Telefilm

Recensione | Legends 1×03 “Lords of War”

Terzo episodio per Legends, nel quale Sean Bean/Martin Odum è ancora apparentemente vivo e lotta tra noi. Lotta in senso vero e proprio, non solo con la sua “identità del giorno” ma anche contro se stesso ed i suoi demoni, altalenando fughe psicogene a metodi piuttosto “persuasivi” di estorsione di informazioni.

Il suo profilo psicologico sembra far acqua da tutte le parti come uno scolapasta (*), un po’ come l’originalità di alcuni sviluppi della trama – alquanto prevedibili – eppure, nonostante tutto, l’episodio scorre abbastanza velocemente, non svelando ancora del tutto l’interrogativo “Ma poi i Russi/Ceceni alla fine si è capito cosa volevano?” e puntando i riflettori soprattutto su Martin e sulla sua centralità come pedina di una caccia all’uomo sotto mentite spoglie e su quale mai sia la sua vera identità (quella proprio vera vera vera eh?).

(*) Ricordarsi dove ha fatto la proposta di matrimonio era davvero così fondamentale? Va bene che la povera Sonja è una fan accanita di Real Time e si è sentita più male di quando Enzo ti dice che non ci capisci un H di moda, ma allora i comunissimi mariti ai quali non frega una beneamata mazza e preferiscono fare la proposta tra un rutto, la partita e una bottiglia di Budweiser? Sinceramente, mi auguro tutti questi ‘flash’ sui ricordi mancanti portino da qualche parte.

Scherzi a parte, al di la dello stereotipatissimo motore dell’azione in salsa dell’Est, l’identità di Dante Auerbach, trafficante d’armi e signore della guerra, ci permette di addentrarci un po’ di più sotto copertura e di vedere Martin Odum in azione. Non mancano i contatti con i malavitosi, i trascorsi non proprio retti, le metodiche abbastanza barbare ma un aplombe British che quasi quasi ci fa domandare come mai non abbiano mai pensato al povero Sean per interpretare 007. I requisiti ci sono tutti, peccato che lui in 007 Goldeneye, accanto a Pierce Brosnan, abbia sempre fatto una brutta fine…

Volavolavolavolavola l’ape maiaaa..Ops…

Lo scopo dell’identità di Auerbach è, ad ogni modo, riuscire ad intercettare il traffico di gas nervino ed avvicinarsi al Colonnello, questa famigerata eminenza nera che tiene prigioniero l’ex chimico ora professore Hubbard e la sua americanissima famiglia.

Come se non bastasse, mentre cerca di fare tutto questo, con la coordinazione e l’aiuto di tutta la squadra dell’FBI (ed in primis del suo capo BlackMastroLindo), Martin deve fare i conti indirettamente anche con l’agente Rice, che un po’ per fare l’impiccione, un po’ per fiuto di promozione nell’aria, un po’ perché è un rompicojones certificato, vuole andare a rompere le uova nel paniere laddove sarebbe meglio evitare.

“Voglio fare un gioco con te…Ti sei mai chiesto perché l’omino bianco, in realtà…è nero?”

BlackMastroLindo fortunatamente ci mette una pezza in maniera piuttosto convincente e si prosegue – tra chi agita la coda bionda e chi smanetta con il computer – a restringere il campo d’azione attorno al segretisssssimo luogo dove si produrrebbe il gas nervino, con tanto di irruzione megagalattica (e tutto grazie alla informazioni di Dante/Martin).

La questione a questo punto diventa spinosa e può essere riassunta come segue

Cosa non si fa per il proprio paese. Sì insomma, come il buon Vincenzo Benza in XXX, se c’è da rischiare la pelle, vuoi che con l’affascinante ma atipico contatto malavitoso non ci scappi qualcosa. Del resto si lavora e si fatica…non a gratis. Avrà pur bisogno di qualche gratificazione, povero Martin.

“Sarà, ma a me Candy Candy nun mi ispira mica fiducia”

Shoot to Kill alla Franco e Ciccio. Parliamo dell’irruzione. Tutto eseguito alla perfezione, tutto secondo i piani come una partita ben orchestrata a Call Of Duty. Peccato che, evidentemente, o gli è sfuggito un Ceceno di troppo, o era qualcuno scappato dal set di The Walking Dead, fatto sta che un presunto uomo armato – ad irruzione conclusa – esce fuori sparando all’impazzata. Ora, fermiamoci un attimo. Se tu vuoi fare danno, spari all’impazzata sulla miriade di persone che hai davanti, non è che spari in aria come se festeggiassi la vittoria dell AhmedAbdullah FC. Inoltre, tra minimo una cinquantina di persone armate e facenti parte dell’FBI, nessuno e dico NESSUNO di questi valenti uomini d’azione ha la prontezza di sparare al tipo, ma soltanto di gettarsi a terra, lasciando così solo alla coraggiosissssima Crystal il compito tra tutti di sparare in fronte al goffo Ceceno. Non so perché, e mi perdonerete, ma mi ha ricordato un po’ l’imitatrice di Manuela Arcuri in Carabinieri con la sua frase tipo “Vi preeego, fatemi fare qualcosa”.

Fortuna che l’irruzione ha almeno dato i suoi parziali frutti e l’FBI riesce a liberare il chimico e la sua famiglia (ma niente gas) mentre Dante, flirtando flirtando, è ormai al cospetto del Colonnello. Lui, che è uomo d’esperienza e fiuta gli impostori a naso, mette alla prova Martin/Dante il quale supera ogni test, un po’ grazie alla spocchia British, ma soprattutto grazie ai nervi saldi e al voler salvare la pelle, indipendentemente se questa sia di Dante, Martin o di qualsiasi altro caleidoscopico personaggio reale e non.

“Cazzo guaaaardi!?” (cit.)

L’episodio dunque si chiude così, lasciandoci sul filo del rasoio, e lasciando ancora aperta questa pista dell’Est Europa che si protrae già da due puntate. Ci sarà un crescendo d’azione nel prossimo capitolo? Verrà usato il gas nervino? Così sembra suggerire il succoso trailer che segue.

A tutti voi, pochi e piccoli lettori d’élite, mi auguro di avervi qui con noi la prossima settimana!

Ringraziamo: Diario di una fangirl. | TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | Telefilm Italia | Film e telefilm ossessione.

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