Telefilm/Under the Dome

Recensione | Under The Dome 2×04 “Revelation”

Tadadadaaaaaaaaaan! Revelationsssss!
Ebbene si, carissimi accupolati settimanali, alcuni nodi sono finalmente venuti al pettine in questo quarto capitolo della nostra mega insalatiera, mentre altri nodi continuano a formarsi parallelamente alle mille-mila storie che sotto la nostra ciotolona sembrano prendere forma come in un romanzone d’altri tempi. C’è l’arme, l’amor, il cavalier servente, le dame, il sangue, il virus e…chi più ne ha più ne metta. C’è il matto, la smemorata, l’assassino e l’ingenuotta. E’ un carosello ben assortito dove la giostra non smette mai di girare, e dove le carte poste sul tavolo non smettono mai di rivoltarsi a dare nuovi e complicatissimi disegni.

Vediamo allora cosa abbiamo capito e cosa si è ingarbugliato ancor di più dopo questa 2×04 che, come sempre, non manca di lasciarci un po’ col fiato sospeso.

IT’S NOT GOD …IT’S DARWIN!

Diciamo che Adolfina in questa puntata ha percorso una parabola discendente, laddove la sua pseudo lucidità/insanità mentale ha attraversato diversi stadi. Da infoiata nazi-sterminatrice, a novella padreterno, per poi passare a ingenuotta in crisi di coscienza ed infine pseudo redenta. Che si sia pentita davvero o che il virus non sia stato rilasciato? Io ci credo fino ad un certo punto, anche perché in quella sua testolina traumatizzata da una morte in famiglia in tenera età, io non credo basti davvero così poco per fermare tutti gli ingranaggi in movimento…e del resto la galera è solo un limite temporaneo. Inoltre, è inutile che cerchi di giustificarsi o di usare la carta convincimento sul nostro Big Jim, ormai nelle sue grinfie, a noi non convince proprio per niente. Eppure, ho il sentore che la avremo in mezzo alle pa…ehm…scatole ancora per molto. Se nun so’ matti non ce li volemo.

IL PAZZO BARBIERE E LE CARTOLINE DI MAMMA’

“Dovevosolochiedereinformazionieinveceholiberatoilbarbierecomeunpirlamaquelloèscappatoperchéiosonouncoglione…BUT FIRST, let me take a #selfie”

Chi invece si è tolta dalle scatole, ma riappare a sorpresa con una morte inscenata che nemmeno in Beautfiul, è Pauline, mamma di intelliJunior. Lui, che si è guadagnato tale appellativo coi punti del Dixan, così come la stelletta sul petto da sfiga-poliziotto, regalatagli non si sa per quale motivo (si potrebbe quasi ipotizzare che il sotto la Cupola sia una novella Italia, azzardo il paragome,ndr). IntelliJunior, tanto per confermare a pieno il suo titolo, decide bene di liberare Lyle allegro barbiere, solo dopo aver ponderato a dovere coi cricetini che ha nel cervello.

Ora, Lyle non è un tipetto che ispira fiducia, ma se lo dice la mamma non più morta, Junior che è come una girandola nel vento, esegue subito. Tra l’altro, è assai prevedibile il fatto che Lyle ne approfitti, ma mentre intelliJunior viene distratto da cartoline presagistiche-autografe di sua mamma (momento commmmmozione), il barbiere folle ne approfitta per darsela a gambe, anche perché c’è qualcosa che sta venendo dissotterrato nel mentre…e quando quello che deve rimanere sottoterra, torna a galla, sono sempre dolori.

