Telefilm/Under the Dome

Recensione | Under The Dome 2×09 “The Red Door”

— C’era una volta….

— Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori.

— No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un paesino.

Non era un paesino di lusso, ma un semplice luogo dove trascorrere piacevoli giornate, di quelle che d’inverno si passano sotto le coperte e si usano i caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo paesino capitò sotto le mani di un venditore di auto, il quale aveva nome Jim Rennie, se non che tutti lo chiamavano Big Jim, per via della sua stazza e della sua grossa capa pelata, che era sempre lustra, come un’anguria matura.

Appena Big Jim diventò sindaco di quel paesino, si rallegrò tutto; e dandosi una fregatina di mani per la contentezza, borbottò a mezza voce: “Questa carica è capitata a tempo; voglio servirmene per diventare un governante dispotico ed antipatico!”

Ma quando fu lì per mettere in atto la prima tornata di cattive azioni, rimase col braccio sospeso in aria, perchè sentì una vocina sottile sottile, che disse raccomandandosi: “Sta per calare una cupola su questa cittadina, cerca di fare l’eroe, uccidi tutti quelli che ti capitano a tiro e comportati come un freddo calcolatore quale tu sei”.

Questa volta Big Jim restò di stucco, cogli occhi fuori del capo per la paura, con la bocca spalancata e con la lingua giù ciondoloni fino al mento, come un mascherone da fontana.

Dopo aver fatto una recensione di HIMYM in rima, credevo che le idee simpatiche e geniali mi fossero finite.
Poi ho guardato quest’episodio di Under the Dome e dato che anche questa settimana è stata di un orrore indescrivibile, ho pensato di iniziarla come un libro.
Ma non un libro a caso.
Ho scelto “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” perchè non potevo che usare la straordinaria narrazione iniziale di Carlo Collodi per esplicitare al massimo quanto gli elementi di partenza di Under the Dome siano al limite del favolistico.

Abbiamo un protagonista (Barbie), un antagonista (Big Jim), un gruppo di aiutanti buoni (Joe, Norrie), un gruppo di aiutanti non tanto buoni ma che ogni tanto lo sono (Rebecca, Junior), una damigella (Julia) e un elemento magico (la Cupola).

Il vero fattore che però ci fa capire che Under the Dome non è una favola è la mancanza di una morale.
Come ben sappiamo, i protagonisti compiono azioni senza una motivazione degna e spesso cambiano fazione a causa di narratori che non sanno raccontare adeguamente questa storia.
Nessuna storyline ci fa comprendere veramente quale sia la rotta che stanno prendendo gli autori e per questo la trama annaspa, annoiando così il povero spettatore che è costretto a chiedersi per quale insano motivo continuare questa serie.

Io sono il primo che se lo chiede ma essendo recensore ufficiale di questo telefilm, ho il dovere morale di offrirvene qualcuno:

1. I COP-OUT
(ovvero “La decisione di prendere la via più semplice per risolvere una situazione narrativa complessa”).

Della serie “Già questa scusa è traballante, quale sarà la prossima mossa? Spiegare che la Cupola era stata creata per impedire dai Proibizionisti per vietare la vendita di alcool?”.

Barbie che imita la faccia degli autori quando pensano “E ora che ci inventiamo per far stare zitti i fans?”.

 

2. I BROMANCE CASUALI
(ovvero “Creare BROTP a caso solo per sollecitare il cervello di qualche fangirl ossessionata dai Johnlock, Sterek o Castiel di turno”).

Sono due episodi che fanno fare gli occhi languidi a questi due e sono piuttosto sicuro che lo facciano solo per accontentare le fan di Barbie che odiano Julia.
O forse lo fanno solo perchè hanno letto troppo “Diario di una fangirl”.

3. VISIONI CON MESSAGGI CRIPTICI MESSI A CASO
(ovvero “Altro che fotografia politica, qua le scene sono smarmellate alla Duccio di Boris”).

Inchiniamoci davanti a tanta bravura.
Inchiniamoci davanti a questi dialoghi da paura.
Inchiniamoci davanti a queste interpretazioni da Emmy.
Inchiniamoci davanti ai fantastici direttori della fotografia.
Inchiniamoci davanti la Mecca, che è meglio.

 

4. I FLASHBACK
(ovvero “Ma sono veramente flashback o Barbie s’è mangiato i funghetti?)

Il mio primo pensiero è stato “Anche se è un bambino, Melanie ci proverà di sicuro anche con lui”.
Il secondo “BOOOOOOORING”.
Il terzo? Oh beh, mica spreco tre pensieri per ogni scena che mi propinano gli autori!

5. IL NONSENSE
(ovvero “Come usare l’ultimo punto sulla lista per mettere tutte le cose senza senso di quest’episodio)

Grazie a Dio esiste Pauline Verderaux.

