Telefilm

Recensione | Warehouse 13 5×06 “Series Finale”

E’ sempre difficile salutare una serie, sia che finisca, sia che venga interrotta. In alcuni casi si ha anche la fortuna di riuscire ad ottenere quegli episodi aggiuntivi,giusto per far si che il cerchio abbia una sua quadratura, o che rimanga in una linea immaginaria, un percorso aperto, e di infinite meraviglie.

E’ stato così per Warehouse 13 che per 5 anni ha accompagnato gli appassionati nerd e non, fedeli di SyFy e che ci regala, nell’ultimo episodio, un ripercorrere momenti salienti e non solo. Abbiamo l’occasione di risalutare tutti e di rivedere tutti, da H.G. Wells a Leena, ed in un certo qual modo, possiamo accomiatarci in maniera più che degna.

E’ un connettersi col passato e col futuro stesso, con il destino del Magazzino che, così come è stato durante questi anni e nella dimensione temporale della ficiton, si  spostato e continuerà a spostarsi. Non ci stupisce così vedere Helena stendere Jack lo squartatore con un artifact, oppure scoprire qualche altro aspetto più “umano” della misteriosa Signora Frederick. O perfino, vedere Mykes e Pete combattere in stile Mortal Kombat, con tanto di canzoncina ad hoc – per veri nerd nostalgici.

Inoltre, grazie alla tavola rotonda di Re Artù – ora capsula temporale del magazzino – abbiamo la possibilità di svelare ancora qualcosa dei nostri amati personaggi, prima di riporli con un telo bianco in un angolo della nostra soffitta tele filmica.

Scopriamo che Artie ha un figlio, e che sa’ del magazzino, ma è un esterno perché questo è il modo in cui si può proteggere anche chi si ama. Vediamo come Jinksy riesca a commuoversi e atrovare la sua tanto agoniata pace all’interno di un cuore umano, o come Claudia stessa, tanto restia a non diventare la prossima custode, finirà per farlo con più entusiasmo che mai.

Scopriamo che Leena aveva previsto tutto, grazie alle sue doti, e dunque aveva già accettato quella che sarebbe stata la sua sorte, tanto devastante per noi spettatori affezionati.

E Pete e Myka? Come i Mulder e Scully del nuovo millennio hanno però l’opportunità di rivelarsi l’un l’altro e di dirsi che, in fin dei conti, come ci son sempre stati,c osì continueranno a fare, perché sono una cosa sola, in tutti i sensi. E se da un lato può far strano, abituati a negare per troppo tempo la loro dimensione “amorosa”, alla fine vediamo come sia unico e giusto coronamento di tutte le vicende trascorse.

Insomma, Warehouse 13 ci lascia in maniera poetica e leggera, con risate e lacrimucce, come di consueto, ma con la certezza che, in un mondo di straordinarie meraviglie, nulla avrà mai definitivamente la parola fine.

Per quel che ci riguarda, ringrazieremo SyFy per questa piccola perla che ci ha donato, e che ha cesellato con gli anni, avendo cura di non lasciarla rompere o farla cadere nelle mani sbagliate.

Se ci sarà un’altra serie come Warehouse 13? Credo di no…ma attendermo di sognare col prossimo prodotto telefilmico a metà tra realtà e meraviglie.

Ringraziamo: Diario di una fangirl. | TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | Serie Tv e film time | Telefilm Italia | Film e telefilm ossessione.

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