Telefilm

Recensione | Forever 1×01 “Pilot”

Prendete Ioan Gruffudd, con il suo aspetto sempre incredibilmente elegante e il suo accento british irresistibile, calatelo nei panni di un medico legale di New York e avrete ottenuto… il solito poliziesco con un attore protagonista particolarmente bravo e bello, direte voi. E invece no, questa volta devo dissentire: in generale i polizieschi non attirano neanche me a causa dello schema troppo ripetitivo delle puntate – omicidio/delitto iniziale, indagini sul caso, scioglimento del suddetto, in Ogni. Singola. Puntata. Argh. -, ma Forever merita una possibilità, perchè…

Il mio nome è Henry Morgan. La mia storia è lunga e potrebbe sembrare impossibile, infatti probabilmente non mi crederete. Ma ve la racconterò comunque, perchè, tra le tante altre cose… ho tanto, tanto tempo.

… perchè Henry Morgan, aka Ioan aka il nostro protagonista, anche se in apparenza è un essere umano come tanti altri, privo di superpoteri di qualsivoglia natura e dunque soggetto alle bizzarrie e le difficoltà della vita come tutti quanti noi – una di queste difficoltà lo fa finire impalato, povero! -, in realtà ha una caratteristica più unica che rara: è immortale. No, non immortale nel senso che non può morire, perchè lui, al contrario, in effetti muore e muore pure spesso perchè sembra particolarmente sfigato il ragazzo. Henry è immortale perchè, dopo essere morto, torna in vita, risvegliandosi lì dove ha inizio ogni forma di vita: in acqua. Un risvolto interessante, no?

Interessante è anche il fatto che, a causa di questa sua particolarità, Henry ha vissuto molte vite diverse nell’arco di duecento anni, ha imparato numerose lingue, ha viaggiato, ha visto gli orrori delle due grandi Guerre del Novecento e ha subìto un numero spropositato di lutti, perchè le persone ordinarie prima o poi devono lasciare la vita, anche quelle che lui ha amato. Questo lo ha portato a considerare la sua condizione una maledizione più che un dono, tant’è vero che uno dei fili conduttori della trama è proprio la ricerca di una cura, di qualcosa che possa sbloccare questa situazione e farlo morire. In questa prima puntata, infatti, Henry presenta se stesso come una persona quasi annoiata nei confronti della vita, che ha visto così tante cose da non riuscire più a sorprendersi di nulla. Per farla breve, malgrado non possa morire, Henry ha comunque smesso di vivere da un bel po’.

Ovviamente nei quaranta minuti di pilot non viene fornita alcuna spiegazione al riguardo e dubito che ciò accadrà troppo presto, dato che l’intera serie sembra reggersi su questo inquietante mistero, ma ci viene dato comunque un piccolo spunto da cui partire per fare le nostre congetture: tutto ebbe inizio quasi due secoli prima, durante un viaggio verso l’Africa. Henry, medico di bordo, fu ucciso con un colpo di pistola e gettato in mare, dopo aver preso le parti di uno schiavo. Quella fu la prima volta che morì, ma come sappiamo… non fu l’unica.

Nel corso dei decenni, il segreto di Henry è stato più volte scoperto e, guarda un po’, sempre dalle persone sbagliate, che lo hanno impiccato o addirittura vivisezionato, nella speranza di riuscire a scovare, nel suo sangue e nei suoi organi, una spiegazione plausibile riguardo la sua condizione. Spiegazione che, per altro, nessuno è mai riuscito a trovare.

Alla paura di vedere morire le persone che ama si aggiunge quindi anche il timore di diventare una cavia da laboratorio, e questo lo porta a vivere in solitudine, lontano da qualsiasi tipo di relazione e privo di amici, fatta eccezione per Abe, un uomo di circa sessant’anni a conoscenza di tutto. Più avanti nella puntata, durante uno dei vari flashback sul passato di Henry che ci vengono mostrati, scopriamo che in realtà Abe era un neonato quando Henry, medico di campo durante la Seconda Guerra Mondiale, lo ha trovato. Una piccola rivelazione che ho trovato particolarmente toccante: anche se fisicamente Abe dimostra parecchi anni in più di Henry, in realtà per quest’ultimo è come un figlio e risulta evidente nel tenero bacio che Henry gli posa sul capo, a fine puntata.

Un’altra cosa molto interessante riguardo il nostro protagonista – come se l’impossibilità di morire non fosse abbastanza -, è che Henry ha conosciuto così tanti casi umani personaggi e avvenimenti nella sua vita, da aver sviluppato una capacità di osservazione assolutamente fuori dal comune. Per intenderci: Henry è in grado di fare quello che sa fare lo Sherlock della BBC, solo che, mentre per Sherlock si tratta di un’abilità dovuta alla sua mente a dir poco brillante, per quanto riguarda il nostro protagonista si tratta di una capacità sviluppata nel corso di duecento anni di osservazione degli esseri umani. Assolutamente credibile come cosa (se consideriamo verosimile che qualcuno possa vivere per tutto quel tempo, ovviamente).

