Arrow/Telefilm

Recensione | Arrow 3×20 “The Fallen”

Vi sentite il cuore e l’umore sotto le scarpe, avete pianto tutte le vostre lacrime, stritolato peluche, urlato il vostro dolore e la vostra rabbia, inveito maledizioni contro un tizio il cui nome inizia per “R”? Benissimo, allora avete appena finito di vedere la 3×20 di Arrow e ora avete bisogno di un Remus Lupin che vi passi un pezzo di cioccolato.
Non vi preoccupate, non siete soli, siamo tutti nella stessa deprecabile situazione. Ora mettetevi in fila verso la luce in fondo al tunnel (aka, si spera la 3×23) e andiamo subito a parlare dell’episodio “stritola sentimenti”.

“I failed” – Ho fallito

Ra’s Al Ghul ha fatto la sua mossa e ha lasciato come regalino ad Oliver una Thea in fin di vita. Thea, che comunque, raccoglie le sue ultime energie per riuscire a raggiungere il telefono e chiedere aiuto (I love you, girl!). Per fortuna (insomma…), Oliver torna a casa in quel momento e la trova sdraiata sul pavimento in un lago di sangue (io a quel punto avevo già strangolato il peluche che mi hanno regalato con un uovo di pasqua).
Oliver era distrutto, devastato, e la scena in ospedale con lui fuori dalla porta che osserva il cuore di Thea che fatica a riprendere a battere è ancora più forte. Il colpo di grazia è sentirgli chiedere scusa alla sorellina per non averla saputa proteggere e aver permesso che Ra’s si spingesse tanto oltre. Quel semplice “sorry” dice tutto.

E se da una parte l’amore fraterno tra Thea e Oliver è meraviglioso e tanto bello da vedere (mi è entrato un bruscolino nell’occhio, non sto mica piangendo! Sniff!), non mi sento altrettanto caritatevole con l’arrivo di Malcolm. Se fossi stata Oliver, probabilmente l’avrei fatto volare dalla finestra, visto che, a dirla tutta, è tutta colpa sua. Thea è in quel letto di ospedale (e senza una certa fonte non si sarebbe risvegliata mai più) perché Ra’s l’ha pugnalata, ma è come se fosse stato Malcolm ad affilare la spada di Ra’s e a passargliela. Ora piange, soffre, dice che è sua figlia e che le vuole bene, addirittura c’è stato il commento indelicato sul fatto che Ra’s Al Ghul non gli dà più la caccia e che quindi sarebbe rimasto per prendersi cura di lei (la mia replica era tipo questa: “wow, grazie per lo sforzo, sono… commossa”), ma Thea lo odia e spero che lo scacci, perché quello che ha fatto è imperdonabile, a maggior ragione viste le conseguenze che ha portato.
Quello che ha davvero fallito, in realtà, più che Oliver è Malcolm. Come padre.

“The waters change a person… in their soul” – La fonte cambia una persona… nella sua anima.

Mowgli?

Tutto il mondo gli dice che è una pessima idea, ma Oliver da quell’orecchio non ci sente mai e porta lo stesso Thea morente da Ra’s Al Ghul, sacrificando se stesso e probabilmente l’anima di entrambi i fratelli per far fare a Thea un tuffetto nella fonte miracolosa.
Questa storia del cambiamento di anima m’intriga e allo stesso tempo mi preoccupa tantissimo. Thea mi piace così com’è e non voglio che cambi, però voglio proprio sapere come agisce la fonte e mi chiedo se facendoci il bagno ripetutamente anche Ra’s abbia subito i suoi effetti (o se è diventato così con il tempo e basta).
Thea si riprende e per un orribile minuto ho creduto che avesse perduto la memoria (e per un altro che si fosse tramutata in una tigre con fattezze umane), sebbene come amnesia fosse parecchio strana, visto che riteneva che Oliver fosse morto, ma sapeva che Malcolm è suo padre (due avvenimenti che sono avvenuti all’incontrario). La confusione è durata poco e Thea è tornata Thea, ma chissà nei prossimi episodi…

