Scandal/Telefilm

Recensione | Scandal 4×04 – 4×05 “Like Father, Like Daughter” – “The Key”

Da un grande potere, derivano grandi responsabilità.

Spero di non inimicarmi i fans di Spiderman con questa citazione ma non posso non usarla dopo aver visto questi due nuovi episodi di Scandal, poichè si collocano benissimo con quello che succede ai personaggi e con quello che sta succedendo attualmente a me.

Io, riferito a Scandal.

Quando ho guardato le prime due stagioni di questa serie, ero così fiero di Shonda Rhimes e della maniera in cui era riuscita a creare uno show così interessante e appassionante.
Olivia Pope era un’eroina senza esserlo veramente: incarnava lo spirito della donna forte che doveva gestire contemporaneamente la sua carriera e la sua vita privata, incarnata dall’amore “proibito” per il Presidente degli Stati Uniti.
Le trame orizzontali e verticali viaggiavano parallele ad un ritmo verticosamente alto e ogni settimana bramavo per avere altre puntate da guardare perchè era una gioia poter assistere ad un così ottimo livello narrativo.

Con la terza stagione, la situazione s’è complicata.
La 3A si è rivelata abbastanza coinvolgente, nonostante il mare di intrighi e segreti stesse cominciando gradualmente a ingrandirsi un po’ troppo per i miei gusti.

Io e i plot twist della 3A.

La 3B, invece, è stata un semi-disastro.
Innanzitutto, la gravidanza di Kerry Washington è riuscita a scombussolare la serie e gli autori non hanno potuto far altro se non limitare le scene con Olivia e creare più storylines per dare spazio agli altri protagonisti.
Il problema è che alcune di queste trame erano veramente noiose e la verve dei dialoghi sembrava ormai scomparsa nel nulla.

Per fortuna, gli ultimi episodi avevano contribuito ad alzare il tiro e a darci il giusto hype per riprendere questa serie.

E ora che sono arrivato quasi al giro di boa di questa prima metà di stagione, che ho da dire?
Beh..

Il fatto è che quest’annata sta procedendo veramente male.
Dopo una season première brillante, la serie ci ha regalato un episodio pessimo, un episodio mediocre e un episodio quasi sufficente.
Questo trio di episodi è stato un duro colpo per me e vedere come gli autori di Scandal non abbiano più quell’estro che li distingueva è veramente fonte di delusione.
Per questa ragione, mi è stato molto difficile trovare il tempo di fare una recensione per queste puntate ma se per la seconda e la terza ho avuto la fortuna di aver ottenuto poco tempo libero durante il mio soggiorno parigino, per queste due ho dovuto patire le pene dell’inferno per riuscire a capire come analizzarle.

Perciò mi sono inventato un metodo tutto mio, uno di quelli assolutamente fuori di testa che ti vengono in un lampo di genio follia..

Benvenuti al “CONFRONTO CROSS-EPISODICO SUPERCALIFRAGILISTICHESCANDALOSO”!

 

Parlerò dei quattro personaggi principali e lo analizzerò in base alla puntata, per vedere differenze e capire se ci sono stati miglioramenti e peggioramenti.

OLIVIA POPE

“LIKE FATHER, LIKE DAUGHTER”: in questa puntata, Olivia torna ad essere quella di una volta. Negativamente e positivamente, parlando.
Positivamente perchè è bello rivederla in azione e la sfuriata che fa ai genitori del ragazzo che fa il sextape con la figlia del Presidente è un chiaro segno del ritorno della leonessa che indossa il white hat.

Negativamente perchè ritorna anche ad essere quell’invertebrata dal cervello gelatina che si scioglie davanti a Fitz.
Ci volevano quattro episodi e una ragazzina in un video porno per ricongiungere le labbra di Liv a quelle del bel Presidente e non posso che pensare che sia una storia trita e ritrita e vorrei che gli autori tentassero di mettere qualcos’altro (o qualcun’altro) sulle loro strade, solo per il gusto di vedere qualcosa di nuovo che non siano quelle facce da merluzzi che i due hanno mentre si baciano.

“THE KEY”: in quest’episodio, invece, Olivia è più intenta a trovare la verità sull’assassino di Caitlin (v. “Inside the Bubble”) e si ritrova perfino ad assistere inerme all’omicidio di un’altra ragazza.
Il vero punto centrale, però, è la sua preoccupazione nei riguardi di Jake che è misteriosamente scomparso e che scopre essere sotto le grinfie di Fitz e degli agenti del Pentagono.
E una volta scoperto il motivo di tale imprigionamento, Olivia va dal padre e gli chiede spiegazioni, dato che lei è convinta che sia stato tutto un piano di Eli/Rowan.

Oh si, Olivia! SMASCHERALO, SMASCHERALOOOO!!

E invece?
E invece si fa abbindolare e crede alla storiella del padre, che la convince che Jake ha ucciso sia Jerry che Harrison per poter stare con lei.

