Telefilm/Under the Dome

Recensione | Under the Dome 2×01 “Heads Will Roll”

Il caldo afoso ci riporta in un batter di ciglio a Chester’s Mill dopo un anno di assenza. Dove avevamo lasciato i nostri reclusi sotto vetro? Julia Shumway si era rivelata essere la vera ‘monarca’ designata dalla cupola, i 4 ‘giovani messaggeri’ in preda alle crisi epilettiche erano le vie preferenziali di comunicazione della cupola stessa mentre Big Jim, in netto antagonismo con Dale Barbara, cercava di portare ogni circostanza a suo vantaggio, per il solo desiderio di essere il vero Re sotto la cupola. Ci eravamo lasciati con Barbie pronto ad essere impiccato, accusato dallo stesso Big Jim di reati che non aveva commesso, mentre Julia, insignita di notevole responsabilità, si disfaceva dell’uovo dai misteriosi poteri per far si che non cadesse in mani sbagliate. Quello che ricordiamo dopo è una pioggia di stelle rosa, generate dall’uovo stesso, e poi un bagliore…

E’ quel bagliore che ci ha ricatapultato di corsa a Chester’s Mill, nel climax che avevamo cristallizzato nella nostra mente, e che, come un esplosione atomica, ci ha lasciato per 43 minuti col fiato sospeso, intenti a rincorrere il bandolo di una matassa intricatissima e che ci sfugge sempre più, rotolando e rotolando ancora per una discesa ripidissima.

Tutto è velocissimo e serrato, tutto succede nel giro di pochi istanti, dai colpi di scena che lasciano senza fiato ai nuovi ingressi e alle ulteriori dipartite, anche di quelle che non ti aspetti o che non avresti immaginato sarebbero accadute in questo modo, con quella velocità. La Cupola toglie, è vero, ma ‘dona’ anche in un certo senso. Nel suo continuo mettere alla prova gli abitanti reclusi, è allo stesso tempo in grado di fungere da giudice e da metro di  misurazione, e come cambiano gli obiettivi che questa sembra avere, così si rimescolano le dinamiche sotto la pressante cappa di vetro.

Ripercorriamo allora i momenti salienti di questa frenetica 2×01. E da qui in poi, se non avete visto l’episodio, vige lo Spoiler Alert, siete avvisati.

THE MYSTERIOUS GIRL, THE TEACHER AND THE MAN IN THE WOODS

Marchiamo il territorio mode: on

Tre nuovi “arrivi” a Chester’s Mill, o meglio, tre identità che palesano la loro presenza fuoriuscendo da quelli che sembrano essere i molteplici meandri di una cittadina piccola ma apparentemente e geograficamente infinita. Se da un lato la prof iper-cervellotica di Joe era palesemente riconoscibile e deducibile dal contesto, dall’altra ci sono quei due arrivi che non ti aspetti. L’una, la misteriosa ragazza di poche parole, comparsa poco dopo che la Cupola mostra la sua presenza magnetizzandosi, e proprio poco dopo l’adagiarsi sul fondo del famigerato uovo, salvata dall’annegamento da Julia, unica presente sul luogo. L’altro, baldo ed aitante ex medico, vagamente tenebroso e con qualche segreto ed un passato oscuro da nascondere, che accorre in loro soccorso e apre loro le porte della sua remota baita nei boschi. Interrogarsi su quale sia la sua identità, è cosa che ci impegnerà per poco, visto che veniamo a scoprire non molto più tardi essere lo zio di Junior, il fratello di sua madre.

Come se non bastasse, lo zio sembra però più interessato (oltre che a Julia) anche alla misteriosa ragazzina, molto simile ad uno dei disegni che egli stesso conserva in un vecchio quaderno. Opera di sua sorella come il profetico disegno delle Pink stars? Il dubbio permane…e come sempre, tutto è come sembra e come non è realmente.

A VOLTE SE NE VANNO, A VOLTE RITORNANO

Se non ti lecchi le dita…(cit.)

