Outlander/Telefilm

Recensione | Outlander 1×01 “Sassenach”

Salve a tutti telefilm addicted,
benvenuti alla prima recensione dedicata ad Outlander di cui mi occuperò – speriamo – per un bel po’.
Il mondo in cui state per entrare crea forte dipendenza. Desidererete che il vostro ragazzo indossi un kilt, che inizi a parlare gaelico e abbia i capelli rossi e ribelli.
Insomma, lasciate ogni speranza voi che v’entrate, direbbe Dante se avesse visto Jamie Fraser. Ma partiamo dal principio.

Il Pilot, che qui prende il nome di Sassenach, si apre con le inquadrature dell’immortale, splendida Scozia. Darei un Emmy alla serie solo per la scelta dei paesaggi naturali, sappiatelo.

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La voce narrante della protagonista, Claire Randall, esordisce con un’acuta riflessione sulle sparizioni e sul fatto che non sia mai riuscita a comprare un vaso. Davvero, Claire? Ti sembra il caso? [Un punto per l’originalità, però].
Non è facile inserire una voce narrante perché c’è il rischio che possa infastidire lo spettatore, eppure la voce di Claire è stata un grande accompagnamento.
Ed è quella stessa voce a spiegarci cosa è successo: alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Claire si ricongiunge al marito Frank Randall [conosciuto anche come il fratello di Catelyn Stark che, dopo essere morto durante le Nozze Rosse si è reincarnato negli anni ‘40] per una finta seconda luna di miele ad Inverness, in Scozia. In realtà, sebbene in circa 20 minuti trovino il modo di metter su famiglia spesso e volentieri, Frank è lì soprattutto per scoprire le sue origini e indagare sui suoi antenati e il legame tra i due coniugi è molto apparente.
Insomma, il suo ruolo negli anni ’40 sarà pressoché quello del cornuto. E più in là con la puntata capirete perché.

Una sera, i due coniugi assistono ad un rito durante Samhain [il nostro Halloween, come ci spiega Claire] sulla collina di Craigh na Dun e ne rimangono incantati.

Ora qui fermiamoci un attimo per apprezzare le splendide musiche. E’ un po’ scontato se solo pensiamo che il compositore è lo stesso di Da Vinci’s Demons e The Walking Dead, ma è stato piacevolissimo immergersi nelle note delle cornamuse (per non parlare dell’incantevole sigla!) e entrare ancora di più nell’atmosfera scozzese.

Tornando all’episodio, a causa della (o grazie alla) sua fissazione per le piante, Claire ritorna a Craigh na Dun (cominciate bene a imparare questi nomi!) per cercare un fiore e – semplicemente toccando una delle pietre del cerchio – si ritrova catapultata nel 1743.

Claire è una donna degli anni ’40, un periodo in cui la razionalità è tutto e le donne cominciano ad imprecare alla luce del sole, dunque non ci meravigliamo se all’inizio crede di trovarsi sul set di un film, tra Inglesi e Scozzesi che si sparano l’un l’altro in costume. Solo quando si imbatte nell’antenato di Frank – il cattivissimo Black Jack – capisce che qualcosa non va.

Prima di subire chissà quale indicibile violenza, Claire viene salvata/catturata da uno scozzese che la trascina nella capanna dove si nascondono i suoi amici. Ed è qui che vi potete alzare in piedi e applaudire:  JAMIE FRASER E’ QUI, insanguinato e ferito, stile cucciolo scozzese. L’istinto da infermiera di Claire – certo, proprio quello – la costringe a curare la spalla di Jamie, stupendo l’intero branco di simpatici ma sospettosi scozzesi.

E su le mani per Claire, se non l’avevate amata sin da subito, vi basterà il suo linguaggio per farle un applauso. Come si capisce immediatamente, la nostra protagonista non è una donna facile da piegare.

Inoltre, i momenti divertenti non mancano. In effetti, non credo che nel 1743 sapessero cosa sono i germi o lo iodio. Ma basta pronunciare la parola chiave, quella giusta, e tutto è più chiaro.

Il Clan è sospettoso nei confronti di Claire, che grazie alle nozioni di Frank, sa di un’imboscata degli inglese proprio nel luogo in cui si trovano.
Quindi mentre si svolge una rapida scazzottata tra nemici [con tanto di musica allegra],
Claire tenta di scappare davanti ad uno Jamie insanguinato (ancora).

La nostra protagonista sa che è meglio seguirlo, dove potrebbe andare altrimenti? La città di Inverness non esiste e suo marito non è ancora nato.
Tra le ambientazioni, le premesse della storia e i volti nuovi e freschi, anche io – come Claire – sono caduta nella trappola.

Supponi bene, Jamie. Veniamo con te.
Ora, ci sono tre cose che dovete sapere di Jamie Fraser:

  1. E’ un vero gentiluomo.
  2. E’ sexy ed ingenuo.
  3. E’ interpretato da quel pezzo di patrimonio culturale scozzese Sam Heughan.

Eh si, la mia parentesi è solo una scusa per convincervi – tramite le meravigliose inquadrature di questo ragazzo – a vedere Outlander.
Non solo perché Jamie è sexy, ma anche perché è un personaggio molto complicato.
Perché la corte scozzese è piena di intrighi, perché c’è una grande protagonista.
E perché stiamo parlando della Scozia, miei Sassenachs.

Dunque le premesse del pilot di Outlander ci hanno affascinato e entusiasmato. Adesso, non ci resta che aspettare il nuovo appuntamento con questo mondo fatto di kilt e cornamuse, per scoprire cos’altro aspetta all’ormai Claire Beauchamp.

Alla prossima, Stranieri!

Ringraziamo: Sam Heughan Italia | Outlander Italia | Outlander Italy | Outlander,il Mondo di Jamie & Claire – The Italian Fangroup | Caitriona Balfe Italian Fans | Sam Heughan Italian Fans

6 thoughts on “Recensione | Outlander 1×01 “Sassenach”

    • Io non voglio tirare i piedi a nessuno… però, riguardo la fedeltà con i libri, anche la prima stagione di Game of Thrones era la copia del libro… poi… beh, di questo è meglio non parlare.

      Piace a 1 persona

      • Sai che pur quotandoti in generale, trovo però che a lungo andare rendere un telefilm tratto da libri diverso in qualcosa da essi non sia sempre una male? La fedeltà estrema va benissimo nei film e nelle miniserie che non superano i dieci episodi, ma in show che durano per molte più puntate e anche più serie(e si spera che sia questo il caso) ogni tanto inserire qualcosa di nuovo può essere utile per non annoiare lo spettatore che già conosce la storia. Non sto dicendo di cambiare tutto, ma mettere un pizzico di cose nuove qui e lì può essere utile. Tutto dipende ovviamente da come questo viene fatto.

        Piace a 1 persona

      • Hai ragione! E sono praticamente sicura che di cambiamenti ce ne saranno eccome (soprattutto se vanno avanti con le stagioni), ma do ragione anche a Roberta, ogni tanto i cambiamenti o le aggiunte possono dare un tono on più alla serie.
        Ad esempio, Outlander rispetto a Game of Thrones ha 16 episodi quindi scommetto che avranno aggiunto parecchie cose 😉

        "Mi piace"

  1. Pingback: S01E01 - Sassenach - Info e Rassegna Stampa - Outlander Italia

  2. Pingback: Parliamone | La Mania delle Serie in Costume | parolepelate

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