JAKE BALLARD

“LIKE FATHER, LIKE DAUGHTER”: a chi è mai capitato di accorgersi di avere una bomba sotto la propria macchina? Se siete troppo timidi per dirlo, allora avete preso tutto da Jake Ballard, “l’uomo che sa ma preferisce agire nell’oscurità”.
Scelta furba se non fosse che l’unica persona che avrebbe potuto aiutarlo (Tom, il bodyguard del Presidente), è stato costretto a fare una falsa confessione e a indicare l’ex Commando come assassino del povero Jerry Grant.
(Rowan 1 – Jake 0)

“THE KEY”: a volte Scandal sembra essere un incrocio tra Homeland e 24, una serie dove essere torturati è il pane quotidiano. Lo deve saper bene Jake che deve fare i conti con Fitz che in quest’episodio passa dall’essere Presidente degli Stati Uniti a Torturatore/Amante Incazzato/Padre Adirato.
Infatti, quello che gli sceneggiatori ci propongono è uno scontro fisico e psicologico, dove il leader del mondo libero non riesce ad aprire i propri occhi e il giovane Ballard non può far altro che andare avanti e dietro con la mente prima di crollare definitivamente.

MELLIE GRANT

“LIKE FATHER, LIKE DAUGHTER”: Mellie Grant è una grande. Anche quando non si lava e comincia a bere, rimane sempre uno dei migliori personaggi in questa serie.
In quest’episodio, finalmente la vediamo incominciare a svegliarsi dal “sonno” in cui si trovava ed è stato interessante vedere come abbia perdonato l’avventura della figlia, nonostante sia anche giusto vista la figuraccia che l’anno scorso fece quando Karen la trovò in posizioni compromettenti con Andrew Nichols.

“THE KEY”: se nell’episodio precedente Fitz le vomitava addosso tutta la frustazione sulla loro situazione familiare, questa volta a creare un’ulteriore separazione tra i due, c’è la scoperta da parte della First Lady che la morte del figlio non è dovuta ad una malattia.
La complicazione sorge dal fatto che adesso Mellie vede la scomparsa di Jerry come un segno del destino, una punizione per ciò che lei e Fitz hanno fatto, una morte giusta, “come quella di un soldato, un eroe di guerra”.
Ed è logico che Fitz la cacci via in malo modo perchè nessun uomo vorrebbe mai sentire che il perdere un figlio sia un “sacrificio”.
Fortunatamente però questa scoperta riesce anche a completare il processo di “rinascita”, simbolizzata da una scena in cui Mellie finalmente decide di abbandonare il suo vestiario da “Smelly Mellie” per entrare in una doccia.

FITZGERALD GRANT III

“LIKE FATHER, LIKE DAUGHTER” / “THE KEY”: ho deciso di unire l’analisi perchè più questa serie va avanti e più non capisco questo personaggio.
Il Fitz che vorrei vedere è quello serio e che sa cosa fare nel momento delle difficoltà; il Fitz che vedo è invece un uomo con seri problemi e che non merita di essere a capo di una nazione.

La maniera in cui esplode di gelosia o decide di affidarsi alla rabbia cieca senza cercare prove evidenti è dannatamente fastidiosa e non posso pensare che solo perchè lui abbia perso un figlio debba avere il diritto di torturare un uomo (che, guarda caso, è l’altro amante della tua amante).
Quello che sta facendo Fitz è degno di qualunque critica e spero che capisca il suo errore prima di commetterne uno peggiore.

Nonostante ciò, ho apprezzato il modo in cui abbia reagito a certi comportamenti della moglie.
Ha avuto le palle di tenere testa ad una donna che vive nel dolore e che pensa di poter fare cosa diamine vuole lei, quindi, almeno per questo, gli do tanto di cappello.

(Anche se, per tutte le cose che le ha fatto, Fitz meriterebbe di star zitto a vita..)

CONSIDERAZIONI FINALI:

Se devo tracciare un’analisi complessiva dei due episodi, posso affermare con sicurezza che il quarto non m’è piaciuto e il quinto sì.
“Like Father, Like Daughter” è un episodio piuttosto prevedibile e l’unica scena che si salva nettamente è quella in cui Olivia minaccia la coppia di genitori.
La storyline di Jake era piuttosto scontata e per fortuna essa riesce a riscattarsi in “The Key”, il quale si presenta più coeso e più interessante del predecessore.
In esso, possiamo ritrovare l’ex moglie di Huck (e capire cos’era successo alla fine della 3×18), fare qualche passo avanti nella trama dell’omicidio di Caitlin e continuiamo ad assistere alla fitta rete di inganni creata da Rowan.
L’unico neo della puntata è David, il quale è un personaggio piuttosto inutile in questo punto della storia.
Abby, invece, mi sta piacendo perchè ha il coraggio di dire di no ad Olivia ma allo stesso tempo, esserci per lei in un momento difficile e ciò mi sembra piuttosto segno dei tempi, ovvero come la giovane Whelan stia diventando indipendente dalla sua ex boss ma pur sempre presente.

VOTO DI “LIKE FATHER, LIKE DAUGHTER”: 6 –
VOTO DI “THE KEY”: 7

Vi ringrazio per aver letto questa bizzarra recensione e vi lascio col promo della 4×06:

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