Quando serve tutti sono amici e quando serve tutti sono nemici.

Hai ragione, Melanie. Mica Norrie sta nella cupola da più tempo di te e ha visto sua madre morirci, nooooo, quando mai. *sarcasm*

E anche se non è nonsense, volevo anche aggiungere l’espressione da ebete che assume Big Jim quando vede la moglie.
Perchè, diciamoci la verità, se continuiamo a vedere Under the Dome è per le facce stralunate che fanno i protagonisti.

Come avrete potuto notare, i motivi per cui rimanere a guardare questa serie sono prettamente comici; non c’è nessuna vera ragione per cui consiglierei questo show a qualcuno se non per farlo ridere a crepapelle.
E, a mio parere, la cosa peggiore è proprio il sapere quanto fosse buono il libro da cui è tratto e quanto numerose fossero le possibilità che questo show fosse un capolavoro telefilmico.

CONSIDERAZIONI SPARSE:
A causa degli “espedienti” (se così si possono chiamare) narrativi qui sopra citati, l’episodio sembra un’accozzaglia di avvenimenti e la sensazione è che gli autori non sapendo se premere l’acceleratore o il freno, decidono di premerli entrambi, finendo col rovinare ancora di più le cose.
Non aiuta il fatto che i personaggi prima si amano e poi si odiano a vicenda.
Non aiuta il fatto che il livello di questa serie sia calando verticosamente.
Non aiuta il fatto che mancano poche settimane al gran finale e non si capisca ancora dove si voglia andare a parare.

Ringrazio tutti voi per l’infinita pazienza e spero che abbiate gradito questa inusuale recensione!
Ecco a voi il promo della 2×10:

Inoltre, un grazie speciale alle pagine: Under the Dome – Italia | Under The Dome Italia | Telefilm Italia

7 thoughts on “Recensione | Under The Dome 2×09 “The Red Door”

  1. Da quando ho letto la frase :”Creare BROTP a caso solo per sollecitare il cervello di qualche fangirl ossessionata dai Johnlock, Sterek o Castiel di turno” avrai tutta la mia stima per sempre, qualuunque cosa scriverai.

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  2. Peccato che non abbia letto la favola ieri sera, sarebbe stata ottima come buonanotte… o forse visto l’argomento avrebbe avuto lo stesso effetto da incubo della peperonata!! 🙂

    Comunque non si può negare che Under the Dome sia eccezionalmente imprevedibile: tu pensi che abbiano raggiunto il fondo dell’assurdità e che non possa andare peggio di così, ma ecco che tirano fuori un dialogo insensato che risolve la situazione, un personaggio nuovo che sa fare giusto giusto quello che serve in quel momento, un viaggio interdimensionale con visioni allucinogene. Fantastico, no? No? No

    Ma che ha combinato Big Jim? Cos’era quell’accordo insulso scritto sui block notes e perché diavolo ha chiesto il permesso dell’esercito per far uscire la gggente? Non può semplicemente farli saltare tutti e lasciare che l’uovo se lo vadano a prendere? 🙂

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    • Ma non ti porre questo genere di domande, è deleterio per la tua salute!
      Io ormai attuo la sospensione dell’incredulità e vado avanti a guardare questo obbrobrio -.-”

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  3. Comunque, avrei potuto benissimo considerare scandalosa la puntata… se solo non avessi visto il promo per la 2.10. Anzi, un pezzo preciso del promo: Junior/Melanie… CANON.
    L’incubo si sta avverando. ABORT MISSION!!!
    No, che poi la faccia di Junior, tra il disgusto e il terrore, quando Melanie lo invita a stendersi accanto a lei, non ha prezzo. AHAHAHHAHAHA
    Ormai, l’unica cosa che mi appassiona – ovviamente in senso negativo – è vedere come va a finire questa ship che non s’adda fare. Perché? Perché, alla fine, la colpa è dell’Enel che vuole l’uovo energetico.
    Vi prego, cari autori, non mi smontate il tutto con ‘il complotto governativo’… preferisco di gran lunga l’alternativa del libro.

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    • Io spero che alla fine della storia si riveli tutto un sogno di Big Jim causato da una lasagna di troppo la sera prima.
      Almeno così sarei certo che il pubblico andrebbe a bruciare vivi gli autori.

      (La scena in cui Melanie chiede a Junior di sdraiarsi è da Razzie Awards).

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      • Ecco, l’accetterei di più. La Cupola non è mai esistita. Chester’s Mill non è mai esistito. Big Jim non è mai stato Big Jim.
        Un uomo in una stanza bianca si risveglia dal coma. E’ Dean Norris che interpreta uno che non è BJim.

        The end.

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