Intanto, il nostro caro, amato Ra’s Al Ghul – man mano che gli episodi passavano, ho maturato il desiderio che venisse trapassato con la spada da almeno tutto il cast (o magari con qualcosa alla “Assassinio sull’Orient Express”), ma direi che non potrei essere più soddisfatta se fosse Nyssa a farlo, la sua stessa figlia – finalmente ci racconta la sua storia, spiegandoci com’è diventato quello che è.
Il precedente Ra’s Al Ghul non gli ha dato molte possibilità di scelta – o vieni con me ora in silenzio con le buone o vieni con me dopo che ho torturato e ucciso la tua famiglia con le cattive -, l’ha voluto come successore e l’ha ottenuto, senza nemmeno troppa fatica, visto che il Ra’s attuale (a proposito, com’è che ti chiamavi? Sai, per sapere che nome apporre sulla tua futura tomba) non ha tentato di ribellarsi subito dopo aver ottenuto la minaccia. Forse ha fatto bene, forse no, ma quello che davvero mi chiedo, dopo la sua esperienza, perché mette nella stessa identica posizione un’altra persona? Lui ha lasciato la donna e i figli che amava (a proposito, ha detto di avere un figlio e una figlia, ma non credo che quest’ultima sia Nyssa, anzi, credo che sia moglie sia prole siano morti di vecchiaia e Nyssa sia arrivata dopo, che sia sua figlia di sangue o meno) per seguire un pazzo e ora obbliga Oliver a fare praticamente lo stesso. Ma immagino che della persona che era una volta non sia rimasto niente, mi chiedo se anche solo si ricordi del proprio nome, esattamente come il Meta Umano di Flash di ieri non rammentava il proprio volto.

“I love you” – Ti amo.

Forse il luogo in cui è accaduto – candele e luce soffusa a parte – non è stato il migliore possibile, ma è stato romantico, è stato perfetto.
Facciamo un passo indietro. Ra’s Al Ghul ha dato una possibilità a Felicity di dire addio a Oliver, anziché cacciarla via direttamente a calci, e lei non si lascia sfuggire l’occasione, anche perché sa benissimo che potrebbe essere l’ultima occasione che ha. Sono sicura che Felicity fosse convinta e si fosse aggrappata al pensiero di riuscire a portare Oliver via da lì e che nemmeno la conversazione con Ra’s l’abbia abbattuta, ma si concede lo stesso quel momento per essere sincera e ottenere tutto, perché potrebbe davvero essere la prima e unica volta.
Fin ad adesso, Felicity non si è mai dichiarata, è stato solo Oliver a farlo, e certamente non perché non lo amasse lei stessa, ma per tutto un insieme di pessimo tempismo, brutti momenti e un po’ di timore, però questa volta non è tempo di pensare, ma di agire. Felicity agisce per tutto l’episodio ed è da amare per questo.
La scena d’amore è stata molto bella: era dolce, passionale e tenera, credo che uno shipper non potrebbe sul serio chiedere di più.
Anche il dopo, con Felicity che praticamente rappresenta il fandom e dice: “allora… è successo”. Era scherzoso, ma pieno d’amore. Un bellissimo e breve momento che mi ha fatto precipitare in una bolla di felicità e soddisfazione.
E sottolineo “breve”. Come si dice… dalle stelle alle stalle (letteralmente, visto che per l’occasione Oliver diventa una mucca).

