Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 11×06 – 11×07 “Don’t Let’s Start” – “Could We Start Again, Please?”

Dopo averci spezzato il cuore con “Bend & Break”, Grey’s Anatomy è tornato e l’ha fatto con un episodio (“Don’t Let’s Start”) che non mi ha convinto molto e che mi ha costretto ad accorporarlo al successivo per non costringervi a leggere una recensione ipernegativa di esso.
Per fortuna l’altro episodio, “Could We Start Again, Please?” (e non “Can We Start Again Please?”, come hanno scritto erroneamente altri siti di recensioni), è un episodio strepitoso e riesce a riportare la serie in carreggiata, diventando un altro punto a favore di questa undicesima annata.

Come al solito, dividerò la recensione per storylines e cercherò di unire ciò che è successo nel sesto episodio a quello che è successo nel settimo.

THE MOTHER OF ALL PROBLEMS

La famiglia è sempre stato un tema caro agli autori di Grey’s Anatomy che, nel corso degli anni, ci hanno fatto conoscere quasi tutti i famigliari dei vari protagonisti.
All’appello mancava la madre di April e nel sesto episodio di questa fantastica stagione conosciamo lei, Karen aka Bree Van De Kamp 2.0:

Un personaggio irritante come la Kepner dei primi tempi, quella che sbavava per Derek e che veniva presa in giro dal futuro marito:

Per fortuna anche la figlia è piuttosto indispettita dai comportamenti della madre e assistiamo ad uno dei suoi breakdown soliti dove comincia a squittire come una pazza esaurita, quando poi alla fine però è chiaro che mamma Kepner stia solamente cercando di dare una mano (nonostante i suoi modi da control freak).

Da evidenziare anche come in questi due episodi gli autori abbiano deciso di dare finalmente screentime ai Japril, i quali condividono alcune scene veramente tenere che sicuramente acquieteranno i fans adirati per la scelta di mettere la coppia un po’ sullo sfondo in questa stagione (decisione causata soprattutto dalla vera gravidanza di Sarah Drew).

HOME IS WHERE THE HEART IS

Ma i Japril non sono l’unica coppia che ha avuto un gran momento romantico.
In “Don’t Let’s Start”, infatti, anche i fan dei Jolex hanno potuto esaltarsi grazie ad una scena che ha visto i due medici parlare riguardo un tema molto caro a Jo: avere una casa.

Tutto parte dal caso clinico di una ragazza senzatetto che è stata aggredita e che riporta alla mente di Jo i momenti in cui anche lei viveva in una macchina, causando in lei il netto sentimento che una volta finita la storia con Alex, lei tornerà a non avere un tetto sotto cui vivere.
Ma fortunatamente Alex riesce a rassicurare la sua donna (e noi fans) e le dimostra nella più dolce delle maniere che lui non andrà da nessuna parte senza di lei.

Viva i feels positivi! Viva i feels positivi!

TRY LIVING WITH A BROKEN HEART / CANCER IN THE DARK

Dopo tutto quello che è accaduto nel quinto episodio, era ovvio che le successive scene Calzona avrebbero lasciato l’amaro in bocca ai loro fans.
E infatti abbiamo dovuto assistere a poco screentime assieme per le due, soprattutto perchè ormai Arizona è pienamente impegnata in un’altra trama, quella che condivide con Nicole Herman/Geena Davis, il chirurgo fetale che la sta aiutando con la specializzazione e che è alle prese con un tumore che le ha concesso solo pochi mesi da vivere.

Questa storyline s’è gradualmente fatta spazio nel sesto episodio ed è esplosa nella settima, dove Arizona ha dovuto completamente prendere le redini della situazione proprio per sostituire la Herman, impegnata a causa di un improvviso ciclo di radioterapia da fare.
Inutile dire come abbia apprezzato la maniera con cui Arizona ha gestito i due interventi, cercando di salvare entrambi i suoi pazienti e il modo con cui la Herman ha assicurato al marito della paziente morta che la Robbins aveva fatto il necessario per mantenere in vita la giovane.

Non vedo l’ora di vedere come questa situazione si evolverà per entrambe, visto il rischio che le due stanno prendendo.
E non posso non pensare che ciò sia collegato al fatto che il prossimo episodio sia intitolato “Risk” (che è inoltre il midseason finale, nonchè crogiuolo di morte e disperazione, o almeno così sembra essere dal promo che potrete trovare alla fine della recensione).

Il mio mantra.

SINK OR FUCK

Scusate la scelta del titolo ma era necessario usare un titolo del genere per sottolineare come queste siano le uniche due prospettive che Meredith e Derek hanno: affondare o fare sesso.
Perchè come ci insegna questa serie, cosa puoi fare per non litigare se non fare sesso sotto la doccia e lasciare fuori gli ospiti che hai invitato a cena?

