Telefilm

Recensione | Warehouse 13 5×05 “Cangku Shisi”

E’ un ritardo quasi imperdonabile quello che mi porta a scrivere di Warehouse 13, ad una puntata dalla fine e contando che il series finale è andato in onda negli USA proprio ieri. E’ un ritardo dettato dalla difficoltà degli assidui followers di quelle serie di nicchia, che sono li per palati fini e abbastanza nerd, e che, quando finiscono, ti lasciano sempre con un po’ di amaro in bocca. Vuoi le scelte della rete, vuoi i ratings, dobbiamo comunque tener conto che mamma SyFy ha voluto darci una degna conclusione. Che degna poi lo sia, staremo a vedere, intanto cerchiamo di affrontare questa penultima disavventura, o almeno, la non troppo coinvolgente anticamera di quello che potrà succedere nel capitolo finale del nostro magazzino.

Eravamo rimasti al ritorno di Valda, l’uomo col nome da pasticca per la gola. Era morto in Egitto? Errore! Come il conte di Montecristo, tosto e vendicatore, torna e vuole impadronirsi del magazzino. Come è possibile? Impossible is nothing, dice qualcuno, e nulla è impossibile per il w13, soprattutto laddove siamo abituati a considerare realtà parallele, raggi di curvatura, teletrasporti e….sto tergiversando in maniera mostruosa.

Dicevo, Valda torna da un continuum temporale parallelo, lo stesso in cui Paracelsus aveva il suo personalissimo magazzino di tipo sperimentale e molto Nazi, ed il desiderio del Valda-balsamico è proprio quello di impadronirsi del suddetto magazzino e addirittura SPOSTARLO. “Voi fate voto, noi facciamo vuoto…!” (cit.)

Per far questo avrà bisogno di un curatore, e all’occasione, decide di rapire Claire, trasformarla in Robocop monocolo e servirsi di lei. AH già, perché tra le tante cose buttate nel calderone, si viene a sapere che se mai morisse una sorella custode, c’è sempre l’altra che ne prende il posto. Grazie per l’info “tempestiva”, cari autori.

Come se non bastasse, sembra che ci sia una chissà quale entità politica e non dalla Cina che appare interessata ad un acquisizione del magazzino, con immediato spostamento a Pechino proprio sotto allo stadio che nel 2008 ospitò i giochi olimpici. Il titolo dunque, Cangku Shisi altro non vuol dire Magazzino 14 in cinese. Mi raccomando, tenetelo a mente la prossima volta che ordinate cinese e magari inseritelo tra un involtino Plimavela e Spaghetti di Soia con Veldule.

Ovviamente, in tutto questo trambusto, i nostri agenti sono sempre pronti a correre contro il tempo, e la task force si compone di due tag team con Artie e Jinksy da un lato e Pete,Mykes e Claudia dall’altro.

Dei nostri agenti e delle loro dis-avventure in questo episodio cosa dire? Non ho apprezzato molto la scelta di rendere Pete così impacciato nei confronti di Mykes. Hanno condiviso di tutto, si sono salvati a vicenda più volte ed ora, solo per l’ombra di un sentimento che lui dovrebbe provare per lei, agisce in questa maniera? Se non fossi abituata ai siparietti comici e alle citazioni in salsa sci-fi potrei arrabbiarmi, anche se, per una volta, pensavo e speravo ci dessero un pochino di soddisfazione con questa Ship.

Ovviamente, inutile dire quanto, anche questa volta, Artie sia l’insostituibile ago della bussola, la chiave di volta, quella stessa pietra angolare che permette al magazzino di salvarsi e di sorreggersi, con l’aiuto sul campo degli agenti + Claudia. Jinksy è invece ormai ridotto solo ad un rivelatore di bugie e al gay friend alla Will & Grace che tutti vorrebbero. Ci saremmo aspettati di più.

Anche Claudia, con le sue intuizioni e sensazioni da custode, è stata questa volta leggermente sottotono ed il suo tornare ad usare la canzone dei Garbage per ridestare la sorella, è sembrato sì efficace ma anche un qualcosa di un po’ troppo prevedibile. Ad ogni modo, noi la adoriamo lo stesso, sia per aver salvato Claire on screen e sia quando capiamo che, anche nella vita reale, in fondo in fondo, è proprio una di noi! (leggasi: l’ultima puntata è uscita prima in rete e ommaigod noncelapossofareaguardarlaprima)

Insomma, puntata questa a parer mio decisamente di raccordo, che preme sull’acceleratore con moderazione ma poi frena al semaforo rosso, sebbene non riesca a vedere che, dall’incrocio a destra, sembra arrivare un Tir a tutta velocità. Ovviamente è una metafora, eppure abbiamo la netta sensazione che questo piccolo spostamento-non spostamento del W13 sia solo un granello di polvere rispetto a ciò che potremmo aspettarci dal Series Finale.

MOMENTO GOLD – Pete che cerca di capire i suoi sentimenti per Myka usando Jinksy come una cartina tornasole. Non mente! Oh Gosh!

MOMENTO WTF – Il temibile Valda, tanto temibile che…chi di forchetta ferisce, di forchetta perisce. La sparizione più inutile della storia….per il momento(?)

Beh, che dire…trailerino e…pronti per la fine di questo mondo di Endless wonders… (invia a tutti scorte di Kleenex).

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