“Thank you for trying. I love you all the more for it.” – Grazie per averci provato. Ti amo ancora di più per questo. – Cit. di Oliver e Ilaria, da qualche parte nel corso dell’episodio

Prima di tutto: ho amato in modo particolare la Felicity di questo episodio. È stata fantastica.
Si potrebbe cominciare a parlare di Oliver e Felicity sul jet, con lei che gli sta vicino e lui che le racconta un altro pezzetto del suo passato (in cinquant’anni forse le avrà svelato tutto), ma qui si sta parlando di Felicity, pertanto voglio parlare di lei che scoppia e dice esattamente quello che pensa a Ra’s con tutta la purezza che la caratterizza.
Ed esattamente come sbatte in faccia a Malcolm tutto il suo disprezzo dopo la morte di Oliver, questa volta fa la stessa cosa con il cattivo della storia, per tutto il male che ha fatto a Oliver e a tutti loro.
Non le importa chi è lui, di tutti gli assassini che ha a disposizione, lei va lì e gli dice cosa pensa e Ra’s per un momento stima il suo coraggio e capisce cosa lega lei e Oliver (chi lo sa, potrebbe anche ricordargli quello che avevano lui e la propria moglie una volta).
Ra’s avrebbe potuto ucciderla e spedirla a Starling City a pezzi, ma a parte che non gli sarebbe convenuto perché poi Oliver avrebbe fatto a pezzi ogni cosa, preferisce trattarla da pari e le concede di dire ad Oliver addio.
[Non ti sprecare, mi raccomando!]

E se ho amato Felicity in questa scena, ancora di più l’ho amata quanto mette k.o. Oliver e mette in piedi un piano per scappare. [Favoloso il suo confronto con Malcolm, stava per farmi paura, era una vera leonessa.]
Ora, era un piano destinato a fallire fin dall’inizio, perché anche se fossero riusciti a fuggire con il Jet, Ra’s gli avrebbe seguiti fino a Starling (o chissà dove) e avrebbe cominciato ad uccidere persone fino a che non fossero usciti allo scoperto per il rimorso. Non poteva funzionare, è vero, ma Felicity non voleva perdere Oliver, quindi ha provato il tutto e per tutto, non è rimasta immobile mentre gli eventi le accadevano intorno, ma ci ha provato anche se la situazione era disperata. Merita tutto il rispetto di questo mondo per questo.

“Oliver… He’s gone” – Oliver… Se n’è andato.

È tempo di addii.
Come detto, il piano fallisce miseramente e Oliver accompagna i suoi fuori per farli andare via prima di iniziare il suo nuovo ruolo di erede di Ra’s.
Thea è ancora un po’ stralunata, quindi il vero addio è la mattina dopo, quanto riprende coscienza di sé ed è sconvolta che il fratello non sia a casa. Per quanto riguarda Oliver, è contento che la sorella sia viva, quindi è felice di essere riuscito ad ottenere almeno quello, ma è giusto che abbia sacrificato tanto? No, perché vale sempre il solito concetto che ad Oliver tocca restare e diventare l’erede di uno psicopatico, mentre lo psicopatico per eccellenza se ne torna a casa senza nemmeno più una taglia sulla testa.

Oliver ha definito Diggle l’uomo migliore che abbia mai conosciuto e suo fratello, quindi immaginate quanto male mi abbia fatto dieci minuti dopo vedere il promo del prossimo episodio.

Infine… Felicity. È un addio amaro, perché Felicity non ha potuto portare Oliver a casa e Oliver non può seguirla. Il bacio che si scambiano – l’ipotetico ultimo – è l’ennesima stilettata nel cuore di tutti.

Mi è piaciuto che Felicity sia andata a sfogarsi da Felicity. È bello il rapporto che si è creato tra queste due ragazze, come siano diventate amiche. Mi ha colpito anche l’uso delle parole di Felicity: “Oliver… He’s gone.” Dato che “he’s gone” si usa in inglese anche per dire che qualcuno è morto (per questo Laurel fa quella faccia stranita, prima che Felicity si spieghi meglio), era proprio come se Oliver fosse perduto e irrecuperabile, sicuramente per Felicity è tempo di piangere come se fosse un lutto e leccarsi le ferite, perché dopo aver tentato tutto, ormai è pronta a gettare la spugna.

