Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 11×11 “All I Could Do Was Cry”

Angst: indica le fiction in cui il/i protagonista/i si trova in una impasse psicologica che provoca angoscia, o furia, o entrambe.

Questa definizione di Wikipedia è forse la maniera più consona per iniziare la recensione di quest’episodio, visti i fiumi di lacrime che sicuramente esso ha fatto versare tra i vari fans.

La narrazione iniziale, l’interpretazione spettacolare dei protagonisti, il tema della puntata: non c’è una cosa che abbia stonato e l’impressione è che abbiamo appena assistito ad un’ulteriore riprova della grandezza di questa stagione.

ALL I COULD DO WAS CRY
written by Elizabeth Klaviter,
directed by Ron Underwood.

“Quando capitano le cose davvero terribili, preghiamo un dio in cui non crediamo perché ci restituisca i piccoli orrori e si riprenda questo”.

Non credevo sarei riuscito a terminare quest’episodio incolume.
I promo preannunciavano un’ondata di pianti ad intermittenza e, per mia fortuna, sono riuscito a “sfatare” questa sorta di mito, tenendo duro durante la visione e aggrappandomi alla mia forza d’animo.

dailyaprilkepner:"This isn’t fair. None of this is fair."

Questo è stato l’episodio di April Kepner.
Qualcuno potrebbe obiettare che sia anche quello di Jackson ma sinceramente, “All I Could Do Was Cry” è (fin dal titolo) la cronaca del giorno peggiore della vita di April, raccontato, soprattutto, dal punto di vista della giovane dottoressa.
E Sarah Drew fa un lavoro così eccezionale che la pelle d’oca è da obbligo quando lei è on-screen.

E’ incredibile come una storyline sviluppata sullo schermo in così poco tempo sia riuscita a capovolgere completamente lo status quo dei Japril.
Ciò non può non far onore agli autori e ai due interpreti che hanno saputo dare il meglio e regalarci uno degli story-arc più commoventi e belli della storia di Grey’s Anatomy.

La scena in cui April mette al mondo suo figlio è stata così piena di pathos e amo la maniera in cui tutti gli eventi dell’episodio abbiano condotto a quel singolo momento.
“All I Could Do Was Cry” è come una sintesi delle cinque fasi del lutto elaborate da Elizabeth Kubler Ross, cercando di mostrarci come sia possibile arrivare dalla negazione all’accettazione.

L’aiuto di Catherine e il supporto dei colleghi sono due tra gli esempi più calzanti per comprendere come anche il resto del cast abbia aiutato a render eccezionale quest’episodio e le scene nella cappella dell’ospedale ci hanno potuto mostrare anche il loro punto di vista durante questo tragico evento.

E come poteva esser questo punto di vista se non una maniera di evidenziare la loro goffaggine nel rivolgersi a Dio o di sottolineare i loro pregi e difetti?

Stephanie che si sente in colpa, Alex che non sa accendere una candela, Owen che conforta Amelia, Arizona che rimane in silenzio per pregare: questi sono alcuni dei momenti fulcro che ci fanno capire chi sono e cosa provano questi personaggi.

.. e quanto tengano ai loro colleghi.

In special modo, il personaggio che più ho amato in quest’episodio (oltre i Japril) è Amelia.
Ho visto Private Practice e sapevo che avrebbero tirato in ballo lei e la drammatica perdita che aveva subito; tutte le sue scene avevano il peso di quella storyline addosso e quando Owen è entrato in cappella con lei, sapevo che avrebbe finalmente ammesso al suo nuovo collega ciò che aveva perso.

Come si fa a sopravvivere alla morte del proprio figlio?
Come si fa a trovare la forza quando comprendi che altra gente sta passando l’inferno che tu hai già affrontato?
Come si fa a credere in Dio dopo tutto ciò?

Un altro personaggio che mi è piaciuto è quello di Catherine, la quale ha saputo mantenere il controllo col figlio e la nuora e poi s’è arresa al dolore tra le braccia dell’ex compagno.
Una scelta totalmente in-character per lei, sempre stata al limite tra intransigenza e transigenza.

“There’s no way, no way for me to do what I need to do and what I believe I should do…”“There’s no way, no way for me to do what I need to do and what I believe I should do…”

11x11 - “All I Could Do Was Cry”

Inoltre, sarà interessante vedere come la famiglia Avery e la famiglia Kepner starà accanto ai due giovani e scoprire come questo drammatico epilogo per il feto porterà ad un rafforzamento o un indebolimento nella coppia.

Anche se, già in quest’episodio, è stata piuttosto simbolica la scelta di far entrare Jackson nella cappella per pregare e per chiedere a Dio di ri-mostrarsi a sua moglie, di ridarle la speranza e di farle capire che avere un parto indotto è la scelta giusta.

E anche se ho passato metà episodio a mal sopportare la ragazza vestita da specializzanda, quando ho scoperto chi era e ho assistito alla scena tra lei e April, non ho potuto che lasciarmi trasportare dalle parole di quest’ultima e sperare che credesse veramente in quello che diceva.