LA COMITIVA DEL METEORITE

Negli anni 80, oltre ai capelli cotonati e alle spalline, andava di moda andare ad infrattarsi con la comitiva nel profondo dei boschi americani (notoriamente covo di fenomeni sovrannaturali e di serial killer), e da meno non potevano essere il quartetto monnezza, composto da Pauline, Sam, Lyle e…Melanie. Melanie era la ragazza di Sam, la pischelletta targata 1988, la squinzia di Zenith o come la volete chiamare. Evidentemente però, la suddetta Melanie, era un po’ una che agiva fuori dal branco o semplicemente non pomiciava a dovere, fatto sta che, quando arriva un meteorite con le impronte delle mani tipo stagione uno nel fienile ( e tipo “atto di forza” – per nerd intenditori), lei per rompere le “uova” nel paniere a tutti, vuole tenersi l’uovo alieno dentro alla roccia caduta dal cielo. Precorrere i tempi del Tamagotchi forse? Tutto è possibile. Peccato che arrivi la solita provvidenziale spintona-scherzo, caduta e colpo alla testa…ed ecco che Under The Dome diventa ‘So cosa hai fatto…’ – peccato manchi Sarah Michelle Gellar.

Il dubbio quindi è, se Melanie è sempre lei da venti e più anni a questa parte, può davvero Sam non averla riconosciuta? E perché questo fantomatico meteorite aveva queste benedette 4 impronte e dentro c’era l’uovo, ma della cupola niente traccia? E quanto è conveniente il flashback-visione sul luogo del misfatto? E perché si insiste su Zenith ma ancora zero spiegazioni?

Ma soprattutto…Non poteva semplicemente arrivare Goku o Clark Kent? Beh, forse meglio di no, visto che qui di triangoli amorosi iniziano ad essercene anche troppi, e sarebbe stato un vero macello per l’ormone sotto la cupola.

“COME POSSO COMPETERE CON LA RAGAZZA VENUTA DALLO SPAZIO?”
OVVERO CUPOLE E GELOSIA, pt II

Mi passerete la seconda parte del mini titolo che sembra una cosa tipo da Canale 5 con Garko, ma ci sta veramente tutta. Se le trame principali sono mosse dal sangue e dall’intrigo, quelle collaterali sono mosse sempre dall’ormone, adolescenziale e non. Se da un lato Julia decide di negarsi a Barbie per questioni ‘ideologiche’, dall’altra Joe gode come un pavone ad essere conteso tra ben due ragazze. Che poi, conteso è un modo di dire. L’aliena-smemorata ne approfitta, e nella sua eterea svampitaggine fa in modo che, dopo ben una stagione di lagnosità a mille e pseudo inutilità, iniziamo ad amare Norrie.

Il suo domandarsi su come possa competere, fisicamente e non solo, contro la ragazza aliena è un qualcosa di eccezionale. E’ domandarsi come il tuo ragazzo nerd stia pensando di fare la prossima mossa con te, se controllando le carte abilità nel suo deck o pronto a lanciare il dado sfaccettato. E’ domandarsi se si sarà mai più sexy di Chewbecca agli occhi del più fedele degli strawarsiani anche non facendosi la ceretta per mesi. E’ l’insicurezza femminile davanti all’oggetto del desiderio colmo di mistero che il primo credulone con l’ormone in subbuglio anela come una action figure del suo fumetto preferito da tenere in bacheca.

Norrie ci ha regalato tutto questo in pochi minuti, che a titolo personale, è qualcosa che mi ha fatto sbellicare ma ci ha anche regalato un po’ di soddisfazione, quasi quanto vedere Julia che, come una sinuosa felinide rossa in preda alle voglie matte, non riesca ad accorgersi (complici le fette di parmacotto davanti agli occhi) che Sam poi questo stinco di santo non è. E’ dunque già caduto in disgrazia il bicipite di Dale ed è la camicia a scacchi da guardiaboschi e l’occhio da mandrillo ad ottenebrarle la mente? Ha avuto una regressione ai tempi di Twilight col debole per i tipi più efebici?

Riuscirà a capire prima di spalmare il miele sulle fette biscottate chi è in realtà il caro zio?

Ma poi, è stato veramente lui ad uccidere Angie?

L’interrogativo è pressante, così come l’attesa, ma per la risposta e per altri deliranti commenti, dovremo solo aspettare di accupolarci la settimana prossima!

Au revoir, anzi…Au-verderaux!

Un grazie speciale alle pagine: Under the Dome – Italia | Under The Dome Italia | Telefilm Italia

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