Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 5×03 “Four Walls And A Roof”

“Benvenuti, al Jurassic Park”.

“Si vive solo due volte, signor Bond”.

“Voi sarete la Compagnia dell’anello”

Questi sono solo tre esempi (ce ne sono un’infinità) di personaggi che pronunciano il nome del film. E quando qualcuno pronuncia il nome del film, l’attenzione dello spettatore si focalizza, perché capisce che è importante. In questo caso è Maggie a menzionare il titolo dell’episodio, Four walls and a roof, quattro pareti e un tetto. Nello specifico, Maggie andava ad obiettare a uno sconvolto padre Gabriel che la chiesa non poteva più considerarsi la casa del Signore. Con ciò riferendosi, in termini concreti, a quella specifica chiesa, profanata da barbari omicidi. Ma riferendosi, verosimilmente, anche alla Chiesa come entità, come a dire che ormai tutti i superstiti all’apocalisse zombie operano al di fuori della grazia divina. Una frase, insomma, che non solo racchiude l’essenza dell’episodio stesso, perché si riferisce al momento clou di questo 4×03 (la sconfitta del gruppo di Terminus) ma di tutta la serie. Ormai le cose hanno perso la loro connotazione originaria. La loro definizione originaria. La chiesa è solo quattro pareti e un tetto. Le persone, pure, non sono più persone, con ciò intendendosi individui quali esseri pensanti che, attraverso la loro volontà, i sentimenti e l’autocoscienza, rappresentano l’essenza dell’uomo [Dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti] ma semplicemente esseri viventi che sopravvivono, non più tanto dissimili dagli animali. Il mondo è piombato nella primordialità persino nelle accezioni dei termini.

Certo che se in ogni recensione non ci ficco una tirata filosofica da Yoda-Confucio-Grillo parlante non mi sento a posto con la coscienza. Ma se c’è uno che davvero non sta a posto con la coscienza, questo è padre Gabriel. Abbiamo scoperto, infatti, che le speculazioni scritte nell’articolo precedente erano tutte vere, e adesso mi sento legittimata ad andare in giro a dire “l’avevo detto io! L’avevo detto!”. Assecondatemi, non avendo letto i fumetti, aver capito cosa fosse successo per me è una gran cosa, considerando che non riuscirei a risolvere un crimine nemmeno se inciampassi in una busta contenente la soluzione del caso. Per dire.

Mi chiedo, in effetti, come faccia a dormire la notte. Cioè, si vede che è tormentato, ormai si considera dannato e tutto quanto, però veramente, ce ne vuole a sopravvivere con un peso del genere. Se non altro, a Rick e compagnia non mi sembra che la cosa interessi più di tanto. Visto che Daryl, Carol e Bob erano spariti, la preoccupazione maggiore era che Gabriel c’entrasse qualcosa direttamente, che magari fosse in combutta con quelli di Terminus o che so io. Perché quello che accade al gruppo è importante, quello che accade a tutti gli altri no, problema loro. Appurato quindi che no, non era in combutta con nessuno, e che è solo un codardo che ha semplicemente sulla coscienza la morte di tutti i suoi parrocchiani, allora tutto a posto. Della serie, ognuno si gestisce l’apocalisse come meglio crede, e chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Se non altro, nel gruppo ex-prigione, c’è ancora qualcuno con un briciolo di umanità: Glenn e Carl. Glenn nel primo episodio ha ricordato a Rick che sono ancora persone che aiutano gli altri, e Carl nel secondo gli ha ricordato che non è possibile che tutti, al mondo, siano cattivi.

E i cattivi sono decisamente quelli di Terminus, che pure, a detta di Gareth, anche loro agli inizi aiutavano la gente. Poi sono arrivati i cattivi veri, e sono diventati cattivi a loro volta. Quella che è in corso tra Rick e Terminus è una vendetta personale e, per dirla alla Harry Potter, nessuno può vivere se l’altro sopravvive. E arriviamo alla parte dell’episodio che, sinceramente, non ho tanto capito (abbiate pazienza, tutte le mie energie mentali si sono esaurite la recensione scorsa cercando di inquadrare Gabriel). Prima, però, andiamo con ordine: Bob è prigioniero dei cannibali, che banchettano lautamente con le sue carni. Bob se la ride perché è stato morso, e quindi i cannibali stanno banchettando lautamente con le sue carni avariate. Il che potrebbe essere un problema: che succede se si mangia la carne di uno che è stato infettato? Si trasformano subito senza passare dal via, cioè senza morire? Diventano dei morti-viventi, o dei viventi-morti? Nel nostro mondo, se mangi carne avariata hai un ampia scelta di intossicazioni alimentari, ma almeno non diventi uno zombie, il che è già una gran cosa. Fatto sta, comunque, che quelli di Terminus letteralmente sputano nel piatto dove mangiano, e decidono di riportare Bob dove l’hanno trovato. E Rick, che già è incazzato di suo, si incazza ulteriormente. Non morti-viventi o viventi-morti, quelli di Terminus devono diventare morti-morti. Ecco, è questa la parte che mi ha lasciato perplessa: io avevo capito che il piano di Rick fosse di attaccarli direttamente prima che li attaccassero loro, ma quando in effetti sono quelli di Terminus a fare irruzione nella chiesa, Rick e gli altri erano già lì ad aspettarli. Mi chiedo: come hanno fatto? Come sapevano che quelli di Terminus sarebbero arrivati? Cos’è che mi sfugge? È un limite mio, o in effetti gli sceneggiatori hanno ingarbugliato un po’ le cose?

Ma vabbè, non è tanto come sia successo, l’importante è che sia successo. I cannibali di Terminus sono ufficialmente morti-morti. Rick, dopotutto, aveva promesso a Gareth che l’avrebbe ucciso, e per di più col machete dal manico rosso.

E in tutto questo, Bob muore. Ciao, Bob, insegna agli angeli a riconoscere la carne avariata.

Che altro di fondamentale? Uh, già: il gruppo si è diviso. Abraham, Rosita, Eugene, Glenn e Maggie sono diretti alla volta di Washington, mentre Rick, Carl, Michonne, Tyreese, Sasha e Judith restano ad aspettare Daryl e Carol, e solo allora proseguiranno per Washington.

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E gruppo diviso significa pure aver dimezzato le probabilità di sopravvivere ma non stiamo a farglielo notare. Tanto più che Daryl ritorna alla fine dell’episodio, quindi si spera che partano presto. Dico si spera, perché il finale mi ha lasciato con parecchi dubbi: perché Carol è restata in disparte? Dove sono stati tutto questo tempo? Beth, alla fine, l’hanno ritrovata? Ma soprattutto: Maggie si ricorderà mai che un tempo non era figlia unica?

Sperando che il prossimo episodio, Slabtown, fughi qualche dubbio, vi lascio col promo:

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7 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 5×03 “Four Walls And A Roof”

  1. non capisco le perplessità sullo svolgimento dell’azione, è fin troppo chiaro.
    Rick sapeva che i superstiti di Terminus li osservavano. Fa affidamento sul fatto che i cannibali li ritengano vogliosi di vendetta e aspettino che li vadano a cercare per poi attaccare chi fosse rimasto nella chiesa: sfruttando questo calcolo, rik e gli altri fingono di allontanarsi per poi colpire i cannibali alle spalle. piano perfettamente riuscito.

    Mi piace

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