Se è la cupola, come abbiamo già accennato, a dettare le regole del gioco, sembra altrettanto fungere da ago della bilancia in diverse circostanze. Il magnetizzarsi infatti della cappa di vetro, interpretato come segno di risentimento da parte della cupola stessa, non ha come unica conseguenza quella di attirare oggetti di ferro di vari tipi e grandezze (pistole incluse). La cupola gioca ad interferire con la testa dei suoi abitanti, con la testa di coloro i quali possono ascoltarla o, ancor più, con la testa di coloro i quali non vogliono farlo. Big Jim deve quindi fare i conti con gli scherzi che la sua di mente gli gioca, e soprattutto con le apparizioni di Dodee, di fronte alla quale, come un novello S.Tommaso, deve credere senza infilare lui stesso il dito nel costato. Riferimenti biblici a go-go dunque, e perfino chiodi che volano e trapassano mani…

 …ma non è Joe a vedere chi non dovrebbe, bensì il povero piccolo schizzato Junior. Riferimenti criptici, ‘Zenith’, una città misteriosa ed una donna bionda, sua madre, apparentemente viva e fuori la cupola. Come è possibile?

E’ un ritorno di fantasmi dal passato questo, ma anche dall’immediato presente, ed in particolare mi riferisco a Linda, uscita di scena in maniera così veloce che ancora si fa fatica a comprendere. Siamo poi così convinti che la sua sia un’ uscita di scena definitiva? In ogni caso, ci rivela come la Cupola vada cambiando obiettivo e come faccia capire a Big Jim e alla Monarca-Julia che la morte, a questo punto, non è la soluzione. Che sia un punto di partenza per un ulteriore nuova vita, fuori di li o in un’altra dimensione? Gli indizi ci sono, i riferimenti biblico-cristiani anche..dovremo solo vedere gli sceneggiatori dove vogliono andare a parare e fino a che punto vogliono spingersi.

KEEP YOUR FRIENDS CLOSE, KEEP YOUR ENEMIES CLOSER

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio” si suol dire tanto per restare in tema, e a quanto pare Big Jim, nonostante le prove a cui è stato messo innanzi (presunta spinta all’impiccagione compresa), sembra non voler ancora capire. Non rivela la natura dei suoi crimini, né ammette i suoi sbagli e tuttavia continua ad intessere la sua rete fitta di strategie ed alleanze che, talvolta, facciamo difficoltà a seguire. Nominare Sceriffo un personaggio fin’ora inutile e astioso nei tuoi confronti, ospitare sotto il tuo tetto tre dei prescelti con madre annessa, convincersi che Dale Barbara infondo non ha finito di dimostrarsi utile o per lo meno sacrificabile non sembrano scelte sagge di primo acchitto. Dove altro vorra arrivare allora e dove vorrà spingersi il nostro spietato pelato di fiducia con le sue macchinazioni? Il primo passo è certamente tentare di recuperare il rapporto con suo figlio, e cercare di comprendere la vera entità della cupola e dei ‘comunicati’ che è solita mandare ed ai quali è difficile disobbedire. Provare per Credere.

HEY, ARE YOU OK?

No, non se la passa benissimo direi…

Se dunque questa sembra essere la frase ultimamente più pronunciata ed ascoltata al di sotto della cupola, è anche la battuta preferita di Angie. Non tanto quando è intenta a dispensare caffè (e tra l’altro, apprezziamo il cameo del sommo Stephen King all’interno del bar), quanto quando è intenta ad impicciarsi di cose di cui forse non dovrebbe proprio curarsi. Le donne è comunque noto, di natura sono così, e dunque non riesce ad esimersi ogni qual volta la ragazza misteriosa, e soprattutto muta, le si pari davanti. La segue fin dentro la scuola, continua a domandarle se tutto vada bene e…nel momento in cui va per affacciarsi su un armadietto che questa aveva aperto, succede l’impensabile. Noi siamo ancora lì, a metà tra “Angiemapotevifartiicazzituoi” a “Ommioddioecchésuccesso”, con il sospiro di sorpresa bloccato in gola.

Qualcuno vuole del caffé?

Chicca, versa che me devo ripijà…

E mentre lo schermo si fa nero, ci arrovelliamo il cervello cercando di formulare teorie su teorie:

Ciò che è morto, è veramente così morto alla fine?

Che cos’è –o che posto è – Zenith?

Quali segreti nasconde questa misteriosa ragazza comparsa dal nulla?

Quali cambi di equilibri e sconvolgimenti vari ci attenderanno nella prossima puntata?

Angie, continuerà a versare ancora caffè agli avventori di Chester’s Mill?

Lo scopriremo presto…sempre che la Cupola voglia…

Nel frattempo, riuscite ad individuare la nostra poliziotta-sceriffo qui? Chi l’avrebbe mai detto!

Alla prossima recensione con gli ‘accupolati‘ di Parole Pelate.

Un grazie speciale alle pagine: Under the Dome – Italia | Under The Dome Italia | Telefilm Italia

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