Telefilm/Under the Dome

Recensione | Under The Dome 2×06 “In The Dark”

See, everytime I’ve given you the benefit of the doubt, it bites me in the ass.

(Io agli autori)
(Barbie a Big Jim)

Speravo comparisse Desmond.
Ho pregato comparisse Desmond.

No, non mi sono bevuto il cervello.
E’ che mi manca Lost e l’ultima scena del precedente episodio di Under the Dome ha risvegliato in me vecchi ricordi.

Cosa ha invece risvegliato in me quest’episodio?
Noia, rabbia e disperazione.
Come al solito, insomma.

Non è un segreto che io provi sentimenti contrastanti nel guardare questa serie: avendo letto il libro, ho da sempre avuto numerose ragioni per poter odiare questa versione televisiva.
In primis perchè Stephen King è Stephen King e qualsiasi rifacimento delle sue opere ha sempre avuto qualche elemento che si discostava in maniera negativa dall’originale (fanno eccezione, a mio modesto parere, Shining e Misery non deve morire) e questa serie ne è una conferma.
In secondo luogo perchè gli autori hanno messo così tanta carne al fuoco che era chiaro fin dal terzo episodio della scorsa annata che questa serie avrebbe avuto col tempo grossi problemi narrativi.
Col tempo.

Purtroppo mi sbagliavo pesantemente.
Under the Dome ha cominciato a scendere inesorabilmente negli abissi della serialità già a partire dal quarto episodio, “Outbreak”, dove gli autori hanno esplicitato la loro volontà di creare una serie piena di “crisis of the week”.
E così abbiamo avuto l’incendio, la caccia all’uomo, l’epidemia, la distruzione della cisterna dell’acqua e così via, in un ciclo eterno che sembra perdurare anche in questa seconda stagione, la quale però sta esplorando una variante della “crisis of the week”: la “plague of the week”!
Per questa ragione quest’anno abbiamo assistito a flagelli di stampo biblico come infestazioni o piogge acide color sangue.

Quindi cosa potevano inventarsi gli autori?

Kelly Souders: Gente, siamo a corto di idee!

[silenzio per dieci minuti perchè le menti degli autori di UTD lavorano con caaaalma]

Brian Peterson: Impossibile! Controlliamo la Bibbia, forse abbiamo dimenticato qualche piaga come.. le rane! Infestazione di rane, che ne pensate?

Kelly Souders: Sarebbe stata un’idea geniale se non fosse che già abbiamo scritto un episodio in cui Chester’s Mill è colpita da un’infestazione di uber-vermi supercalifragilistichepericolosi..

Brian K. Vaughan: Facciamo una tempesta!

Kelly Souders: Ma è scontato! Abbiamo pure appena fatto l’episodio con la pioggia rosso sangue!

Caitlin Parrish: E se facessimo una tempesta ma di.. sabbia? Ci potremmo inventare una cretinata supersonica da far dire a Rebecca, tanto nessuno ascolta mai le cretinate scientifiche che le mettiamo in bocca!
E inoltre potremmo mettere un personaggio principale in una situazione difficile con un personaggio che non sopporta.. Rebecca e Julia, mmm no.. Barbie e Big Jim, mmm no.. Eureka! BARBIE E SAM!!!

Neal Baer: Bene bene, sembra che qui c’è qualcuno che come me ha frequentato l’Università dell’Idea Scema! Parrish, buon lavoro, l’episodio è tuo!

(Dialogo estratto dagli archivi delle cantine della CBS dove il team di autori di UTD lavora segregato da anni, senza fonti di nutrimento o posti dove dormire)

Ed è (più o meno) così che i nostri carissimi sceneggiatori schizzati e sottopagati (perchè sennò non si spiega la ragione per cui questa serie faccia tanto schifo) hanno avuto l’idea per questo sesto episodio, “In the Dark”.
Un episodio sostanzialmente diviso in tre storyline: Barbie e Sam, Big Jim e la tempesta di sabbia e infine le “Quattro Mani 2.0”.

