Telefilm/The Leftovers

Recensione | The Leftovers 1×05 “Gladys”

Prima di iniziare questa recensione volevo scusarmi con tutti voi fans Pelati di The Leftovers per aver lasciato scoperto questo show per tre settimane ma ero a Londra e nessuno del nostro staff ha avuto la possibilità di potermi sostituire.
Per questa ragione ho deciso di aggiungere un breve recap per riprendere in mano le redini della situazione e ricapitolare cosa è accaduto ultimamente in questo fantastico telefilm.

PREVIOUSLY ON “THE LEFTOVERS”..

I tre episodi precedenti hanno cercato di donarci una panoramica sempre più ampia sui cittadini di Mapleton e sulle loro vite, sempre scosse dagli avvenimenti accaduti quel maledetto 14 ottobre.
In “Penguin One, Us Zero”, abbiamo conosciuto meglio il personaggio di Nora attraverso gli occhi di Jill, Aimee e i gemelli e abbiamo assistito all’arrivo di Meg tra i GR.

In “Two Boats and a Helicopter”, episodio Matt-centrico, abbiamo avuto la possibilità di vedere la vita a Mapleton secondo gli occhi del reverendo, il quale ha dovuto affrontare numerose peripezie nel corso di tale puntata che, a mio parere, è la migliore finora.

In “B.J and the A.C”, abbiamo partecipato alla ricerca del Baby Jesus scomparso e al continuo della fuga di Tom e Christine.

Insomma, tre episodi agli antipodi che però ci hanno fatto meglio conoscere i vari protagonisti, analizzandoli e spiegandoci meglio chi sono (e chi erano).
“Gladys”, invece, non solo ci permette di entrare al centro di un’indagine ma anche di vedere quali conseguenze ha essa sui vari personaggi.

“GLADYS”
written by Damon Lindelof and Tom Perrotta,
directed by Mimi Leder.

Quando leggo i titoli degli episodi di questa serie rimango sempre perplesso.
Corro sul web a cercare spiegazioni ma poi mi accorgo che anche gli altri fans hanno questo problema e allora vado in tilt.
Però Internet non delude (quasi) mai.

E allora scopro che “Penguin One, Us Zero” è un riferimento al pinguino del terapista di Kevin, “Two Boats and a Helicopter” è preso da una barzelletta sui cristiani e “B.J and the A.C” dovrebbe significare “Baby Jesus and the Anti-Christ”.

“Gladys”, invece, ha un titolo chiaro e senza sottotesti.

Il contrario dell’episodio insomma.

Tutte le scene sembrano dense di elementi allegorici e dissonanti tra loro, come se il regista e gli autori cercassero di portare sullo schermo un equilibrio tra bene e male, caldo e freddo, buoni e cattivi, amore e odio, sentimento e freddezza e così via.
Ma quest’equilibrio vacilla sempre di più.

Ogni evento negativo che accade a Mapleton non fa che peggiorare una situazione già complicata di suo.

La morte di Gladys ne è una conferma.
Il brutale assassinio di questa donna non fa che accentuare il divario tra i GR e i cittadini di Mapleton e alimentare il seme del dubbio su chi possa esser stato o perchè sia stato fatto.

E’ inopinabile che chiunque abbia commesso un tale crimine sia una persona malvagia e sono curioso di scoprire se sia stato autore un cittadino, uno dei GR o persino qualcuno del Governo.
Per ora mi “accontento” di continuare a vedere la vasta gamma di sentimenti che proliferano a Mapleton.

Prendiamo Laurie.
Laurie è forse il personaggio migliore di questa serie perchè riesce con uno sguardo a darmi più emozioni di quante possano gli altri protagonisti con cento parole.

Il suo cedimento fisico e psicologico era nell’aria fin da quando l’abbiamo vista nel salotto con Meg, Kevin e in seguito sua figlia Jill.
La sua vita è cambiata così radicalmente che solo un evento così traumatico poteva rimettere in dubbio tutto quello in cui lei credeva; in quest’episodio, però, è l’aiuto di un altro personaggio a ridarle la sicurezza e la stabilità di cui aveva bisogno.
Quella persona è Patti.

I understand the pull. I understand that your family and your past, I understand that going back to them feels comfortable and easy, because the alternative, what we do is very, very hard. But there can’t be any doubt Laurie. Because doubt is fire. And fire is going to burn you up. Until you are but ash.

Patti ha compreso quali fossero le ragioni di Laurie ma non le ha accettate.
Le ha dato la possibilità di parlare ma Laurie non ci è riuscita perchè è bloccata, o come dice Patti stessa, “spezzata”.
E’ interessante vedere che gli autori non abbiano scelto di farla parlare ma di farla continuare a stare in silenzio, come se così potesse continuare a ragionare da sola nella sua testa.
Quando poi, alla fine dell’episodio, ha deciso di scendere da Matt, avevo pensato che finalmente aveva preso la decisione di lasciare i GR ma ero completamente fuori strada: vederla fischiare in quel modo è valsa più di un grido agghiacciante.

