Gotham/Telefilm

Recensione | Gotham 1×18 “Everyone Has a Cobblepot”

 

 

 

Buongiorno, pelatini! ❤

Tutto bene? Sentite già aria di primavera, vero? A quanto pare, però, non durerà ancora a lungo e, tenendo conto che a Gotham c’è ancora la neve… beh, direi che non siamo messi neanche tanto male 😀

 

Chincaglierie a parte, questa settimana Gotham è ritornato ai suoi mix-up di personaggi e situazioni varie, compreso il previously-on di dubbia chiarezza. Ripescare fatti avvenuti episodi fa mi manda letteralmente in confusione, ma probabilmente è solo un mio problema.

Eravamo rimasti con Fish che si cava un occhio con un cucchiaio (ahi!), mentre la serie in sé si piazza in vantaggio sul temporaneo stop di qualche settimana prima degli ultimi quattro episodi di aprile.

C’è da riconoscere che la serie riesce a mantenersi a galla in acque torbide anche per qualche settimana, grazie ai finali di puntata tra il cosa succederà adesso e il perché non fanno un’altra puntata anche subito? prima dell’arrivo a qualcosa di concreto.

Il concreto questa settimana giunge con un plot ben strutturato anche dal punto di vista del coinvolgimento dei personaggi e della trama stranamente figa.

 

Gran parte della fortuna dell’episodio è, secondo me, dovuta al ritorno ad una chiave di lettura degli avvenimenti che si sposa a nozze con i protagonisti della serie: la corruzione all’interno del Dipartimento di Polizia di Gotham.

Qualche settimana fa, Gordon era riuscito ad incastrare il Detective Flass con un’accusa di omicidio e a chiuderlo in prigione.

Dopo aver scoperto che il bell‘omicida è nuovamente a piede libero grazie all’inaspettata confessione di Bullock, Jim decide di distruggere il Commissario Loeb (grazie al quale Flass è libero).

Vincerà la battaglia, ma ad un costo. E’ in debito con Pinguino e persino Harvey riesce a capire che non è certo una cosa positiva.

 

 

 

 

Tutto fila nel migliore dei modi, comunque, dal punto di vista della trama. Gordon e Harvey Dent fanno squadra per cercare di scoprire il punto debole di Loeb, fino a quando Bullock non decide di intervenire e salvare la pelle ad entrambi, oltre che schierarsi dalla parte del bene. 

L’aiuto di Pinguino li conduce in una località segreta in cui pare che Loeb abbia nascosto i suoi più torbidi segreti, ma i proprietari della tenuta non sembrano molto collaborativi.

Mentre la cara Becky Ann sforna dolcetti, riesce evidentemente anche a maneggiare una sorta di mitra più pesante di lei e del marito messi insieme, mentre Jim e Harvey scoprono l’esistenza della figlia matericida di Loeb che è evidentemente schizzata e fabbrica collane e bigiotteria varia con le ossa degli uccellini che si posano sul davanzale della finestra della sua stanza e che lei uccide a mani nude.

Ma quanta bella gente vive a Gotham, vero?

 

Ricattando il Commissario Loeb sulla figlia, Gordon ottiene di concorrere al ruolo di Presidente dell’Unione Poliziesca con il suo supporto e quello di Shi Lu e dei suoi samurai con i coltelli (dai quali Jim e Dent si sono salvati per miracolo durante le prime ricerche).

Ho apprezzato molto il fatto che l’episodio sia stato coerente fino in fondo e non vi siano stati troppi strapazzamenti di trama, con mille giravolte su mille personaggi e su mille situazioni insignificanti.

Oltretutto, la figlia segreta e fuori di testa di Loeb è stata un bel bonus in più.

 

Come accennavo prima, le azioni di Gordon e la sua battaglia alla corruzione beneficiano l’intera serie. Mi sono spesso lamentata del fatto che Gotham ruotasse intorno a troppi personaggi e troppe sotto-trame. Un episodio come quello di questa settimana, che si focalizza sulla psiche di personaggi quali lo stesso Jim e Bullock ci coinvolge di più, non è scontato e sembra ripagarci da tutti quegli episodi in cui ci si concentrava troppo sul cattivo di turno e si badava poco alle vere intenzioni dello show.

 

 

 

 

Comunque, mentre Jim e Bullock familiarizzano con gli aspetti negativi della città, anche Fish Mooney ha il suo bel daffare.

Il suo occhio cavato è scomparso, sostituito da uno di vetro di diverso colore (e vabbè, ma che ce frega).

Finalmente, raggiunge il suo scopo: incontrare e parlare con il Dottor Dulmacher che sembra abbastanza disposto a venire incontro alle richieste di Fish in cambio di materia prima. 

