Telefilm

Recensione | Legends 1×01-1×02 “Pilot”/”Chemistry”

Scegliere di fare una serie con Sean Bean è una mossa azzardata. No, non stiamo criticando le sue doti recitative, anzi. Sean Bean è ormai una costante apprezzatissima in produzioni UK e US, dai ruoli in costume, passando per Shakespeare, fino al soldato d’epoca napoleonica a quello più moderno col fucile sotto braccio. L’unica perplessità che sorge è il fatto che Sean Bean sia, ormai da un bel po’, uno spoiler vivente.

Non fate finta di non saperlo, voi telefilmofili acculturati. Sean Bean muore. Sempre.

Si è salvato giusto quando gli è toccato fare Ulisse in Troy, o nel Biancaneve con la figlia di Phil Collins in cui, a mo’ di sorpresina finale, si scopre essere VIVO. Per il resto…l’ecatombe.

E allora, cosa ti va a pensare la TNT? Costruiamo un bel drama azione-mistery-suspence-crime ( tratto da un libro, ndr) attorno a Sean Bean ed il gioco è fatto. Nasce così Legends.

Apprendiamo che una Legend – e dunque singole Legends –  sono identità create ed assunte da agenti sotto copertura per operare nelle loro indagini. Alcune sono ricorrenti, altre hanno un tempo limitato, ma certamente bisogna avere una certa duttilità e capacità di adattamento per riuscire a portare avanti la farsa in maniera efficace.

Alzi la mano chi fin qui non ha ripensato a Dark Blue, bistrattatissima serie targata sempre TNT. In effetti, Legends per ora non ha brillato in originalità. A volte anche alcuni ‘luoghi’ del set sembrano gli stessi della sopracitata serie, e la cosa non fa ben sperare. L’intrigo e l’ambientazione losca da azzzzzionesottocopertura però a noi non dispiace e vogliamo dargli una chance.

Delle vicende di Martin Odum, indiscusso protagonista e catalizzatore dell’azione, abbiamo visto ben poco ma gli spunti sono molti, così come intuiamo molte saranno le identità nel mazzo del nostro abile “trasformista”. Del resto, i registi sanno che gettar lì in piccole dosi quello che ci sarà da sviluppare in seguito è il miglior modo per suscitare interesse. Se poi la serie viene cancellata, allora è l’odio puro dello spettatore medio lasciato al suo senso di incompletezza che prevale, ma non divaghiamo.

Martin Odum è un ligio e talentuoso trasformista delle mille identità, è vero, ma non manca dei suoi personalissimi tormenti. Le identità di cui si fa carico, infatti, intrappolano e condizionano la sua esistenza fino al condurlo molto spesso al controllo psichiatrico di routine o a lottare con queste sue identità apparentemente fasulle ma altrettanto reali e che impongono di pagare uno scotto a livello emotivo (e non solo) davvero notevole. Aggiungici poi che le identità potrebbero non essere il suo unico problema, come suggerisce uno sconosciuto incontrato nella metro che sembra saperla lunga ma ha vita troppo breve per svelare l’arcano.

Il mistero è servito.

“Chi diavolo sei?” “Nessuno” (questa l’ho già sentita, cit.)

Due sono gli episodi della serie andati fin ora in onda dal suo debutto il 13 Agosto. Cosa c’è da sapere della trama? Beh, che è un gran casino, ma in senso buono.

(n.b. vige d’ora in poi lo Spoiler Alert)

Odum, infatti, tipo travagliato e dal matrimonio finito alle spalle, non deve solo combattere con le sue mille identità, bensì deve affrontare diversi casi ed indagini nei quali è proprio lui a fare la differenza. E’ una risorsa inestimabile per il reparto speciale dell’FBI e lo sa bene il grande capo, come lo sa bene la pluri-decorata e biondissima Crystal Quest (lei che ha già apparentemente assaggiato di Odum ma è ancora li a far il tira e molla e a giocare alla Barbie Agente Spaccaunghie Insoddisfatta).

“Ohhhhppertutte le vestaglie di velluto da spogliarellista sotto copertura, non ucciderlo, siamo solo al Pilot!”

C’era anche un informatico che sembrava sapere il fatto suo ed un altro membro della squadra piuttosto “importante”…beh, diciamo che hanno seguito l’esempio di Sean e si sono immolati per la causa. Del resto, dallo sventare un organizzazione criminale di invasati allo scontrarsi con i più temibili Russi spietati-e-cattivi e che vogliono produrre del gas nervino (e rapiscono un ex spia russa redenta su suolo americano) il passo è breve.

Le vicende-avvicendate di Legends quindi, sebbene altalenino un filino sulla banalità spiccia per il momento, non disturbano soprattutto quando è l’interpretazione stessa di Sean Vivi-a-lungo Bean che tiene la curiosità dello spettatore, anche quando vengono inserite gag e citazioni non troppo velate.

Avete notato un riferimento al Signore degli Anelli che non può non essere casuale nel secondo episodio? Tra Gandalf e Hobbit però, non c’è traccia del povero Boromir.

Altro riferimento palese è quello ad una scena di Equilibrium, film del 2002 e parte di quel rituale del “vivi a lungo Sean” (che i fan tanto amano) ed in cui si ha a che fare con un libro ed una sedia. Ovviamente, prima che Sean faccia la solita fine…

Ultima curiosità: avete notato il cambiamento incredibile del taglio di capelli di Bean durante tutto il primo episodio, inquadratura dopo inquadratura? E siete riusciti ad avvistare anche voi quello che appare come uno pseudo parrucchino?

“Mmm…che mi abbiano rifilato il toupé di Sandro Mayer?”

Vogliamo sperare fosse solo per esigenze filmiche e progetti paralleli dell’attore. Non può esserci altra spiegazione.

In attesa del terzo episodio dunque e di conoscere a fondo la nuova identità che ci viene presentata (e di vedere quanto questi Russi saranno stereotipicamente mafiosi, brutti e cattivi), vi lasciamo con un succulento trailer come di consueto.

Ringraziamo: Diario di una fangirl. | TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | Telefilm Italia | Film e telefilm ossessione.

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