensiamo all’inizio traballante e a tratti confusionario.


 

Per questa recensione non me la sono sentita, come avrete letto finora, di commentare scena per scena e se avete visto la puntata, credo possiate facilmente capire il perché 😉

Trovo che le ultime puntate di una serie vadano a chiudere un cerchio, anche se la serie proseguirà in una seconda stagione, perciò ho trovato più logico racchiudere in questa penultima recensione alcuni dei miei pensieri globali in merito a Gotham e ai personaggi, riflessione che terminerà con l’ultima puntata di questa stagione.

 

Prima di lasciarvi alla lettura della rubrica con le considerazioni varie in merito all’episodio in sé per sé, il mio personalissimo voto per questa puntata è di nove/dieci.

Devo dire (e probabilmente è una cosa di cui mi sono resa conto soltanto adesso, cominciando a tirare le somme dello show) che i miei voti si sono mantenuti piuttosto razionali durante l’intero procedere della serie e credo abbiano seguito un po’ lo sviluppo della stessa.

Rimangono sempre e comunque dei voti personali, ma se ripenso ai giudizi semi-negativi che avrei volentieri attribuito ad alcune delle prime puntate, direi di essermi mantenuta abbastanza costante.

 

Riflessioni nostalgiche a parte, ecco, invece, la nuova puntata della Rubrica del Cuore…

 

 

The Irrelevant-Not-so-Irrelevant Gotham’s Database:

 

– Non avrei MAI e dico MAI immaginato Bullock tirare fuori il distintivo in un bordello per arrestare qualcuno. MAI.

 

– LUCIUS FOX. Questo nome parla da solo, non ci sarebbe da aggiungere altro, solo mi chiedo: perché DIAVOLO non farlo entrare in scena prima?

 

– Proprio quando pensavo che Pinguino non potesse essere più senza cuore di così, cosa fa? Sabota le armi dei suoi stessi uomini. Lo bacerei senza esitazioni, se solo ce l’avessi a portata di mano.

 

– Vogliamo parlare della mimica facciale di Ben McKenzie? Ne vogliamo parlare? Sono una delle cose più belle della serie e non sto scherzando.


 

 

Per questa settimana è tutto, pelati!

 

Ci rileggiamo per la *sigh* ultima puntata, people! 😉

 

 

 

 

 

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