"I do think that she sort of gets a small miracle in the form of the patient that she’s comforting, who’s lost her fiancé. I see that scene as the words that [April’s] speaking to her, she feels like they’re speaking to her. In that moment, I think she feels like God has sort of 
shown up for her in a really amazing way. So, I think it’s caused her to
 question what he’s doing, but I think at the end of the day she feels 
like God still has her back. I do see her taking on maybe a more mature 
faith." - Sarah Drew"I do think that she sort of gets a small miracle in the form of the patient that she’s comforting, who’s lost her fiancé. I see that scene as the words that [April’s] speaking to her, she feels like they’re speaking to her. In that moment, I think she feels like God has sort of 
shown up for her in a really amazing way. So, I think it’s caused her to
 question what he’s doing, but I think at the end of the day she feels 
like God still has her back. I do see her taking on maybe a more mature 
faith." - Sarah Drew

Quest’episodio, quindi, è un crocevia per le vite di April e Jackson.
La loro vita non sarà mai più la stessa e da questo punto si può solo cadere a picco o rialzarsi e sopravvivere ad una tragedia simile.
Spero che gli autori riescano a creare un percorso che li faccia maturare, che li renda forti abbastanza da poter aprire un nuovo capitolo delle loro vite.
Ma sempre col ricordo del piccolo Samuel Norbert nel loro cuore.

“Any amount of time that he survives… Any amount of time that he lives will be… Will be with us, in our arms. Knowing that he’s loved and wanted”.

HIGHLIGHTS OF THE EPISODE:

  • La scelta del nome:

  • I flashback:

  • La storyline della donna che non sapeva di essere incinta:

  • Maggie che si offre di fare da babysitter a Zola e Bailey:

I was a Girl Scout and I was registered with babysitting service as a teenager. And I’m good. I mean, I’m a play on the floor and cook for them babysitter. And I bake. Kids love baking. And I love babies and babies love me! And you know, they’re my niece and nephew. So, I would love to, I would love to.

  • La faccia di Webber al “It’s just sex” di Meredith:

  • Il parallelo tra il prima e il dopo:

  • Il voiceover:

“There’s a thing we say when someone dies. We say it to the patients’s family. We say, ‘I’m sorry for your loss.’ It’s a pat little phrase and an empty one. It doesn’t begin to cover what’s actually happening to them. It lets us empathize without forcing us to feel their devastation ourselves. It protects us from feeling that pain, that dark, sinking, relentless pain. The kind that can eat you alive. And every day, I thank God for that. We can’t get too close. If we felt even little of the joy and the hopes that our patients are saying goodbye to, we’d never be able to function. So we say, ‘We’re sorry for your loss.’ and we hope it offers something. Some little bit of support. Some bit of peace. Some bit of closure. Something good. Some little piece of beauty in the midst of some place dark. An unexpected gift just when it’s needed most”.

CONSIDERAZIONI SPARSE:

Quest’episodio è veramente ottimo e sono lieto di constatare come dopo undici stagioni possano nascere dei gioiellini come questo; ogni personaggio ha saputo mettere il suo e sarò ripetitivo ma.. SARAH DREW E JESSE WILLIAMS HANNO RECITATO IN MANIERA EGREGIA.

VOTO DELL’EPISODIO: 8

Inoltre, ecco a voi, il misterioso promo del prossimo episodio:

Last but not least, i miei ringraziamenti a queste bellissime pagine e a voi che avete letto la recensione di questa puntata: Tv, Cinema, Musica & Libri | Diario di una fangirl. | TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | • Telefilm Dependence • | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Serial Lovers – Telefilm Page | Un’Unica Passione: Grey’s Anatomy | Telefilm. Un amore incondizionato | Il nostro Mondo si chiama Grey’s Anatomy | Grey’s Anatomy Soundtrack | Serie Tv e film time | Film e telefilm ossessione. | **Noi amiamo Grey’s anatomy** | Grey’s Anatomy Una Passione , Una Lezione Di Vita |All you need is Telefilm • | Jessica Capshaw fan |Jessica Capshaw Italia | Noi, fan di Grey’s Anatomy_ | Sara Ramirez Italia | Grey’s Anatomy – Italia | *Grey’s is Life, Grey’s is Everything* | Grey’s Anatomy__ | Meredith & Cristina: “Il tuo cuore vive nella tua vagina” | Associazione Malati di Grey’s Anatomy | We love grey’s anatomy | Sandra Oh Italia | Grey’s Anatomy It’s a Lifestyle | Grey’s Anatomy Medical-Drama | Noi Chirurghi del Seattle Grace | Grey’s Anatomy Italia | Viviamo A Seattle | My Love: Grey’s Anatomy | Alex e Jo Grey’s Anatomy: I Jolex | Sarah Drew Italia | Grey’s Anatomy .

5 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 11×11 “All I Could Do Was Cry”

  1. Splendida recensione, proprio come lo splendido episodio… Grandioso Sarah e Jesse, la puntata non avrebbe avuto la stessa intensità senza il loro profondo impegno. Magnifica la scena finale della cappella, durante la quale tutte quante le candele brillano speranzose. E non posso far altro che essere d’accordo con te su Amelia, l’ho adorata e continuo ad adorarla, soprattutto dopo l’operazione che ha ridato la vista a quel ragazzo. Splendida. E complimenti ancora per la recensione dettagliata 🙂

    Piace a 1 persona

  2. Ciao, devo dire che questo episodio è alquanto straziante…Amelia è favolosa come sempre…ma…la mia curiosità nasce da una tua affermazione, chi è la finta specializzanda?Non sono proprio riusita a capirlo.
    Grazie.

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