Gotham/Telefilm

Recensione | Gotham 1×07 “The Penguin’s Umbrella”

Buonasera, pelatini! ❤

Solito appuntamento del mercoledì con me e con Gotham, ovviamente!

 

Dunque, dunque, dunque… posso essere sincera? Sì, vero? Beh, a me questa puntata non è piaciuta affatto.

Non so se dare la colpa ai sottotitoli sfasati rispetto alle immagini o alle assurdità che hanno mostrato, ma mi ha lasciato una gran confusione in testa e un mucchio di quesiti irrisolti.

 

 

 

Ma partiamo dall’inizio.

Sarò anche pignola, ma di serie TV ne ho guardate e ne guardo tante, spesso non riesco ad essere in pari con gli episodi e tra una cosa e l’altra dimentico quello che è successo nell’ultima puntata vista, perciò faccio un minimo di affidamento sul previously on e mi sono sempre trovata bene: capivo a che punto della storia eravamo, come si erano evolute le cose, i personaggi ecc. Posso affermare con sicurezza perciò, che i previously on di Gotham sono orrendi proprio perché ti confondono ancora più le idee e se per caso hai dimenticato a che punto eravamo rimasti, non c’è speranza che tu capisca con la ricapitolazione iniziale: è tutto talmente concentrato, spezzettato e con accenni di dialogo che spesso non sono neanche quelli clou, che fai prima a rivederti l’episodio della settimana precedente e amen.

Mah, due paroline alla Fox sulla cosa, secondo me, non ci starebbero male.

 

Altra cosa fastidiosa: perché non riprendono mai da dove si è interrotta la puntata precedente?

Non è che sono tutte storie a sé che puoi fare un po’ come ti pare. Sono situazioni collegate, perciò se io nell’ultima puntata sono rimasta con Pinguino che entra in scena al Distretto di Polizia e Bullock che vuole ammazzare Gordon per avergli mentito, perché ora mi ritrovo con Gordon agli armadietti che tenta di chiamare Barbara per dirle di lasciare la città?

Gli altri dove sono finiti?

E hanno lasciato andare Pinguino così, senza neanche una domanda?

Allen e Montoya lo credevano morto, non prendono neanche in considerazione l’idea di interrogarlo?

Mah.

Comunque, quello che veniamo a capire è che Bullock sembra quasi avere serie intenzioni di uccidere Jim, tanto che si presenta da lui armato di pistola; peccato che l’età si faccia sentire e Jim riesca a disarmarlo, scaraventandolo a terra con un colpo ben assestato.

Gordon ha un piano per risolvere la faccenda, ma Harvey non ha nessuna intenzione di collaborare con lui e con rammarico Jim lo lascia andare, mentre Fish Mooney, venuta a sapere della sopravvivenza di Pinguino, furiosa, chiede ai suoi uomini di portarle Gordon vivo.

Barbara, ostaggio degli uomini di Fish, se la sta passando davvero brutta, ma per fortuna, Jim arriva giusto in tempo a salvarla, puntando la pistola contro i due ceffi, minacciandoli e sparando persino ad uno di loro, mentre prende a cazzotti l’altro.

Ok che il Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura ha appena soccorso la Donzella in difficoltà, ma Jim nell’ultimo episodio pareva esausto di tutto lo schifo che regna indisturbato a Gotham e adesso, improvvisamente, si da’ da fare, prende l’iniziativa, cerca di smuovere le acque e fare l’eroe?

Non dico che non sia in linea con il personaggio, ma un cambiamento così repentino parrebbe strano a chiunque, quindi condivido appieno lo sguardo spaventato e confuso di Barbara che tra l’altro sembra essere trascinata a forza su un autobus per lasciare la città.

Gordon torna al lavoro come se niente fosse, tra gli sguardi meravigliati e spaventati (?) del Distretto, tanto che persino il suo Capo lo convoca per chiedergli a che razza di gioco sta giocando.

Qui la prima assurdità della puntata: il piano di Gordon.

Praticamente, vorrebbe mettere in arresto il Sindaco e Falcone per corruzione e ostruzione della giustizia nell’omicidio dei Wayne.