BLACK HOLES AND REVELATIONS

In questa prima trama vediamo il nostro caro protagonista dagli occhi color oceano bloccato con Sam nei sotterranei misteriosi di Chester’s Mill dopo che quel gran burlone di Lyle aveva posto una trappola per evitare che gli altri potessero seguirlo.
Rimasti soli, i due da buoni amici cominciano a litigare e ad accusarsi a vicenda perchè se non c’è qualcuno che fa una sfuriata, non è un vero episodio di Under the Dome!
E in questo caso, la sfuriata ha portato anche a qualcosa di buono!
Finalmente qualcuno ha scoperto che Sam ha ucciso Angie; certo, non c’era nessun testimone oculare mentre Barbie lo smascherava (e sappiamo come mezza città prova istinti omicidi nei confronti dell’aitante militare) ma sento che almeno questa volta qualcuno gli crederà e il capitolo “Who Killed Angie MacAllister?” sarà opportunamente archiviato nella breve lista delle risposte alle trentamila domande che questo show ha lasciato in sospeso.

COSE CHE SALVO DA QUESTA STORYLINE:

La quasi caduta nel vuoto di Barbie e questa scena, forse quella in cui si mette più in risalto la diversità di pensiero di Sam e di Dale:

COSE CHE NON SALVO DA QUESTA STORYLINE:

Tutta la trama secondaria in cui Ginger e Fred Julia e Rebecca giocano a “Il Piccolo Chimico” per salvare la vita di Sam e Barbie e l’aver ricopiato il cliffhanger del precedente episodio:

ENTER SANDSTORM (a.k.a HOW BIG JIM SAVED THE DAY.. AGAIN)

La trama si può riassumere in una frase: arriva una tempesta di sabbia e Big Jim salva la situazione con il solito metodo paraculo “ready-made”.

COSE CHE SALVO DA QUESTA STORYLINE:

Questa scena rimarrà negli annali per me perchè è situata nell’unico momento in cui avrei voluto essere un cittadino di Chester’s Mill:

COSE CHE NON SALVO DA QUESTA STORYLINE:

In poche parole: TUTTA LA STORYLINE.
Perchè? Perchè sono arcistufo di vedere come i cittadini si facciano prendere per i fondelli e come cambino idea velocemente.
E poi perchè tutta la faccenda del mulino a vento e del getto d’acqua gigante puzza proprio di MacGuffin (se non sapete cos’è, andate a cercarlo e capirete che è il plot device più usato in questo show).

FOUR HANDS ARE BETTER THAN ONE

I quattro dell’Apocalisse son tornati!
Mentre il resto del mondo sta pian piano comprendendo che per liberare Chester’s Mill servirebbe ucciderli, i nostri quattro giovincelli preferiti decidono di fare una scampagnata al lago per recuperare l’uovo rosa.
Tralasciando la maniera veramente obbrobriosa in cui lo riescono a tirare fuori dall’acqua (mettere le mani una sopra all’altra? seriously?), la vera scena da analizzare è quella in cui si ritrovano tutti in una casa per toccarlo e vedere cosa succede.
E che succede?
Scendono stelle rosa come se non ci fosse un domani.
Stelle rosa, ovunque.
OVUNQUE.

 

Ah dimenticavo: esse formano pure immagini (v. sotto):

Insomma, sembra piuttosto chiaro che la chiave di tutto è Zenith.
E il fatto che sia Melanie che Barbie vengano da lì, mi fa già venire i brividi.
(Prego le divinità telefilmiche di creare una trama degna, almeno una!)

COSE CHE SALVO IN QUESTA STORYLINE:

Il riavvicinamento tra Joe e Norrie e la strana unione tra Junior e Melanie, la quale a volte fa gli occhi da psicopatica (e ciò la rende perfetta per il nostro poliziotto con gli occhi da cerbiatto e il cervello da bastoncino Findus).

COSE CHE NON SALVO IN QUESTA STORYLINE:

Sinceramente vorrei vedere come si evolve il tutto perchè per ora è forse l’unica che mi interessa (se avessi trovato un verbo meno forte di “interessare” avrei scelto quello).
L’unica cosa che non salvo è l’inquadratura dal basso verso l’alto che mi ha fatto domandare in base a quale criterio vengano scelti i registi in questa serie.