My name is…

E sebbene il mio cuore sia sprofondato sempre più giù man mano che i minuti trascorrevano e si giungeva alla fine dell’episodio, c’è un’unica cosa a cui possiamo aggrapparci e che una mia collega mi ha ricordato facendomi sentire decisamente più positiva, sicura e tranquilla.
“My name is Oliver Queen”. Sentiamo questa frase ogni settimana, da tre anni, ed è la nostra unica àncora a cui aggrapparci per ricordarci che il nome del nostro eroe è Oliver, non Ah Sah-quel-che-è.
Ra’s Al Ghul può marchiarlo come una mucca, separarlo dalle persone che ama e dirgli che il suo nuovo nome è Ah Sah-Him, ma non è finita qui. Oliver resta Oliver.

Hong Kong

Questa parte quest’anno non è mai facile da vedere, ma ammetto che se fossi stata negli autori questa volta non avrei messo nessun flashback, visto che ogni volta che l’attenzione si spostava nel passato, ero pronta ad urlare: “Riportatemi indietro!”
Ora, obiettivamente, vorrei dire che il team meno carismatico di sempre – Oliver e la famigliola Mulino Bianco – che cerca di salvare il mondo Hong Kong sarebbe stato da tenersi incollati alla poltrona, se nel presente non ci fosse stata Thea in fin di vita, gli Olicity impegnati in ginnastica orizzontale e/o verticale, tentativi di salvataggio improbabili e operazioni per apporre un marchio testato, ma la verità è che molto probabilmente non mi sarebbe fregato comunque un accidente di niente. D’altronde, se i flashback non hanno fatto presa in venti puntate, è difficile che all’ultimo secondo la situazione cambi.
L’unica cosa che m’interessa vedere nei flashback, al momento, è uno spunto di trama per l’anno prossimo e la morte di Akio, confermata nel presente.

Varie ed eventuali

– Continuo a pensare che avrei fatto lasciare Felicity e Ray lo scorso episodio, perché seriamente tutta la scena del “prestami il tuo aereo anche se amo un altro” un po’ mi ha fatto cadere le braccia. Va bene che si siano lasciati amichevolmente, ma lo stesso come scena non è stata il massimo.

– È proprio necessario fare tutto quel teatrino stile “danza della pioggia” prima di mettere un corpo in acqua per guarirlo? Se la spingevano e basta in acqua non bastava?

– Oliver che vuole la felicità di Felicity è un bel Oliver.

– Maseo avrà anche aiutato Felicity e compagna a portare via Oliver, ma visto che il piano è fallito come un buco nell’acqua, non lo perdono affatto. Sono implacabile.

Promo e ringraziamenti:

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2 thoughts on “Recensione | Arrow 3×20 “The Fallen”

  1. Sto maaaaaaaale. Comunque di tutto abbiamo discusso ampiamente oggi, però mi hai fatto ricordare che anche io ogni volta che c’era un flashback pensavo “nooooooooo”… che poi è quello che penso ogni volta, ma oggi in particolare. Sembrava che fossero messi lì, durante alcuni momenti in particolare – per esempio sul Jet – proprio per spezzare e mi dava incredibilmente fastidio. Io lì a disperarmi, e loro interrompevano bruscamente il mio dolore. Mi ricorda quello che provo quando la tv è a volume basso e improvvisamente parte la pubblicità a volume fortissimo xD
    Ti immagini se il prossimo episodio invece di iniziare con “My name is Oliver Queen” inizia con “my name is Al Sah-him heir to the demon”? xD
    E niente, non aggiungo altro perché hai detto tutto tu 🙂

    Piace a 1 persona

    • Infatti, che fastidio! C’era Thea in ospedale… puff… Hong Kong… Olicity sull’aereo… puff… Hong Kong. E basta!!!
      Beh, sempre meglio della prima volta Delena… due secondi di scena… Steroline che parlano… altri due secondi di scena e poi ancora gli Steroline… quello rimane il montaggio peggiore di sempre.

      Se il prossimo episodio non comincia con “my name is Oliver Queen” mi prende un colpo!

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