Ora io mi domando e mi chiedo: come pensa di poter incastrare un malavitoso e la sua cerchia, compreso il sindaco James che è un protetto di suddetto malavitoso?

E’ chiaro a tutti che fallirà e verrà ammazzato e anche brutalmente, per giunta.

L’incontro tra Fish e Falcone, invece, è stato piuttosto interessante, soprattutto per i due punti di vista convergenti: Fish vorrebbe che Pinguino e Gordon vengano uccisi subito, Falcone, invece, non solo le suggerisce di andare a riprendersi Pinguino da Maroni con educazione e gentilezza, ma decide di mandare un certo Victor a prendere Gordon, visto che gli uomini di Mooney hanno fallito.

A questo punto, non capisco perché improvvisamente Falcone si sia interessato ai polli, ma tant’è, perché li tratta come animaletti domestici e lo sguardo che lancia a Fish e a Nikolai (il suo amante) la dice lunga.

 

 

 

Invece che di un criminale (beh, oddio, in realtà lo è anche lui, ma non proprio nel senso stretto del termine), in questa puntata facciamo la conoscenza di Victor Zsas, l’uomo a cui Falcone ha ordinato di catturare Gordon.

Il tipo è piuttosto inquietante, devo ammetterlo, specialmente quando cantilena il nome di Jim.

Brrr, da brividi.

 

 

Ovviamente, i due ingaggiano una lotta serrata a colpi di pistola e Gordon, ferito e senza possibilità di scampo, riesce a salvarsi solo perché intervengono Montoya e compare che lo portano da un medico di loro riconoscenza per fargli estrarre le pallottole.

Seconda assurdità della puntata: Gordon, appena ricucito e dopo aver perso chissà quanti ettolitri di sangue, è già in piedi e punta alla casa dei Wayne in compagnia di Montoya e partner per spiegare a Bruce che probabilmente non riuscirà a catturare i criminali responsabili della morte dei suoi genitori e che se dovesse morire, le indagini continueranno il loro corso sotto la supervisione di Montoya e Allen, di cui può fidarsi al cento per cento.

Se non è un’assurdità questa…

Prima di tutto, Montoya vuole fare la pace ora, quando è andata in giro per sei puntate sbandierando la colpevolezza di Gordon nell’omicidio di Oswald, ben sapendo che Jim sa benissimo che un tempo è stata la compagna di Barbara;

in secondo luogo, non capisco perché Bruce debba fidarsi di Montoya e Allen: ok, sono poliziotti anche loro e gli sono stati presentati da un altro poliziotto di cui lui sembra assolutamente fiducioso, ma in fondo non li conosce e se Gordon, onesto e sensibile, non è riuscito a risolvere il caso dei suoi genitori, come pensa possano riuscirci questi qui, di cui una è addirittura una donna (per quanto cazzuta possa essere)?

Per finire, last but not the least, osserviamo Bruce in pigiama! E in una stanza che sembra non essere il salotto! Assurdo!

Ma procediamo…

 

 

 

Fish fa ciò che Falcone le ha consigliato: andare a parlare con Maroni per riavere Pinguino.

Maroni, tuttavia, non sembra così intenzionato a lasciarlo andare e tutto perché lo crede la classica gallina dalle uova d’oro (motivo per cui crede lo vogliano anche Fish e Falcone di conseguenza), tanto che l’unica cosa che fa è far chiedere scusa a Pinguino a Fish, visto che lei ha avuto l’impressione che abbia mancato di rispetto a Falcone e alla stessa Fish.

Nel frattempo, gli uomini di Falcone cercano in tutti i modi di impedire i traffici di Maroni.

Pinguino, d’altra parte, sa bene dove colpire Falcone e suggerisce a Maroni di colpire un magazzino dove si incontrano alcuni degli uomini di Falcone stesso, tra cui Nikolai.

Non contento della carneficina, uccide anche il braccio destro di Maroni, giustificato dalla frase che l’amore vince sempre.

I due boss, quindi, si riuniscono, in quanto entrambi hanno perso coloro che consideravano come figli. Falcone decide quindi di lasciar tenere Pinguino a Maroni, ma vuole qualcosa in cambio. Maroni, su suggerimento di Pinguino, decide di cedergli Indian Hill, vicino ad Arkham, che Fish considera di nessun valore, ma che Falcone accetta comunque, in segno di rispetto.