Ma neanche Sharknado!

CONSIDERAZIONI FINALI

Under the Dome non è come quel bambino che “se si impegnasse, potrebbe raggiungere ottimi risultati”.
Under the Dome è come quel bambino che non va nemmeno a scuola perchè è troppo pigro per farlo.
Il problema è che nessun episodio di questa serie riesce a sviluppare appieno le proprie potenzialità perchè nessun elemento (dialoghi, fotografia, ambientazioni, trame) è abbastanza buono da farlo arrivare alla sufficenza.
Si parla di una serie che aveva come base uno dei migliori romanzi di Stephen King, non un libro di ricette di Benedetta Parodi.
Si parla di una serie dove uno degli sceneggiatori principali ha vinto Emmy per il suo lavoro in E.R.
Si parla di una serie dove uno dei protagonisti ha recitato in quel Sacro Graal di Breaking Bad.
Queste sono alcune tra le ragioni per cui non transigo e lascio che il mio disgusto abbia la meglio sul resto.
Ma io sono ancora qui a guardarla.
Perchè se c’è una cosa che ho imparato è che “la speranza è l’ultima a morire”.
E allora continuo a sperare.

Non so per quale ragione ma questa settimana niente promo per il prossimo episodio, quindi passo direttamente al ringraziarvi di aver letto questa recensione, sperando di non aver offeso nessuno di voi con i miei commenti caustici e sperando che possiate capirmi in quanto telefilm addicted deluso (e sappiamo tutti che almeno una volta qualche serie ci ha deluso).

Un grazie speciale alle pagine: Under the Dome – Italia | Under The Dome Italia | Telefilm Italia

13 thoughts on “Recensione | Under The Dome 2×06 “In The Dark”

  1. Ahaha, non riesco a smettere di ridere, sia per la recensione che per la puntata!
    Seriamente, questa serie ha raggiunto livelli di trash che non avevo mai visto: cos’era quella scenetta nella grotta con Barbie e Sam che si buttano palesemente sotto la frana aspettando di prendere qualche sasso in testa? E vogliamo parlare di Barbie che cammina all’indietro in una grotta buia e sconosciuta? Inutile che ti lamenti, se poi muori.
    E la super-scienziata che non sa costruire una ventola (che Big Jim ha messo su in 5 minuti) ma mette insieme all’istante un esplosivo che rompe giusto giusto i sassi che bloccano il passaggio?
    Per non parlare della stupidità della “gggente” che ancora si fida di Big Jim e della stupidità di Julia che si lascia fregare ogni 2 secondi.

    “Under the Dome è come quel bambino che non va nemmeno a scuola perchè è troppo pigro per farlo”: esatto! E pensare a quanto bello sarebbe potuto essere questo telefilm…

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    • Grazie per i complimenti!
      Ho cercato di coniugare le mie critiche a fatti concreti per far notare a tutti i lettori quanto veramente questa serie sia caduta in basso.
      Plot device banali, plot twist orribili, personaggi bidimensionali, effetti speciali degni di Dora l’Esploratrice.

      E sì, anche io penso a quanto sarebbe potuta essere una serie capolavoro.
      Ma come dice Meredith Grey, “whatever, there’s always next year”.

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  2. Sappi che a me, di tutte questa carrellata di buon nonsense misto a trash, quello che mi lasciata per un momento senza parole – per qualche secondo ho imperversato in uno stato di sgomento puro – è stata la scena tra Junior e Melanie. AHAHAHAHAHAAHAHAHAHAH PESSIMA
    Se si sarebbero baciati avrei smesso di guardare la serie perché avrebbe rappresentato il punto di non ritorno dal viaggio nel nonsense selvaggio.

    Alla fine, io salvo:
    – Norrie, che mi sta piacendo molto in questa stagione. E’ uno dei pochi personaggi che in qualche modo sta “uscendo fuori”.
    – Barbie, mi è sempre andato a genio.