L’obiettivo della donna, ovviamente, è quello di raggiungere il più alto livello di potere possibile all’interno della struttura e non mi meraviglierei affatto se avesse già un piano bello pronto in mente da realizzare con la partecipazione dei suoi amici del seminterrato.

Sono curiosa di scoprire fino a dove questa faccenda possa collegarsi con Gotham.

E poi, ok, questa struttura dell’orrore (tra l’altro la ricomposizione in stile Frankenstein dell’assistente del Dottore non è che sia stata questo granché, anzi. L’ho trovata piuttosto imbarazzante e senza senso, quasi un esperimento hitleriano-se mi concedete il termine) è situata su un’isola sperduta in mezzo al mare (capirai che novità, io perlomeno me lo aspettavo a grandi linee), ma come si procurano i pazienti? Attuando guerriglie come è avvenuto per Fish su navi di passaggio? E la struttura è così grande che tutti quelli che ci lavorano, abitano lì? Vita sociale zero. Ci credo che poi si inventino passatempi come quello di assemblare umanoidi!

 

Anche Bruce ha la sua bella dose di fama nell’episodio di questa settimana.

Scopriamo che Alfred guarirà (altra scoperta ovvia, a mio avviso), ma scopriamo anche che Bruce è un volpone! 

Cavolo, non lo facevo così sveglio il ragazzo!

Ha capito perfettamente il piano di Reggie Payne e il fatto che lavori per terze parti. L’unica cosa che non ha in mente, è che sia stata proprio la Wayne Enterprises ad inviarlo come spia in casa sua.

Della cosa viene informata anche Cat che si ritrova in ospedale come compagna di Ivy che pare rubi il cibo ai pazienti due volte la settimana.

Ma, sbaglio, o quelle due sono diventate inseparabili?

Concordo sulla scelta di non mantenere troppo a lungo il mistero sui piani di Reggie, quindi che Bruce lo abbia intuito è buona cosa; altra buona cosa sarà il vederlo in azione da solo per cercare di vendicare Alfred e fare luce su cosa vogliano da lui.

 

Fino a qualche puntata fa ero molto scettica su questa serie. Mi aveva delusa molto e in molti modi diversi. Qualche episodio mi aveva colpita di più, ma per la maggior parte li ritenevo tutti molto futili e confusionari, quindi sono sorpresa dall’ottimo lavoro che hanno fatto con questo episodio.

Probabilmente siamo sulla buona strada per vedere una conclusione di alto livello.

Schematizzando le varie dinamiche tra i vari protagonisti, sembra tutto molto lineare.

Spero che con le ultime puntate Gotham non si perda per strada e continui a mantenere alto il livello.

Il mio voto finale alla puntata è un sette e mezzo/dieci. Direi che da qualche recensione fa siamo migliorati parecchio 😀

 

Volevo fare una menzione speciale ad alcune scene davvero cool della puntata, magari inaugurando così un piccolo angolino nuovo alla fine di ogni recensione:

 

The Irrelevant-Not-so-Irrelevant Gotham’s Database:

 

– Edward Nygma ha qualche scena di irrilevante importanza in questa puntata, ma forse ci permette anche di immergerci ancora di più nella sua psiche e nel suo to become evil futuro. Peccato solo per i fiori…

 

– Alfred è fantastico, anche allettato! A-d-o-r-o il suo accento very English, il modo in cui si rivolge a Bruce e la sua maniera impacciata di dire grazie senza in realtà dirlo affatto.

 

– Vogliamo parlare delle faccine di Jim/Ben McKenzie? Sono la cosa più adorabile e divertente dell’intera puntata. I suoi sorrisi di circostanza a quaranta denti mi fanno puntualmente morire dalle risate *.*

 

– Per non parlare, poi, delle battute di Oswald in questa puntata! Davvero azzeccate per il personaggio e molto, molto simpatiche.

 

– Perché Barbara scompare sempre quando sembra stia per mettere in moto qualcosa? E la Dottoressa Tompkins che razza di fine ha fatto?

 

– Mi piace il modo di Jim di difendere la sua idea di città pulita dalla corruzione, ma con il suo modo di fare non si sta forse un po’ troppo immedesimando nei criminali che dovrebbe catturare? L’idea di ricattare il Commissario Loeb mi è sembrata molto estrema per il suo personaggio, ma è pur vero che con certa gente l’unico modo per giocare è mettersi al loro stesso livello.

 

 


 

 

Bene, direi che per questa settimana è tutto!

Con Gotham ci rivediamo ad Aprile e con le recensioni anche, perciò, buon tutto, non vi fate male e state lontani dai cucchiai 😉

 

 

 

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