Chiamiamolo rispetto! Qui si uccidono a vicenda senza pensieri e loro parlano di rispetto. Ok che il rispetto per gli uomini mafiosi è ben altro di quello che crede la gente comune, ma qui stiamo esagerando, no?

 

Gordon è pronto a mettere in atto il suo piano, quando gli si presenta alla porta Bullock in compagnia di una tizia, evidentemente ubriaco, che dichiara che non ha più intenzione di ucciderlo, anche se dovrebbe, e che, anzi, vuole collaborare con lui al suo piano.

L’indomani rintracciano il Sindaco James che si sta recando a lavoro e Bullock, travestito da poliziotto ordinario, li conduce nella residenza di Falcone.

Gordon ha fatto i conti senza l’oste. Falcone ha in pugno la sua ragazza, Barbara e benché Jim all’inizio creda che stia mentendo, sa che è meglio fidarsi di un uomo come Falcone e decide di attendere prima di fare un’altra mossa.

Barbara è effettivamente legata ad una sedia nella cucina di Falcone, dove l’arma/ragazza addestrata da Fish sta cucinando dei muffin.

Quando viene ricondotta da Gordon, Falcone decide di risparmiar loro la vita, continuando a ribadire che non è lui il nemico, ma l’anarchia.

 

Terza e ultima assurdità (oddio, questa neanche tanto, a dir il vero, ma il modo in cui ci viene rivelata, mi fa pensare che sia quasi stata improvvisata): mentre Falcone va a controllare le galline (Coccodè), gli si presenta Pinguino in persona. La musica tensiva mi aveva messa in allarme, perché pensavo volesse ucciderlo (ed Oswald ne sarebbe capace, lo sappiamo tutti), poi si abbracciano come fratelli ed io mi chiedo: WHAT?!?

Insomma, non voglio tirarla per le lunghe, perciò in pratica, quello che veniamo a scoprire è che Piton tradisce sì Silente, ma anche il Signore Oscuro e…

Come dite?

Non è un film di Harry Potter?

Che strano… ho avuto quest’impressione.

Il nocciolo è che Pinguino sta facendo il doppio-gioco sia con Falcone che con Maroni e scopriamo che è stato lui a chiedere a Falcone di dare l’ordine di ucciderlo a Gordon, perché immaginava che, onesto com’è, non sarebbe riuscito a farlo e in cambio lui gli avrebbe, non solo rivelato un segreto enorme, ma sarebbe stato la sua spia per sempre.

Il segreto, neanche a dirlo, era che Fish e Nikolai avevano una tresca, ecco perché Falcone era apparso così tranquillo ai due, perché sapeva esattamente cosa sarebbe accaduto!

 

 

 

Lo ribadisco, questa puntata non mi è piaciuta; a mio parere, hanno gestito male la situazione e i personaggi risultano, in alcuni casi, quasi usciti fuori di testa.

Non ho ancora chiare le idee su questa serie, mi duole doverlo ripetere ancora e ancora, tanto che ormai vi direte sì, lo abbiamo capito, grazie!, però è la verità. Riconosco il suo potenziale, riconosco la bravura degli attori nel portare in vita personaggi non certo semplici e riconosco la buona volontà di sceneggiatori e registi nel cercare di regalare ai fan di Batman e di Gotham qualcosa di unico che vada al di là dei fumetti, ma davvero mi è ancora oscuro il senso finale.

Visto che alla scorsa puntata ho anche dato un voto, voglio farlo anche questa volta e, tristemente, il mio voto di oggi è: 6/10.

Continuo ad essere ottimista e non demordo; spero sempre che migliori, o meglio, che faccia il famoso salto di qualità di cui parlavo in qualche precedente recensione.

 

Non mi resta che salutarvi, con la promessa di ritrovarci mercoledì prossimo con la recensione di una nuova puntata e di raccomandarvi di fare attenzione nel caso vi trovaste a Gotham, perché succedono cose strane lì 😉

 

 

 

 

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