È proprio questo particolare talento a rendere la collaborazione di Henry indispensabile per risolvere i casi dell’affascinante detective Martinez. Intendiamoci: le cose trai due non partono proprio con il piede giusto, dato che Martinez accusa Henry di aver avvelenato il conducente di un treno ed essere dunque responsabile dell’incidente che ha causato la morte di quindici persone – fra le quali lo stesso Henry, che però, ovviamente, si è poi risvegliato nell’Hudson -. Ma Henry fa cadere le accuse con facilità ed è a questo punto che inizia la collaborazione con la bella detective: è lui a trovare l’impronta dell’assassino, lui a scovare la piantagione di aconito a casa di quest’ultimo, sempre lui a salvare Martinez da avvelenamento, lui a capire la prossima mossa dell’omicida e lui a sacrificarsi per fermarlo, gettandosi con lui dal tetto della stazione dopo essersi beccato una pallottola. Nel giro di una puntata muore tre volte e tre volte torna in piedi, pronto a tornare a lavoro. Certo, Martinez questo non può saperlo, ma intuisce fin da subito che l’affascinante dottore abbia un segreto. Questo, comunque, non le impedisce di chiedergli ufficialmente di collaborare con lei, da questo momento in poi, nè di sviluppare quella che a me sembra una sincera ammirazione nei suoi confronti.

Caso chiuso, vi aspettate che le cose si concludano in questo modo? Ahi lui, c’è un ulteriore enigma che Henry deve risolvere: chi è l’uomo che lo sta spiando e che sa della sua particolare condizione? Ci sono davvero altri come lui, a New York? A quanto pare, la risposta è .

PRO vs CONTRO

Facendo un bilancio di ciò che rende o non rende lo show promettente, considererei assolutamente PRO:

  • Ioan Gruffudd.

Inutile negarlo: più l’attore protagonista è convincente, più è convincente lo show. Ammetto che per Ioan ho sempre avuto un debole, ma andiamo: chi può negare che abbia lo charm necessario ad interpretare un uomo di scienza proveniente niente meno che dall’Ottocento? Personalmente l’ho trovato perfetto nel ruolo.

  • Henry Morgan.

Indipendentemente dalla bravura di Ioan e di quanto sia adatto per questo ruolo – no, d’accordo, lui gioca un ruolo fondamentale -, Henry Morgan è uno di quei personaggi che non posso fare altro che trovare assolutamente affascinanti. Dimenticate il mito del “bel tenebroso” di cui, fra parentesi, ne abbiamo fin sopra i capelli, perchè Henry è un uomo elegante, incredibilmente colto ma affatto noioso: ha sempre la risposta pronta, talvolta si prende gioco degli altri in maniera sottilissima, fa sempre e comunque di testa sua e non ha paura di giocare duro, rischiando tutto pur di trovare una soluzione (okay, questo è ovvio, visto e considerato che non può morire). Ho imparato ad amarlo in soli quaranta minuti, non oso pensare a quanto potrei finire per venerarlo a fine stagione.

  • L’immortalità.

Altro punto a favore dello show è sicuramente la questione dell’immortalità. Non si tratta di un argomento chissà quanto originale, ma almeno non stiamo parlando dei soliti vampiri e licantropi. Anzi, l’elemento magico quasi si confonde con la scienza, e chissà che Henry non riesca davvero a trovare una spiegazione e una cura. Se anche non dovesse riuscirci, comunque, a me non dispiacerebbe: la storia di Henry ha il sapore di una fiaba, ha qualcosa di antico e delicato che me la fa apprezzare così com’è, senza stare troppo a congetturare su come sia possibile che un uomo possa vivere duecento anni ed oltre.

CONTRO:

  • Inizio, svolgimento, fine: inutile illudersi che la trama verticale di ogni episodio non segua esattamente gli stessi step, del resto si tratta pur sempre di un poliziesco. Spero con tutto il cuore che gli elementi sopracitati e la simpatia che ho sempre avuto per Ioan Guffrudd si rivelino più forti del’apatia che ho sviluppato nei confronti del genere, perchè, ripeto, allo show mi sono già un pochettino affezionata.

Un’ultima cosa che mi ha un po’ lasciato perplessa: come fa il corpo di Henry ad arrivare in acqua? Fa PUF e sparisce? Nella speranza che questo punto venga chiarito, non la considero comunque una cosa “che non va” nello show. C’è sicuramente tempo per avere dettagli sulla maledizione, del resto si tratta soltanto del pilot!

Concludo sperando che abbiate apprezzato questo pilot come l’ho apprezzato io o che, se non lo avete ancora visto, la mia recensione vi abbia convinto a dargli una possibilità.

Vi lascio con il trailer, non dimenticate che si tratta di un pre-air e che la serie inizierà ufficialmente il 23 Settembre.

2 thoughts on “Recensione | Forever 1×01 “Pilot”

  1. Ribadisco che questo pilot mi è piaciuto e, visto il secondo episodio, ho confermato lo show nella mia lunga lista di serie tv che seguo. Detto questo, anche se non l’avessi visto, il tuo modo di scrivere, e di raccontare le cose, mi avrebbe fatto venir voglia di iniziarlo. Hai mai pensato di scrivere libri? Perchè io li comprerei tutti.
    Seriamente, ADORO tantissimo come scrivi. Un discorso continuo, senza mai annoiare, senza mai perdersi in troppe ciance inutili. Un gioiellino di recensione, come lo son sempre state le altre.

    Piace a 1 persona

    • Oh mamma mia, GRAZIE!
      In effetti sì, scrivo molto e spesso e sto lavorando a più di un romanzo, ma non pensavo che si notasse o che qualcuno mi dicesse una cosa simile… l’ho già detto grazie? Sì, beh, lo ridico. ❤
      E sono doppiamente contenta che questa recensione ti sia piaciuta! Il mio intento era proprio quello di invogliare le persone a guardare lo show e se dici che ci sono riuscita… mi fa piacere! :3

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...