    Condanno al rogo:
    – Julia, questa Julia non ha niente a che fare con quella della prima stagione. Due persone diverse, forse soffre di qualche sindrome. Certi comportamenti da paladina dell’universo che non mi spiego.
    – Melanie, mi sta lì e non mi piace. Datele fuoco perché lei, sicuramente, darà fuoco a qualcuno o qualcosa… prima o poi.

    Sono impassibile verso:
    – Joe. Lo potrei mettere in quelli “da rogo” perché pure lui, si è rammollito rispetto alla prima stagione.
    – Big Jim, alla fine sarà sempre stronzo. Però mi piaceva di più quando era malefico e non lo mandava a dire. Insomma, fai tornare Satana in te.

    Poi boh, la piccola Adolfina (la prof.) tergiversa tra tutti e tre gli stati. Appena mi faccio un’idea, la tipa fa qualcosa che me la fa cambiare radicalmente. Anche lei la preferivo quando era squilibrata e accecata dalla scienza.

    Anche Junior è bipolare (di nome e di fatto). Nella prima stagione andava in giro con il sangue agli occhi e con i neuroni totalmente fritti; cioè, ha tenuto incatenata Angie nel rifugio antiatomico del padre e voleva ammazzare Barbie!!! Adesso, è la persona più tranquilla del mondo, il genere di persona a cui lasci i bambini (e la gente glieli lascia, vedi Melanie scaricatagli da Julia ahahah) mentre te ne vai a fare shopping.

    Riprendetevi, cari.
    Con affetto,
    una che comunque continuerà a vedere Under the Dome, anche quando si scoprirà che sono tutti morti (come in Lost)

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    • Diciamo che la tua opinione coincide molto con la mia, soprattutto nelle categorie in cui hai messo i personaggi.
      Norrie è il mio personaggio preferito ormai (è l’unico che dice le cose in faccia e non si fa problemi a dirle).
      Big Jim deve tornare ad essere il Big Bad perchè mi ha stufato il fatto che un giorno si allei con Barbie e il giorno dopo vuole remare contro tutti.
      Barbie è troppo scemo certe volte e la presenza di Julia peggiora solo la situazione.
      Julia con l’hero complex.
      Big Jim con il God complex.
      Du palle, madò.
      Junior è diventato un decelebrato; lo preferivo pazzo psicopatico, almeno mi divertivo con quella faccia da matto assatanato.

      No Giù, ti prego spera che non sia un finale del genere.
      Spero che, a questo punto, decidano di far tornare Lyle solo per fargli compiere un maxi attacco kamikaze e finire la serie con un “Sorry for the brutal interruption but that’s all, folks!”

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      • L’attacco kamikaze di Lyle ahahahahah!!
        Comunque, dov’è finito Lyle???? :O Cioè, sono chiusi sotto una cupola, c’è un ex marine, Lyle è mezzo cretino, e non ancora lo riescono a trovare? Ma WTF?

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        • 1. Se mi dicono che il crepaccio porta da un’altra parte, giuro mi inchino a cotanta stupidità.

          2. Barbie ha il fiuto di un cane da tartufi senza olfatto.

          3. Nei flashback Lyle dovrebbe essere nato nel 1970. L’attore è del 1956. A sto punto se non lo ripigliano, è per paura che quelli della CBS capiscano a chi hanno assegnato sto telefilm.

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          • Non ti preoccupare, ti capisco.
            Una parte di me s’è arresa quando una ragazza morta nel 1988 e tornata in vita nel 2013, ha cominciato a flirtare col nipote del suo fidanzato.
            E figlio della sua migliore amica, morta non morta come lei.

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          • Ma guarda, io l’ho trovata pure sotto “gatta”, alla sezione “gatta morta”.
            Sta ragazza è un prezzemolino.
            E allora mettiamola in una minestra con Julia, Lyle, Rebecca, Big Jim e Junior, così accontentiamo sia me che te xD

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    • Ah, dimenticavo.
      Rebecca.
      Io ho capito qual è il mio problema con lei.
      Io schifo la recitazione dell’attrice, non il personaggio.
      Il personaggio, tanto quanto, riesce ad avere momenti sì e momenti no ma ciò non toglie che, citando Renè Ferretti, Karla Crome è una “cagna maledetta”.

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