Come dice Callie, il fare sesso e il chiamare time out non sono altro che una maniera per evitare l’inevitabile, per curare una ferita che lentamente sta crescendo e da cui prima o poi i due non potranno più sfuggire.
E scommetto che siamo arrivati a quel momento.
Tutta colpa di una..

THE PAST ALWAYS RINGS TWICE

La noisy bitch a cui mi riferisco è la figlia della super-iper-diabetica coppia che s’è lanciata da un balcone per salvarsi da un incendio.
La giovane in questione, infatti, ha urlato per tutto l’ospedale la verità sul passato da tossicodipendente di Amelia, creando non solo problemi a lei come medico ma anche screzi col fratello, i quali saranno sicuramente anche la goccia che farà traboccare quel vaso metaforico che è il matrimonio tra Derek e Meredith.

Episodio che inizia nello stesso modo in cui iniziava uno dei miei episodi preferiti di Private Practice, “Who We Are”, nel quale Amelia doveva affrontare un intervention dei colleghi che non ce la facevano più a vederla sprofondare nel tunnel della tossicodipendenza.
Come in quella puntata, anche questa mostra i flashback del terribile giorno in cui Derek ed Amy persero il padre durante una rapina.

Come potete vedere dalle gif, i due affrontarono questo tema già nel terzo episodio della settima stagione, “Superfreak”, ma ciò non risolse i problemi che essi avevano e questo “Could We Start Again, Please?” non è che l’apoteosi, il momento più sincero tra i due fratelli da quando Amelia s’è trasferita a Seattle.
E infatti, l’episodio ci mostra come, dopo le scorrettezze da parte di Derek e lo scoraggiamento di Amelia, tutto ciò che rimane loro è la sconcertante consapevolezza che hanno entrambi toccato il fondo.

È la prima volta che mi sembra di vedere veramente Derek Shepherd, di vederlo non come un “dio della neurochirurgia” o “McDreamy” ma come un uomo sofferente, perso nelle proprie incertezze, spaventato dalla possibilità di rimanere solo.
Arrivato quindi all’undicesima stagione, non posso che affermare quanto certi personaggi abbiano ancora da dire ed ammirevole constatare come gli autori abbiano saputo gestire l’arrivo di Caterina Scorsone nel cast.
Spero perciò che i prossimi episodi possano approfondire meglio i loro personaggi come singoli e come parte di una famiglia, dato che, nonostante tutto quello che sia successo in quest’episodio, i due rimangono uniti da un vincolo di sangue.

CHAMPAGNE FROM MY REAL FRIENDS,
OTHER BORING STORYLINES FOR MY SHAM FRIENDS

Nel corso di questi due episodi, le altre trame trattate sono state quelle della Bailey alle prese col jogging per tenersi in forma, Webber e Maggie (la quale ha spiegato all’ex Chief come lei lo consideri solo l’uomo senza la quale lei non sarebbe nata) e infine Jo e il suo primo intervento da sola (con una Miranda Bailey come la Nazi di un tempo).

IL MEGLIO DI QUESTI DUE EPISODI:

  • Il riferimento a George:

  • Callie che si accorge che sono tutti correlati via sesso:

  • Maggie che comincia a inserirsi nel gruppo di amicizie tra colleghi e scopre un mondo dove Callie se la faceva anche coi ragazzi:

  • Arizona che si preoccupa per April:

  • Amelia che si confida con Meredith, come farebbero due sorelle:

  • Arizona che si va a trasferire da Alex e incontra anche Callie:

IL PEGGIO DI QUESTE DUE PUNTATE:

  • La scena di sesso tra Derek e Meredith (ma cos’era? non avevo mai visto facce così disgustate in una scena di sesso prima d’ora):

CONSIDERAZIONI FINALI:

“Don’t Let’s Start” è un episodio debole finito in una stagione piacevole e per questo è più difficile promuoverlo pienamente; “Could We Start Again, Please?”, invece, è esattamente quello che ci voleva per entrare nel clima da midseason finale e anche per questo ho amato come sono state intersecate tutte le storylines e come sia stato mantenuto un ritmo coinvolgente per tutta la puntata.

VOTO DEL SESTO EPISODIO: 6 –
VOTO DEL SETTIMO EPISODIO: 7 1/2

Vi ringrazio per aver letto questa recensione e vi lascio col promo di “Risk”, finale d’inverno:

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 11×06 – 11×07 “Don’t Let’s Start” – “Could We Start Again, Please?”

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