Lo sguardo del Reverendo è simile a quello di un uomo che ripugna quel gesto, che non concepisce come qualcuno possa abbandonare le proprie famiglie e condurre un’esistenza sapendo che tutti potrebbero odiarlo.
Il fatto che egli conosca Laurie aumenta la drammaticità della situazione e ne amplifica il significato.


Il piano di Matt è ammirevole e sono curioso di vedere come si evolverà perchè amo l’interpretazione di Christopher Eccleston e se questa sua scelta di “riportarli in vita” gli darà più spazio on-screen, non posso che incrociare le dita e sperare che accada.

Un personaggio che invece non riesco proprio ad amare è Jill.
Lo stereotipo della “figlia-ribelle-che-fa-le-facce-semiangosciate-alla-Kristen-Stewart” non mi va giù e nella scena a scuola m’è sembrata una pazza esaurita non una giovane spaventata all’idea che la madre possa essere morta.
L’unico momento in cui ho provato tenerezza per lei è stato quando Kevin le chiede scusa e le dice quanto le voglia bene, nonostante la recitazione di Margaret Qualley faccia pena rispetto a quella di mezzo cast.

Al contrario, la recitazione di Justin Theroux è uno dei motivi per cui questa serie continua a piacermi: sarà che riesce a mescolare momenti di lucidità e momenti di insanità come pochi attori sanno fare, sarà che il suo ruolo non è fastidioso o stereotipato ma a me non dispiace.

La scena notturna nella lavanderia è stata molto intensa e la metterei al pari con la scena dello scorso episodio in cui aveva il confronto nel salotto con la moglie tra le sue interpretazioni migliori in questa serie.

Che altro c’è da aggiungere?
Beh, non molto.
The Leftovers è una serie particolare, si prende i suoi tempi per raccontare la propria storia e non se ne frega del plot twist o del finale con la suspense.
Gli autori hanno cercato di donarci un telefilm che faccia riflettere non che ci faccia rimanere angosciati tra un episodio e l’altro.
E su cosa possiamo riflettere alla fine di quest’episodio?
Sicuramente sul significato di dubbio, sul come possa essere superare un lutto, sulla crudeltà umana, sul rapporto tra un genitore ed un figlio.
Insomma, The Leftovers è meditazione e la meditazione è un “lasciare andare”, come diceva il grande maestro spirituale Osho.
E quindi lasciamoci andare verso un nuovo episodio, verso un nuovo capitolo delle vite di questi uomini e donne che ogni giorno caricano il peso di ciò che hanno perso e mai riavranno indietro.

NOTE SPARSE:

  • Know Thy Dilf: Solo io credo che Kevin cadrà sotto le grinfie di Aimee, professione “DILF Catcher”?

  • Readiness is All: Meg ha finalmente deciso di essere a tutti gli effetti una GR. Mi mancherà la sua voce.

  • May the Fire Be with You: La scena finale è stata particolarmente ben eseguita e sarà stata l’atmosfera iper-lugubre e tesa ma ad un certo punto ho avuto paura che la povera Gladys aprisse gli occhi prima di entrare nella fornace:

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e che continuiate a leggerci 🙂
Vi lascio col promo del sesto episodio (Nora-centrico, YAY!!) e vi do appuntamento alla settimana prossima!

Vi auguro una buona giornata e una grande estate telefilmica!

Ringraziamo anche: Charlie & Max Carver Italia | The Leftovers Italia | The Leftovers Italia | British actors do it better | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Serial Lovers – Telefilm Page | Telefilm. Un amore incondizionato | Justin Theroux Italia

One thought on “Recensione | The Leftovers 1×05 “Gladys”

  1. Non posso non dire che The Leftovers sia un telefilm che mette (un po’ troppa) ansia. Ma forse alla fine va bene così, magari serve a farci capire la tragicità, non solo di una serie ma della vita in generale. (Come anche tu hai affermato)

    È un telefilm che va scoperto man mano, anche se probabilmente il personaggio di Kevin mi è piaciuto dall’inizio, mentre invece ci sono personaggi che sono ancora un po’ ambigui e non riesco ad incasellare.
    Ma di sicuro Jill e Aimee sono tra i personaggi che più non sopporto .-. E spero davvero tanto che Kevin non dia retta a *censored* Aimee perché ._.
    Spero di scoprire qualcosa in più su Matt e Nora e spero che, prima o poi, i due geni del male (Lindelof e Perrotta) ci diano delle risposte.

    (Anche io ho avuto paura che Gladys si svegliasse all’improvviso! “Exposè” anyone?)

    "Mi piace"

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